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venerdì 21 febbraio 2014

Bosnia sminata a meta'


Dal 1995 in Bosnia 46 tecnici di rimozione delle minesono rimasti uccisi durante i processi di sminamento ed a vent'anni dalla fine dei conflitti nella regione , le mine in Bosnia-Erzegovina rimangono uno dei più grandi problemi per la sicurezza del Paese. SI calcona che fino ad oggi le mine antiuomo lasciate dal conflitto in Bosnia-Erzegovina abbiano ferito più di 1.200 persone uccidendone 600. 
Dall'inizio di quest'anno gli incidenti causati dalle mine hanno provocato la morte di almeno tre persone : il 4 gennaio a Karanovac un bambino di 10 anni, Sejdo Siko è stato ucciso da un'esplosione suo padre , Selmir , è stato gravemente ferito .Sejdo , che stava cercando residui di ferro con il padre e lo zio , vagava in un campo minato marcato sulla linea che separava le fazioni in guerra 1992-1995 .

Molti residenti nelle aree rurali della Bosnia-Erzegovina accidentalmente entrano aree minate in cerca di legno , rottami metallici e altri materiali che possono essere venduti. "Il costo umano è molto alto e proprio per questo l'Unione europea ha costantemente investito in azioni di sminamento nella Federazione, dal 1996 in Bosnia soni stati attuati 55 progetti finanziati dalla Ue per un valore di quasi 39 milioni di euro ", dice al "SETimes" Andy McGuffie , portavoce del rappresentante speciale dell' Unione in Bosnia-Erzegovina.

Secondo il Centro di azione BiH Mine circa 1.218 chilometri quadrati, ovvero il 2,4 per cento del territorio del Paese , è coperto in mine antiuomo e si stima che in Bosnia rimangano circa 120.000 mine e ordigni inesplosi . Goran ?drale [ /b], un analista senior presso il Centro, spiega che molto è stato fatto : nel 1998 , l'8 per cento del paese era sotto la minaccia delle mine e negli ultimi 20 anni su suna superficie di 3.000 km quadrati circa 65.000 mine sono state rese inoffensive. La ricerca pero' è lenta , pericolosa e costosa " Per chiudere la strategia nazionale in materia di rimozione delle mine entro il 2019 , abbiamo bisogno di 300 milioni di euro ", aggiunge

L'Ue si è impegnata ad assistere la Bosnia-Erzegovina a eliminare queste minacce fornendo un sostegno finanziario significativo alla rimozione: "Chiaramente dev'esse fattodi piu' più se vogliamo raggiungere l'obiettivo di liberare il paese delle mine entro il 201 9 e la relazione 2013 della Commissione europea per la Bosnia-Erzegovina delinea le azioni necessarie ", aggiunge McGuffie .

Il rapporto afferma che " l'attuazione della strategia di azione contro le mine è in ritardo e solo la metà degli obiettivi fissati per gli ultimi tre anni sono stati raggiunti. La legge per gli interventi contro le mine deve ancora essere adottata e per raggiungere l'obiettivo di ripulire il paese entro il 2019 bisogna affrontare le responsabilità di raccolta dei fondi , la capacità amministrativa, la gestione e il coordinamento delle missioni ."
Radosav Zivkovic , ferito da una mina e che oggi che lavora presso una Ong che si occupa del problema dice che ka Bosnia dovrebbe chiedere una proroga del termine ." Se continuiamo su questa dinamica lo sminamento durerà fino al 2024 . La mancanza di una mappa dei campi minati e dei fondi per lo sminamento potrebbe costare più vite, il problema è che abbiamo una nuova generazione che non presta attenzione ai segnali . La cattiva situazione economica poi vta costringendo le persone a raccogliere legna da ardere e metallo , ed anche coloro che sono consapevoli del pericolo lo ignorano perché devono provvedere alla sopravvivenza della loro famiglia " 

