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giovedì 1 maggio 2014

Campagna d'informazione sul pericolo dei residuati bellici in Romania e Moldavia


Il Ministro della Difesa della Romania l'undici aprile ha lanciato la propria campagna informativa a proposito del pericolo prodotto dai residuati bellici delle guerre del secolo trascorso. I militari, per esempio saranno impegnati, anche attraverso opuscoli informativi, a spiegare agli studenti delle scuole come comportarsi in presenza di un residuato bellico. È già pronto uno spot televisivo. Riferisce Jennifer Brush ambasciatore dell'OSCE che i residuati bellici della seconda guerra mondiale nella sola Moldova a partire dal 1992 sono stati rinvenuti oltre ventimila ordigni bellici. Sempre l'ambasciatore, riferisce che a calcolare sempre dal 1992 ci sarebbero state numerose esplosioni che avrebbero causato 20 morti e più di 30 feriti. L'ultima mortale esplosione è avvenuta ad Orhei, vittime due bambini.
La campagna è stata lanciata dal Ministero della Difesa, in collaborazione con l'OSCE


mercoledì 30 aprile 2014

L'Aquila scoperte 3 bombe inesplose a Paganica e Monticchio. Si attendono gli artificieri


di  
Tre bombe  inesplose, riasalenti alla seconda guerra mondiale, sono state scoperte ieri all'Aquila all'interno di strutture inagibili a causa del terremoto del 2009, nelle frazioni di Paganica e Monticchio.
Tutti e tre gli ordini sono satti valutati di rilevante potenza e per questo gli agenti della Squadra volante della questura, in attesa dell'arrivo degli artificieri,  hanno organizzato una presenza continua nei luoghi in cui ci sono stati fatti i ritrovamenti. Stessa cosa era accaduta a marzo, quando in un edificio inagibile di Via Francesco Paolo Tosti, era stata ritrovata una bomba inesplosa risalente alla seconda guerra mondiale.
Fonte: http://news-town.it/cronaca/3211-l-aquila-scoperte-3-bombe-inesplose-a-paganica-e-monticchio-si-attendono-gli-artificieri.html
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Russia, dieci morti in incendio deposito munizioni


Mosca, 30 apr. (TMNews) - La Siberia orientale e l'estremo oriente russo sono devastati dagli incendi che hanno mandato in fumo 70.000 ettari di foresta. Le esplosioni nei vari deposti di munizioni sparsi in tutta la Russia, che spesso custodiscono esplosivi fuori uso risalenti alla guerra Fredda, sono relativamente frequenti a causa delle infrastrutture decrepite e di un'osservanza piuttosto rilassata delle normative di sicurezza, oltre che della vicinanza a centri abitati. Il comitato d 'inchiesta russo a ha annunciato l'apertura di un'inchiesta con l'ipotesi di reato di omicidio colposo causato da negligenza.
(fonte Afp) https://it.notizie.yahoo.com/russia-dieci-morti-incendio-deposito-munizioni-2-081015690.html

Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG


30 aprile 1944: Alessandria sotto i bombardamenti


ALESSANDRIA – Era la domenica dell'Ascensione, il 30 aprile 1944, quando poco dopo mezzogiorno la città subì il primo grande bombardamento della Seconda Guerra Mondiale. “Incursione terroristica su Alessandria” titolava in prima pagina La Stampa del 2 maggio. Il Piccolonell'edizione dell'8 maggio lo definì “battesimo del sangue”. Gli aerei quadrimotori alleati colpirono il centro urbano danneggiando gravemente i quartieri popolari. Da 40 metri di altezza la “caccia di scorta” mitragliò la popolazione per le vie e per le piazze. Furono colpiti e danneggiati dalle bombe il Duomo e la chiesa di S. Alessandro mentre andarono completamente distruttiPalazzo Trotti in via Vescovado, che ospitava la Biblioteca del Risorgimento, con oltre 50mila volumi, e l'istituto della Divina Provvidenza agli Orti. Le vittime furono 239, di cui 75 casalinghe, 45 bambini e studenti, 59 ferrovieri, operai e artigiani, 17 militari, quasi tutti nella caserma di Cabanette, come riporta “Alessandria sotto le bombe”, una pubblicazione di Piero Sacchi su La Provincia di Alessandria

I bombardieri fecero una seconda incursione sulla città verso la mezzanotte tra lunedì 1 e martedì 2 maggio. “L'incursione ha avuto carattere più spiccatamente terroristico: tanto è vero che il nemico ha fatto uso particolarmente di spezzoni incendiari” riporta La Stampa del 3 maggio. Il Teatro Municipaleadiacente al Municipio andò completamente bruciato, mentre il Palazzo Comunale si salvò. Particolarmente colpiti nei due attacchi il rione Cristo e la zona dell'ex-pista, molte case in centro città, la Federazione dei Commercianti in via Piacenza.

