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lunedì 28 aprile 2014

Gli artificieri fanno brillare una bomba vicino alle piste da sci


ALAGNA
Un ordigno bellico è stato fatto brillare questa mattina ad Alagna. La bomba è stata fatta esplodere dagli artificieri dell’Esercito, nei pressi delle piste da sci, sopra l’abitato. Si tratterebbe di un ordigno risalente alla Seconda guerra mondiale, rinvenuto nella località walser. 
Sul posto, oltre al reparto specializzato dell’Esercito, anche i carabinieri e l’equipe sanitaria del 118. 
Fonte: http://www.lastampa.it/2014/04/28/edizioni/vercelli/gli-artificieri-fanno-brillare-una-bomba-vicino-alle-piste-da-sci-jskFC1pXHOqYHHKEj0AzEN/pagina.html
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Ordigno bellico sparito da spiaggia


E' introvabile, al momento, l'ordigno bellico che era stato scoperto sabato sulla spiaggia di Grisolia e che poi le onde del mare hanno nuovamente fatto sparire. Secondo quanto si è appreso, alcuni giovani del luogo, con un fuoristrada, si erano accorti di aver urtato, sulla spiaggia, qualcosa di grande. Tornati indietro, avevano scoperto un oggetto lungo circa 50 centimetri e del diametro di una quindicina di centimetri. Intorno stavano giocando dei bimbi. I ragazzi hanno allertato i carabinieri  che hanno delimitato l'area, avvisando  gli artificieri del probabile ritrovamento  di un grosso ordigno bellico. Ma intanto, dopo alcune ore, quando si ear già fatto buio, il mare ha preso il sopravvento e l'oggetto è sparito tra le onde. Si sta adesso valutando l'ipotesi di far intervenire dei sommozzatori della marina militare
Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/news/89918/Ordigno-bellico--sparito-da-spiaggia.html

Video della notizia
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

"Adottata" la lapide commemorativa dei cinque ragazzi uccisi da un ordigno bellico


Questa mattina gli alunni dell’istituto comprensivo ‘Ilio Micheloni’ di Lammari-Marlia hanno ‘adottato’ alla chiesa di San Cristoforo a Lammari la lapide commemorativa dei cinque ragazzi che il 27 aprile 1944 rimasero uccisi giocando con un ordigno bellico inesploso. Si tratta di uno dei numerosi episodi che durante e dopo la guerra provocarono un elevato numero di vittime tra la popolazione civile, in particolare bambine e bambini.
All’iniziativa sono intervenuti il consigliere comunale Guido Angelini in rappresentanza dell’amministrazione, Simone Tolari di Emergency, Mario Francesconi dell’associazione nazionale reduci e combattenti, Carla Santucci sorella e cugina di due dei ragazzi rimasti uccisi ed Emmanuel Pesi, curatore del progetto ‘Via della Memoria’ nel cui ambito rientra l’adozione del monumento. Il progetto è stato promosso dall’amministrazione Del Ghingaro per riscoprire e collegare i luoghi che sono stati teatro di eventi che hanno segnato in profondità la vita delle comunità capannoresi nel corso della seconda guerra mondiale e che ha coinvolto anche gli istituti comprensivi del territorio.
Lo scorso 25 aprile gli studenti dell’istituto comprensivo ‘Don Aldo Mei’ di S.Leonardo in Treponzio hanno ‘adottato’ il monumento dedicato a due soldati italiani uccisi dai tedeschi che si trova all’ex campo di prigionia di Colle di Compito, mentre domani (29 aprile) alle ore 11 gli studenti dell’Istituto comprensivo ‘C. Piaggia’ di Capannori’ ‘adotteranno’ il monumento dedicato ai Martiri Lunatesi  situato sul piazzale della chiesa di Lunata con una cerimonia alla quale parteciperà l’assessore alla cultura e alle politiche educative, Lara Pizza. Infine mercoledì 30 aprile alle ore 10 sarà la volta gli studenti dell’istituto comprensivo di Camigliano che si prenderanno cura  del monumento in ricordo del giovane partigiano Bruno Bindi ucciso dai tedeschi  che si trova nel bosco in località ‘Colli’ a S.Pietro a Marcigliano. 
Fonte: http://www.lagazzettadilucca.it/piana/2014/04/adottata-la-lapide-commemorativa-dei-cinque-ragazzi-uccisi-da-un-ordigno-bellico/
Foto tratta da http://www.lagazzettadilucca.it

Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Montone, trova una bomba mentre lavora nell'orto


Montone, 28 aprile 2014 - Deve essere preso un accidente a Rodorico Poleri Alunno, che la mattina del 25 Aprile scorso, lavorando nell'orto di casa, ha rivenuto un ordigno risalente alla seconda guerra mondiale. A darne notizia il sindaco di Montone Mariano Tirimagni, che sulla sua pagina Facebook ha postato la foto della bomba: «probabilmente - afferma il primo cittadino - un proiettile di mortaio contenente 25 - 30 kg di tritolo». «Il mio concittadino - spiega Tirimagni - stava lavorando nell'orto adiacente alla sua abitazione con un erpice, quando ha sentito un rumore metallico: la macchina agricola aveva preso tra i suo ingranaggi e sollevato dal terreno un oggetto metallico. Quando Rodorico è sceso dal trattore ed ha visto la bomba è sbiancato». Su FB è lo stesso Poleri Alunno a commentare simpaticamente il fatto e con sollievo: «è una piccola bomba, ma pesantissima. A bocce ferme posso dire, anzi possiamo dire che ci è andata bene. Anzi benissimo». E poi aggiunge, rispondendo a chi gli chiede se l'ordigno sia inglese o americano: «la bomba è completamente arrugginita e non lascia intravvedere sigle o altro. Verranno gli artificieri e forse ci daranno le necessarie spiegazioni. E' la prima volta che vedo una bomba». Il Comune intanto ha provveduto a mettere in sicurezza l'aera del ritrovamento del residuato bellico. «La polizia municipale - spiega Tirimagni - ha provveduto ad allertare i carabinieri, la Prefettura ed i Vigili del Fuoco. Domani (oggi, ndr) verranno gli artificieri che provvederanno alla rimozione dell'ordigno. Non sappiamo se sarà fatto brillare in zona oppure sarà portato via. Quello che invece sappiamo è che è andata davvero bene».
Fonte: http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2014/04/28/1058149-montone-bomba-orto.shtml
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG


domenica 27 aprile 2014

Grisolia l'ordigno nuovamente a mare.


