Senato

Senato
biografiadiunabomba

giovedì 8 maggio 2014

Francia. Trovati centinaia di corpi soldati tedeschi 2* guerra mondiale


(ASCA) – Roma, 8 mag 2014 – I corpi di un centinaio di soldati tedeschi morti durante la seconda guerra mondiale sono stati ritrovati la scorsa settimana nel cimitero di Thiais, nella Valle della Marna.
“Durante i lavori di costruzione di un nuovo ossario, il dipartimento archeologico ha scoperto un centinaio di corpi non identificati”, si legge in una nota del sindaco di Parigi.
“Le indagini degli ultimi giorni hanno permesso di determinare che si tratta di corpi di soldati tedeschi risalenti alla seconda guerra mondiale”, ha poi aggiunto.
Tale scoperta giunge a meno di un mese dalle celebrazioni di commemorazione dello sbarco in Normandia.
“L’ambasciatore tedesco a Parigi e’ stato informato – conclude la nota – e da adesso si procedera’ in collaborazione con le autorita’ tedesche”. (fonte AFP).
Questa è una notizia dell’agenzia Asca.

ORDIGNO BELLICO RINVENUTO A SESTO FIORENTINO


Si svolgeranno domenica 18 maggio le operazioni di disinnesco della bomba, risalente alla seconda guerra mondiale, ritrovata in un cantiere edile in zona Padule. Prevista l’evacuazione di circa 7mila persone. Prefetto Varratta: “Qualche disagio, ma la cittadinanza può stare tranquilla”. Sarà disinnescato e rimosso nella mattinata di domenica 18 maggio l’ordigno bellico inesploso risalente alla seconda guerra mondiale, rinvenuto in un cantiere edile in zona Padule, al confine tra i comuni di Sesto Fiorentino e Calenzano. Il piano degli interventi e di informazione alla popolazione è stato illustrato stamani dal prefetto Luigi Varratta e dai sindaci di Sesto Fiorentino e dall'assessore ai lavori pubblici di Calenzano. Nell’area interessata dalle operazioni dovranno essere sgombrati tutti gli edifici, le strade e saranno circa 7mila le persone da evacuare. Sarò disposto inoltre il blocco momentaneo della circolazione stradale, della linea ferroviaria, del servizio pubblico di autobus e sarà vietato il sorvolo aereo della zona. “Siamo tenuti a prendere tutte le precauzioni del caso – ha spiegato Varratta – per garantire la sicurezza dei cittadini, ma la gente può stare tranquilla. Le operazioni si svolgeranno nei tempi previsti e il disagio sarà limitato a due-tre ore. Le abitazioni vuote saranno sorvegliate dalle forze dell’ordine e dalla polizia municipale per evitare che qualche malintenzionato faccia incursioni indesiderate approfittando della situazione“. La rimozione delle spolette e il successivo brillamento saranno effettuati dagli artificieri dal Nucleo E.O.D. del Genio Ferrovieri dell’Esercito di stanza a Castelmaggiore (Bologna). Tutta la zona sarà messa in sicurezza e sorvegliata da forze dell’ordine e vigili urbani, con l’ausilio dell’8° Reparto Volo della Polizia. Saranno presenti inoltre i Vigili del Fuoco e il servizio emergenza 118 con ambulanza e personale medico a bordo. Saranno allertate, come prevede la procedura, le strutture ospedaliere. Prenderanno parte anche 150 volontari. Al termine del disinnesco, l’ordigno sarà trasportato, con la scorta della Polizia Stradale, alla miniera di Monsavano, nel comune di Pelago, dove verrà fatto brillare in sicurezza . Cittadini, esercizi commerciali e ogni altra attività della zona hanno già ricevuto un primo avviso. I comuni di Sesto Fiorentino e Calenzano hanno distribuito nelle settimane scorse un volantino che spiega nel dettaglio come comportarsi. Abitazioni ed edifici dovranno essere lasciati entro le ore 9 di domenica. Il via alle operazioni sarà dato dalla sirena della Ginori (due suoni di quindici secondi ciascuno). Un suono prolungato di trenta secondi indicherà invece la fine degli interventi (tempo stimato circa 2-3 ore). Solo a partire da quel momento sarà possibile far ritorno nelle proprie case. Chi non è in grado di organizzarsi autonomamente, potrà trascorrere il tempo necessario nei centri di accoglienza predisposti per l’occasione alla Misericordia di Sesto Fiorentino (piazza S. Francesco 37), alla Casa del Popolo di Querceto (via Napoli 79), al Circolo 8 Marzo (viale Ariosto 210) e all’associazione Auser (via Pasolini 105), a partire dalle ore 8. Per informazioni di carattere generale sull’evento è possibile rivolgersi al call center integrato dell’area fiorentina 055.055 dal lunedì al sabato con orario 8-20 oppure alla segreteria del Comando di Polizia Municipale di Sesto Fiorentino 055/4496503-0554496504 dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 12,30. Per le persone non autosufficienti o in particolari condizioni di salute che necessitano di trasporto e sistemazione è invece necessario rivolgersi con urgenza al n. verde dedicato 800.401084. A partire dalle ore 8, sarà istituito, presso la sede della Protezione Civile del Comune di Sesto Fiorentino, un posto di comando, denominato I.C.P. (Incident Control Point), per sovraintendere a tutte le operazioni. Coordinato dalla Prefettura, sarà composto da rappresentanti di: Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore, Questura, Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Sezione Polizia Stradale, Polizia di Frontiera, Polizia Ferroviaria, VIII Reparto Volo della Polizia di Stato di Firenze, Protezione Aziendale di RFI, ENAC, ENAV, Gestore Aeroportuale, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, Comune di Sesto Fiorentino, Comune di Calenzano, Protezione Civile Provinciale, 118, Enel, Terna, Estrareti Gas, Publiacqua, ATAF(per il coordinamento del trasporto pubblico).
Fonte: http://met.provincia.fi.it/c1news.aspx?n=172371

 Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG


mercoledì 7 maggio 2014

Preparando la morte il pilota scoprì la Storia


di Italo Interesse
A un 8 km da Foggia, in località Passo di Corvo, sono visibili i resti di un vasto villaggio ‘trincerato’ dell’era neolitica. Si vuole che a identificarli, nel 1943, sia stato J.B.Brabdford, un pilota ricognitore della RAF. Non è esatto. Nessuno vuol togliere il merito all’ufficiale britannico, solo che la scoperta avvenne a guerra finita. Appassionato di fotografia ed evidentemente colpito dalla bellezza del paesaggio pugliese, Bradford dovette trattenere per sé copia di quelle immagini. Sulle stesse possiamo immaginarlo concentrato nei momenti d’ozio, forse alla ricerca di prove che confermassero un ‘sospetto’ maturato già al momento del sorvolo del sito di Passo di Corvo. Poi, nel 1946, probabilmente sentito il parere di un archeologo, Bradford potette annunciare la sua scoperta ; l’annuncio diede poi il via a campagne di scavo (attualmente il Parco Archeologico di Passo di Corvo si estende su una superficie di 130 h ed è visitabile tutti i giorni dalla 9,00 alle 13,00 e dalla 16,00 alle 19,00 ; informazioni presso il Museo Civico di Foggia). Torniamo ora a quel pilota. Premesso che quegli scatti facevano parte di una vastissima missione fotografica che aveva per oggetto Foggia e dintorni, quando e perché Bradford li realizzò? Molto probabilmente  prima di maggio ’43, mese in cui gli Alleati diedero il via a una serie di pesantissime incursioni aeree a danno dell’aeroporto e della stazione di Foggia. Quelle foto avevano lo scopo di facilitare l’imminente l’opera dei bombardieri, come puntualmente avvenne ( le incursioni delle Fortezze Volanti -  nove tra maggio e settembre - furono devastanti : 20mila morti e una città rasa al suolo). La scoperta del sito di Passo di Corvo, che fu dunque incidentale, si spiega col fatto che la ricognizione aerea permette all’osservatore di coordinare elementi che da terra sembrano isolati e di ‘rileggerli’ in un contesto più vasto. A causa dell’esiguo dislivello cui danno vita, i micro rilievi sfuggono allo sguardo stando a terra. Osservati però dall’aereo, al sorgere o al calare del sole, risaltano particolarmente a causa dell’inclinazione dei raggi solari che allungano le ombre. E’ così possibile  scorgere rovine che affiorano appena dal suolo, gobbe dai contorni smorzati, cavità, fondi di capanne, serbatoi d’acqua, canali... Inoltre, le vestigia sotterrate, mutando la composizione minerale e chimica della terra che le ricopre, modificano la fitogenesi del terreno che in quel punto, divenendo più asciutto e compatto, dà vita a una vegetazione più secca. E se il suolo è particolarmente arido, i resti giacenti in profondità lasciano in superficie tracce biancastre che spiccano sul naturale colore dell’humus... Bradford cercava punti di riferimento di cui altri suoi colleghi si sarebbero serviti per seminare morte e distruzione. Scoprì, dopo, un importante sito archeologico. Vogliamo essergliene grati?
Fonte: http://quotidianodibari.it/articoli/cultura-e-spettacoli/preparando-la-morte-il-pilota-scopri-la-storia/#.U2qFMIF_sR8

Ordigno bellico trovato a Palermo


Un ordigno di artiglieria risalente al periodo tra le due guerre mondiali è stato trovato in via Falconara a Baida, borgata di Palermo. A segnalare la sua presenza è stato un cittadino che ha chiamato i carabinieri. L’ordigno lungo 43 centrimetri e con una potenza d’azione per un raggio di circa mille metri è stato prelevato dai militari, dagli artificieri con l’intervento del quarto reggimento genio guastatori dell’Esercito. L’ordigno è stato portato a Bellolampo, dove sarà fatto brillare.
Fonte: http://www.siciliainformazioni.com/95772/ordigno-bellico-trovato-palermo
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Una bomba tre pollici rinvenuta in un bagno pubblico a Reddish


