Senato

Senato
biografiadiunabomba

giovedì 3 luglio 2014

Afghanistan, 545 bambini uccisi e 1.149 feriti nel 2013


Secondo il rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite sui Bambini nei Conflitti Armati, pubblicato questa settimana, il numero di bambini uccisi o feriti durante il conflitto in Afghanistan nel 2013 è aumentato del 30% rispetto all'anno precedente. Circa 545 bambini sono stati uccisi e 1.149 feriti a causa delle azioni di tutte le parti in conflitto. La maggior parte delle morti e dei ferimenti dei bambini sono state causate da ordigni esplosivi improvvisati (IEDs), ordigni inesplosi (UXOs) e mine antiuomo. Fonte: http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2014/07/03/news/afghanistan_545_bambini_uccisi_e_1_149_feriti_nel_2013-90594637/
 Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Siracusa. Bomba a mano, proiettili e colpi di mortaio: rinvenuti e fatti brillare


Diversi ordigni bellici sono stati rinvenuti e fatti brillare tra Fontane Bianche e Gallina. Si tratta di residuati del secondo conflitto mondiale, potenzialmente ancora in grado di esplodere. A Fontane Bianche, a pochi metri dalla scogliera in fondo a via Mar Baltico, in acqua, è stata trovata una bomba a mano modello a barattolo, ancora con la linguetta inserita. La Capitaneria di porto ha subito emesso una ordinanza per interdire l’area ai bagnanti. I militari hanno effettuato diverse ronde in spiaggia e in acqua per accertare che i bagnanti fossero a distanza di sicurezza. L’ordigno è stato preso in consegna dal nucleo artificieri della Marina appositamente arrivato da Augusta che ha provveduto al largo, e in totale sicurezza, a farlo brillare insieme ad altri colpi di mortaio, bossoli e proiettili di medio e grosso calibro rinvenuti a Gallina. Fonte: http://www.siracusaoggi.it/siracusa-bomba-a-mano-proiettili-e-colpi-di-mortaio-rinvenuti-e-fatti-brillare-residuati-bellici/

mercoledì 2 luglio 2014

Trovato ordigno della seconda guerra mondiale


GROSSETO-Una pattuglia del “Savoia Cavalleria”, impegnata in una importante esercitazione in provincia di Grosseto, ha rinvenuto un grosso ordigno inesploso risalente alla seconda guerra mondiale.
In particolare il proiettile di artiglieria, contente circa un chilo di esplosivo, è stato rinvenuto 15 chilometri a nord di Grosseto, in una zona montuosa a ridosso del Poggio Tetto del Paradiso.
A seguito della segnalazione delle unità operative sul terreno sono state immediatamente attuate dalla direzione di esercitazione - che vede schierato dal 30 giugno l'intero staff del reggimento Savoia Cavalleria di Grosseto - tutte le procedure di sicurezza inviando altresì sul posto un qualificato artificiere EOD (Explosive Ordnance Disposal) di secondo livello, ovvero abilitato anche al riconoscimento e alla bonifica degli ordigni che ha provveduto a segnalare come interdetta l'intera zona.
Sono state informate le autorità di pubblica sicurezza competenti sul territorio che provvederanno nelle prossime ore alla rimozione o distruzione degli ordigni.
L’importanza di condurre esercitazioni di questa portata fa si che, oltre a mantenere elevato il proprio coefficiente di preparazione operativa, l’Esercito concorra altresì al controllo del territorio e, come sempre, si erga a valida e presente risorsa per il Paese, al servizio delle comunità locali ed a favore della collettività nazionale. Fonte: http://www.grossetooggi.net/notizie/cronaca/8709/trovato-ordigno-della-seconda-guerra-mondiale

Recuperato l’ordigno ritrovato a Torre Canne


di Vincenzo Lagalante
È stato recuperato questa mattina l'ordigno bellico, risalente probabilmente alla Seconda Guerra Mondiale, ritrovato la scorsa settimana sul fondale di Torre Canne, ad una distanza di circa cento metri dallo stabilimento termale, a circa due metri e mezzo di profondità. A ritrovare l’ordigno bellico era stato un sub che aveva lanciato subito l’allarme alle autorità competenti. Il proiettile di piccolo calibro, risalente quasi sicuramente al secondo conflitto mondiale, aveva una forma verticale con un diametro di circa trenta centimetri, posizionato verticalmente e conficcato nel fondale sabbioso per circa la metà.
La Capitaneria di porto di Brindisi ha vietato in questi giorni, con apposita ordinanza, qualsiasi attività di immersione subacquea nella zona fino alla sua rimozione. La zona vietata per le immersioni comprendeva uno specchio di acqua entro i 200 metri in tutte le direzioni dal punto dove è stato individuato l’ordigno. È stata anche vietata qualsiasi attività subacquea, considerato che nella zona, comunque, in base già ad una vigente ordinanza di sicurezza balneare è già vietata qualsiasi tipo di navigazione e di pesca.
La segnalazione era stata trasferita al Nucleo Sdai (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare, l'organo competente per la “bonifica degli ordigni esplosivi nelle acque nazionali” che oggi si è occupata del recupero con la collaborazione degli uomini della delegazione di spiaggia della Capitaneria di Porto comandati da Roberto Cisternino. Sistemato in un contenitore speciale, il proiettile é stato portato via e sarà fatto brillare in un luogo idoneo. Fonte: http://www.fasanolive.com/news/Cronaca/296812/news.aspx

