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venerdì 20 giugno 2014

Aurano: disinnescata bomba da mortaio


Gli specialisti del 32° reggimento genio della brigata alpina Taurinense hanno neutralizzato oggi pomeriggio una bomba da mortaio da 75 mm di calibro, ritrovata in una zona boschiva di Aurano. L’ordigno era ancora in grado di esplodere, motivo per cui gli artificieri sono accorsi da Torino su segnalazione delle forze dell’ordine, le quali hanno attivato una procedura consolidata che prevede il pronto intervento urgente dei militari dell'Esercito su richiesta della Prefettura. Dopo aver riconosciuto l'ordigno i genieri alpini del 32° lo hanno distrutto per brillamento in un'area sicura. Per gli specialisti della brigata alpina Taurinense - che vantano una preziosa esperienza maturata anche nelle missioni all'estero - si tratta del 66° intervento dall’inizio dell’anno nell’ambito della bonifica del territorio da residuati bellici in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Lo scorso 17 aprile un ordigno simile fu ritrovato e distrutto dagli artificieri del 32° genio a Falmenta, nel territorio della provincia. Il 32° reggimento genio guastatori costituisce la risorsa dedicata alla mobilità, contro mobilità, schieramento e supporto al combattimento della brigata alpina Taurinense; interviene quando richiesto in attività a supporto della popolazione in caso di calamità naturale ed è una delle 12 unità dall'Arma del Genio che hanno l’incarico esclusivo di bonificare il territorio nazionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi La Forza Armata grazie alla capacità “dual-role” dei propri reparti genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d'intervenire nei casi di pubbliche calamità ed utilità, in ogni momento, su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale. Fonte: http://www.tuttonotizie.info/notizie1/ultime-notizie-di/cronaca/24490-aurano-disinnescata-bomba-da-mortaio.html

http://www.tuttonotizie.info/

Merone: una bomba in cantiere, allertati gli artificieri


MERONE – Un ritrovamento davvero insolito quello fatto dagli operai che stavano lavorando, come ormai da qualche mese a questa parte, ai lavori di ristrutturazione del Cavo Diotti. Intorno alle 10, infatti, è stata avvistata, tra i sassi del fondo dove prima scorreva l’acqua in uscita del lago di Pusiano, un ordigno bellico e, più precisamente, una ogiva da mortaio della grandezza di circa 30 centimetri. La bomba, probabilmente sganciata da qualche aereo, è risalente alla Seconda Guerra mondiale ma solo grazie ai lavori è tornata “a galla”. Fonte: http://www.erbanotizie.com/cronaca/una-bomba-al-cavo-diotti-cantiere-fermo-in-attesa-degli-artificieri-33614/
http://www.erbanotizie.com/

giovedì 19 giugno 2014

Pesaro / Bomba di 500 chilogrammi rimossa dai palombari


PESARO - Il Nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) , del Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin, è intervenuto a Baia di Vallugola (Pesaro) a seguito della segnalazione, pervenuta da parte di un subacqueo ricreativo, della presenza in mare di un probabile ordigno inesploso.
Con la  prima immersione degli operatori dello SDAI l’oggetto segnalato è stato identificato  quale bomba d’aereo italiana da 500 Kg dotata di doppia spoletta e risalente al secondo conflitto mondiale. Le operazioni di rimozione della bomba, già intrinsecamente delicate e rischiose, sono state ulteriormente complicate dal limitato battente d’acqua di 1,7 metri che impediva l’utilizzo dei normali sistemi di sollevamento dal fondo. Gli operatori si sono visti costretti ad approntare un sistema speditivo costituito da una struttura galleggiante, dotata di un apparato per il sollevamento meccanico, che ha permesso di staccare l’oggetto dal fondo.
La pericolosità dell’ordigno, probabilmente innescato, e le particolari procedure adottate per la sua rimozione hanno reso necessario che fosse evacuata parte del Comune di Vallugola.
Terminata la fase di rimozione si è proceduto al rimorchio della bomba in mare aperto dove, a circa 2 miglia dalla costa, gli uomini di Comsubin vi hanno applicato una contro carica e l’hanno fatto brillare adottando le classiche misure previste per la salvaguardia della fauna marina.

