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domenica 18 gennaio 2015

Il bombardamento della stazione autocorriere Garbini a Viterbo


di Giorgio Ciatti
Il primo bombardamento del 1944 avvenne alle ore 13,15 e colpì sanguinosamente Viterbo e la sua Provincia. Tre formazioni di quadrimotori “Liberator” sorvolavano la città dirigendosi verso Orte, quando improvvisamente alcuni bombardieri si staccarono dal gruppo e sganciarono circa 90 tonnellate di bombe (il calcolo approssimativo fu fatto con il recupero di tre bombe rimaste inesplose presso le case adiacenti il passaggio a livello).
Fu colpita la zona tra le stazioni ferroviarie di Porta Fiorentina e della Roma Nord, e il capolinea delle autocorriere della Ditta Garbini, posto all’angolo tra piazza Umberto I (ora Piazza Gramsci) e via di Porta Murata (ora via San Bonaventura); oltre alle tre stazioni, furono danneggiate numerose case, un ristorante affollato (“Il Bersagliere”  situato nei pressi dell’attuale pasticceria Lombardelli), la Basilica di S. Francesco; causando la morte di due religiosi e il ferimento di un terzo; si salvò P. Giovanni Auda e che fu poi l’artefice della ricostruzione, e la caserma Bazzichelli,  adibita a Distretto Militare. 
Secondo un elenco pubblicato da un giornale locale, i morti furono 73, 7 i dispersi e 94 i feriti; alcuni morirono perché non fu possibile estrarli in tempo dalle macerie per mancanza di mezzi adeguati.

Mi sembra di sentire ancora i lamenti dei feriti che provenivano da sotto le macerie, e mentre passava il tempo, andavano sempre più affievolendosi fino a cessare del tutto; vedo ancora le volute di  fumo che uscivano tra i sassi e i calcinacci, per l’incendio sviluppatosi dai pullman andati distrutti. Fu scelta di proposito l’ora delle 13,15 perché coincideva con la partenza dei pullman che collegavano quei paesi della provincia non serviti dalle due ferrovie; era quella l’ora in cui facevano ritorno ai loro paesi i poveri cristi, dopo essere venuti a Viterbo magari per acquistare qualcosa non soggetta alla carta annonaria; e tornavano a casa gli studenti venuti in città per frequentare le scuole di grado superiore. Non essendoci in quella stazione insediamenti militari, quale era lo scopo?
A parer mio, quello di provocare più vittime civili possibili, affinché la popolazione esausta si ribellasse al regime e alle forze di “occupazione” (eravamo stati noi ad invitarli in casa nostra). Mi sono sempre domandato: come facevano gli Anglo-Americani a conoscere l’ora esatta della partenza dei pullman, l’ora in cui la stazione sarebbe stata più affollata?
L’unica risposta che mi sono dato: c’era a Viterbo un “informatore”; l’unico individuo che, negli anni a venire, avrebbe portato sulla coscienza la paternità di quell’inutile (e sottolineo inutile) eccidio.Fonte: 
http://www.lavocedelmarinaio.com/2015/01/il-bombardamento-della-stazione-autocorriere-garbini-a-viterbo/

sabato 17 gennaio 2015

Esplosione in un cassonetto operatore Amiat perde un dito, forse un residuato bellico abbandonato


La notizia è lanciata dal quotidiano “La Repubblica”, cronaca di Torino. Un operatore dell’Amiat mentre svuota un cassonetto della differenziata nel quartiere di Borgo Vittoria è investito da una potente esplosione. L’uomo racconta la redattrice  Federica Cravero è stato subito soccorso e trasportato al Cto luogo in cui è stato diagnosticato il trauma da scoppio. Si pensa ad una bomba carta, ad un petardo, ma anche ad un residuato bellico, visto che non è la prima volta che gli operatori delle nostre città continuano a rinvenire ordigni bellici abbandonati nei cassonetti da gente senza coscienza.
 Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Un chilo di esplosivo nascosto vicino alla statale 387. Orani, intervento degli artificieri


Un semplice sacchetto di plastica ma dal contenuto, nel verso senso d
ella parola, esplosivo: è quanto è stato ritrovato vicino alla Strada statale 387 da alcuni uomini del commissariato di polizia di Ottana, grazie al fiuto della Squadra cinofili della questura di Oristano. Dentro il sacchetto c'erano due candelotti: uno di gelatina esplosiva dal peso di 600 grammi, uno di 'tutagex', dal peso di quattrocento grammi, entrambi avvolti nella carta stagnola. All'interno del plico c'erano, sempre avvolti nella stagnola, una miccia a un detonatore. Sul posto sono intervenuti gli uomini della questura di Nuoro, della polizia Scientifica e degli Artificieri dei carabinieri, che hanno messo in sicurezza il materiale, prima di distruggerlo. Sul ritrovamento indaga la polizia di Ottana. Fonte: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2015-01-17/27653/Un_chilo_di_esplosivo_nascosto_vicino_alla_statale_387_Orani_intervento_degli_artificieri.html

sardegnaoggi.it


residuati bellici rinchiusi nei sacchi rinvenuti nei boschi di Vezza d’Oglio. Indagini dei carabinieri


