Senato

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biografiadiunabomba

venerdì 28 dicembre 2012

Nel caso specifico




Le normative le regolano la bonifica bellica sono serie, molto serie. Ogni lavoro presenta le proprie difficoltà che per mezzo del buon senso riusciamo sempre a superare. Nel caso specifico, questo portale web ha calcolato che le ditte citate hanno tolto circa venti bombe d’aereo più altri residuati bellici. Certo per comprendere a fondo le ragioni di questo ulteriore e per certi versi inaspettato rinvenimento dovremmo considerare altri aspetti non imputabili alla professionalità delle ditte BCM impegnate sul campo. 
g.l.

giovedì 27 dicembre 2012

Ritrovato un ordigno bellico a Mezzana


 27 dic 2012
Paura nei giorni scorsi in un bosco di Mezzana Mortigliengo per la presenza di un ordigno bellico di grosso calibro che, per fortuna, dopo l’intervento degli artificieri dei carabinieri, si è rivelato inerte in quanto sprovvisto della carica esplosiva. Si trattava di un’ogiva di un obice di una decina di centimetri di diametro per una quarantina di lunghezza che è stata trovata in un bosco di frazione Mendalforno da un residente che si è recato nella zona per fare legna. L’uomo ha subito richiesto l’intervento dei carabinieri che a loro volta hanno chiesto che venissero inviati degli esperti in materia dall’apposito centro degli artificieri di Torino. Proprio loro, dopo aver rimosso con cautela l’ordigno, hanno scoperto che era sprovvisto di carica.
Fonte:
 http://www.ecodibiella.it/it/web/ritrovato-un-ordigno-bellico-a-mezzana-7583/sez/territorio

Dal Molin, spunta un nuovo ordigno bellico


Un nuovo ordigno è spuntato dal terreno, nel cantiere della Ederle 2 al Dal Molin. Il ritrovamento è avvenuto il giorno di Natale, con i lavori che non hanno subìto stop nemmeno per le Festività. Si tratta di un proiettile di circa 45 centimetri di lunghezza e 15 di larghezza, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, rinvenuto a 150 metri dall'ingresso di Viale Ferrarin e ad un centinaio da una palazzina della nuova base statunitense.
Gli operai hanno subito lanciato l'allarme; sul posto sono accorsi gli agenti delle Volanti della Questura di Vicenza e i carabinieri della Setaf, cui spetta la competenza sul caso. L'ordigno, al momento, è stato messo in sicurezza ed è atteso l'arrivo degli artificieri dell'Esercito, i quali potrebbero decidere di prelevarlo per farlo brillare in un luogo sicuro.
Fonte:
 http://www.vicenzatoday.it/cronaca/dal-molin-bomba.html

venerdì 21 dicembre 2012

Civitanova: pescano ordigno bellico e rimangono intossicati




di Elisa Tomassini


Sono stati ricoverati per accertamenti Francesco Gasparroni, suo figlio e Dionisio Beruschi, che a bordo della barca Galileo Padre hanno pescato giovedí sera niente meno che un ordigno bellico.
L'ordigno sembra essere stato un razzo risalente alla II guerra mondiale ma non esplosivo. Eppure una volta a bordo dell'imbarcazione l'oggetto ha iniziato ad emettere fumo intossicando i tre malcapitati che una volta rientrati si sono recati al pronto soccorso. Non si sa ancora con certezza quale sostanza ha emesso l'ordigno ma il fumo é fuoriuscito per oltre mezzora. I tre sono al momento sotto accertamenti mentre parte della barca dove poggiava l'oggetto fumoso é rimasta danneggiata.
Fonte:
http://www.viverecivitanova.it/index.php?page=articolo&articolo_id=385894

mercoledì 19 dicembre 2012

Ordigno bellico Cassino,in 600 evacuati


(ANSA) CASSINO (FROSINONE), 19 DIC- Circa seicento persone sono state evacuate a Cassino (Frosinone) per consentire le operazioni di disinnesco di una bomba della seconda guerra mondiale ritrovata circa un mese fa dai vigili del fuoco dopo la segnalazione di una signora di 88 anni. Sgomberati i residenti della zona tra via Selvotta. L'ordigno, del peso di 230 chilogrammi sara' disinnescato e poi portato in una cava di Sant'Elia Fiumerapido, dove verra' fatto brillare.
Fonte:
 http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lazio/2012/12/19/Ordigno-bellico-Cassino-600-evacuati_7975696.html

martedì 11 dicembre 2012

BOMBA D’AEREO RINVENUTA A MAGIONE (PERUGIA)



