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giovedì 17 aprile 2014

Boffalora, ritrovata bomba inesplosa della Seconda Guerra Mondiale

Boffalora sopra Ticino (Milano), 17 aprile 2014 - Unabomba inesplosa - o meglio detto, un proiettile di contraerea - risalente alla Seconda Guerra Mondiale ritrovata in un campo di Boffalora sopra Ticino. La scoperta avvenuta per merito di alcuni pescatori che stavano andando a pescare nel laghetto di via Folletta, la zona bassa del paese che porta alla località Magnana. Questa mattina la zona è stata transennata dai carabinieri di Magenta e dagli artificieri dell’Esercito Italiano giunti con una squadra di Guastatori specializzata nel far brillare gli esplosivi.
Fonte: http://www.ilgiorno.it/legnano/cronaca/2014/04/17/1054442-Bomba.shtml

 Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

La donna che smina i terreni... altro che lavoro da uomini!


di Natalia Piemontese
Margarida Luis Sitoe, smina i terreni. Vive in Mozambico e lavora per conto delle Nazioni Unite, nell’ambito del Programma per lo Sviluppo e in particolare per l’opera di sminamento umanitario che dovrebbe portare il Paese aliberarsi completamente dalle mine entro la fine dell’anno. Ha ancora senso, viene da chiedersi di fronte ad un simile esempio, parlare di lavori da donne e lavori da uomini? Negli ambienti meno misogini il pretesto della differenza è giustificato in modo cavalleresco dalla maggiore forza fisica dell’uomo rispetto a quella della donna. Ma anche in questo caso ormai, piovono smentite di rilievo. In quanto donna africana si sente realizzata, percepisce un salario e prende parte alla fase decisionale del progetto. Il suo ruolo però va oltre: non si tratta infatti solo di un lavoro fisico da svolgere sotto il sole, scavando nella terra e percorrendo decine di chilometri, si tratta invece, di partire dal ruolo che la donna ricopre nella società di riferimento.
L’importanza delle donne in questo contesto ha permesso un rilevamento più preciso delle zone minate: le donne africane sono purtroppo le più esposte a questi pericoli, essendo quelle che con maggior frequenza rispetto agli uomini lavorano nei campi, vanno a prendere l’acqua o a cercare legno avventurandosi fuori dai sentieri battuti. Grazie al coinvolgimento di donne come Margarida Luis è stato possibile tracciare una vera e propria mappa del territorio minato, decidere da dove cominciare il percorso di sminamento oltre che condurre campagne di sensibilizzazione ed educazione al rischio delle mine anti-uomo. Grazie al loro contributo oggi i campi possono essere coltivati, i bambini possono giocare liberamente fuori dalle scuole e tutta la comunità è in grado di vivere in modo normale.
Fonte: http://news.biancolavoro.it/professioni/2767-un-lavoro-da-donne-sminare-i-terreni
 Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Bomba al Forte, Ciancarini: “Non distruggetela”


Non distruggere la bomba ritrovata al Forte Michelangelo e, se possibile, farla entrare invece a far parte dei reperti da esporre nella Casa della Memoria di prossima inaugurazione. È questa la richiesta del presidente della Società Storica civitavecchiese, Enrico Ciancarini, dopo il ritrovamento di un nuovo ordigno bellico nei pressi del Forte. "Per Civitavecchia e i civitavecchiesi, colpiti dal maggio 1943 a tutto il 1944 da circa cento bombardamenti aerei che distrussero l'80% della città – afferma Ciancarini – una bomba d'aereo della Seconda Guerra Mondiale non è infatti solo un residuato bellico di cui sbarazzarsi al più presto: è purtroppo parte indimenticabile della loro storia". Il presidente della Società Storica aveva avanzato un'analoga richiesta anche per la bomba rinvenuta lo scorso 20 novembre, ma in quell'occasione gli artificieri dovettero far brillare l'ordigno per ragioni di sicurezza.
Fonte: http://www.trcgiornale.it/news/attualita/66786-bomba-al-forte-ciancarini-lnon-distruggetelar.html
 Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

mercoledì 16 aprile 2014

Trenta giornalisti sulle tracce della Grande Guerra


È stato un fine settimana intenso e ricco di suggestioni quello vissuto da un gruppo di cronisti delle più importanti testate italiane, i quali hanno potuto conoscere gli eventi legati al centenario e visitare luoghi e testimonianze diventati ora simboli di pace. 
Il progetto era stato presentato giovedì scorso a Monaco di Baviera
Una tre giorni dedicata alla Grande Guerra, dalle iniziative messe in campo per ricordare i cento anni dallo scoppio del conflitto, curate dagli assessorati al turismo e alla cultura della Provincia, alle testimonianze e vestigia di cui è ricco il Trentino, capaci di raccontare quel periodo e rafforzare la propensione alla pace di questo territorio. 
Un’esperienza molto forte, sia da un punto di vista umano sia professionale, quella vissuta nello scorso fine settimana da trenta giornalisti delle più importanti testate nazionali, dal Corriere della Sera a Famiglia Cristiana, dal Tg5 a Repubblica. 
 
Il viaggio stampa è iniziato venerdì pomeriggio, quando il gruppo è stato accolto nelle sale del Museo Storico Italiano di Rovereto, una delle più autorevoli realtà dedicate ai conflitti dell’Italia nel Novecento. 
Qui il provveditore Camillo Zadra ha ripercorso le vicende belliche sul suolo provinciale, mentre Paolo Manfrini, direttore di Trentino Turismo e Promozione, si è soffermato sulle numerose iniziative in vista del centenario. 
Luisa Filippi, assessore alla contemporaneità del Comune di Rovereto, ha invece sottolineato come questa città sappia esprimere una vera cultura di fratellanza fra i popoli.
Quindi è stato il momento di un’interessante tavola rotonda, moderata da Andrea Selva, che ha visto la presenza dello stesso Zadra, di Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, e soprattutto del giornalista del Corriere Lorenzo Cr emonesi, inviato di guerra da oltre trent’anni, che ha tratteggiato un parallelismo fra il primo conflitto mondiale e quelli attualmente in corso nelle varie zone del mondo. 
 