Vezza d’Oglio (Ant. Col.) –  In meno di tre giorni dal ritrovamento sono state fatte brillare le armi della Seconda Guerra Mondiale ritrovate in un bosco in località Davena da un cacciatore, mentre le indagini proseguono per risalire alla persona che li ha messi in sacchi neri, tra l’altro rischiando la vita. Infatti il migliaio di proiettili e una trentina di bombe a mano e munizioni potevano esplodere. Oggi sul posto del ritrovamento delle armi,  circoscritto da martedì scorso, erano presenti gli artificieri del 10° reggimento Genio Guastatori di Cremona, i carabinieri e i vigili del fuoco di Vezza d’Oglio, un’equipe del 118 per eventuali necessità. Gli artificieri hanno fatto brillare parte del materiale nel bosco di Vezza, invece le bombe sono state trasportate nella cava di Sonico e poi fatte brillare. Gli artificieri hanno invitato a non muovere le armi e di avvisare le forze dell’ordine in caso di ritrovamento. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri per risalire a chi ha abbandonato quelle armi. Fonte:http://www.gazzettadellevalli.it/edolo/gli-artificieri-di-cremona-hanno-fatto-brillare-le-armi-rinvenute-nei-boschi-di-vezza-doglio-39125/
gazzettadellevalli.it


Residuati bellici Lago di Vico, al via la bonifica


“Diamo inizio al secondo stralcio dei lavori di bonifica, che termineranno nel gennaio 2016 ” Lo afferma il sindaco di Ronciglione Alessandro Giovagnoli. “I risultati finora raccolti non sono preoccupanti – spiega -. Sono iniziative che contribuiscono a restituire la giusta immagine al nostro splendido Lago di Vico. Daremo così risposta a campagne mediatiche allarmiste. Quest’anno partiremo con progetti di riqualificazione del Lago e con diverse iniziative che coinvolgano cittadini e turisti”. Avrà inizio il prossimo 19 gennaio la nuova fase di lavori di bonifica dell’ “Ex magazzino materiali di difesa Nbc del lago di Vico” da parte dell’ Esercito e dell’Arpa Lazio. In questa nuova fase verranno effettuati 85 microsondaggi ad una profondità che parte dai due metri, fino ai cinque metri (se necessario); considerato che, dalle prime analisi, l’eventuale contaminazione interesserebbe solo gli stati superficiali. Secondo l’Arpa Lazio la situazione “non è da ritenersi preoccupante”. A supporto, la Regione Lazio sottolinea, infatti, che “i livelli di concentrazione di arsenico nella zona del viterbese possono essere anche più elevati rispetto a quelli riscontrati, a causa della particolare composizione delle rocce presenti nel territorio”. I lavori di bonifica, secondo il decimo Reparto infrastrutture, devono terminare nel gennaio 2016. Il magazzino dell’esercito fu realizzato negli anni ’30 per la produzione, lo stoccaggio ed il caricamento di gas fosgene. Nel dopoguerra il magazzino venne utilizzato per il caricamento di artifizi nebbiogeni. Alla fine degli anni ’70 cessarono tutte le attività produttive. Già nel 1994 venne effettuata una prima attività di bonifica in esito alla quale furono rinvenute alcune migliaia di ordigni. Nel 2007 la struttura venne inclusa nell’elenco dei beni alienabili della difesa. Dal 2010 è stata stipulata una convenzione con l’Arpa Lazio. Fonte: http://www.tusciaweb.eu/2015/01/residuati-bellici-lago-vico-via-bonifica/
tusciaweb.eu

Distrutto l'ordigno bellico trovato in mezzo all'Adige


È servita un'intera mattinata di lavoro, ed il coinvolgimento di un'esercito di militari e funzionari pubblici, per eliminare il pericolo dalla bomba a mano della Seconda guerra mondiale che era stata scoperta galleggiare in Adige. Ad accorgersi della granata era stato il legnaghese Piergiorgio Zanon, capo del gruppo scout di Legnago e antiquario, mentre era in canoa sul fiume. L'uomo aveva trovato l'ordigno in una secca dell'Adige, ad una cinquantina di metri dall'isolotto sul fiume, all'altezza dell'ospedale. Zanon aveva immediatamente capito la natura di quell'oggetto metallico che luccicava e, memore di quanto appreso decenni fa alla scuola militare, lo aveva posato delicatamente nel luogo in cui l'aveva trovato, avvertendo i carabinieri. È così scattato il piano d'intervento in seguito al quale ieri mattina è stato fatto brillare l'ordigno. Alle 9 sono arrivati in riva all'Adige i militari del Servizio difesa antimezzi insidiosi della Marina militare di Ancona che, a bordo di un gommone, sono andati in mezzo al fiume per recuperare la bomba. Una volta portato a riva, l'ordigno è stato consegnato agli artificieri dell'ottavo reggimento del Genio guastatori paracadutisti della Folgore, di stanza alla caserma «Briscese». Dopo aver fermato la circolazione sul tratto di ciclabile che corre su quel tratto dell'argine, con il supporto di carabinieri, protezione civile e di realtà che si occupano della salute pubblica, gli artificieri hanno scavato una buca profonda circa un metro, al cui interno hanno fatto brillare in sicurezza l'ordigno, che è esploso con un colpo secco. La bomba era stata fabbricata nel 1935 ed è uno dei tanti residuati che gli esperti della Folgore devono disinnescare ogni anno. Nelle sei provincie, estese per buona parte lungo l'Adriatico, del suo territorio di competenza, il reggimento effettua circa 330 interventi l'anno. Una cifra che giustifica il ripetersi dell'invito a chiunque trovasse ordigni ad agire con estrema prudenza. LU.FI.  Fonte: http://www.larena.it/stories/2612_legnago/1020676_distrutto_lordigno_bellico_trovato_in_mezzo_alladige/
larena.it

venerdì 16 gennaio 2015

TROVATO UN ARSENALE A VEZZA


Gli ordigni risalenti alla prima guerra mondiale ritrovati a Vezza d'Oglio sono stati fatti brillare oggi, dalla squadra degli artificieri di Cremona Fonte:http://www.teleboario.it/tbnews/arsenale-a-vezza-fatto-brillare-dagli-artificieri/