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biografiadiunabomba

martedì 11 marzo 2014

MAMA MAGNEMO ON QUO ?


All'interno del piccolo cortile tre ragazzini sembrano confabulare tra loro. Probabilmente, semplici confidenze tra chi non possiede più alcuna ragione per sorridere, per giocare. Da un paio di settimane la vita in città da insostenibile è diventata davvero assurda. Sapone ? Introvabile. Zucchero ? Ancora peggio, pane ? 150 grammi giornalieri per famiglia. In pratica non è possibile reperire beni di prima necessità, neanche se muniti di tessera annonaria. La popolazione è economicamente stremata anche dal mercato nero. L'Italia è in guerra dal dieci giugno del 1940, ma per i padovani residenti in città a parte i continui allarmi aerei notturni la guerra persevera ad essere una tragedia da leggere sui giornali, alla radio o per mezzo delle lettere dei famigliari inviati dal vecchio regime nei vari fronti militari. Anche lo sbarco anglo-americano in Sicilia, da queste parti, appariva nelle vesti di uno spettro da esorcizzare grazie alla distanza.
In realtà a Padova la guerra è stata ancor più sentita a partire dal mese di settembre. Difatti i primi giorni di quel mese si era prima, sparsa la voce della fine del conflitto nel paese. In città c'erano stati anche dei festeggiamenti, ma il successivo aumento, nei giorni a venire, dei militari tedeschi aveva fatto comprendere a tutti che il peggio si sarebbe presentato da lì a qualche giorno.
Ore 10: 43 del 16 dicembre del 1943

“Anzolo torna su”. Urla Alessandra, la mamma di uno dei tre bimbi presenti nel cortile. Angelo alza la testa, con un cenno del capo fa intendere d'aver compreso e di corsa s'avvia verso le scale dell'abitato. Arcella enorme quartiere della città del Santo. Il Ragazzino come un fulmine entra in casa:
“mama magnemo on quò ?”. la mamma guarda il piccolo, vorrebbe rispondere diversamente, ma sa che non servirebbe a nulla, perciò abbracciando il figlio tra una carezza ed un bacio risponde: “speremo in Dio”.
Angelo, undici anni all'anagrafe, già segnato da una vita colma di ostilità. Ultima notizia del padre sembra essere una cartolina del fronte greco, poi nulla più, l'inspiegabile silenzio trasudante di numerosi e tristi presagi che intersecano vita e speranza, morte, delirio e tormento. In ogni caso dopo due giorni di assoluto digiuno, Angelo vede la madre preparare della polenta, sgrana occhi e animo, oggi si mangia.
Ore 13: 03.
Alessandra da una trentina di minuti è seduta vicino ad un camino spento. È pensierosa, ricorda la precedente guerra. A quei tempi era una bimba della stessa età del figlio. Vede il figlio rivivere le stesse paure, identica miseria. All'improvviso il solito allarme, questa volta diurno. È il cupo rombo delle Fortezze Volanti. Forse, pensa la mamma “sono dirette in Germania”.
Ore 13:05
Il primo boato, poi il secondo, il terzo. È l'inizio dell'inferno. I B-17 sganciano 200 tonnellate di bombe. Colpiscono Porta Trento, l'area della Santissima Trinità, la zona industriale, il deposito locomotive, la stazione centrale, il quartiere Arcella. “Angelo corri con me, raggiungiamo il rifugio”, urla a più non posso la mamma che in un istante afferra il ragazzino e lo spinge verso l'uscita di casa. La donna apre la porta, ma è investita da un tremendo boato. Le pareti di casa, tremano. Le esplosioni si moltiplicano, le fiamme che avvolgono i palazzi adiacenti raggiungono altezze incredibili, interi stabili crollano la gente urla, piange, si dispera, bestemmia. Fiumi d'incandescenti macerie, travolgono incolpevoli passanti d'ogni sesso, d'ogni età. La polvere dei calcinacci spinta da potenti venti ad alta temperatura ustiona, acceca, ferisce. Gli ordigni continuano a precipitare, Arcella è in ginocchio. Al fuoco delle bombe al fosforo ed esplosive si aggiunge il fuoco delle reti gas interrotte. Decine i morti centinaia i feriti. Alessandra stringe la mano al figlio, corrono, corrono, verso un pensiero, verso la salvezza. In realtà non corrono, ma fuggono da un terrore ben distribuito non solo in Europa. Crolla la parete di una palazzina, le rovine investono Alessandra ed Angelo. La mamma tenta un ultima disperata richiesta d'aiuto, non né ha il tempo. Angelo con le mani cerca la madre, non la trova. La chiama, non riceve risposte. Angelo sposta qualche piccolo sasso, vorrebbe liberare la sua mamma da quei cumuli di macerie, ma non è più possibile. La guerra per Alessandra è terminata, per la città del Santo continua: altro sangue innocente sarà sparso per la città. Fuoco travolgerà altro fuoco. I bombardamenti aerei termineranno nel 1945. Ma di Alessandra sepolta tra macerie e del del suo piccolo Angelo fuggito chissà come, chissà dove nessuno saprà più nulla.


