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giovedì 12 settembre 2013

Ordigno bellico su riva lago Omodeo


E' stato un poliziotto in vacanza in Sardegna a segnalare alla Centrale operativa della Compagnia dei Carabinieri di Ghilarza il ritrovamento di una granata da mortaio.
Il turista, che stava pescando sulla riva del lago Omodeo, è incappato per caso nell'ordigno, in ottimo stato di conservazione, avvistato a causa dell'abbassamento del livello dell'acqua, ed ha telefonato dando l'allarme. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno raggiunto la zona a Tadasuni ed hanno provveduto ad interdire l'area allertando gli artificieri dell'Esercito del 5/o Reggimento Genio Guastatori di Macomer specializzati anche nel disinnesco degli ordigni.
Fonte:

Ordigno bellico a Napoli, isolata zona


(ANSA) - NAPOLI, 11 SET - Un ordigno bellico, probabilmente risalente alla Seconda Guerra Mondiale, è stato trovato a Napoli durante lavori di ristrutturazione in un'area nei pressi di via Reggia di Portici, all'angolo con via Gianturco. Sul posto sono intervenuti Polizia e Vigili Urbani che hanno provveduto a isolare la zona in attesa dell'arrivo degli artificieri dell'Esercito. Il luogo del ritrovamento precedentemente ospitava un autolavaggio.
                                                              Foto Ansa

mercoledì 11 settembre 2013

Ripescato un ordigno bellico in mare: evacuato il porto di Rimini



Ripescato un ordigno bellico in mare: evacuato il porto di Rimini

Evacuato martedì mattina il porto di Rimini per il ritrovamento di un ordigno bellico. Intorno alle 11.30, il peschereccio Veronica, che era in attività a circa 7 miglia dalla costa, con le reti ha pescato una bomba di profondità, verosimilmente risalente alla Seconda Guerra Mondiale e di fattura tedesca. L'intera area del porto è stata quindi interdetta alla navigazione, con la motovedetta della Guardia Costiera che ha blocca l'accesso via mare. Anche via terra tutta l'area portuale, compreso un tratto della spiaggia libera, è stata chiusa per un raggio di 500 metri dal peschereccio che è stato attraccato in piazzale Boscovich.



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Ripescato un ordigno bellico in mare: evacuato il porto di Rimini

Nella mattinata di mercoledì il peschereccio si trovava davanti al largo del porto, nei pressi della piattaforma di trivellazione, quando ha iniziato ad issare le reti. I marinai di sono immediatamente resi conto che qualcosa non andava e, quando la rete è emersa dall'acqua hanno scorto il grosso ordigno, circa un metro di diametro, incastrato. Il "Veronica" è quindi rientrato in porto mentre, via radio, ha avvertito le autorità che hanno subito fatto partire le procedure del caso e, sul porto, è intervenuta la polizia di Stato, la guardia costiera e l'esercito in attesa dell'arrivo degli artificieri della Marina Militare da Ancona per il disinnesco della mina.
Le operazioni sono iniziate verso le 15 mentre, nel frattempo, tutta l'area è stata delimitata e il transito alle imbarcazioni vietato. Per sicurezza, sia le attività economiche di piazzale Boscovich che la ruota panoramica sono state fatte sgomberare. Il personale della Marina ha lavorato per oltre un'ora per mettere in sicurezza l'ordigno e, verso le 16.30, il lavoro degli artificieri si è concluso e, seppur regolamentato dalla Guardia Costiera, è stato riaperto il traffico delle imbarcazioni nel porto. Non è stato possibile, tuttavia, rimuovere il residuato bellico che verrà fatto brillare in mare probabilmente giovedì mattina.