E’ importante segnalare il lodevole senso civico di tutti coloro che, imbattendosi in un oggetto riconducibile ad un artifizio esplosivo, contattano immediatamente, per la salvaguardia di tutti, le autorità competenti (Capitaneria di Porto e Carabinieri) a richiedere l’intervento del Gruppo Operativo Subacquei del Raggruppamento Subacquei ed Incursori Teseo Tesei.
Fonte: http://www.agoramagazine.it/it/cronaca/pesaro-bomba-di-500-chilogrammi-rimossa-dai-palombari.html
http://www.agoramagazine.it/

Bombe d'aereo verranno fatte brillare in Porto


Il 20 giugno, ad orario da stabilirsi a seconda delle condizioni meteorologiche, inizieranno le operazioni relative al brillamento della prima bomba d'aereo da 100 lbs a caricamento al fosforo, facente parte del gruppo di ordigni bellici - 4 bombe da 100 lbs e n. 4 proiettili d'artiglieria- rinvenuti nel Porto di Ancona, durante i lavori di ricognizione del fondale marino.L'intervento di bonifica molto complesso, avverrà in mare aperto e sarà effettuato dal Nucleo specializzato della Marina, SDAI di Ancona e dagli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (BO).
Un apposito comitato composto da rappresentanti della Prefettura-U.T.G. di Ancona, della Capitaneria di Porto, del Nucleo SDAI di Ancona e degli artificieri del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (BO), verrà attivato presso la Capitaneria di Porto per il coordinamento di tutte le operazioni concernenti l'evento di brillamento.
dalla Prefettura
Ufficio Territoriale del Governo di Ancona
Fonte: 
http://www.vivereancona.it/index.php?page=articolo&articolo_id=478962

LA GUERRA IL VERO CRIMINE CONTRO L'UMANITA DEL PRESENTE E DEL FUTURO



Nel Darfur da tempo senza più regole, la morte attende per strada, celata da pochi centimetri di terreno o nascosta tra cespugli o piante. Il primo vero conflitto il paese lo patisce per 17 anni (1955/1972). sud contro nord, religioni contro altre religioni, poteri contro altri poteri. Passano pochi anni, nel 1953 è ancora guerra. Nel 1983 un colpo di Stato crea le condizioni per altre guerriglie che nel 2003 si trasformano nella seconda guerra civile che termina nel 2006. Di più, stendendo un pietoso, velo che copra i nomi dei fornitori d'armi, anche pesanti, alle milizie contrapposte, potremmo tuttavia chiederci cosa l'Italia, L'Europa, gli Stati Uniti avrebbero “fattivamente” fatto per lo sminamento a Darfur in questi anni rosso sangue. La guerra uccide, militari, donne, bambini. La guerra rende lo stupro umiliazione consentita. La guerra che nasce con finalità politiche cresce e termina con lo scopo di “sodomizzare”, ciò che resta dello spirito, della coscienza del popolo sconfitto. A guerra conclusa qualcuno si accorge durante i conflitti potrebbero esserci stati casi di genocidio. Poi come canta mina: “parole, parole, solo parole. Oggi a Darfur l'ex guerra continua a pretendere le sue vittime. Non passano settimane senza ricevere notizie di bambini uccisi da piccole bombe, raccolte per gioco. Il sedici maggio, racconta Radio Dabanga, in località Mukjar, muoiono altri quattro fratellini: Adam Suleiman Ismail (12) anni, Abakar (10), Fatima (7), e Halima (5). il giorno successivo la morte da residuato bellico inesploso e venduto da ignoti chissà come a chissà chi, uccide due giovani donne, ma se fossero state anziane la morte non sarebbe stata meno ingiusta. Forse sarebbe ora, viste le grandi guerre d'Africa di non tentare più alcuna giustificazione ai conflitti in corso, di non cercare genocidi e crimini di guerra post-datati, ma di considerare la guerra stessa in ogni suo corso, l'unico, vero, indiscutibile crimine contro l'umanità del presente e del futuro.
Giovanni Lafirenze    


I cunicoli? Erano «fornelli da mina»


