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giovedì 12 febbraio 2015

Presentazione del progetto di recupero ex bambini soldato in Sierra Leone


Nella Giornata Internazionale contro l’uso dei bambini soldato, giovedì 12 febbraio dalle 11.30 alle 12.30, presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama a Roma verranno illustrati i dati di chiusura del progetto di recupero psico-sociale di ex bambini soldato realizzato nel 2013-2014 in Sierra Leone dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) onlus e Dokita onlus. Nel corso della mattinata verrà mostrato il dossier, a firma di Lorenzo Rinelli – esperto di geopolitica e relazioni internazionali riguardati i rapporti fra Africa ed Italia e docente presso diverse università americane a Roma, fra cui Loyola University e University of California - che illustra e approfondisce i risultati ottenuti a seguito di tale esperienza. Verrà anche annunciato il nuovo comune impegno in Congo, dove circa 6.000 sono i bambini sfruttati, reclutati nelle forze o nei gruppi armati. Il progetto di recupero ex bambini soldato in Sierra Leone, in collaborazione con il partner locale Caritas Makeni, è stato rivolto a giovani vittime del decennale conflitto civile in Sierra Leone (in particolare a Makeni, Bombali District, Provincia Nord) fra cui ragazze e donne che hanno subito violenze sessuali, ragazze-madri, invalidi, ex bambini soldato. Saranno presenti nel corso della mattinata diversi rappresentanti delle Istituzioni, tra cui il Vice Presidente del Senato Sen. Linda Lanzillotta, i Sottosegretari agli Esteri Sen. Benedetto Della Vedova e alla Difesa, On. Gioacchino Alfano, l’On. Jean Leonard Touadì, Consigliere Politico del Viceministro agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Lapo Pistelli; il Presidente della Commissione Esteri del Senato, On. Pierferdinando Casini; Il ministro Plenipotenziario Giampaolo Cantini, Direttore Generale della DGCS del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Tra i rappresentanti delle organizzazioni promotrici, vi saranno: Michele Vigne, Vice Presidente Nazionale Vicario ANVCG; Pietro Nicolai, Presidente Dokita; Lorenzo Rinelli, relatore ANVCG; Irene Tognella, relatore Dokita. 
agrpress.it

Dresda 1945-2015, 70 anni fa tre giorni di inferno sulla terra



di Paolo Lepri
Arthur Travers Harris, l’”Air Chief Marshal” britannico che decise settanta anni fa di trasformare Dresda in un ammasso rovente di macerie, non ha mai avuto dubbi. “Lo farei di nuovo, se il tempo dovesse tornare indietro”, disse in un’intervista nel 1977. Gli storici, invece, hanno discusso a lungo sulla effettiva necessità di colpire la popolazione civile di una città che fino a quel momento era stata risparmiata e che non si aspettava la geometrica potenza dei bombardamenti alleati. Un’inutile dimostrazione di forza per “fiaccare il morale” dei tedeschi o il calcolo strategico dei comandi anglo-americani per sostenere l’impegno sovietico in Europa e accelerare la disfatta hitleriana? Sta di fatto, comunque, che il capoluogo sassone rappresentava all’inizio del 1945 l’ultimo centro di produzione funzionante dell’industria nazista degli armamenti e un fondamentale snodo di trasporto. Secondo lo storico Max Hastings si trattò di un tentativo in buona fede, anche se sbagliato, di condurre la Germania alla sconfitta. Lo stesso Hastings ha però riconosciuto che in Inghilterra, poi, “nella sicurezza della pace, il ruolo svolto dai bombardieri fu una cosa che molti politici e civili avrebbero preferito dimenticare”. Erano le 21,45 del 13 febbraio quando scattarono gli allarmi antiaerei, come accadeva ormai quasi tutti i giorni a partire dal dicembre del 1944. Ma quella sera i caccia non erano diretti altrove. La prima ondata di ordigni esplosivi sventrò gli edifici, poi le bombe incendiarie crearono un inferno di fuoco. Era la prima ondata della Royal Air Force, alla quale ne seguì una seconda, ancora più devastante. L’indomani entrò in azione l’aviazione americana che colpì nuovamente “a tappeto” anche il giorno successivo. Secondo le stime più attendibili le vittime sono state almeno 25.000. A ogni abitante di Dresda toccarono 42,8 metri cubi di macerie. Fonte: http://www.corriere.it/esteri/15_febbraio_11/dresda-1945-2015-70-anni-fa-tre-giorni-inferno-terra-b99129f8-b1f5-11e4-a2dc-440023ab8359.shtml
corriere.it

Artificieri di Cremona disinnescano 7 ordigni a Sesto S.Giovanni




Oggi a Sesto San Giovanni sette pericolosi residuati bellici della 2^ guerra mondiale sono stati  neutralizzati dagli artificieri del 10° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Corazzata “Ariete” di Cremona. Gli ordigni bonificati, granate d’artiglieria di nazionalità Inglese, con caricamento ad alto esplosivo, di cui 5 da 127 mm, una da 140 mm ed uno spezzone di granata da 152 mm, sono stati rinvenuti all’interno della zona “Ex acciaierie Falk”,’area di cantiere della “Città della Salute”, dove sorgeranno entro il 2018 diverse strutture sanitarie. Le operazioni di messa in sicurezza del territorio, coordinate dalla Prefettura di Milano, hanno avuto inizio alle 09.00 e si sono concluse alle 14.00. Gli specialisti del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona, dopo aver identificato gli ordigni, verificato il loro stato e valutata l’area circostante, hanno deciso di far brillare i manufatti nello stesso luogo del rinvenimento, dove è stata predisposta una buca di contenimento della profondità di 4 metri al fine di ridurre l’area di sgombero a soli 100 metri, evitando quindi l’evacuazione dei cittadini residenti nella zona adiacente al cantiere. Il 10° Reggimento Genio Guastatori è una delle 7 Unità dell’Arma del Genio incaricate di bonificare il territorio dell’Italia centro settentrionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi. Nel 2014 gli esperti specialisti hanno effettuato 138 interventi, bonificando 2522 ordigni di cui 613 bombe d’aereo. L’intervento odierno, durato circa 5 ore, è stato effettuato dal Capo Team, Serg. Francesco Zarra e dal suo nucleo EOD, (Esplosive Ordnance Disposal) che vanta ormai una consolidata esperienza, maturata anche disinnescando gli insidiosi ordigni di circostanza nel corso delle varie missioni all’estero come l’Afghanistan, Libano, Bosnia e Kosovo. Fonte: http://www.cremonaoggi.it/2015/02/11/artificieri-di-cremona-disinnescano-7-ordigni-a-sesto-s-giovanni/



artventuno.it

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cremonaoggi.it




mercoledì 11 febbraio 2015

La notte più lunga di Giovanni Lafirenze Florestano Bari 2015


In realtà non è la prima volta che scrivo racconti, tuttavia elaborare un romanzo non è stato per nulla semplice. Si, non è stato facile un po’ per colpa mia, distrazioni, tempo sempre insufficiente, concentrazione ai minimi storici, ma anche per colpa dei personaggi che affollano il racconto. Tanti, troppi ognuno con le proprie testarde pretese e senza la minima intenzione d’ascoltare, comprendere le ragioni dei loro stessi interlocutori….
G.L.
info: florestano.redazione@libero.it

Statte, trovate 25 bombe della II guerra mondiale


STATTE (TARANTO) – Venticinque bombe a mano della seconda guerra mondiale, di fabbricazione inglese, sono state trovate in un terreno di contrada Todisco. A fare la scoperta è stato un contadino che ha arato il terreno con il  trattore e ha dissotterrato i residuati bellici in maniera fortuita. Sono intervenuti i carabinieri della locale stazione, coadiuvati dagli artificieri antisabotaggio del Reparto operativo di Taranto. I militari hanno messo in sicurezza la zona e preso in consegna gli ordigni, trovati in aperta campagna su un’area di circa dieci metri. Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/statte-trovate-25-bombe-della-ii-guerra-mondiale-no792042
lagazzettadelmezzogiorno.it

ORDIGNO BELLICO A GALATI MARINA. ORDINANZA DELLA CAPITANERIA DI PORTO


La Capitaneria di Porto, su segnalazione dei Carabinieri, è impegnata nella rimozione di un presunto ordigno bellico rinvenuto sulla spiaggia di Galati Marina, a circa 7 metri  dalla battigia e a circa 10 metri a sud della foce del torrente Sant'Anna. Al fine di salvaguardare la pubblica incolumità, la sicurezza della navigazione e possibili danni a cose, la Capitaneria dei Porto ha interdetto il tratto di spiaggia compreso nel raggio di 400 metri dall'ordigno, è vietata qualunque attività che presupponga la permanenza e il transito in zona. Peraltro, invita l'amministrazione comunale a provvedere alla necessaria vigilanza, a tutela della pubblica incolumità. Fonte: http://www.normanno.com/index.php/cronaca/15344-ordigno-bellico-a-galati-marina-ordinanza-della-capitaneria-di-porto
normanno.com

Rocchetta Nervina: fatto brillare questa mattina in località Gue un ordigno bellico


E' stato fatto brillare questa mattina, in località Gue, a Rocchetta Nervina, un residuato bellico della 2a guerra mondiale. L'ordigno, un proiettile da 80 mm lungo 75 cm, è stato trovato nei giorni scorsi da un cacciatore che ha avvisato i Carabinieri.
I militari di Dolceacqua e Ventimiglia hanno curato l'organizzazione di questa mattina, facendo venire da Torino gli artificieri dell'esercito ed hanno collaborato anche gli agenti della Forestale e la Croce Rossa. Dopo il ritrovamento dei giorni scorsi la zona era stata transennata e messa in sicurezza. Questa mattina è stato fatto esplodere senza problemi, anche approfittando della zona isolata e lontana dalle prime abitazioni. Fonte: http://www.sanremonews.it/2015/02/11/leggi-notizia/articolo/rocchetta-nervina-fatto-brillare-questa-mattina-in-localita-gue-un-ordigno-bellico-trovato-nei-gio.html
sanremonews.it