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venerdì 25 aprile 2014

IL GENIO NEUTRALIZZA DUE RESIDUATI BELLICI


Gli artificieri dell’Esercito sono stati impegnati oggi in due complessi interventi di bonifica di ordigni esplosivi risalenti alla seconda guerra mondiale. Una bomba da 4000 libbre di tritolo (1800 kg) di fabbricazione inglese, sganciata nel ’44, è stata disinnescata a Vicenza. Per garantire la sicurezza della popolazione è stato necessario evacuare oltre 27 mila persone in un raggio di 2,5 km dal luogo di ritrovamento e costruire un terrapieno alto 7 metri attorno all’ordigno per contenere gli effetti di un’eventuale esplosione accidentale. Per rendere innocua la bomba è stato necessario estrarre 3 spolette ancora attive prima di trasportarla in una vicina cava dove verrà portata a termine la distruzione. 
Fonte: Esercito Italiano


Fonte:Esercito Italiano


Fonte: U. Minasi
Fonte: Esercito Italiano
Fonte: Esercito Italiano




 A Civitavecchia gli specialisti dell’Esercito hanno invece distrutto una bomba d’aereo di fabbricazione americana da 500 libbre rinvenuta presso la fortezza bramante, in pieno centro, nei pressi del porto. Grazie alle operazioni preliminari che il personale dell’Esercito ha messo in atto nei giorni scorsi è stato possibile ridurre i tempi necessari  alla bonifica limitando i disagi per i 1500 cittadini evacuati e per i turisti diretti alla capitale in vista delle celebrazioni dei prossimi giorni. Dalla bomba sono state estratte due spolette ancora funzionanti prima di poterla trasportare in una cava dove è stata fatta brillare. Nel 2013, gli artificieri dell’Esercito hanno eseguito oltre 2500 interventi specialistici per la bonifica di ordigni in tutta la penisola. Negli ultimi 10 anni gli interventi sono stati oltre 30.000. La Forza Armata grazie alla capacità “dual-use” dei propri reparti genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire nei casi di pubbliche calamità ed utilità, in ogni momento, su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale come recentemente avvenuto in occasione dell’emergenza maltempo in Sardegna, Emilia, Veneto, Toscana e Lazio.

http://www.centumcellae.it/
Fonte: http://www.analisidifesa.it/2014/04/il-genio-dellesercito-neutralizza-due-residuati-bellici/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=il-genio-dellesercito-neutralizza-due-residuati-bellici

Bomba Day, disinnesco concluso: la "Old Lady" verrà fatta brillare


VICENZA - Si sono concluse poco fa con successo le operazioni di disinnesco della Old Lady, come è stata soprannominata la bomba d'aereo della seconda guerra mondiale scoperta a Vicenza. Lo ha comunicato il sindaco, Achille Variati. La bomba è stata caricata su un camion dell'Esercito, pronta a lasciare l'ex aeroporto Dal Molin verso una cava dove verrà fatta brillare. Tra breve verranno riaperti i varchi alle zone evacuate, dove ora polizia e carabinieri stanno compiendo i controlli anti-sciacallaggio.
«La bomba in questo momento - ha spiegato variati - è caricata su un camion dell'Esercito, pronta per lasciare l'ex aeroporto Dal Molin in direzione Orgiano dove verrà completato lo svuotamento dell'esplosivo». «Ringrazio tutti i cittadini - ha aggiunto il sindaco - per la collaborazione dimostrata allontanandosi dalle proprie abitazioni nel raggio di 2,5 chilometri: hanno capito la gravità teorica della situazione e si sono attenuti alle nostre disposizioni». «Attendo ora che le forze dell'ordine - ha proseguito - completino nel giro di pochi minuti i controlli strada per strada, per dichiarare il fine emergenza e la possibilità di rientrare a casa» 
In tarda mattinata, al termine del secondo despolettamento su tre previsti, l'operazione di disinnesco della bomba a Vicenza è stata temporaneamente sospesa a causa della presenza di un cittadino nell'area di evacuazione. È l'inconveniente, reso noto dal sindaco Achille Variati, accaduto poco fa durante il lavoro sull'ordigno bellico della seconda guerra mondiale. Le operazioni sono riprese solo verso le 11.30 e si sono concluse verso le 13.