Il27Aprile a Grisolia un uomo passeggiando sulla spiagge vede una bomba, forse risalente alla guerra mondiale. Allerta le autorità del luogo. Queste giungono sul posto, isolano l'area e informano la prefettura. Nella notte, chissà, il maltempo un'onda trascina nuovamente la bomba in acqua. A questo punto dell'Esercito saranno sostituiti dai nuclei Sdai della Marina Militare. Sperando, tuttavia, che altra ondata non decida di riportare nuovamente la bomba a riva.
  

Quando il promontorio fu piegato dai bombardamenti del 28 aprile 1944


di Renzo Wongher 
STEFANO. 28 Aprile 1944: sono trascorsi 69 anni, ma ancora i santostefanesi superstiti della generazione nata nei primi anni ’30 ( e precedenti) portano impresso nella loro mente il ricordo di quella giornata di fuoco, quando l’Argentario sembrò un vulcano in eruzione: lampi accecanti, esplosioni violentissime, colonne di fumo, trasformarono il versante nord del promontorio, già provato da 52 incursioni aeree, in un girone infernale. Proprio quel giorno - il cui anniversario cade oggio - rivive attraverso il racconto che ne ha fatto don Pietro Fanciulli, mancato all’affetto dei suoi concittadini appena qualche settimana fa , nel suo ormai introvabile volumetto “Il dramma di un paese”. Scrive don Pietro: «Il 28 aprile, per Porto Santo Stefano, fu il giorno più terribile di tutto il tempo di guerra. Forse in preparazione dell’offensiva finale contro i tedeschi, gli aerei alleati compirono per tutto il giorno 28 e le prime ore della notte del 29 il più spaventoso bombardamento che soffrì Porto santo Stefano, sia per il numero incredibile di aerei partecipanti all’incursione, sia per la durata della stessa e la quantità delle bombe sganciate dai velivoli». Alle 14,37 del 28, ha ricordato don Pietro, circa 600 quadrimotori (530 secondo altra fonte) effettuarono il più massiccio bombardamento del promontorio – fu colpito anche Orbetello – Gli aerei si presentarono in formazioni serrate e in ondate successive ad intervalli di 6/8 minuti, spuntando da ogni direzione, per effettuare un bombardamento “a tappeto”. L’attacco, formidabile, durò più di un’ora. Le batterie contraeree, piazzate sulla Giannella, colpirono un quadrimotore che andò a scontrarsi con un altro aereo e tutti e due precipitarono sule colline dietro l’abitato. Dell’equipaggio dei due aerei si salvò solo un ufficiale americano che condotto a Orbetello fu spietatamente ucciso. Alle ore 17 aerei da caccia si calarono in picchiata dai Ronconali e lasciarono cadere bombe nelle zone della Fortezza e della Pilarella, distruggendo due file di palazzi. Alle ore 19 dodici cacciabombardieri mitragliarono e bombardarono le batterie della Giannella. Alle ore 0.30 del 29 aprile un altro improvviso, spaventoso bombardamento notturno su Porto santo Stefano, ormai abbandonato dalla popolazione, concluse la più terrificante giornata vissuta dal capoluogo dell’Argentario. I bombardamenti continuarono il 6, l’11, il 12, il 15, il 17 maggio. Il 7 giugno l’ultimo attacco aereo con 24 bombardieri. Poi il silenzio sulle macerie polverose del paese completamente distrutto. Ma i santostefanesi non mollarono e ricostruirono il loro paese quasi più bello di prima.
Fonte:http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2013/04/28/news/quando-il-promontorio-fu-piegato-dai-bombardamenti-1.6970597

Mancava un millimetro «Così quella bomba stava per esplodere»


«Vicenza è stata molto fortunata perché una delle tre spolette della bomba era a meno di un millimetro dal detonatore. In pratica stava per esplodere». Basterebbe questa frase per convincere anche i più scettici; quelli, cioè, che fino all'alba del 25 aprile ritenevano il Bomba day un'operazione «esagerata», «sproporzionata» o «eccessiva». Eppure quel maxi-intervento che ha tenuto in scacco 27 mila persone si è rivelato più difficile del previsto. Due sospensioni, una quindicina di criticità in fase di sgombero e un lungo lavoro di disinnesco durato complessivamente sei ore, che ha costretto i vicentini a rimanere lontani da casa dalle 8 di mattina alle 16.
PRONTA AD ESPLODERE. «Sì - confessa il commissario Achille Variati, poco dopo aver dato il via libera al rientro nelle abitazioni - pensavo si potesse concludere il tutto molto prima. Tuttavia c'è stata qualche complicazione con due interruzioni delle operazioni. Inoltre l'ordigno non si trovava nelle condizioni migliori». (...)
Leggi l'articolo integrale sul Giornale in edicola.
Nicola Negrin
Fonte: http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/712582_mancava_un_millimetro_cos_quella_bomba_stava_per_esplodere/