Giovanni Lafirenze 

Ritrovate a Portula due bombe a mano

In attesa dell'arrivo degli artificieri della Brigata Alpina Taurinense i carabinieri stanno piantonando il canale di frazione Castagnea, a Portula, in cui sono state ritrovate due bombe a mano OD82 risalenti alla seconda guerra mondiale ma all'apparenza in buono stato di conservazione. A scorgerle è stato un ragazzo del posto che stava andando a pesca nel vicino torrente.
Gli ordigni verranno fatti saltare direttamente sul posto forse già oggi
Fonte:
http://www.newsbiella.it/2014/03/11/leggi-notizia/argomenti/cronaca-5/articolo/ritrovate-a-portula-due-bombe-a-mano.html
PS: ovviamente le OD 82, non sono residuati bellici della seconda guerra mondiale g.l.

lunedì 10 marzo 2014

Dal cantiere della A14 bis spuntano due ordigni della Seconda Guerra mondiale


Dal cantiere della A14 bis spuntano due ordigni della Seconda Guerra mondiale
Rinvenuti ancora una volta ordigni bellici nel cantiere al lato della A14 bis, vicino all'uscita per Cotignola, nello stesso punto in cui il 25 febbraio era stata trovata una munizione di cannone. Gli operai che stavano lavorando hanno allertato la Polizia stradale, lunedì mattina, quando hanno notato altre due bombe, pare sempre risalenti al secondo conflitto mondiale. Una pattuglia si è portata sul posto isolando e mettendo in sicurezza la zona, in attesa dell'arrivo degli artificieri dell'esercito che si sono occupati di prelevare le bombe.

Fonte::http://www.ravennatoday.it/cronaca/dal-cantiere-della-a14-bis-spuntano-due-ordigni-della-seconda-guerra-mondiale.html

domenica 9 marzo 2014

A Cala Gonone brillano ordigni della seconda guerra mondiale


Durante un immersione di routine, alcuni sommozzatori del Diving Cala Gonone, nei pressi del relitto della motonave Nasello affondata nel 1943 a Cala Luna, hanno individuato degli ordigni bellici. I sub hanno immediatamente avvertito le autorità che in seguito, monitorate dalla capitaneria di porto olbiese, hanno fatto brillare gli ordigni. La delicatissima operazione di rimozione e messa a galla degli stessi degli ordigni e la loro distruzione, è stata resa possibile grazie al Nucleo Sdai della Marina Militare di base a La Maddalena, costituito da Palombari/artificieri comandati dal Sottotenente di Vascello Gabriele Paparo. Dopo il successo dell’operazione, la motonave Nasello è di nuovo a disposizione dei dub che ne vogliano esplorare i tesori nascosti.
Fonte:
http://www.olbia.it/la-guardia-costiera-di-olbia-fa-brillare-ordigni-bellici-a-cala-luna/

Morolo, ordigni bellici rinvenuti sulle rive del Sacco


Due ordigni bellici inesplosi sono stati rinvenuti ieri mattina sulle rive del Sacco a Morolo. Le bombe sono state scoperte da alcuni operai durante la bonifica del sito. Immediatamente sono stati contattati i carabinieri che giunti sul posto hanno transennato l'area. Tra domani e dopodomani interverranno gli artificieri per far brillari i due ordigni.
Fonte:
http://ciociarianotizie.it/popup/?url=http://www.ciociariaquotidiano.it/feed-attualita/item/13851-morolo

sabato 8 marzo 2014

Unexploded wartime bomb found on beach


A MAN with a metal detector had the shock of his life when he discovered an unexploded bomb on a beach near Dartmouth. 
Self-employed gardener Danny Bowden, 28, was out for a regular afternoon treasure hunt when he came across the unexpected find at Strete Gate Beach on Monday afternoon. 
‘Straight away I found Second World War .303 bullet shells and parts of military vehicles,’ he said. 
‘I knew the storm had brought these items up but what I dug up next was something I will never forget. 
‘The signal went off, so I started to dig and straight away the big bullet-shaped item was in my sand scoop. It was about a foot long and very heavy. I carefully brushed away more sand revealing a cylinder-shaped item. 
‘I was in shock but took a deep breath and carefully and gently covered it back up and went to find a phone signal to call the police.’ 
The area was cordoned off overnight and Royal Navy bomb bisposal officers attended on Tuesday morning to carry out a controlled explosion of the device above the high-water line. 
They confirmed that the object was indeed ordnance from the Second World War, and destroyed the object in a controlled detonation, together with a smaller shell that was found further along the beach. 
Danny, who lives in Salcombe, said his partner Rachel was always telling him to be careful when out metal detecting. 
‘I will definitely be digging more gently in future,’ he  added. ‘I would also like to say a big thank you to Dartmouth police for handling it all so well.’ 

A police spokesman reminded people not to touch any suspicious objects found washed up around the coast.
Fonte:
http://www.kingsbridge-today.co.uk/news.cfm?id=8032

Esercito: il 16 al via operazioni disinnesco ordigno bellico nelle Marche


Roma, 8 mar. (Adnkronos) - Si svolgeranno domenica 16 marzo le operazioni di disinnesco e brillamento di un ordigno bellico inesploso, rinvenuto nel Comune di Borgo Pace (Pu) in modo fortuito durante alcuni lavori in un campo agricolo privato. L'ordigno, spiega l'Esercito sul suo sito, è una bomba d'aereo del peso di 500 libbre di fabbricazione inglese, risalente al secondo conflitto mondiale, in pessime condizioni di conservazione ed armata con due spolette (una di testa e l'altra di coda).