Fonte: http://www.gazzettino.it/NORDEST/VICENZA/bomba_day_vicenza_25_aprile_sgombero/notizie/651393.shtml

Civitavecchia: Esercito disinnesca ordigno bellico da 500 libbre


(ASCA) - Roma, 25 apr 2014 - Gli artificieri dell'Esercito hanno provveduto a disinnescare un ordigno bellico, risalente al secondo conflitto mondiale, rinvenuto nei giorni scorsi presso la fortezza ''Bramante'' di Civitavecchia (Rm). L'ordigno, una bomba d'aereo di fabbricazione americana da 500 libbre, e' stato rinvenuto - riferisce una nota - con entrambe le spolette armate ed e' stato messo in sicurezza dagli artificieri del 6* Reggimento Genio Pionieri di Roma. Le operazioni sono cominciate alla presenza del sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, e del comandante del Genio generale, Antonio Li Gobbi. Il sottosegretario Rossi ha voluto manifestare la sua vicinanza alle Forze Armate coinvolte in questa sensibile operazione svolta nel significativo giorno del 25 aprile . L'operazione che ha avuto inizio alle ore 10 e' stata suddivisa in due fasi: la fase di despolettamento, che e' durata quarantacinque minuti, e quella di trasporto e brillamento presso una vicina cava. Grazie all'organizzazione messa in campo dai genieri dell'Esercito nei giorni precedenti e' stato possibile agevolare le operazioni di bonifica a favore non solo dei circa 1500 cittadini evacuati ma anche a favore di quei servizi essenziali quali il porto e la stazione fondamentali soprattutto in questi giorni per tutti i pellegrini in transito verso la Capitale a causa della solenne cerimonia che si terra' il giorno 27 aprile in San Pietro. Dall'inizio del 2013, gli artificieri del 6* Reggimento Genio Pionieri hanno disinnescato oltre 4000 ordigni, tra questi 10 bombe d'aereo, 1793 bombe a mano, 17 mine e piu' di 800 colpi da mortaio. Il 6* Reggimento Genio Pionieri e' uno dei 12 reggimenti del Genio dell'Esercito in grado di intervenire per la bonifica degli ordigni esplosivi e dei residuati bellici ed e' responsabile delle province di Roma, Viterbo, Rieti, Frosinone, Perugia, Terni, L'Aquila e Teramo. Ogni reggimento genio ha competenze su una parte del territorio nazionale e, solo nel 2013, gli artificieri dell'Esercito hanno eseguito oltre 2500 interventi specialistici per la bonifica di ordigni in tutta la penisola. Negli ultimi 10 anni gli interventi sono stati oltre 30.000. com-stt/sam/ss
Fonte: http://www.asca.it/newsregioni-Civitavecchia__Esercito_disinnesca_ordigno_bellico_da_500_libbre-1383158-Lazio.html


Tolta la terza spoletta dell'ordigno

 E' il giorno della Old Lady, quella «Vecchia signora» che da qualche mese sta tenendo col fiato sospeso Vicenza. Alle 7 sono suonate le sirene per il via alla mega-operazione di evacuazione, come da programma. Alle 5 di mattina si era aperto il Centro direttivo di coordinamento in Fiera, che coordina anche gli uomini della Protezione Civile. Per le 8.3o erano tutti fuori con 1500 persone al lavoro per lo sgombero. O quasi. Qualche resistenza ad abbandonare le proprie abitazioni c'è stata. Soprattutto nell'area di Caldogno e in particolare a Cresole, dove una famiglia ha fatto non poca resistenza. Alle 10.06, annunciate dal sindaco Achille Variati, sono iniziate ufficialmente le operazioni di disinnesco. Nelle prime fasi dell'evacuazione è morta Maria Toniolo una donna di 89 anni, durante il trasporto in ospedale. Era già gravemente malata. E poco dopo le 8 è arrivato a Vicenza anche il capo della protezione civile nazionale Gabrielli. In mattinata al sindaco Variati è anche arrivato un sms dal premier Matteo Renzi: «Tienimi informato».
Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/24-aprile-2014/bombaday-citta-si-mobilita-piu-650-volontari-lavoro-223118827556.shtml

Fonte:Rainews.it

Bomba D'aereo al Forte Michelangelo

despolettamento ordigno
Tutto pronto per la rimozione della bomba rinvenuta al Forte Michelangelo. Le operazioni sono iniziate alle 7.30 e, a partire da quell'ora, verrà completamente evacuata una vasta area del centro.