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Ripescato un ordigno bellico in mare: evacuato il porto di Rimini

"Non siamo ancora sicuri sulla reale provenienza dell'ordigno ripescato mercoledì mattina - ha spiegato Piercarlo Di Domenico, comandate della Capitaneria di Porto di Rimini - e al momento non possiamo nemmeno dire che il pericolo sia cessato. Giovedì mattina, salvo condizioni meteo avverse, riprenderà il lavoro degli artificieri che lo faranno brillare in mare. Nel frattempo, però, il residuato bellico resterà a bordo del peschereccio e stiamo preparando un'ordinanza per interdire l'accesso a piazzale Boscovich fino a giovedì mattina. Nella notte, tutte le attività economiche, ruota compresa, resteranno chiuse e il peschereccio verrà portato il più lontano possibile verso l'imboccatura del porto dove resterà piantonato per tutta la nottata. Per quanto riguarda la navigazione, invece, il transito alle imbarcazioni sarà permesso solo con una regolamentazione delle entrate e delle uscite".
Fonte:


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Castrovillari, ritrovato ordigno bellico sul Pollino


Il personale del Comando Stazione Forestale di Morano Calabro oggi (martedì), durante il normale servizio d’istituto, ha rinvenuto un ordigno bellico di 66 mm di fattura tedesca, risalente alla Seconda Guerra Mondiale (nella foto).
Lo stesso è stato ritrovato in una zona particolarmente impervia ai piedi del Monte Pollino in località Pollinello, ricadente in zona 1 del Parco Nazionale del Pollino, nel Comune di Castrovillari. Gli uomini del C.F.S. hanno immediatamente informato la Prefettura di Cosenza, la quale ha comunicato il fatto alla Compagnia locale dei Carabinieri ed al Reparto degli artificieri della Caserma Militare dell’Esercito Italiano “Ettore Manes” – Genio Guastatori di Castrovillari. Domani (mercoledì) il piccolo ordigno verrò fatto brillare.
v.l.c.
Fonte:

lunedì 9 settembre 2013

PESCARA: SCOPERTA UNA BOMBA SECONDA GUERRA MONDIALE


PESCARA - I carabinieri della Compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Claudio Scarponi, hanno rinvenuto all'alba di oggi in via Tiburtina, in un terreno di proprietà di una società di costruzioni, un residuato bellico risalente molto probabilmente alla Seconda Guerra Mondiale.
Si tratta di un proietto di 105 millimetri di larghezza e 55 centimetri di lunghezza ad alto potenziale, contenente tritolo, ma fortunatamente privo della spoletta di innesco, e quindi non in grado di nuocere. È stato il proprietario del fondo ad allertare i carabinieri che, dopo aver isolato la zona, hanno provveduto a rimuovere con gli artificieri della Polizia di Stato l'ordigno che verrà fatto esplodere in una cava isolata del Pescarese.
Fonte:
http://www.abruzzoweb.it/contenuti/pescara-scoperta-una-bomba--da-seconda-guerra-mondiale/527473-4/

domenica 8 settembre 2013

Casalecchio, disinnesco bomba completato con successo


Questa mattina si sono concluse con successo e nei tempi stabiliti dalla Prefettura di Bologna le operazioni di evacuazione e disinnesco dell’ordigno bellico di 240 kg rinvenuto presso il cantiere dell’Hotel Calzavecchio.
Dalle 6,30 è cominciata l’ evacuazione delle oltre 6.000 persone presenti nella danger zone in un raggio di 500 metri dal punto di ritrovamento della bomba.
Alle 8,10, terminata l’evacuazione, gli artificieri specialisti dell’Esercito Italiano appartenenti al Genio Ferrovieri di Castel Maggiore hanno cominciato il dispolettamento dell’ordigno che si è concluso 30 minuti dopo, rendendo così innocui i 120 kg di tritolo presenti all’interno del congegno.
La riapertura della danger zone, con il rientro della popolazione alle proprie abitazioni e il ripristino della circolazione, è avvenuto intorno alle 9,00.
L’ordigno è poi stato trasportato alla Cava I Laghi di Pianoro per il successivo brillamento.
Il territorio era presidiato dalla Polizia Municipale, dagli oltre 200 volontari di Protezione Civile e dalle Forze dell’Ordine rappresentate da Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Stradale.
L’Unità di Crisi, riunita al Centro Operativo Comunale di Protezione Civile presso la Casa della Solidarietà in via del Fanciullo, era coordinata dalla Prefettura di Bologna rappresentata dalla dott.ssa Chiara Pintor, e composta dal Comune di Casalecchio di Reno – con il Sindaco Simone Gamberini, Paolo Nanni, Assessore alla Protezione Civile, e Giorgio Benvenuti, Comandante della Polizia Municipale e responsabile della Protezione Civile locale – Questura , Esercito Italiano con il rappresentante del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore, Comando della Sezione Polizia Stradale di Bologna, Comando Provinciale dei Carabinieri, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Autostrade Terzo Tronco, RFI (linea Bologna – Porretta), Azienda USL – Centrale Operativa 118, HERA, Enel, Telecom, Tper e il coordinatore del Volontariato.
Ringraziamo i cittadini per la disponibilità a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni facilitando così lo svolgimento delle operazioni”, sottolinea il Sindaco Simone Gamberini, “ringrazio inoltre i tanti volontari presenti che hanno consentito e agevolato la risoluzione dei casi anche più delicati, un grazie in particolare alla Pubblica Assistenza, alla Protezione Civile locale per aver coordinato e garantito le operazioni sul territorio e agli Enti coinvolti nell’Unità di Crisi. Si è svolto tutto con regolarità, speriamo così di aver creato meno disagi possibili ai nostri cittadini”.
Fonte:
http://www.renonews.it/casalecchio-di-reno/2013/09/08/casalecchio-disinnesco-bomba-completato-successo/
                                                              Foto: RenoNews
 

