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martedì 3 marzo 2015

Mattinata di bonifica dell’area da 150 metri quadrati per il Genio Guastatori


È del 26 febbraio il ritrovamento, da parte di alcuni studenti all’interno del parco, di una granata M75, fabbricata nell’ex Jugoslavia. Su richiesta della Prefettura, gli artificieri sono intervenuti per verificare l’eventuale presenza di ulteriori ordigni. L’area del parco è stata precauzionalmente chiusa ai cittadini e sul posto la Polizia Locale era presente con un presidio fisso per garantire l’apertura delle numerose strutture scolastiche. Le operazioni di ricerca e localizzazione di ordigni hanno avuto inizio alle 11 e si sono concluse alle 12.30. Gli specialisti del Genio Guastatori, assieme alla squadra Minex (personale specializzato alla bonifica di aree minate e di itinerari d’emergenza in operazioni all’estero), equipaggiati con cercamine digitali Ceia, hanno effettuato un’accurata analisi del terreno, bonificando una superficie di circa 150 metri quadrati. Sono stati rinvenuti numerosi oggetti metallici ma non è stato individuato nessun altro ordigno. Quella di Cremona è una delle sette Unità dell’Arma del Genio incaricate di bonificare il territorio dell’Italia centro settentrionale dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi. Nel 2014 gli specialisti hanno effettuato 138 interventi, bonificando 2.522 ordigni di cui 613 bombe d’aereo. Fonte: http://artventuno.it/2015/03/parco-trotter-di-milano-gli-artificieri-di-cremona-alla-ricerca-di-ordigni/
artventuno.it

Merito, dignità e rispetto


Quando nel 1983 iniziava la mia avventura nel mondo della bonifica bellica comprendevo subito, forse prima di subito, quanto la professione era particolarmente selettiva. A quei tempi far parte del mondo BCM non era semplice, era certamente indispensabile possedere idoneità psichiche fisiche, ma soprattutto era fondamentale rispettare la dignità propria, dei colleghi e di tutti. Per conquistare brevetti era tra l’altro obbligatorio dimostrare le qualità citate ai propri superiori (capi cantieri, assistenti, etc). Ma non solo, infatti ricordo d’essere stato pronto per il corso da rastrellatore quando ormai tutti i futuri colleghi già iniziavano ad essere d’accordo nel ritenermi tale. Erano gli anni 83/90 e chi non rispettava regole morali scritte o non scritte era fuori o peggio licenziato. In buona sostanza a quei tempi la bonifica bellica esigeva professionalità e morale. Eravamo i tecnici delle bombe, perciò i nostri capi esigevano una forma mentis inattaccabile da qualsiasi impulso esterno. Non erano semplici gli anni 80: delinquenza, bande terroristiche e quant’altro. Noi ad ogni domanda proveniente dall’esterno si rispondeva, per esempio: <<lavoro alle poste>> o << alla Sip>>. Mai, dico mai avrei assistito o sentito dire che il collega tal dei tali avrebbe ceduto un pezzo d’artiglieria ad un malavitoso. Ma quella bonifica che esiste e persiste nella mia mente, forse oggi non esiste più o è merce rara. Infatti oggi, merito, morale e dignità non rappresentano più le basi necessarie per intraprendere una carriera tanto “sensibile”, ma è sufficiente conoscere, essere il nipote, l’amico o cognato di un personaggio influente, certo in moltissimi casi abbiamo trovato personaggi poi rivelatisi grandi professionisti, potrei citare numerosi esempi, in altri casi forse è accaduto il contrario. Tutto questo “evolversi” avrebbe contribuito a distruggere parte di un settore già in balia della propria follia. Bonifiche vendute a prezzi da saldi di fine stagione, poi la crisi europea, italiana compiono tutto il resto. Ieri la notizia di un uomo Bcm che all’insaputa del datore di lavoro sarebbe stato fermato perché in possesso di un 149mm, gli inquirenti per via delle indagini ad oggi non ancora concluse ipotizzano possa trattarsi di un residuato bellico destinato a terza persona collegata con esponenti malavitosi. Personalmente non ci credo, non devo crederci, anzi piacerebbe immaginare  una semplice ingenuità dell’uomo che oltretutto conosco benissimo, tuttavia questa storia in sintesi altro non è che la prova provata che per risanare un mondo (BCM) che tanto ha dato alla società a tutti bisognerebbe guardare meno ai gradi di parentela e ricominciare a parlare di merito, dignità e rispetto.       