Trentamila vicentini lasciano le loro case per sette ore


VICENZA - Meno uno. Fra meno di ventiquattr'ore sarà Bomba day. Domani verrà fatta brillare la bomba da 1.800 chili rinvenuta all'ex Dal Molin in occasione della bonifica bellica. Un appuntamento che comporterà l'evacuazione, per almeno sette ore, di trentamila persone residenti a Vicenza, Costabissara e Caldogno. Queste dovranno lasciare case e negozi entro le 8.30 del mattino per permettere agli artificieri dell'Esercito di procedere con le operazioni di disinnesco.
Le forze dell'ordine controlleranno che nessuna persona si trovi all'interno della zona rossa, che ricade in un raggio di 2,5 chilometri dal luogo del ritrovamento della bomba. Il responsabile militare dell'operazione, denominata «Old lady», sarà il capitano Salvatore Toscano, esperto nel settore della disattivazione di ordigni esplosivi. Oltre seicento, tra civili e forze di polizia, le persone coinvolte. Il centro operativo che verrà allestito in Fiera conterà su una settantina di persone, mentre in servizio al San Bortolo ci saranno cinquanta medici in più. Durante la giornata i bus urbani di Aim saranno gratuiti. «Invito i cittadini alla massima collaborazione e ricordo che l'evacuazione è obbligatoria. In caso di non ottemperanza dell'ordinanza, la responsabilità ricadrà sul cittadino», sottolinea il sindaco Achille Variati. Fonte: http://www.gazzettino.it/NORDEST/VICENZA/vicenza_bomba_day/notizie/649978.shtml


