Senato

Senato
biografiadiunabomba

mercoledì 11 febbraio 2015

Passa con il trattore ​e trova un ordigno bellico


 Passa con il trattore e rinviene un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale. Il fatto è accaduto in via Montesicuro nei pressi del civico 137. Per tale motivo quella di oggi sarà una giornata particolare per la frazione anconetana per il fatto che l'ordigno rinvenuto verrà fatto brillare in zona dagli artificieri. Dalle 9 in poi dalle parti di Montesicuro il traffico sarà regolato dalla Polizia Municipale che potrebbe per alcuni frangenti chiudere la strada direzione Montesicuro. Sul posto oltre agli artificieri anche i vigili del fuoco. Secondo una prima indiscrezione l'ordigno in questione è un proiettile di cannone da 88 mm semicorroso dalla ruggine. Fonte: http://www.corriereadriatico.it/ancona/ancona_trattore_trova_ordigno_bellico_montesicuro/notizie/1173220.shtml
corriereadriatico.it

Brilla l'ordigno


L'ordigno bellico ritrovato nei giorni scorsi nei fondali di Porto Corallo verrà fatto brillare stamattina alle otto. Dell'intervento di bonifica si occuperanno il nucleo subacquei e incursori Teseo Tesei di Cagliari. Durante le operazioni sono vietati transito, sosta e a maggior ragione attività legate alla pesca. L'ha ordinato la Capitaneria di porto di Arbatax tramite un avviso firmato dal maresciallo Francesco Piroddi. Le prescrizioni vincolano le imbarcazioni in un raggio di due chilometri, mentre per quattro chilometri sono vietate la balneazione, la pesca subacquea e l'attività diportistica. ( ro. se. )
Fonte: http://www.comuneditortoli.it/portale_comune/portale/rassegna_stampa/dettagli_articolo.asp?id_articolo=19941&id_rassegna_stampa=2426

lunedì 9 febbraio 2015

NEL CANTIERE DELLA CITTÀ DELLA SALUTE PROIETTILI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE


Proiettili da artiglieria – probabilmente risalenti alla Seconda guerra mondiale – sono stati ritrovati poco prima delle 15 di lunedì da alcuni operai al lavoro nel cantiere delle bonifiche all’ex area Falck, nel luogo in cui sorgerà la Città della salute (l’unione di Neurologico Besta e Istituto dei Tumori, nella zona tra la via Mazzini e la ferrovia Milano-Como-Chiasso. Le ruspe si sono subito fermate e sono state avvisate le forze dell’ordine. Sul posto ci sono carabinieri e polizia locale, sono previsti in arrivo da Cremona gli artificieri dell’Esercito. Non è previsto, al momento, nessun tipo di interruzione, né del traffico ferroviario né di quello stradale. Fonte: https://corrieresesto.wordpress.com/2015/02/09/sesto-nel-cantiere-della-citta-della-salute-proiettili-della-seconda-guerra-mondiale-artificieri-in-azione/

Custodiva un'ordigno bellico nell'armadio, il figlio scopre la bomba e chiama gli artificieri


Ha scoperto un ordigno bellico nell’armadio della madre defunta. Il ritrovamento è avvenuto all'interno di un'abitazione in viale Forlanini, a Milano. Ad allertare le forze dell'ordine, intorno alle  11.40 di lunedì mattina, è stato il figlio 57enne della proprietaria di casa. Sul posto sono intervenuti gli agenti e gli artificieri, l’uomo ha trovato la bomba mentre stava svuotando e sistemando la casa della madre. L’ordigno era avvolto in un sacchetto di plastica e in un lenzuolo, completo di tutto, nascosto in un armadio della camera da letto. Nessuno è rimasto ferito. Fonte:http://www.ilgiorno.it/milano/bomba-nascosta-armadio-1.655173

Colombia come l'Afghanistan, 11mila vittime delle mine dimenticate


di Daniele Mastrogiacomo
Non lo sapevo: anche la Colombia è punteggiata da un tappeto di mine che azzoppano e spesso uccidono i contadini impegnati nei campi. Oltre mezzo secolo di guerriglia, di raid militari, di assalti e violenze degli squadroni della morte hanno lasciato sotterrati migliaia di ordigni che le piogge, il tempo e l'assenza di mappe affidabili finiscono per fare scempio di ragazzini, donne, uomini, animali, famiglie intere. Secondo la Campagna colombiana contra minas (Cccm), un'associazione civile che raccoglie le vittime storpiate da questo vero incubo, le persone colpite in tutto il paese sarebbero 11 mila. Qualcosa che ricorda da vicino l'Afghanistan i cui terreni, molti abbandonati e deserti, sono ancora costellati da milioni di mine. Nessuno conosce la loro esatta posizione. Signori della guerra, soldati dell'Armata rossa sovietica, mujihaddin, Taleban, militari americani e della Coalizione internazionale. Tutti si sono avvicendati negli ultimi quarant'anni tra scorribande e occupazioni. Le piogge incessanti, le mappe perdute o imprecise, la serie interminabile di bombardamenti e di lanci di artiglieria, rendono impossibile un serio inventario. Gli afgani si arrangiano come hanno sempre fatto: delimitano con pietre bianche le zone sicure e circondano con sassi punteggiati di rosso quelle proibite. Ma sono troppo vaste e costose per sminarle; le hanno abbandonate a loro stesse. Non sono pochi i ragazzini che saltano in aria mentre sfrecciano con i loro skateboard nelle periferie delle città. In Colombia il governo ha iniziato a scandagliare i terreni per anni teatri di scontri e di incursioni tra le Farc e l'esercito. Ma i continui cambi di fronte, le conquiste e le sconfitte, mutano lo scenario e costringono i contadini a usare l'istinto per sopravvivere. L'ultima vittima, racconta Elisabeth Reyes sul Pais, è un ragazzo di 13 anni. Viveva a Caño Limón, un villaggio del dipartimento di Arauca, poco lontano da uno dei giacimenti petroliferi più importanti della Colombia. È saltato su una mina sotterrata nel giardino di casa. Nello scoppio ha perso una gamba, un braccio e un occhio. È sopravvissuto ma possiamo immaginare quale sarà la sua esistenza. Non si sa come un ordigno simile possa essere scivolato nel pezzo di verde che circondava la fattoria della sua famiglia. Il padre ricorda che dietro la collina che sovrasta la zona si erano accampati per settimane delle pattuglie di soldati. "Quando se ne sono andati è arrivata la guerriglia e ha disseminato l'area di mine", racconta. "Fanno sempre così. Per difesa e per rendere inaccessibili i luoghi". Auraca è una delle regioni che segue con ansia crescente i colloqui in corso da 18 mesi a L'Avana tra una delegazione delle Farc e quella del governo di Manuel Santos. Attende ciò che in Colombia tutti chiamano il "disimpegno del conflitto": la smilitarizzazione di intere aree adesso al centro della guerra di guerriglia. Guillermo Murcia, 32 anni, fa parte di un gruppo di 60 vittime delle mine, scelte in tutto il paese per incontrare le due delegazioni a Cuba. "Probabilmente", commenta, "finiranno per tacere i fucili ma le mine continueranno a mietere le loro vittime. Sono silenziose, subdole, nascoste. Pronte a colpire. Chi è responsabile di queste trappole deve provvedere a disinnescarle. Con le loro mappe e i loro strumenti". Ma anche qui, come in Afghanistan, non sarà facile. Non sempre chi ha piazzato gli ordigni ha appuntato sulle carte l'esatta posizione; le piogge filtrano i terreni e l'acqua, con il fango, li rende mobili. Un contadino di 40 anni è saltato in aria il 27 dicembre scorso mentre arava un terreno come faceva da sempre. Nessuno si spiega come quella bomba sia potuta infiltrarsi tra le zolle. La sua proprietà sorge lungo il confine con il Venezuela diventata da anni zona di contrabbando per la benzina e altri generi di prima necessità. Il governo di Caracas ha provveduto a minarla. Ma questo più che frenare il florido commercio illegale ha finito per creare un deserto dove chi non ha nulla, se non il proprio campo, è costretto a zappare e spesso a saltare in aria. Solo in quest'area ci sono state 28 vittime l'anno scorso; 40 nel Dipartimento di Murcia; 596 in tutto il paese. Il governo colombiano ha creato un battaglione di 394 artificieri che si alternano lungo le aree rurali smilitarizzate dalla guerriglia e dall'esercito. Ma quelle ancora contese non sono state toccate: si stima che almeno 57 località in dieci Dipartimenti sono a rischio. In realtà il numero è ben più alto: 688 municipi hanno chiesto l'intervento degli artificieri. Dovranno attendere. Ci vogliono soldi e più uomini. Ma soprattutto le mappe che una guerriglia vecchia di 60 anni, divisa e un po' desueta, deve fornire. Senza un accordo pieno tra Farc e governo niente bonifica. Il tempo scorre e la nuova classe dirigente colombiana è troppo giovane per attendere l'annuncio di una vera pace che tutti vogliono ma tarda ancora ad arrivare. Fonte: http://www.huffingtonpost.it/daniele-mastrogiacomo/colombia-afghanistan-11-mila-vittime-mine-dimenticate_b_6642936.html?utm_hp_ref=italy
(archivio)

domenica 8 febbraio 2015

AAA. Azienda BCM cercasi per bonifica in mare tra Piombino e Pratoranieri. Offresi 39.000 euro. Astenersi perditempo.


In pratica la Provincia di Grosseto chiede, anzi pretende unabonifica bellica in acqua nel golfo follonichese. Ricerca individuazione ordigni inesplosi inabissati che parte in località Pratoranieri fino a giungere ai confini del comune di Piombino. Perciò azienda Bcm specializzata cercasi. La bonifica in acqua, anzi in mare è soggetta a numerose problematiche, tuttavia per mezzo d’imbarcazioni munite di GPS e rivelatori magnetici è possibile scandagliare il primo metro del fondale. Operazione quest’ultima da portare a compimento indagando per mezzo di giusti ed adiacenti corridoi marini metro per metro tutta l’area oggetto della ricerca bellica. La barca parte la mattina, segue la sua rotta, il rastrellatore Bcm controlla la strumentazione in dotazione e nel momento in cui nota una risposta strumentale (segnale) dall’apparecchio rilevatore deve bloccare, far bloccare la barca che nel frattempo si è già allontanata dal pezzo di ferro segnalato dallo strumento di bordo. A quel punto l’equipaggio si adopera per rintracciare nuovamente il segnale. Questa operazione porta via dai 15 ai 20 minuti se il mare è piatto, altrimenti più tempo. Rintracciato nuovamente il segnale i tecnici fissano il punto con il GPS, subito dopo o contemporaneamente lanciano sul posto una boa legata con una cima ad un peso morto. A quel punto un sub potrebbe già immergersi per tentare di vedere, intravedere, scavare con mani o altra piccola attrezzatura l’oggetto che ha generato la risposta strumentale. Tuttavia per ragioni pratiche questa fase potrebbe partire quando i tecnici Bcm accumulano una serie di segnali. Ovviamente in otto ore lavorative barca ed equipaggio composto tra l’altro da un rastrellatore e da minimo altre due persone, tra cui il pilota timoniere, non potranno mai coprire andamenti lavori pari a quelli in terraferma. Finita questa operazione di ricerca di superficie (fondale fino a meno un metro), dovranno procedere alla bonifica profonda, vale a dire perforare ogni 2,80 metri, magari meno tre metri dal piano del fondale che non sempre è sabbia. Caspita penserete e tutto questo andrebbe fatto secondo la Provincia di Grosseto tra Pratoranieri e Piombino? Non solo chissà quanto costa un’operazione rivolta alla sicurezza di tali dimensioni che richiederebbe mesi e mesi di lavoro. Non molto infatti  la ditta appaltatrice, la Sales dovrà trovare una ditta BCM in grado di garantire tutto questo per soli 39.000 euro (cifra di base gara, magari anche questa soggetta ad ulteriore ribasso). In buona sostanza la ditta BCM con 39.000 euro dovrà cantierizzare, spostare barche, pagare tasse, stipendi, Inps, Inail, alberghi, trattorie, carburante per mezzi marini e da strada. Non so come questa vicenda si svilupperà, tuttavia dalla cifra annunciata pare ovvio che ciò che interessa alla Provincia di Grosseto non è la Bonifica, ma solo il certificato di garanzia più qualche foto. Eppure non è lontana nel tempo la storia delle bombe rinvenute dalla draga nel porto di Genova, 14 in due anni, 4 nell’ultima decade. Ci fosse ancora Totò elargirebbe a tutti i protagonisti di questa storia un bel e colorito: <<ma mi faccia il piacere>>.

Giovanni Lafirenze



Ordigni bellici sulla costa Comincia la bonifica


di Paola Villani
FOLLONICA. Prima dei lavori contro l'erosione, nel golfo follonichese saranno fatte delle verifiche rispetto alla presenza di possibili ordigni bellici e di reperti archeologici. Con una nuova determina la Provincia di Grosseto ha stabilito, come richiesto dalla sopraintendenza e dal ministero delle infrastrutture, che prima dell'avvio dell'intervento per la protezione della costa nel tratto che va dal confine con Piombino fino alla fine di Pratoranieri, dovranno essere fatte da un'azienda specializzata delle indagini sulla presenza nei fondali di bombe inesplose e di oggetti appartenenti al passato. Il 14 maggio del 2014 è stato approvato dall'allora giunta provinciale il progetto definitivo inerente le opere a difesa del centro abitato follonichese per un investimento preventivato di più di dieci milioni di euro, poi diminuito del 63% con i ribassi d'asta dalla vincitrice dell'appalto. Prima però dell'inizio dei lavori la Provincia deve ottemperare alle prescrizioni della soprintendenza dei beni archeologici della Toscana, che nel marzo 2014 in sede di conferenza dei servizi ha richiesto l'esecuzione di un'indagine archeologica preliminare a risonanza acustica, al fine di accertare eventuali presenze archeologiche sul fondale, che, qualora rinvenute, porteranno ad escludere, da azioni di dragaggio o di movimentazione della sabbia, le aree interessate. L'impresa Sales Spa, aggiudicataria dell'appalto, è stata sollevata dal compiere tali verifiche che costeranno all'incirca quindicimila euro. L'impresa che se ne occuperà verrà rintracciata mediante procedura in economia mediante cottimo fiduciario sempre in secondo l'offerta economica più vantaggiosa. Non solo: prima di aprire il cantiere e dare finalmente il via ai lavori tanto attesi dalle strutture ricettive che insistono su quel tratto di costa, oltre alle prescrizioni della sopraintendenza, la Provincia deve anche dar seguito a quelle del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che ha richiesto di verificare la possibile presenza di ordigni bellici e il fenomeno dell'ingozzamento dei massi. Anche in questo caso non se ne potrà occupare la ditta che farà l'intervento, la Sales Spa, ma dovrà essere rintracciata un'altra azienda. L'importo del servizio è stimato in 47.580 euro, di cui 39.000 quale cifra a base di gara. Come nell'altro appalto anche per questo bando la Provincia farà ricorso alla procedura in economia con cottimo fiduciario. La questione è adesso quanto tempo impiegherà l'ente provinciale per concludere l'iter burocratico e dare l'avvio alle indagini sui fondali: le mareggiate degli ultimi mesi hanno messo a dura prova l'arenile del tratto interessato dal cantiere e l'intervento diventa ogni giorno più necessario. Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2015/02/07/news/ordigni-bellici-sulla-costa-comincia-la-bonifica-1.10821189