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mercoledì 9 aprile 2014

La Valtrompia ricorda i 100 anni della Grande Guerra


di Erregi
Un centenario, quello dell'inizio della Grande Guerra, da ricordare unitamente al 70° della Resistenza e della Liberazione, per un 2014 ricco di iniziative, memoria e riflessioni, sia a livello nazionale che in tutta l'area della Valtrompia. A partire da sabato 12 aprile e fino al mese di novembre la Comunità montana si farà promotrice di una serie di iniziative che interesseranno nove comuni aderenti all'ente comprensoriale, con attenzione particolare all'Alta Valle. Dalla collaborazione tra Sibca e associazioni del territorio come Ana, Anpi, Cai, nasce una proposta che si pone l'obiettivo di ricordare con mostre, eventi teatrali e culturali tra Ome, Nave, Concesio, Villa Carcina, Sarezzo, Gardone, Lodrino, Collio e Bovegno. (in questu'ultimo comune si terrà una mostra sulla Grande Guerra tra novembre e dicembre) Un programma condotto anche in sinergia con Ecomuseo, Ersaf eMuseo della Guerra Bianca, con il primo appuntamento di sabato 12 aprile a Villa Carcina, un corteo ai luoghi del paese storici per la Resistenza e che hanno visto protagonista Teresio Olivelli, cui è dedicato l'istituto comprensivo.
Fonte: http://www.valtrompianews.it/notizie-it/(Valtrompia)-In-Valtrompia-ricordando-il-centenario-della-Grande-Guerra-25039.html
Campagna di sensibilizzazione sul tema ordigni bellici inesplosi promossa dall'ANVCG   

Lite in casa: tira bomba a mano alla moglie


Como, 9 aprile 2014 - Di solito tra moglie e marito le liti si risolvono con qualche urlo e al massimo un piatto rotto, nulla a che vedere con la sfuriata di un cinquantacinquenne bosniaco che dopo aver iniziato a litigare con la sua dolce metà per strada, al colmo dell’ira, ha estratto di tasca una bomba a mano e dopo averla innescata l’ha lanciata contro la compagna. Così in un attimo una tranquilla stradina diBuchs, nel Canton San Gallo in Svizzera, si è trasformata in uno scenario degno delle Guerre nei Balcani, con la donna a terra sanguinante ferita e il marito in fuga. Nonostante la forte detonazione, che ha distrutto la finestra di una casa, la donna anche lei bosniaca di 59 anni, inizialmente aveva cercato di difendere il marito, spiegando che al culmine della rabbia le aveva gettato contro un razzo pirotecnico.
Ricoverata in ospedale per una lesione a un dito nelle ore successive la donna è stata operata per una scheggia di metallo che le si era conficcata nel ventre. Così la Polizia Svizzera ha deciso di approfondire le indagini scoprendo che a ferirla era stata una bomba a frammentazione di fabbricazione jugoslava. Un ordigno bellico in piena regola detenuto illegalmente dal marito che, nel frattempo era fuggito in patria. Ad arrestarlo ci hanno pensato le Guardie di Confine domenica notte, al valico autostradale di Chiasso-Brogeda, mentre rientrava in auto dalla Bosnia diretto verso casa, in Svizzera. Immediatamente arrestato l’uomo dovrà rispondere di lesioni gravi, oltre a uso e detenzione di materiale esplosivo.
di Ro.Can.
Fonte: http://www.ilgiorno.it/como/cronaca/2014/04/09/1050589-bomba-moglie.shtml

Campagna di sensibilizzazione sul tema ordigni bellici inesplosi promossa dall'ANVCG   

Un ordigno bellico “seminato” nelle campagne di Castelforte


di Er. Amedei
Un ordigno risalente alla seconda guerra mondiale, è depositato in bella mostra in una pozzetta in cemento in una zona agricola a Castelforte. All’area si arriva percorrendo pochi metri di una strada vicinale in terra che si imbocca da via per Maiano. A notarla sono stati alcuni passanti che l’hanno segnalata al nostro giornale rimarcando la pericolosità di quell’ordigno, probabilmente un proiettile di mortaio inesploso che conserva ancora tutta la sua carica esplosiva. A segnalarne la presenza un po di nastro biancorosso come se il proiettile sia gia stato segnalato alle autorità competenti.
Fonte: http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2014/04/un-ordigno-bellico-seminato-nelle-campagne-di-castelforte/
Campagna di sensibilizzazione sul tema ordigni bellici inesplosi promossa dall'ANVCG   