TERRACINA, SETTANT’ANNI DAL BOMBARDAMENTO ANGLO-AMERICANO


Domani sarà trascorso un altro anno da quel 4 settembre del 1943 quando un terribile bombardamento aereo colpì Terracina nella seconda guerra mondiale.
Sono passati, dunque, 70 anni da quel primo micidiale lancio di bombe sulla città e il segno si conserva indelebile nella memoria di quanti c’erano e hanno potuto raccontarlo. Nel pomeriggio di quel giorno nel cielo apparvero una quarantina di aerei anglo-americani che scaricarono giù una quantità enorme “di ferro e fuoco” come si legge sulla ‘Storia di Terracina’ di Arturo Bianchini.
I danni furono ingenti, soprattutto nella parte bassa della città. Le vittime 138 e nella mente di quanti hanno vissuto direttamente quei momenti c’è ancora scalfito il ricordo dei rumori assordanti delle bombe che esplodevano; le grida accorate di quanti cercavano di radunare i propri congiunti e di scappare in campagna; la disperazione dei contadini che di corsa ritornavano dai campi e dalle vigne per cercare moglie e figli. Ma in molti restarono senza niente e nessuno. Davvero un’inutile barbarie visto che di soldati tedeschi in città ce n’erano ben pochi.
E il 4 settembre fu soltanto l’inizio. Seguirono una quarantina di bombardamenti, tra i quali il più terribile fu quello del 27 maggio del ‘44, a opera dei tedeschi. E poi razzie, distruzioni sistematiche, uccisioni per rappresaglia, atti di ferocia gratuita.
Terracina ritornò ai terracinesi soltanto dopo l’occupazione americana della primavera del 1944, e ancora la città dovette subire l’ultimo bombardamento come punizione dell’aviazione tedesca. Alla fine la città aveva un aspetto terrificante, e la sua ricostruzione fu faticosissima. Delle ultime generazioni in pochi ricordano, o addirittura conoscono, questa storia. A tramandarne la memoria ci pensano i reduci e gli anziani in genere, che anche quest’anno depositeranno una corona al monumento ai caduti di piazza Garibaldi, alla presenza delle autorità civili e militari.
Due anni fa l’evento fu ricordato anche con la mostra fotografica del compianto Giovanni Spezzaferro. Quest’anno lo faranno gli scatti di Paolo Alberto Giannetti, concittadino appassionato di foto e di storia, che allestirà una mostra fotografica per l’occasione presso lo show room di Bum, in viale della Vittoria, da domani fino al 7 settembre, visitabile negli orari di apertura del negozio.
Fonte:
http://www.h24notizie.com/news/2013/09/03/terracina-settantanni-dal-bombardamento-anglo-americano/