Fonte:
http://italintermedia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=68788&typeb=0&Loid=226&Bosnia-sminata-a-meta-

giovedì 20 febbraio 2014

Spavento a Via Sediari. Trovato residuato bellico


di 
PALMA CAMPANIA Un ritrovamento che ha generato qualche piccolo spavento, ma che si è concluso nei migliori dei modi. Questa mattina, infatti, nei pressi di via Sediari, a Palma Campania, è stato trovato un ordigno bellico, risalente alla seconda guerra mondiale. La bomba, della grandezza di un pugno, era adagiata in una stradina sterrata, ed affiorata col tempo. A notarla sono stati alcuni passanti che hanno subito allertato le autorità. Sul luogo, infatti, sono intervenuti i carabinieri di Palma Campania, guidati dal maresciallo Esposito, gli artificieri di Caserta ed i vigili urbani. La zona è stata cinturata per far sì che gli artificieri potessero, in piena sicurezza, far brillare l'ordigno.
Fonte:
http://www.ilfattovesuviano.it/2014/02/spavento-via-sediari-trovato-ordigno-bellico/

Ritrovati i corpi di due militari americani risalenti alla seconda guerra mondiale


I resti dei corpi di due militari americani, risalenti al periodo del secondo conflitto mondiale, sono stati ritrovati in località Picchiocca, nei pressi di via Acqua del Corvo  a Pellezzano. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Polizia Locale agli ordini del comandante Giovanni Pierro e i carabinieri della Stazione di Coperchia con il comandante Jose’ Aliano. Scoperte importanti per ricostruire la storia dei nostri territori”. Ha commentato il sindaco Carmine Citro.
Fonte: http://www.salernonotizie.net/ritrovati-i-corpi-di-due-militari-americani-risalenti-alla-seconda-guerra-mondiale.html#ixzz2tsy5RTJs 

Ordigno bellico trovato a Calata Tripoli: area messa in sicurezza


Genova - Un ordigno bellico è stato ritrovato nella giornata di ieri a Calata Tripoli da una ditta che stava effettuando lavori al Termina San Giorgio: dalle prime informazioni la bomba risalirebbe alla Seconda Guerra Mondiale e avrebbe un diametro di 60 cm. L’area è stata messa in sicurezza mentre nelle prossime ore dovrebbe avvenire la rimozione e poi l'ordigno verrà fatto esplodere da un’altra parte. Non è il primo residuato bellico che viene trovato all’interno del porto, infatti già nel 2012 una bomba è stata ritrovata a Calata Giaccone ed era stata fatta brillare.
Fonte:
http://www.cittadigenova.com/Genova/Cronaca/Ordigno-bellico-trovato-a-Calata-70908.aspx
                                                    Foto: http://www.ilsecoloxix.it/

Granata inesplosa trovata in un cantiere


PREGASSONA - Una granata inesplosa è stata ritrovata giovedì mattina in un cantiere situato a lato di Viale Cassone a Pregassona. Alcuni operai, intenti ad effettuare uno scavo, hanno notato qualcosa di simile ad un ordigno, e immediatamente i lavori sono stati sospesi. In un primo momento si era parlato di un presunto ordigno bellico. La Polizia è stata allertata ed è stato disposto l'invio degli artificieri. Anche la Sezione del militare è stata informata. La zona è stata isolata. La Polizia cantonale, da noi contattata, ha specificato che la situazione è sotto controllo, e non ci sono allarmi per la popolazione. 
Quanto ritrovato non costituisce un pericolo immediato poiché la munizione è priva di innesco. Il ritrovamento è quindi stato trasportato in un luogo sicuro e sarà eliminato nei prossimi giorni.
Fonte:
http://www.tio.ch/News/Ticino/779036/Granata-inesplosa-trovata-in-un-cantiere/