Reddish, un quartiere distante pochi chilometri dalla città metropolitana di Stockport. Secondo la fonte britannica non è stata necessaria una grande evacuazione. La bomba è stata fatta brillare nel parco. Una nota, se vogliamo definirla di colore: al momento dell'esplosione controllata una donna portava a spasso il suo cane. È stata salvata da un militare che urlando a più non posso le avrebbe ordinato di non procedere oltre. La donna si è bloccata subito dopo qualche attimo il gran botto dell'ormai ex residuato bellico. Come si dice: tutto bene ciò che finisce bene.
g.l.  

RITROVAMENTI "ESPLOSIVI" E CONTROLLI PER GLI EDIFICI COMUNALI


Luigi Antonio Colecchi
Il fortuito ritrovamento, avvenuto ieri mattina a Monopoli, di alcuni residuati bellici all’interno di una struttura comunale non in uso, ha riproposto il tema, già discusso, della necessità di messa in sicurezza di tali strutture e del bisogno che queste vengano sorvegliate anche attraverso delle telecamere. Nello specifico ieri mattina la Polizia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Monopoli scopriva, a seguito di una segnalazione, del materiale risalente molto probabilmente alla seconda guerra mondiale (pare una bomba a mano e dell’esplosivo) nascosto in un sacchetto in un bagno della nuovissima struttura in uso ai Servizi Sociali di Monopoli, nei pressi di Porto Rosso, e mai entrata in funzione. Il materiale molto probabilmente è stato “pescato” da qualche sub sul fondale marino e celato in quel luogo. La facilità di accesso allo stesso è davvero preoccupante. Al di là dello stato di degrado a cui va incontro, con sporcizia ed escrementi ovunque, porte divelte e vetri rotti, è pericoloso l’uso che balordi o malintenzionati possano farci magari, come in questo caso, andando a nascondere materiali illeciti e che, se mal maneggiati, potrebbero provocare danni. Lo stesso muro perimetrale della struttura, appena terminato di intonacare, è stato utilizzato da “writers” per esprimere la propria creatività. E’ necessario, quindi, che venga previsto per lo meno un servizio di videosorveglianza al suo esterno, al fine di scoraggiare chiunque intenda avvicinarvisi con non buone intenzioni.
Fonte: http://www.canale7.tv/news/ritrovamenti-esplosivi-e-controlli-per-gli-edifici-comunali.html?PHPSESSID=6n1l6door7o1gccphs1r92fqq6#.U2pc94F_sR8

Due bunker sotto piazza Abbro


di Vincenzo Lamberti
Sono saltati fuori durante i lavori di scavo eseguiti in piazza Abbro per delocalizzare i lampioni: sarebbero bunker risalenti alla seconda guerra mondiale dove i cavesi si rifugiavano per sfuggire ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. E così ieri mattina, per circa quattro ore tecnici ed archeologi della Sovrintendenza di Salerno sono stati in visita al cantiere per effettuare alcuni rilievi e stabilire il valore storica dei due bunker. I lavori per il momento non sono stati fermati, ma è chiaro che dai risultati delle perizie degli archeologi potrebbero derivare conseguenze per il cantiere. Se infatti i bunker ritrovati dovessero essere considerati di alto rilievo storico, o se all’interno di essi fossero trovati resti umani, per le vigenti leggi almeno quella zona non si potrebbe coprire con cemento, e dunque con la scacchiera. Al massimo si potrebbero utilizzare dei vetri al fine di rendere visibili i reperti. Se ne saprà di più nei prossimi giorni. Sono stati i dipendenti dell’impresa a fare la scoperta e ad avvisare subito i tecnici del Comune, ed immediato è stato l’intervento della Sovrintendenza. I bunker sono stati trovati nel tratto di piazza dove un tempo c’erano le aiuole, quello su cui affaccia palazzo del Giudeo e nelle cui vicinanze c’è il monumento ai caduti. Nel frattempo ieri mattina sono iniziati anche i lavori del terzo lotto del cantiere di piazza Abbro. La ditta esecutrice del’intervento ha proceduto a chiudere al traffico il tratto di viale Crispi compreso tra via Parisi e via Diego Ferraioli, al fine di consentire che in tutta sicurezza avvenga la rimozione dei sampietrini con il rifacimento dei sottoservizi. Tutto tranquillo sul fronte viabilità. Le vetture che provengono da Via Filangieri, infatti, vengono fatte transitare su una corsia ad hoc creata sul marciapiede di viale Crispi, chiuso ieri mattina.

Fonte foto e articolo: http://lacittadisalerno.gelocal.it/cronaca/2014/05/06/news/due-bunker-sotto-piazza-abbro-1.9176479