Giovanni Lafirenze

lunedì 2 marzo 2015

Granata senza spoletta lungo il Collettore padano


Loreo (Ro) - Incredibile ritrovamento lungo le rive del Collettore padano. Nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 1 marzo, un cittadino ha allertato il 112 segnalando che lungo le rive nel tratto che costeggia strada Spolverin c'era una granata tipo ananas. L'episodio appare inquietante perché, nonostante si trattasse chiaramente di un residuato bellico, l'ordigno, pur arrugginito dal tempo, era senza spoletta e quindi potenzialmente in grado di deflagrare. Immediato l'intervento di una pattuglia dell'Arma, giunta da Loreo, che ha provveduto a mettere in sicurezza la zona transennando l'area con l'apposito nastro biancorosso e con cartelli indicatori. La granata è stata quindi rimossa e presa in carico dai militari. Fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2015-03-02/granata-senza-spoletta-lungo-il-collettore-padano/#.VPSpE3yG9zc
rovigooggi.it

Esplosivo ricavato da ordigni bellici arresti Padova e Venezia: arrestato 51enne di Camponogara


Esplosivo ricavato da ordigni bellici arresti Padova e Venezia
Recuperavano ordigni bellici risalenti alla Prima guerra mondiale, li sezionavano con degli utensili e, dall'interno, ne estraevano dell'esplosivo ad alto potenziale. Una quarantina i chilogrammi di materiale sequestrato dai carabinieri della compagnia di Piove di Sacco che, in un'operazione condotta tra il 27 e il 28 febbraio scorsi, tra le provincie di Padova e Venezia, hanno arrestato due insospettabili italiani di 27 e 28 anni e denunciato altri tre complici.

GLI ARRESTATI. A finire in manette S.S., 41 anni, residente nella frazione di Arzerello, Padova, e B.S., 51 anni, di Camponogara, per detenzione illegale di esplosivi, ordigni bellici e munizionamento, mentre sono stati denunciati S.G., 52enne di Cavarzere per concorso in detenzione di esplosivo, B.M., 51enne di Pontelongo, Padova, e M.N. 31 anni sempre di Pontelongo per detenzione abusiva di munizionamento.

ORDIGNI. Tra gli ordigni recuperati: un proiettile d'artiglieria della Prima guerra mondiale, uno della contraerea e diciannove munizioni. Sul retro dell’abitazione di uno degli indagati, all’interno di un container, i militari hanno trovato anche 11,36 chilogrammi di materiale esplosivo tipo “ecrasite”, un potente esplosivo utilizzato per il confezionamento di ordigni da guerra, un innesco-detonatore di fabbricazione artigianale, due proiettili da cannone rispettivamente da 149 millimetri e da 100 millimetri e privi del loro contenuto detonante, due granate dello stesso periodo, una delle quali tuttora offensiva, due baionette e 57 cartucce di vario genere sempre della prima guerra mondiale.

I "VENEZIANI". Dopo gli accertamenti è emerso che i due imponenti proiettili da cannone ritrovati, erano stati opportunamente sezionati dalla banda utilizzando una grossa sega a nastro con raffreddamento ad acqua, operazione che aveva consentito di estrarre dall’ordigno il quantitativo di “ecrasite". Le indagini si sono concentrate anche su una ditta di Camponogara che si occupa delle operazioni di individuazione, prelevamento e recupero di ordigni da guerra. In particolare, uno dei dipendenti della ditta, B.S., è stato trovato in possesso di un proiettile da cannone da 149 millimetri, del peso complessivo di 37,6 chili, risalente al primo conflitto mondiale, ma tuttora attivo, quindi potenzialmente in grado di sprigionare tutto il suo devastante potenziale offensivo. Fonte: http://www.veneziatoday.it/cronaca/esplosivo-ricavato-ordigni-bellici-arresti-padova-venezia.html


veneziatoday.it




Bomba inesplosa a Casalbordino, per i balneatori va tolta subito


L’area è transennata ormai da giorni. Motivi di sicurezza impongono l’interdizione di un lungo tratto di spiaggia a Casalbordino, a nord del litorale, all’altezza del torrente Acquachiara. Dal mare è riaffiorata una bomba d’aereo inesplosa risalente alla seconda guerra mondiale. Dopo il rinvenimento,l’autorità marittima ha allertato gli artificieri che però non potranno raggiungere il litorale casalese almeno fino alla fine della prossima settimana. I cittadini e gli operatori sollecitano le autorità preposte a recuperare prima possibile il residuato bellico restituendo la spiaggia a residenti e turisti. La bomba d’aereo è l’ennesima riaffiorata sul demanio del Vastese. La bomba di circa 50 centimetri di diametro e un metro di lunghezza, è stata gettata sulla riva dalla mareggiata. Le forze dell’ordine e l’autorità marittima ,avvertite del fatto, hanno preferito non diffondere la notizia per non creare allarmismo. L’area è stata recintata con il nastro bianco e rosso in attesa delle operazioni di disinnesco. A nessuno è consentito avvicinarsi per motivi di sicurezza. I curiosi però sono tanti. Negli ultimi dieci anni sono una dozzina le bombe tornate in superficie, (sei a Cupello, tre a Vasto, tre a San Salvo, una a Casalbordino). Altrettante sono state ritrovate sui fondali marini. La bomba d’aereo di 250 libbre (128 chilogrammi circa) è lunga circa 95 centimetri. Probabilmente sarà trasferita in una cava a Fossacesia, sotterrata ad almeno 4 metri di profondità e fatta brillare con una carica di esplosivo. Gli artificieri non hanno ancora comunicato la data delle operazioni che probabilmente avverranno di domenica. Il recupero comincerà solo dopo aver allertato la popolazione. I carabinieri e l’autorità marittima controlleranno lo svuotamento dell’area. Alle operazioni parteciperanno i vigili del fuoco, la polizia municipale e i volontari che formeranno un cordone per impedire ai curiosi di avvicinarsi e intralciare le operazioni di recupero. Pronta ad intervenire anche un’ambulanza. Il passato ogni tanto ritorna e ricorda un periodo nero della storia locale che continua a fare paura. (ilcentro.it) Fonte: http://www.ilnuovoonline.it/2015/03/02/bomba-inesplosa-a-casalbordino-per-i-balneatori-va-tolta-subito/

domenica 1 marzo 2015

Esplosivo ricavato da ordigni bellici: arresti a Padova


Esplosivo ricavato da ordigni bellici: arresti a Padova Piove di Sacco

Recuperavano ordigni bellici risalenti alla Prima guerra mondiale. Li sezionavano con degli utensili e, dall'interno, ne estraevano dell'esplosivo ad alto potenziale. Una quarantina i chilogrammi di materiale sequestrato dai carabinieri della compagnia di Piove di Sacco che, in un'operazione condotta tra le provincie di Padova e Venezia, hanno arrestato due insospettabili italiani e denunciato altri tre complici. 11 i chilogrammi di esplosivo recuperati dall'arma già estratti, mentre è stato rinvenuto un altro ordigno di 37 chili ancora da sezionare. Gli inquirenti ipotizzano collegamenti delle persone coinvolte con la criminalità locale. In corso di accertamento quindi se questo tipo di esplosivo potesse essere utilizzato anche per assalti ai bancomat. Nessun legame risulta invece per ora accertato, sul fronte dell'allarme terrorismo. Fonte: http://www.padovaoggi.it/cronaca/esplosivo-ordigni-bellici-arresti-padova-piove-di-sacco.html



Bomba di Avenza, il Genio Pontieri ha distrutto l'ordigno bellico



 Aggiornamenti da Anna Pucci e Cristina Lorenzi, foto e filmati Paola e Delia Nizza
Carrara, 1 marzo 2015 - Si è conclusa con la distruzione del residiuato bellico nella cava di Monte Porro ad Aulla la lunga domenica di emergenza. Il Genio Pontieri dell'esercito ha prima despolettato l'ordigno rinvenuto durante alcune operazioni di scavo accanto ai binari della ferrovia, ad Avenza, poi lo ha trasportato ad Aulla dove è stato fatto esplodere. La lunga giornata era iniziata alle 7, con l'evacuazione di 17 mila persone a Carrara (poche centinaia a Massa). Diciassettemila persone evacuate, treni e altri mezzi di trasporto pubblico fermi, forze dell'ordine mobilitate: vasta mobilitazione stamani per il disinnesco di una bomba della seconda guerra mondiale trovata in un cantiere nella zona di Avenza. L'ordigno è di 300 kg e l'area che dovrà essere bonificata e tenuta libera è di circa dieci km quadrati. L'autostrada A12 è stata chiusa, così come la circolazione ferroviaria, ha subito modifiche. Alle 11 sono iniziate le operazioni di despolettamento, la rimozione delle due spolette presenti sull'ordigno per evitare ogni possibile innesco, conclusesi verso mezzogiorno. La bomba è poi stata caricata su un furgone e trasportata ad Aulla per essere fatta brillare in una cava. Alle 12.18 il messaggio che ha dato il via libera alla popolazione per il rientro nelle proprie abitazioni. Le strade sono state riaperte, anche il tratto dell'A12, così come è ripresa la circolazione del trasporto pubblico, treni compresi.L'EVACUAZIONE DEI CITTADINI - Diciassettemila le persone evacuate fin dalle 6 del mattino. Cinquecento persone sono state ospitate nel complesso fieristico della Marmi Macchine, a Marina di Carrara, dove è stato allestito anche un ospedale da campo che ha accolto una ventina di pazienti barellati e trasportati dalle ambulanze del 118. La zona rossa è stata individuata, con un raggio fino a 1800 metri dal punto del rinvenimento della bomba: messi a disposizione degli sfollati anche bus navetta. Inoltre, sono circa 400 i volontari che hanno pattugliato le case per evitare episodi di sciacallaggio. Tutto procede come previsto. Ilsindaco Zubbani al centro operativo del Comune Carrara: "Ho fatto un giro. La popolazione ha collaborato. Nessun problema. Evacuazione conclusa. In corso controlli porta a porta ma non credo che saranno necessarie azioni di convincimento.  LA SQUADRA IMPEGNATA NELLE OPERAZIONI DI DISINNESCO - Sul posto opera il secondo reggimento del Genio Pontieri dell'Esercito Italiano, in passato impegnato anche in missioni di pace all'estero tipo Kosovo, Afghanistan etc. Il tenente colonnello Fagioli, capo ufficio operazioni, coordina l'intervento insiema al capitano Pace, ufficiale responsabile delle attività. Sul campo hanno lavorato al despolettamento quattro artificieri: il primo maresciallo Antonio Pinto, capo nucleo artificieri artificieri; il sergente maggiore Gianfranco Barraco; il sergente Matteo Mariotti; e il caporal maggiore capo Luigi Di Lallo. Le operazioni di despolettamento sono consistite nell'attivazione di una chiave a razzo con cui attraverso una cartuccia sono state tolte le due spolette alla bomba. La chiave a razzo è stata collocata manualmente sulla bomba dagli operatori, che poi si sono allontanati in condizioni di sicurezza per attivare da remoto la cartuccia: quando la chiave ha girato e disinnescato la spoletta (tipo vite), gli artificieri sono poi tornati sul posto. La bomba è pronta per essere spostata manualmente. Caricata su un mezzo dell'esercito sarà portata via autostrada, scortata, nella cava di Monte Punto ad Aulla, dove verrà fatta esplodere intorno alle 15. 
Approfondimenti su 'La Nazione' in edicola lunedì 2 marzo
Fonte: http://www.lanazione.it/massa-carrara/disinnesco-ordigno-bellico-carrara-1.716892#1
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