CAPUA: UNA STAZIONE PIENA DI BOMBE


Attualmente un team bcm della ditta CCM è impegnata in un lavoro di bonifica bellica all'interno della stazione di Capua. Normalmente questi delicatissimi lavori vengono svolti in luoghi con caratteristiche diverse: in montagna, tra campi agricoli pianeggianti, tra i greti di fiumi o torrenti, eccetera, eccetera. Ma l'attenzione degli addetti ai lavori non muta mai, anzi ogni giorno che passa, la concentrazione si moltiplica di per se. Tuttavia quando il lavoro è svolto all'interno di una stazione ferroviaria all'attenzione, alla concentrazione prevale una personalissima emozione dovuta a dei fattori esclusivamente storici. Infatti non esiste in Italia uno scalo ferroviario che non sia stato bombardato o colpito in altro modo. La stazione a quei tempi andrebbe vista come luogo di smistamento di materiale d'ogni genere: vestiario, alimentare, ma sopratutto, per mezzo dei binari si spostano interi reparti militari. È anche vero che i vagoni ferroviari distribuivano ai vari fronti di guerra, enormi quantità di munizioni. Le nostre linee ferroviarie tra il 40 e il 45 hanno visto e conosciuto le munizioni di mezzo mondo. A gennaio la squadra Bcm CCM gestita da Pietro (anni e anni d'esperienza) e supervisionata dal Decimo Reparto Infrastrutture Napoli, inizia le proprie operazioni di bonifica. Al primo scavo spuntano alcuni ordigni di piccolo calibro. Pietro non si scompone, lui già comprende cosa gli riserva quel lavoro, già immagina cosa potrebbe essere sepolto. In ogni caso l'escavatrice continua il suo lavoro. Passano le ore, i giorni, le granate sono più di tremila, tutte smaltite, in tempo reale, dal 21° Reggimento Genio di Caserta. Una mattina la strumentazione di Pietro indica la presenza di una spaventosa massa ferrosa. Non possono essere le comunque temibili granate. Pietro teme la presenza d' enormi bombe o peggio ancora i famigerati fusti incendiari. In ogni caso gli uomini di Pietro sono pagati per non confondere professionalità e paura. Pietro scava e fa scavare. Tra bombe e granate, dopo un paio d'ore si nota un pezzo di ferro spesso e tondeggiante, lo sterro manuale continua per tutta la giornata. La mattina successiva il lavoro riprende. Mentre i genieri di Caserta non terminano d'eliminare granate, gli uomini CCM sono impegnati a definire il mistero di quella titanica massa ferrosa. Scava di qua, scava di la, dopo un paio d'ore Pietro comprende: è la ruota di un carro ferroviario. Si, è un carro merci, carico di munizioni, colpito da una bomba nemica e che avrebbe sparso parte del carico esplodente nel terreno della stazione. Concedetemi una sola valutazione: Oggi come ieri le munizioni viaggiano caricate nei convogli composti da molteplici carri merci. La Ccm ha trovato il primo carro, per logica e senza paura d'esagerare sembra di capire che tra il ballast di quel vecchio binario ormai in disuso, possano essere sepolti altri carri, altre munizioni da individuare e per la sicurezza di ferrovieri, pendolari e cittadinanza da eliminare quanto prima.
Giovanni Lafirenze  


mercoledì 19 febbraio 2014

Trovato un ordigno bellico in via Stiela


di Sabrina Gariddi
Inusuale ritrovamento ieri sera da parte di alcuni ragazzi di un presunto ordigno bellico all’interno di un’area abbandonata in via Stiela a Ragusa. I ragazzi insospettiti dalla forma di questa rudimentale bomba a mano, sicuramente risalente al secondo conflitto mondiale, ritrovata sotto un pesante masso, hanno richiesto l’intervento della polizia di stato. L’area in questione, limitrofa ad una bambinopoli nel quartiere di Via Paestum, è stata transennata in modo precauzionale. Ieri sera già sul posto, sono intervenute le pattuglie della polizia di stato, dopo la segnalazione dei giovani, per verificare di cosa si trattasse. E stamani si è proceduto a chiudere la zona in attesa che vengano inviati gli artificieri che dovranno estrapolare l’ordigno bellico e poi trasferirlo in luogo sicuro per disinnescarlo e renderlo innocuo.
Fonte:
http://www.ragusah24.it/2014/02/18/trovato-un-ordigno-bellico-via-stiela/