martedì 8 aprile 2014

Bonate Sopra: passeggia e trova due ordigni di mortaio


Stava passeggiando, verso le 16 di ieri, sulla strada di campagna dietro il cimitero di Bonate Sopra, che porta in località Capersegno a Presezzo, quando il suo sguardo è caduto su un oggetto strano che sembrava un ordigno. Si è avvicinato e ha scoperto che era proprio un residuato di guerra.
Subito ha avvertito la polizia locale, che prontamente si è portata sul posto e constatato che era un ordigno. Poco più in là c’era un secondo ordigno. Per evitare dei pericoli i vigili hanno transennato subito la zona e avvertito il nucleo artificieri della polizia di Stato di Orio al Serio i quali, una volta giunti sul posto, hanno poi rimosso l’ordigno.
Gli artificieri hanno constatato che si tratta di ordigni da guerra per mortaio da 88 millimetri presumibilmente carichi. Domani, con un’esplosione in cava, se ne avrà la conferma o meno.
«Difficilmente le verifiche in corso potranno far risalire all’autore dell’abbandono - dicono dalla polizia locale -. Resta il fatto della stupida azione che poteva causare una tragedia».
Fonte: http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/bonate-sopra-passeggia-e-trova-due-ordigni-di-mortaio_1053553_11/
Campagna di sensibilizzazione sul tema ordigni bellici inesplosi promossa dall'ANVCG   

Il battaglione femminile della Grande GuerraIl battaglione femminile della Grande Guerra


di PAOLA CIONI
Tra gli episodi dimenticati della Prima Guerra mondiale, la storia di Marija Bočkareva è una tra le più singolari. Di origine contadina, si arruola all´età di 25 anni nell´esercito russo, dopo aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione ufficiale di Nicola II, e sin dallo scoppio del conflitto fornisce un apporto fondamentale alle fortune del suo reggimento. Guardata con diffidenza e molestata durante i primi mesi del suo servizio, riesce a conquistare sul campo la stima dei suoi commilitoni, battendosi con coraggio senza pari a fianco degli uomini, come gli uomini. Ma non è tutto. Nel 1917, Marija, ormai promossa sergente, riceve dal governo Kerenskij l´invito a formare un battaglione formato da sole donne. Il morale dell´esercito russo è basso, iniziano le prime diserzioni, e la formazione di un battaglione femminile avrebbe dovuto servire,almeno nelle intenzioni del governo provvisorio, da esempio all´esercito. E così, Marija, da tutti ormai conosciuta con il nome di battaglia di Jaska, lancia un appello a cui rispondono più di duemila volontarie. Il “Battaglione femminile della morte”, che porterà sul fronte 300 soldatesse, combatterà regolarmente, scontrandosi con i soldati tedeschi nel luglio del 1917. Le donne di questo singolare battaglione, non sono, però, le uniche a difendere la Patria in guerra e, dopo la rivoluzione del febbraio 1917, a Pietrogrado si moltiplicano le associazioni femminili a sostegno del conflitto. Il governo premia il loro ardore patriottico, varando una serie di misure, che pongono la Russia all´avanguardia in materia di diritti di genere: parità di salari, libero accesso a tutti i ruoli dell’amministrazione pubblica, diritto di voto e divorzio civile. Non è poco per un paese da sempre considerato tra i più arretrati d´Europa, tenendo conto soprattutto delle difficoltà e del tempo che dovette passare per ottenere gli stessi diritti in molti paesi dell´Europa occidentale. Non vi è dubbio, quindi, che per le donne russe la guerra rappresentò un’eccezionale occasione di emancipazione. E non è certamente un caso, nel 1918, la presenza a San Pietroburgo di Emmeline Pankhurst, una delle più accese femministe europee, che assiste alla sfilata del “Battaglione della morte” e descrive la comandante come “la donna più importante del XX secolo”.
Il caso di Marija Bočkareva è, però, solo il più noto. Il ruolo attivo delle donne russe nell’esercito negli anni dal 1914 al 1917 raggiunse un numero considerevole, che va dalle 700 alle 800 unità. Le loro storie sono state per decenni dimenticate e solo il centenario della prima guerra mondiale ne ha riportato a galla l’esistenza. Nominarle tutte in un breve articolo è impossibile, ma la documentazione a disposizione degli storici narra di donne di tutte le età ed estrazione sociale. Alcune di loro nascosero il loro sesso per il timore di non essere accettate, altre si arruolarono regolarmente. Tra queste: Olga Jehlweiser, di origine lituana, che aveva già partecipato come soldatessa alla guerra russo giapponese nel 1904-1905; Maria Selivanova, che a diciassette anni fuggì dal collegio femminile in cui studiava per arruolarsi con il nome di Stepan; la ventitreenne Ekaterina Linevska, che assunse il nome di Ivan Solovev; il colonnello Margarita Kokovceva, comandante del sesto reggimento degli Urali; la nobile georgiana Kati Dadeshkeliani, e moltissime altre. Il loro impegno non si esaurì nella partecipazione attiva alla guerra, molte di loro si schierarono a difesa del Palazzo d´inverno per impedire la presa del potere dei bolscevichi. Altre si arruolarono più tardi nelle armate bianche contro il nuovo governo sovietico.
Dare una spiegazione a questo fenomeno, di per sé eccezionale se si pensa a quanto avviene negli eserciti dell´Europa occidentale dove alle donne vengono al massimo riservati i ruoli di infermiere e centraliste (tra le pochissime storie di soldatesse conosciute vi è quella di Victorija Savs, arruolatasi tra le file dell´esercito austriaco, nascondendo il proprio sesso), è abbastanza complesso, ma l´origine, come hanno messo in evidenza le studiose americane Vera Dunham e Laura Engelstein, risiede probabilmente nella cultura contadina russa, che vede le donne impegnate da sempre accanto agli uomini nei lavori più duri. Una tradizione molto lontana da quella occidentale che considera la donna come un essere debole, da proteggere e teme la promiscuità, come elemento perturbatore dell´ordine sociale.
La storia delle soldatesse russe mette in crisi molti luoghi comuni e le teorie di quanti ritengono che il pacifismo, la non violenza costituiscano i tratti fondanti della differenza di genere femminile, mentre la guerra e la competizione siano caratteristiche prettamente maschili.
L´avventura di Marija Bočkareva, fu trascritta nel 1918, dal giornalista Don Levine, negli Stati Uniti, dove la donna si era recata per raccogliere i fondi necessari a organizzare le armate bianche contro i bolscevichi ed è sono disponibile in italiano con il titolo “Yashka. Una donna combattente nella prima guerra mondiale”(Il glifo, 2012), con un´introduzione di di Stéphane Audoin–Rouzeau e Nicolas Werth, quella delle altre soldatesse deve essere ancora scritta.
Fonte: http://lanostrastoria.corriere.it/2014/04/08/il-battaglione-femminile-della-prima-guerra-mondiale/
Foto: http://aarticles.net/