Da qualche ora è iniziata l’Operazione Bufalo. I velivoli tattici americani incursionano le località difese dai soldati del Generale Kesserlring. La guerra ristagna tra Anzio e la Linea Gustav. I militari americani già  pensano a Roma (04-06-1944). Il 24 Maggio 1944 è colpito lo Scalo ferroviario del comune di Magione in provincia di Perugia. Notevoli i danni. Oltre alla sede ferroviaria è colpito lo stabilimento meccanico F.lli Rondini e tutta la produzione militare della zona, nonché il centro abitato con danneggiamenti anche alla Chiesa di San Giovanni Batista. I bombardieri angloamericani devastano i collegamenti stradali e ferroviari bloccando di fatto le linee di collegamento Ancona/Roma. I ponti sui torrenti Nestore e Naia. Numerosi incendi a Foligno tra le officine Macchi e tanto altro.
Oggi la notizia del rinvenimento di una bomba d’aereo americana da 1000 libbre, munita di spolette meccaniche. È stato possibile rintracciare il potente ordigno sepolto a meno cinque metri da quasi settant’anni grazie alla memoria di un vecchietto del paese, il quale ha subito segnalato la probabile presenza della bomba agli uffici comunali competenti. Questi ultimi hanno allertato il X Reparto Infrastrutture Napoli. Sul luogo sopraggiungono l’assistente Tecnico ed artificiere Amedeo Postiglione, il rastrellatore artificiere Salvatore Beneduce, entrambi coadiuvati dall’Assistente Tecnico Marco Ascenzi della ditta B.C.M. Boe di Roma. Il Gruppo è coordinato dal Colonnello Eugenio Cannarile. Il lavoro da subito si presenta gravoso. Tuttavia il gruppo B.c.m non si perde d’animo e da il via alle ricerche dell’ordigno. L’anziano testimone racconta dei bombardamenti subiti dall’importante città templare. Parla di crateri infuocati. Di puro terrore. L’uomo indica l’obbiettivo dei cacciabombardieri americani: una vecchia casa utilizzata come sede di un Comando tedesco. Amedeo, Salvatore e Marco ascoltano con grande interesse e con grande professionalità regolano la propria opera in base all’importante testimonianza. I giorni passano tra freddo, ghiaccio e pioggia. Ma non importa. Conosco il gruppo, a loro interessa esclusivamente rintracciare, rimuovere quella bomba, eliminare ogni pericolo che producono questi oggetti del passato. La bomba è stata avvicinata nella giornata di oggi verso mezzogiorno. Ovviamente l’area è stata subito transennata dalle Forze dell’Ordine. Amedeo e Salvatore il 20 novembre 2012 mettono in luce nei pressi di Ostia numerosissime granate sempre risalenti la seconda guerra mondiale. Al loro fianco c’è altra ditta B.C.M. (Straco), altri uomini, ma sempre permeati da identico spirito. Identiche nobili motivazioni per la bomba d’aereo rinvenuta sempre da Amedeo e Salvatore a Montecassino in compagnia della C.C.M. il 22 dello stesso mese. Cambiano i nomi delle ditte, mutano i cognomi dei professionisti all’opera. Ma non mutano le motivazioni che spingono i cercatori di bombe a confrontarsi tutti i giorni con questa strana e sconosciuta professione.     