A Monreale un ordigno bellico inesploso, intervengono i Guastatori


MONREALE, 02 luglio – Il 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo, della Brigata "Aosta",  è intervenuto, il 26 giugno scorso, a Monreale.
I soldati si sono recati sul Monte Petroso, a San Martino delle Scale, dove è stato rinvenuto un proietto d'artiglieria italiano da 75 mm. L'ordigno era caricato con esplosivo ad alto potenziale. Il residuo bellico è stato distrutto.
I guastatori entrati in azione, possiedono una particolare specializzazione EOD e sono più comunemente indicati come artificieri; il Reggimento è intervenuto su richiesta della Prefettura e sotto il coordinamento del 2° Comando Forze di Difesa di San Giorgio a Cremano.
L’operazione di distruzione eseguita dai militari è stata preceduta ed effettuata  con particolari accorgimenti tecnici al fine di eliminare qualsiasi rischio per le persone e per i luoghi.
Fonte: http://www.filodirettomonreale.it/cronaca/a-monreale-un-ordigno-bellico-inesploso-intervengono-i-guastatori-2014/07/02.html#sthash.Dti2yThR.dpuf
Lhttp://www.filodirettomonreale.it   'ordigno bellico ritrovato a San Martino  mnews.it

Trova ordigno mentre lavora campo nel Riminese, area in sicurezza


(AGI) - Rimini, 2 lug. - Ha trovato una bomba a mano mentre stava lavorando in un campo agricolo: e' successo ieri pomeriggio a Coriano, nel Riminese. Dopo la segnalazione da parte dell'uomo sono intervenuti sul posto i carabinieri che hanno accertato il ritrovamento del residuato bellico. I militari dell'Arma hanno poi messo in sicurezza l'area in attesa dell'arrivo degli artificieri. (AGI) Bo1/Gav

martedì 1 luglio 2014

«Le mine antiuomo? Armi disumane e vigliacche»



 Nessun bambino deve «vivere nella paura delle mine». «Il ricorso alle armi in generale e alle mine in particolare rappresenta una sconfitta di tutti». Così Papa Francesco, in un messaggio inviato dal Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, alla Conferenza di revisione della Convenzione sul divieto d'impiego delle mine antiuomo, che si è svolta a Maputo, in Mozambico.  È una forte denuncia quella del Pontefice che sottolinea come le mine antiuomo siano «subdole perché prolungano la guerra e alimentano la paura anche dopo la fine dei conflitti. Aggiungono al fallimento umano provocato dalla guerra - continua Francesco - un sentimento di paura che prevale nello stile di vita e altera la costruzione della pace. Questo sentimento è distruttore non solo della persona che lo subisce ma anche di quella che l'impone».  Armi «disumane», «irresponsabili», «da vigliacchi». Se veramente vogliamo «la sicurezza, la stabilità e la pace», prosegue il documento, «allora riduciamo i nostri stoccaggi di armi» e «bandiamo le armi che non hanno ragion d'essere in una società umana» e piuttosto «investiamo nell'educazione, nella salute, nella salvaguardia del nostro pianeta». Papa Francesco esorta dunque i Paesi a impegnarsi nell'ambito della Convenzione, «affinché non ci siano più vittime di mine» e «nessun bambino debba vivere nella paura» di questi ordigni.  Le Convenzioni, come quella sulle mine, si legge ancora nel messaggio, non sono «freddi quadri giuridici», ma «una sfida per tutti coloro che cercano di salvaguardare e di costruire la pace» e di «tutelare i più deboli».  Questa Convenzione, auspica dunque il Papa, possa essere «un modello per altri processi, in particolare per le armi nucleari e per altre armi che non dovrebbero esistere». Poniamo la persona umana, esorta infine il messaggio, «al centro dei nostri sforzi per il disarmo».  Fonte: http://www.lastampa.it/2014/07/01/esteri/vatican-insider/it/le-mine-antiuomo-armi-disumane-e-vigliacche-47bQggCmwVqcHcbmaIDHnI/pagina.html
 Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG