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mercoledì 31 dicembre 2014

Al via i lavori sul Fine, caccia alle mine


Andrea Rocchi
ROSIGNANO. Un intervento fondamentale quello della regimazione idraulica del Fine. Un'operazione che costa oltre 5 milioni e che è indispensabile per mettere in sicurezza il torrente che attraversa Rosignano e Vada. La notizia è che proprio in questi giorni stanno partendo i lavori finanziati in parte (circa 3 milioni) coi contributi dell'accordo di programma e con 2 milioni messi a disposizione da Gaz de France-Suez che all'interno dello stabilimento gestisce le due centrali  turbogas. Restano 800mila euro che sono in arrivo - assicura la giunta comunale - dalla Regione. Prima di poter intervenire sul Fine, tuttavia, sarà necessaria un'opera di sminamento che si annuncia piuttosto complessa. Anche perché la zona attraversata dal torrente è stata teatro di operazioni di guerra e dovrebbe accogliere ancora ordigni risalenti alla seconda guerra mondiale. Per questo il Comune di Rosignano ha già preso contatti con il Genio Artificieri di Padova che dovrà occuparsi della bonifica dell'area. La stessa amministrazione comunale, una volta che sarà definita la mappa dello sminamento e le eventuali operazioni di rimozione, disinnesco degli ordigni, dovrà emanare apposite ordinanze per avvertire la popolazione. In un secondo momento cominceranno i lavori di arginatura e di messa in sicurezza del Fine. Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2014/12/31/news/al-via-i-lavori-sul-fine-caccia-alle-mine-1.10587422
iltirreno.gelocal.it

Trovati 17 ordigni bellici nei boschi di Farneta


Parti di ordigni bellici trovati nei boschi sopra la Certosa di Farneta. I carabinieri, insieme agli artificieri, hanno rinvenuto ben 17 spolette (alcune delle quali sarebbero provviste anche della carica esplosiva) per innescare bombe a mano, risalenti alla seconda guerra mondiale. La scoperta è stata fatta l'altro ieri e questa mattina (31 dicembre) una squadra di artificieri è tornata sul posto per farla brillare alla cava nei pressi di Stabbiano. Il ritrovamento, alquanto sospetto, è avvenuto per caso. Un cacciatore che stava attraversando il bosco ha notato uno strano oggetto metallico, si è avvicinato e ha capito di cosa si trattava, dando immediatamente l'allarme.
Sul posto sono accorsi i carabinieri di Nozzano, che hanno poi richiesto l'intervento del nucleo artificieri. Con il metal detector i militari hanno setacciato la zona del ritrovamento della prima spoletta, trovandone altre 17 alcune delle quali erano state seppellite. Secondo i carabinieri, gli inneschi potrebbero essere stati abbandonati nel bosco da qualcuno che li custodiva. Fonte: http://www.luccaindiretta.it/2011-08-07-02-51-49/item/38665-trovati-17-ordigni-bellici-nei-boschi-di-farneta.html
luccaindiretta.it

martedì 30 dicembre 2014

La leggenda del nonno


Kent il 30 abbiamo dato notizia del rinvenimento di una granata in un giardino privato, i giornali hanno subito scritto di lavori interni all’abitazione. In realtà di come sia stata rinvenuta la piccola bomba lo spiega oggi il Mail Online: si tratta di una vecchia storia di famiglia. Il nonno racconta di una granata rinvenuta nel giardino nel lontano 1973. Storia tramutatasi nel tempo in una vera leggenda famigliare. Giunge il Natale del 2014, l’autore del rinvenimento ai tempi dei racconti un fanciullo, oggi adulto, riceve in regalo un metal detector. Ricorda una ad una le parole del nonno. Avvia la strumentazione, ascolta i “bib, bib”, crescere d’intensità. Posa lo strumento, mentre continua a scavare pensa all’anziano parente. Rinviene la granata e la leggenda termina tra le braccia dei gruppi Eod del luogo.    
Giovanni Lafirenze
dailymail.co.uk-Foto Swns.com

dailymail.co.uk-Foto Swns.com

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Cassino, reperti bellici a Montecassino: neutralizzate 90 bombe


Si è conclusa in questi giorni la seconda fase di bonifica dai reperti bellici, iniziata sabato 12 dicembre, nella zona di Montecassino dove sono stati individuati 90 residuati. 
La Prefettura di Frosinone ha richiesto l' intervento del Sesto Reggimento Genio Pionieri Comando Legione Carabinieri Lazio, specializzato nella rimozione e la distruzione dei residuati bellici. Nelle varie fasi dell'intervento di bonifica dell'area, sempre coordinate dalla Prefettura, sono stati impegnati tutti gli uomini, gli strumenti e i mezzi necessari tra cui il personale sanitario della Polizia di Stato. Sono state neutralizzate 29 bombe e tutti i proiettili da 81mm e 75mm dei complessivi 90 ordigni bellici inesplosi risalenti all'ultimo conflitto mondiale, scoperti sul versante sud di Montecassino, nella zona compresa tra il Parco della Pace, il Parco Archeologico e La Rocca.  Fonte: http://www.ilmessaggero.it/frosinone/cassino_reperti_bellici_a_montecassino_neutralizzate_90_bombe/notizie/1092724.shtml

ilmessaggero.it

Convivono con una bomba sotto casa: il rimpallo di responsabilità impedisce una soluzione


di Alberto Parodi
Savona - Bomba o non bomba ogni giorno si alzano, si vestono, mangiano, guardano la televisione e vanno a dormire con lei che “dorme” chiusa in un muronel cortile del palazzo. Un muro attorniato da un cubo di cemento, una sorta di “gabbia” che ha inglobato il presunto residuato bellico della seconda guerra mondiale. Un manufatto che a scopo precauzionale è stato cintato quattro anni fa dal proprietario dell’area (su sollecito di Comune e Prefettura) con reti e transenne. Bomba o non bomba da quattro anni - da quando la sua presenza oggetto di ricorsi al Tar e di carteggi e ordinanze tra Prefettura e Comune che si sono attivati con il genio artificieri e i carabinieri - la vita intorno al palazzo di via Torino al civico numero 16 non è più la stessa. Paura e ansia è una costante compagna di viaggio delle giornate di residenti, commercianti, inquilini, amministratori di condominio e avvocati. Da settant’anni ci dormono sopra, ma c’è davvero l’ordigno nell’intercapedine in cortile? Non è mai stata vista, ma soltanto “sentita” la bomba. C’è chi parla di leggende metropolitane, ma il cartello messo ad aprile del 2010 con scritto “pericolo” firmato dall’amministrazione comunale c’è ancora ed è ben visibile sulla porta che dall’ingresso del portone al civico numero 16 porta al cortile a rischio. Cartello inequivocabile e porta chiusa a chiave. La possiedono i proprietari di quella porzione di cortile e cantina, la famiglia Bossio. Il manufatto che ospita la bomba fa capo anche ai gestori della vicina “Boutique del Vino”: «Quando abbiamo comprato gli immobili la bomba c’era già, siamo noi che abbiamo le chiavi per aprire quella porta» si limita ad indicare la titolare dell’enoteca. A cercare di chiarire il “giallo”, senza riuscirci, è il noto avvocato savonese Mario Randacio che è il principale proprietario delle aree del cortile attorno alla “presunta” bomba. Aree che consistono in un piazzale-corte chiuso tra i palazzi compresi tra via Torino, via Dei Cambiaso e via Mondovì che ospitano park privati per auto e moto. La titolarità delle aree aveva spinto in passato il legale a presentare un ricorso contro l’ordinanza con cui il Comune imponeva di mettere tutto in sicurezza. Il fascicolo “bomba” è ben custodito negli uffici dello studio dell’avvocato Randacio. «Conservo i carteggi in cui enti e istituzioni, sintetizzando e semplificando il discorso, non escludevano la presenza di un ordigno bellico» spiega il legale che chiarisce anche come è andato a finire il ricorso che aveva presentato al Tar contro l’ordinanza comunale che imponeva anche la rimozione dell’ordigno. «Nella sua memoria depositata al Tar, il Comune aveva precisato che a carico dei proprietari c’era solo l’obbligo di evitare scavi nelle adiacenze di quel muro e di impedire accessi al manufatto. Non imponendo la rimozione, come precisato nella memoria del Comune, il ricorso non andò avanti». Poi più nulla. L’area è stata affittata dal legale per ospitare auto e moto di privati. «Quella parte di muro è su un’area su cui si trovava la villa della mia famiglia che è stata poi demolita. Ho sempre sentito parlare di bomba, ma nessuno l’ha mai vista. Il mistero per me continua». Un mistero alimentato anche dagli artificieri del Genio arrivati da Roma, dai sopralluoghi dei carabinieri, dei vigili del fuoco e della polizia municipale nel corso di questi ultimi anni. Lasso di tempo in cui i fogli firmati dagli artificieri, dal Comune e dalla Prefettura sul fatto che non vi fosse un pericolo imminente e quindi niente sgomberi di palazzi per prelevare l’ordigno e bonificare la zona, avevano riportato la calma nel popoloso quartiere di Villapiana. Sino a quando nelle settimane scorse in occasione di alcune assemblee condominiali c’è chi ha fatto presente il problema ponendo la questione della rimozione. Punto all’ordine del giorno sempre rinviato alla luce delle difficoltà di demolizione e bonifica: «Conviviamoci». E il “giallo” continua. Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2014/12/30/AREDOK2C-convivono_impedisce_responsabilita.shtml
ilsecoloxix.it

lunedì 29 dicembre 2014

«Prima di fare Tencarola beach bonificare il fiume dalle bombe»


di Gianni Biasetto
SELVAZZANO. «Sull’iniziativa dell’amministrazione comunale di riqualificare la golena Sabbionari sul fiume Bacchiglione non si può che essere d’accordo, ma attenzione: prima va fatta la bonifica degli ordigni bellici inesplosi che si trovano in prossimità del ponte di Tencarola». È il perentorio invito che il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, Fabio Biasio, fa alla giunta Soranzo all’indomani dell’annuncio che intende realizzare sull’ansa del canale un porticciolo con attracco per le imbarcazioni, dotato di solarium, servizi igienici e area per il picnic. «L’auspicio è che le attrezzature vengano realizzate prima possibile per far si che già dalla prossima primavera i cittadini di Selvazzano le possano utilizzare», aggiunge Biasio. «Tuttavia rimane ancora un dubbio: la presenza di due bombe in prossimità del ponte di Tencarola. È dalla primavera del 2012 che se ne sa dell’esistenza. All’epoca del rinvenimento si è anche parlato molto senza però dare seguito ai fatti. Cioè attivare prima possibile la bonifica degli ordigni». Il progetto di riqualificazione della golena (costo circa 165.000 euro) presentato nei giorni scorsi dall’assessore al Turismo e alle Piste ciclabili Daniela Faggion, secondo l’esponente del Partito Democratico richiama indirettamente la necessità di provvedere alla messa in sicurezza dell’area dalla presenza delle due bombe. «Qualora questo interevento richiedesse la necessità di evacuare la popolazione residente in prossimità del ponte, il Partito Democratico anticipa fin d’ora la disponibilità a mettere a servizio della cittadinanza e dell’amministrazione comunale la propria sede di via Padova», conclude Biasio. Il consigliere del Pd in passato ha chiesto in più riprese di accedere ai documenti della Prefettura relativi al piano di evacuazione che gli sono stati forniti solo relativamente alla parte non secretata. Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2014/12/28/news/prima-di-fare-tencarola-beach-bonificare-il-fiume-dalle-bombe-1.10572242
mattinopadova

domenica 28 dicembre 2014

Trovati obici da mortaio, zona subito transennata


Vallefoglia (Pesaro e Urbino). Due bombe da mortaio, quasi sicuramente risalenti alla seconda guerra mondiale, uno più grande, di 9 centimentri di diametro, l’altro più piccolo, di circa 3, sono stati ritrovati ieri all’ora di pranzo in un campo, a Talacchio, in località Pontevecchio. Il ritrovamento è stato fatto da un residente del posto, che ha avvertito i carabinieri. Verranno inviati nei prossimi giorni sia un artificiere dell’Arma che uno dell’esercito per le operazioni di brillamento. La zona è stata subito transennata. Fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/trovati-ordigni-seconda-guerra-mondiale-vallefoglia-1.529068