giovedì 24 aprile 2014

Montecassino bombe e bugie


 Pochi eventi della seconda guerra mondiale hanno suscitato dispute come la distruzione della millenaria abbazia benedettina di Montecassino. A 70 anni da quel 15 febbraio 1944 in cui gli alleati decisero i bombardamenti in una battaglia che vide impegnati soldati di venti nazioni, a squarciare nuovi scenari su quella tragedia è il volume di Nando Tasciotti «Montecassino 1944. Errori, menzogne e provocazioni» (Castelvecchi editore, pp. 325, A19,50 ). Giornalista d’inchiesta, per quasi 25 anni inviato speciale del Messaggero, l’autore, utilizzando documenti inediti dei «National Archives» di Londra, del «Churchill Centre» di Cambridge, della Santa Sede, e forte di una diretta conoscenza dei luoghi come di numerose testimonianze di monaci e sopravvissuti, non solo narra l’evolversi dei fatti a partire dal salvataggio dei Tesori (compreso quello di San Gennaro, occultato nell’abbazia), ma documenta quanto accadde nel monastero, in Vaticano, a Londra, Berlino e Washington, Illuminando risvolti diplomatici della vicenda sinora ignoti, l’autore argomenta che un’azione diplomatica più energica da parte di Pio XII e della Santa Sede avrebbe potuto in qualche modo evitare la distruzione di Montecassino.
La decisione di bombardare l’abbazia, gioiello della cristianità, fu solo dei militari?
Formalmente sì. Fu voluta soprattutto dal comandante dei neozelandesi, generale Bernard Freyberg (nella convinzione che i tedeschi fossero dentro o la usassero quantomeno come osservatorio militare), approvata con riluttanza dal generale americano Clark, comandante della V armata, e presa dal generale inglese Alexander, capo delle forze alleate in Italia. In realtà, era una decisione troppo rilevante, politica, per i riflessi sui cattolici di tutto il mondo. E ci sono ora elementi per affermare che Roosevelt e soprattutto Churchill non potevano non sapere.
Telegrammi di Churchill, da lei scoperti, rivelano la sua costante attenzione alla «linea Gustav»; c’è, per esempio, un suo telegramma al generale Alexander poco prima del bombardamento.
Perché è importante?
Dal 26 gennaio al 14 febbraio 1944 Churchill scambiò con i generali inglesi Alexander e Wilson (comandante supremo delle forze alleate nel Mediterraneo) almeno dieci telegrammi relativi al fronte di Cassino e all’attività del corpo neozelandese. L’ultimo lo inviò appena venti ore prima del bombardamento. Chiese ad Alexander quando proponeva di lanciare l’attacco di Freyberg, e se fosse stato il cattivo tempo ad averlo ritardato dall’11 febbraio. E i piani di Freyberg (certo non ignoti a Churchill) prevedevano il bombardamento preliminare dell’abbazia, per sottrarre ai tedeschi quella posizione dominante sulla valle del Liri.
Come si valutò a Berlino quanto avveniva a Montecassino?
I tedeschi sfruttarono l’evento dal punto di vista propagandistico (definendo «barbari» gli Alleati) e militare, insediandosi a quel punto legittimamente tra le rovine e trasformandole così davvero in fortezza. Ma fu loro la responsabilità primaria e decisiva di quanto era accaduto. Avevano fatto del monte dell’abbazia il perno della «Linea Gustav», che bloccava l’avanzata degli Alleati verso Roma.
E non rispettarono affatto l’impegno, preso con il Vaticano, di creare una zona neutrale di 300 metri intorno al monastero. Piazzarono infatti mitragliatrici e depositi di munizioni in alcune grotte, proprio sotto le mura. E, di notte, due carri armati sparavano e poi si riparavano dietro l’enorme sagoma dell’abbazia.
E a Washington?
Il presidente americano Roosevelt, lo stesso giorno del bombardamento, disse - poco credibilmente - in una conferenza stampa di averne appreso «da un giornale del pomeriggio». E lo motivò come «necessità militare». A lungo poi gli americani sostennero con il Vaticano di avere la «prova inoppugnabile» della presenza dei tedeschi «dentro» il monastero. Solo molti anni dopo, prima gli americani e poi anche gli inglesi, riconobbero che non era così.
Quanto accadde a Montecassino fu un crimine, una necessità militare o un tragico errore?
I tedeschi dissero che fu un crimine, perché gli Alleati bombardarono sapendo che c’erano oltre un migliaio di civili rifugiati nell’abbazia (ne morirono oltre duecento). Ma a quel crimine avevano contribuito anche loro, facendo per primi un uso militare di quella posizione. Per gli inglesi, soprattutto, fu una «necessità militare», ma le loro motivazioni (tedeschi «dentro» le mura) si ivelarono inesatte: documenti del Foregn Office rivelano che a Londra si resero subito conto dell’«abbaglio», ma consigliarono di tacerne con il Vaticano. Gli americani riconobbero alla fine il «tragico errore» (così lo definì Clark): la distruzione dell’abbazia si rivelò infatti un sanguinoso boomerang dal punto di vista militare, che contribuì a ritardare di altri tre mesi lo sfondamento del fronte di Cassino. Prima e dopo Montecassino, ci si è chiesti se valeva più salvare una vita o un monumento insigne. La domanda conserva tutta la sua drammatica attualità.
Lei che ne pensa?
Di «vite e pietre» si discusse a lungo, prima del bombardamento, anche nel Parlamento inglese, e ne riferì anche l’Osservatore Romano, collocando sullo stesso piano, nella condanna, «chi offende» ma anche «chi provoca » facendo un uso militare di luoghi religiosi o storici. E - se gli Alleati commisero appunto un «tragico errore », militare e propagandistico - non c’è dubbio che i nazi-fascisti abbiano provocato tutto, cominciando la guerra e poi - nel caso di Montecassino
- attestandosi cinicamente proprio a ridosso delle mura di quell’abbazia millenaria.
Montecassino 1944 - Castelvecchi, pag. 325, A19,50
Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/news/182566/Montecassino-bombe-e-bugie.html