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ORDIGNO BELLICO IN VIA TAORMINA: DOMENICA 13 APRILE L’INTERVENTO DEL 4°GENIO GUASTATORI DI PALERMO


Sarà un’operazione complicata e delicata la rimozione dell’ordigno bellico ritrovato nel Rione Taormina, ma adesso c’è una data. Domenica 13 aprile prossimo, infatti,  si svolgeranno le operazioni di bonifica dell’ordigno bellico,  che verranno effettuate  dal 4° Genio Guastatori di Palermo.
Ogni dettaglio è stato discusso ed organizzato nel corso della riunione odierna svolta in Prefettura, dove si è stabilito che per consentire lo svolgimento delle operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico, garantendo la massima sicurezza per la popolazione circostante, verranno adottate le più idonee misure atte a fronteggiare l’eventuale emergenza da parte di tutte le istituzioni presenti, ciascuno per le proprie competenze: Comune di Messina, Protezione Civile Regionale, Comando Provinciale Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Polizia stradale, Policlinico Universitario, ASP di Messina, Centrale 118, C.R.I., ENAC  ed Enti erogatori di servizi primari: AMAN, ENEL, ITALGAS e gestori telefonici .
Al riguardo il Sindaco del Comune di Messina, quale autorità locale di protezione civile, adotterà una ordinanza per l’evacuazione della c.d. “zona rossa” di circa 250 metri da dove si trova attualmente posizionato l’ordigno, che riguarderà circa 3000 persone abitanti della zona, già informati dalle associazioni di volontariato, che sono assolutamente invitate ad allontanarsi dalle proprie abitazioni per motivi di sicurezza secondo le specifiche indicazioni che verranno ulteriormente diffuse dall’Ente locale. Inoltre, nel predetto provvedimento verranno dettate prescrizioni inerenti la viabilità e l’erogazione dei servizi primari. Peraltro, quest’Ufficio  provvederà anche a richiedere all’ENAC  l’interdizione di sorvolo dell’area interessata.
Iinfine, allo scopo di tutelare altresì i padiglioni del Policlinico Universitario,  adiacenti l’area di cui trattasi, verrà eretta una barriera di protezione.
Per quanto riguarda la partita ACR Messina – Sorrento, in programma nella stessa giornata presso lo Stadio San Filippo, verrà consentito lo svolgimento della gara, atteso che il suddetto stadio insiste su un’area non rientrante nelle zone interessate e saranno garantite le opportune misure di sicurezza inerenti alla viabilità ed al deflusso dei tifosi.
La partita di calcio Città di Messina – Rende  che doveva svolgersi in data 13 aprile nello Stadio “Celeste” ricadente nella “zona  rossa” verrà anticipata a sabato 12 aprile.
Per meglio coordinare e fronteggiare qualsiasi situazione di emergenza che possa venirsi a creare  nel corso delle operazioni, sarà operativo in Prefettura  per tutta la durata delle stesse il Centro Coordinamento Soccorsi – C.C.S.
Fonte: http://www.messinaora.it/notizia/2014/04/08/ordigno-bellico-in-via-taormina-domenica-13-aprile-lintervento-del-4genio-guastatori-di-palermo/25998
Foto: www.messinaora.it
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Salerno, un ordigno bellico ritrovato sulle colline di Giovi


Ritrovato ieri, sulle colline di Giovi, a Salerno un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale. Ora gli artificieri dovranno decidere se farlo brillare o meno. (Telecolore - Franco Esposito) 

Fonte: http://www.cilentonotizie.it/video/?news=salerno-un-ordigno-bellico-ritrovato-sulle-colline-di-giovi&id=979
Foto: www.telecolore.it