di Mariella Gugole
Sono tre «fornelli di mina» realizzati dal 5° Genio militare 91° compagnia e risalenti alla prima guerra mondiale i misteriosi cunicoli scoperti tre settimane fa a Vestenavecchia durante i lavori di scavo sulla strada provinciale semidistrutta dalla frana alle pendici del colle di S. Antonio. Increduli persino gli artificieri di fronte a residuati bellici di tale portata e anche allarmati, in un primo momento, per i rischi e la sicurezza del cantiere.
«Questa è roba nostra», ha esclamato l'ufficiale del Genio militare del 5° Reparto Infrastrutture di Padova, specializzato nella bonifica da ordigni esplosivi residuati bellici interrati, quando ha letto l'incisione mezza cancellata sul tombino di pietra che copre il cunicolo centrale e che nessuno aveva notato prima. Un'immagine inquietante i tre cunicoli scoperchiati e messi a nudo su una strada che da due anni a questa parte ne ha viste di tutti i colori. E pensare che la Provincia, con la Dapam di Brescia, avrebbe dovuto consegnare proprio ieri la nuova arteria alla popolazione.
Due ore con il fiato sospeso per il sindaco Edo Dalla Verde e il direttore dei lavori Ugo Franceschetti, geologo della Provincia. Il timore era fondato: blocco dei lavori per bonifica e ulteriore aggravamento dei costi. Solo scendendo nei cunicoli si potevano avere risposte certe. E così è stato: profondità, buone condizioni del fondo dei cunicoli e nessun reperto visivo, hanno consentito di togliere qualsiasi riserva all'ufficiale del Genio militare circa i lavori. Un vero sollievo per il sindaco, quando ha avuto la certezza che il cantiere sarebbe ripartito: «Devo prima di tutto ringraziare il prefetto Perla Stancari e, soprattutto, scusarmi per quanto è intercorso fra noi in questi giorni. Il suo intervento è stato prezioso e determinante per mettere fine a questa attesa lunga settimane. Ora abbiamo anche il conforto di sapere che la strada sarà ultimata; se devo essere sincero, avevo pensato al peggio. I cittadini non meritano ulteriori rinvii».
Quella che ora è la provinciale 36 della Collina, secondo testimonianze verbali e ricostruzioni storiche, era stata una carreggiabile o una camionabile, costruita durante la Grande Guerra dal Genio militare e rappresentava, in questa parte del Veneto, la seconda linea del fronte, ossia una retrovia difensiva. In caso di rotta della prima linea il conflitto sarebbe sceso in Lessinia con tutto ciò che ne poteva conseguire.
L'esercito aveva deciso che quello era un punto strategico per fermare l'avanzata. Dunque la fase successiva alla preparazione dei cunicoli doveva essere il riempimento dei fornelli di mina con la polvere nera e la miccia di innesco per far saltare la strada e probabilmente la stessa chiesetta di S. Antonio, che sta a monte. L'opera bellica è intatta e ben conservata; non ci sono stati ritrovamenti e quindi, anche se il metal detector ha segnalato materiale ferroso, ciò è addebitabile ai pioli in ferro che fungono da scaletta. Tuttavia gli esperti non escludono al 100 per cento la presenza sotterranea di residuati bellici. 
Gli artificieri hanno ispezionati due dei tre cunicoli, armati all'esterno di filo spinato: quello posto al centro è il più profondo (5 metri) e sul fondo presenta un piccolo corridoio e un'altra camera, orientata a valle, perpendicolare alla frana, a forma di L e coperta d'acqua. I due cunicoli laterali sono invece profondi 3,5 metri.
A ispezione terminata, oltre al sindaco hanno accolto la buona notizia anche i tecnici della Provincia e i vertici della Prefettura, perché il blocco dei lavori aleggiava pesantemente su quella strada che, come una tela di Penelope, avanza e arretra all'infinito. Per fortuna è andata bene, e le travi prefabbricate sono già pronte per essere impiantate sopra il supporto che compatterà il «solettone» sopra la frana.
Ma quei cunicoli scavati cento anni fa nelle viscere del colle, e che tanta curiosità hanno sollevato in queste settimane, possono avere qualche responsabilità per la frana che ha squarciato mezzo monte? È probabile.
A detta dei geologi, è possibile che queste strutture siano state la concausa dei cedimenti prodotti da anomali infiltrazioni d'acqua che, non a caso sono, corrispondono esattamente alla posizione dei tre tombini visibili in superficie e in particolare alla camera di prolungamento del cunicolo principale. Fra gli addetti ai lavori, dopo due sospensioni dei lavori in poche settimane, ora nessuno vuole più sbilanciarsi sui tempi di risanamento della frana di S. Antonio. Di certo i cunicoli saranno tombati. Fonte: http://www.larena.it/stories/2596_val_dalpone/762474_i_cunicoli_erano_fornelli_da_mina/
http://www.larena.it/    FOTOSERVIZIO AMATO



mercoledì 18 giugno 2014

Carugo, lavori alla fognatura Il Comune va a caccia di bombe


A caccia di ordigni bellici inesplosi lungo i binari della ferrovia. L’amministrazione comunale sta organizzando il monitoraggio della zona attigua alla stazione delle Nord per condurre un’operazione di bonifica dalla presenza di eventuali bombe risalenti alla seconda guerra mondiale. L’intervento è indispensabile per poter avviare – finalmente - i lavori di costruzione della nuova fognatura che collegherà la via Parini alla via Marconi, passando sotto alla strada ferrata.
«Una questione seria»
«La cosa può far sorridere di primo acchito – commentaAlberto Viganò, assessore ai lavori pubblici -, ma pensandoci bene siamo di fronte a una questione molto seria. Per iniziare a scavare nei pressi dei binari, infatti, abbiamo dovuto inoltrare la segnalazione al Genio Militare di Padova».
L’articolo completo sul giornale in edicola. Fonte: http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/carugo-lavori-alla-fognatura-il-comune-va-a-caccia-di-bombe_1063663_11/