Il pomeriggio si è concluso a Rovereto, davanti a quello che è il monumento più significativo legato a quel periodo e alla voglia di pace del Trentino, ovvero la Campana dei Caduti «Maria Dolens», realizzata nel 1925 col bronzo dei cannoni delle nazioni partecipanti al conflitto. 
La giornata di sabato è stata invece dedicata alla visita delle vestigia presenti sul territorio, in grado di raccontare quelle drammatiche vicende e di costruire al contempo una cultura di pace.
Il gruppo ha potuto così scoprire il Nagià Grom in Val di Gresta, un campo trincerato che si estende per più di 2 chilometri, recentemente ripulito e recuperato alla memoria storica, o in alternativa Forte Belvedere, sull’Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna, conservatosi perfettamente negli anni ed arricchito dalle installazioni multimediali, realizzate da Studio Azzurro, che raccontano con suoni, luci e voci la vita dei soldati che qui combatterono. 
 
Anche Forte Pozzacchio, in Vallarsa, è stato interessato dal viaggio in quanto unico esempio di forte completamente scavato nella roccia, visitabile dopo un lungo restauro a partire dal mese di luglio di quest’anno. 
A concludere la giornata la visita alla mostra «Perduti nel paesaggio - Lost in Landscape», ospitata al Mart. 
Il giorno dopo, domenica, il tour sulle tracce della Grand e Guerra è ripreso con la visita al Mausoleo di Cesare Battisti, sul Doss Trento, dedicato ad una delle più importanti figure dell’Irredentismo italiano, e all’adiacente Museo degli Alpini. 
Sempre nella Città del Concilio, il gruppo di giornalisti ha potuto scoprire il Forte di Cadine - Bus de Vela, interessato recentemente da un complesso restauro, che ha riproposto la conformazione originaria della tagliata, e ricevere il saluto dell’assessore al turismo Michele Dallapiccola.

Fonte: http://www.ladigetto.it/permalink/32910.html
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Una mazza ferrata e munizioni per fucile e pistola trovati al Centro di Galceti


PRATO. Due scatole di cartucce per fucile da caccia, una scatola di proiettili calibro 7,65 per pistola, una mazza ferrata, trappole per uccelli, un elmetto risalente alla prima o alla seconda guerra mondiale. In una soffitta del Centro di scienze naturali di Galceti c’era un piccolo arsenale, che nel pomeriggio di oggi, 16 aprile, è stato sequestrato dalla polizia. A fare l’insolita scoperta sono stati i ricercatori dell’Università di Firenze che in questi giorni stanno facendo lavori di ristrutturazione a Galceti per la realizzazione di un rettilario. I ricercatori hanno avvisato il direttore del Centro, David Fastelli, che a sua volta ha chiamato il Corpo forestale e la polizia. Sembra che da anni nessuno fosse entrato nella soffitta, a cui si accede solo con una scala, e dunque il materiale sequestrato potrebbe essere stato messo lì durante la precedente gestione
 Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/04/16/news/una-mazza-ferrata-e-munizioni-per-fucile-e-pistola-t
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Foto tratta da iltirreno.gelocal.it





A cento anni la Grande guerra continua a uccidere


di Paola  Baiocchi
Si avvicina il centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale, iniziata il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’Impero austro-ungarico al regno di Serbia, in seguito all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este, a Sarajevo il 28 giugno 2014. Molte iniziative si stanno preparando in tutta Europa per ricordarla. È appena uscito in lingua francese Paysages en bataille (Paesaggi in battaglia) un libro fotografico della giornalista belga Isabelle Masson-Loodts, archeologa e storica, che dal 2010 ha percorso i 700 chilometri delfronte e le pianure dove gli eserciti si sono scontrati.L’autrice ha scoperto che, mentre l’ultimo superstite del primo conflitto mondiale, l’australiano Claude Choules è scomparso nel 2011 all’età di 110 anni, esistono ancora testimoni viventi dei grandi combattimenti in Piccardia, nelle Argonne, nelle Fiandre: sono gli alberi e i terreni che mostrano ancora le ferite che lebattaglie vi hanno inferto e che la natura non ha riassorbito. L’autrice lancia un appello perché la memoria sia conservata, ma allo stesso tempo si intervenga sullo stock di munizioni non ancora rimosse dal terreno. A cento anni la Grande guerra fa ancora dei morti: non più tardi del mese di marzo due operai sono rimasti uccisi dall’esplosione di un ordigno bellico in un cantiere a Ypres, in Belgio, luogo di molte battaglie e dove per la prima volta è stata usata una miscela di gas letali, che hanno preso il nome di iprite, proprio per la cittadina delle Fiandre.
Fonte:  http://valori.it/speciali/a-cento-anni-grande-guerra-continua-uccidere-7399.html
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Ordigno bellico ritrovato nei campi


Mentre lavorava nei campi di un'azienda agricola, in via Barleti a San Pancrazio di Russi, un operaio ha ritrovato un ordigno bellico. Immediatamente allertati, sul posto sono intervenuti i carabinieri per mettere in sicurezza l'area di ritrovamento dell'ordigno in attesa dell'intervento degli artificieri. Il campo si trova tra San Pancrazio e Godo. (Russi)
Fonte: http://www.ravennaedintorni.it/ravenna-notizie/41685/ordigno-bellico-ritrovato-nei-campi.html
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