Giovanni Lafirenze


In foto l'Assistente artificiere Amedeo Postiglione e la bomba di Cassino



La bomba d’aereo rinvenuta a Magione

Amedeo Postiglione e Salvatore Beneduce


In Basso la bomba di Cassino

Vite da sminatori Migliaia di bombe recuperate ogni anno


di  Caccia Fabrizio
ROMA — «Sui cieli italiani non volerà una rondine». Era il 10 giugno 1940, ma già all'indomani del famoso proclama di Mussolini la previsione fu disattesa e cominciarono i raid del «Bomber Command»: Torino, Vado Ligure, Porto Marghera, Genova, Savona, Livorno, Milano. Una pioggia di bombe con cui ancora adesso facciamo i conti. Paolo Orabona, del consiglio direttivo di Assobon, l'Associazione italiana delle società specializzate nella bonifica degli ordigni bellici, calcola che ogni anno sono centomila le granate inesplose che vengono rinvenute dalle ditte private (30 mila finora solo nelle tratte realizzate dell'Alta Velocità) e disinnescate, poi, dai militari dell'Artiglieria, chiamati sul posto per regolamento.
Ma non è un lavoro per tutti, quello di «sminatore». Bisogna avere dosi enormi di calma, perché un giorno può capitarti di urtare il filo di un ordigno trappolato — com'è accaduto a Giannantonio Massarotti, Caltagirone, Catania, che per fortuna adesso lo può raccontare — e allora hai davvero pochi secondi per rimediare. Mestiere antico, che una volta si faceva con «lo spillone» e ora col metal detector, battendo palmo a palmo il terreno con inesauribile pazienza. E tanta gente speciale: un piccolo «esercito di angeli guardiani, che vigilano sulla costruzione di strade, ospedali, porti e ferrovie». Adolfo Daddio, di San Cipriano d'Aversa, Caserta, dormiva addirittura con «lo strumento» sotto il letto. Lui e il metal detector erano inseparabili. La leggenda vuole che Daddio (scomparso nel '96) quasi «sentisse» le bombe sotto terra e si divertisse, come un rabdomante o un cercatore di tartufi, a spegnere l'apparecchio e a contare i passi fino a riaccenderlo in un punto esatto. Ed ecco il «beep», il segnale della bomba. Non restava che stanarla con le mani.
Anche gli sminatori, però, hanno un problema. Oggi non esiste più un albo ufficiale delle ditte e si vive in piena «deregulation» con tutti i rischi del caso: «La crisi è nera — racconta Paolo Orabona, presidente della Strago Spa — e la guerra dei prezzi finisce spesso per favorire aziende che non hanno neppure la necessaria copertura assicurativa. Così, vincono le gare al massimo ribasso e poi procedono a bonifiche a dir poco superficiali». Ditte che si aggiudicano l'appalto, incassano i soldi e spariscono nel nulla: «È capitato sulla tratta Bologna-Milano della Tav», confida Giannantonio Massarotti. Quella dei Massarotti è una vera dinastia: «La inaugurò mio padre Giulio nel 1951 con il recupero delle navi affondate — ricorda Giannantonio, 58 anni —. E la tradizione proseguirà con i miei figli, Giulio e Roberta, anche lei sminatrice ma con il brevetto superiore di dirigente Bcm, Bonifica campi minati. La ragazza è sveglia, va in giro per cantieri senza l'elmetto e il piccone, ma coordina il lavoro e studia le mappe del territorio davanti allo schermo del suo computer».
Il vecchio albo degli sminatori fu istituito nel 1946, poi arrivarono la legge Merloni e il ministro leghista Calderoli che nella sua furia semplificatrice cancellò pure quel vecchio decreto del dopoguerra. Risultato? Oggi chiunque abbia un brevetto rilasciato dal ministero della Difesa (il corso dura un mese e si tiene a Roma, alla Cecchignola) può esercitare la professione. I controlli nei cantieri, però, sono relativi e la malavita si può infiltrare. Laghi, fiumi, mari italiani sono serbatoi inesauribili d'esplosivo, la mafia se n'è già servita per Capaci.
«Il primo ottobre di quest'anno finalmente è stata approvata la nuova legge sulla bonifica bellica — dice Paolo Orabona —. Ora servirebbe un decreto interministeriale per nominare la commissione di 6 esperti incaricati di redigere il nuovo albo. Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, si è mostrato molto sensibile all'argomento, però se cade il governo Monti...».
La preoccupazione è forte. Oggi le ditte in campo sono una quarantina, circa 500 gli sminatori in attesa di normativa. Un rastrellatore di ordigni guadagna sotto i 2 mila euro, pochino se si pensa a cosa rischia. Uno di loro, Giovanni Lafirenze, ha dedicato un sito (www.biografiadiunabomba.it) e un libro alla sua storia: s'intitola «Schegge assassine», non a caso. Perché l'Italia è un Paese disseminato di bombe e, come scrive nella prefazione lo storico Giovanni Dalle Fusine, questo è il frutto di una guerra «che non termina con i trattati di pace, ma si protrae nel tempo e coinvolge le generazioni».

Fonte:
 http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/31-guerre-armi-a-terrorismi/39686-vite-da-sminatori-migliaia-di-bombe-recuperate-ogni-anno.html