Numerose altri bombardamenti si susseguirono nel corso dell'anno: il 21 e 29 giugno sui ponti ferroviari sul Bormida e sul Tanaro, l'11 luglio su tutta la città e sull'area della stazione, con 46 morti, il 17, 20, 21 e 27 luglio, senza vittime, ma con molte distruzioni lungo la via ferrata, il 2, 7 e 20 agosto sul ponte sulla Bormida, il 21 su tutti i quartieri della città con 31 vittime. il 3 settembre sul palazzo della Gil e le officine del Gas. Il 5 settembre una bomba dirompente sul rifugio di Borgo Cittadella sotto la statale uccide 39 persone, 20 delle quali non identificabili perchè dilaniate dall'esplosione. Il 5 aprile 1945, la città fu investita da un nuovo massiccio bombardamento a tappeto, il bilancio fu pesantissimo: 160 morti, quasi tutti civili e tra essi 40 tra bambini e suore dell'asilo di via Gagliaudo, 45 case rase al suolo, oltre mille vani distrutti o resi inabitabili, oltre 600 feriti (fonte “Alessandria sotto le bombe, dal sito Isral).

Fonte: http://www.alessandrianews.it/societa/30-aprile-1944-alessandria-sotto-bombardamenti-61209.html
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Dal Setta a Vado riaffiora 'un triste ricordo di guerra'.

di Francesco Fabbriani
Salto nel passato per i residenti di Vado: il primo giugno prossimo quando suonerà ‘l’allarme aereo’   la frazione dovrà essere evacuata per lasciare posto agli artificieri. I militari hanno avuto  il compito di ingabbiare, portare a distanza di sicurezza e far brillare una bomba d’aereo rinvenuta nell’alveo del fiume Setta.  
 L’ordigno, del peso di ben 5 quintali, è infatti ricomparso dopo essere stato insabbiato nel letto del torrente  per ben 70 anni. A portarlo alla luce sono stati certamente i movimenti di ghiaia provocati dagli ingrossamenti della portata del torrente per le recenti e numerose cadute di pioggia. Ad accorgersi dell’anomala presenza è stato un pescatore che fra uno ‘slamamento’ e l’altro si è accorto di una corposa ‘pancia metallica’ che affiorava dalla ghiaia. Si è avvicinato è si è subito reso conto di essere di fronte a un residuato bellico. Ha informato immediatamente le autorità che hanno fatto intervenire gli artificieri d’urgenza per la messa in sicurezza e hanno provveduto a rendere inaccessibile l’ordigno. Questa mattina c’è stato un incontro organizzativo a Bologna per programmare l’intervento di asportazione della bomba e la data più probabile, anche se non è ancora certo che sia quella definitiva, è l’1 giugno. Intanto l’ordigno continuerà la sua sosta di riposo tra la ghiaia del Setta.
Fonte: http://notiziefabbriani.blogspot.it/2014/04/dal-setta-vado-riaffiora-un-triste.html
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

martedì 29 aprile 2014

DUE MILIONI DI ORDIGNI CHIMICI NEL MAR BALTICO: LA SOLUZIONE ? UN ROBOT ARTIFICIERE...!


Adriatico non solo, infatti anche l'ultimo dossier giornalistico (Rüdiger Schacht / Elizabeth Stasik) conferma che le acque del Mar Baltico siano affondate tonnellate e tonnellate di residuati bellici del tipo chimico alcuni dei quali quali continuerebbero a riversare nel mare i loro veleni. Sulle coste tedesche, riferisce Claus Böttcher dal Ministero della Protezione Ambientale, annualmente, si registrano, numerosi casi di persone ferite o ustionate al contatto con l'acqua marina. Lo stesso Böttcher, ipotizza che in fondo al Baltico e del Mare del Nord, siano presenti 2.000.000 di tonnellate di ordigni esplodenti e chimici. Ovviamente codesti contenitori, nel tempo continuerebbero, gradualmente a rilasciare alle correnti marine le proprie sostanze chimiche. L'Istituto Fraunhofer avrebbe sviluppato un robot subacqueo capace di rimuovere questi residuati bellici un tempo affondati. Naturalmente, per chi scrive, la vicenda del robot, sembra quasi una follia. Immaginate un robot subacqueo impegnato a rimuovere due milioni di tonnellate di residuati bellici ? Questo Robot, al netto d' ogni imprevisto tecnico ed atmosferico, per quanti secoli e secoli dovrebbe inutilmente ed ininterrottamente lavorare ? E soprattutto senza produrre danni ai contenitori di aggressivi chimici. Tutt'al più sarebbe utile ad individuare e lanciare immagini dei siti inquinati. Che possa, rimuovere due milioni di tonnellate di bombe sembrerebbe pura fantascienza. Attendiamo buone nuove per rendermi conto che al contrario la mia è una critica sbagliata.
Giovanni Lafirenze 
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Potente ordigno fatto brillare dagli artificieri


Gli artificieri, giunti questa mattina a San Felice Circeo, hanno fatto brillare l’ordigno militare rinvenuto qualche giorno fa in via IV novembre.  A segnalare la presenza della “bomba”,  piccola ma di carica elevata, erano stati i carabinieri della locale stazione che si erano rivolti al Comune per  transennare l’area. All’esplosione controllata dell’ordigno, presumibilmente risalente al periodo bellico, hanno assistito a distanza anche gli assessori comunali Eugenio Saputo ed Egidio Calisi.  Da quanto si è potuto apprendere si tratterebbe di un’arma in dotazione al nostro Esercito che veniva lanciata con una specie di catapulta in quanto dotata di una miccia cortissima. Elevato il potere esplodente.  Quando è stata fatta brillare infatti il botto è  stato avvertito anche a distanza di qualche chilometro.   
Fonte notizia e foto: http://www.corrieredilatina.it/news/notizie-locali-centro/5795/Potente-ordigno-fatto-brillare-dagli-artificieri.html
 Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG