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martedì 15 aprile 2014

Conferenza sulle mine anti-uomo. I Paesi più colpiti: Afghanistan, Colombia e Cambogia


La Colombia è il secondo Paese del mondo dove esiste il maggior numero di mine antiuomo. Nonostante il dipartimento di Huila non sia quello con più mine, in meno di 15 anni sono state registrate 224 vittime. Nel corso della Conferenza mondiale appena conclusa a Medellín sui diritti delle vittime delle mine anti uomo - riferisce l'agenzia Fides - è stato espressamente richiesto che il tema rientri nell’agenda dei diritti umani e che le comunità di persone rimaste disabili uniscano i propri sforzi contro la discriminazione.

In molti Paesi i centri di riabilitazione e di sostegno psicologico si trovano nelle grandi città mentre la maggior parte delle persone colpite vivono nelle regioni rurali. Occorrono servizi sanitari e psicologici, la creazione di reti di collegamento tra i sopravvissuti affinchè possano condividere esperienze e iniziative. Secondo la ong internazionale Landmine and Cluster Munition Monitor, i Paesi più colpiti dal fenomeno sono Afganistan, Colombia e Cambogia, Yemen e Pakistan. Nel 2012 la ong ha registrato 3.628 vittime di mine e altri residui bellici nel mondo. Di queste ne sono morte 1.066.

I risultati di questo incontro di Medellín saranno presentati dalla Colombia in un altro incontro che si terrà a Ginevra e serviranno anche come base alla terza revisione quinquennale della Convenzione di Ottawa, che si terrà a giugno in Mozambico. I contadini indossano rilevatori anti mina, attrezzature per individuare posizioni geografiche, per la comunicazione e il primo soccorso. Sono accompagnati anche da sminatori. La Colombia nel 2000 ha aderito alla Convenzione di Ottawa che proibisce l’uso di questo tipo di armi, e da allora le forze pubbliche hanno avviato i processi di sminamento dei propri campi. (R.P.)

Fonte:http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/09/conferenza_sulle_mine_anti-uomo._i_paesi_pi%C3%B9_colpiti:_afghanistan,/it1-789235
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG



Giovedì 17 si ricorda la Liberazione di Castel San Pietro


Dopo le commemorazioni di sabato 12 in memoria dei fatti di Case Grizzano e dei caduti del Gruppo di Combattimento Folgore, le celebrazioni del 69° anniversario della Liberazione entrano nel vivo giovedì 17 aprile, data della Liberazione di Castel San Pietro Terme, che sarà ricordata con la partecipazione di rappresentanti dell’Amministrazione Comunale. L’appuntamento è alle ore 10,30 in piazza XX Settembre per la deposizione di fiori sulla targa a ricordo delle vittime civili dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, poi, alle ore 11, ci si recherà in piazza Garibaldi, per la deposizione di una corona alla lapide dedicata al 2° Corpo d’Armata Polacco. Le commemorazioni culmineranno nella festa di venerdì 25 aprile, che a Castel San Pietro Terme si celebrerà nel corso della mattinata con la deposizione di corone in diversi luoghi che segnano la memoria storica di questo evento, il discorso del sindaco, le note della banda e i canti dei bambini. Durante tutta la giornata sono previste anche iniziative culturali e musicali. Domenica 27 aprile è in programma la commemorazione dei fatti d’arme avvenuti sul territorio del Castel San Pietro con una serie di incontri e deposizioni di corone a Gaiana, Poggio e Varignana. Le manifestazioni si concluderanno con due eventi nel mese maggio: sabato 3 alle ore 10 al Cassero la presentazione del documentario “La Nostra Linea Gotica” realizzato da Davide Cerè, Giorgia Bottazzi, Fazio Avoni, e, in data ancora da definire, la commemorazione dei fatti d’arme di Montecalderaro e di Montecerere con gli alunni delle scuole primarie. Inoltre dal 9 all’11 maggio una delegazione di amministratori comunali e studenti delle scuole medie di Castel San Pietro Terme parteciperà all’incontro internazionale al lager nazista di Mauthausen. Le manifestazioni sono promosse dall’Amministrazione Comunale con la collaborazione delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Info: Sportello Cittadino tel. 051 6954154. Programma completo su www.cspietro.it.
Fonte: http://www.comune.castelsanpietroterme.bo.it/index.php?q=news/6324
 Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Fragheto, la strage nel piccolo borgo


OGGI Fragheto è un piccolo paese del comune di Casteldelci, disabitato per quasi tutto l’anno. Ci sono una chiesa e alcune case diroccate. Ma non è sempre stato così. Una volta vi abitavano una settantina di persone che vivevano esclusivamente di agricoltura, allevamento e raccolta di legna. Era un paese come gli altri nei dintorni. Almeno fino al 7 aprile 1944. Fragheto non sapeva molto della guerra, quasi nulla, sapeva solo che anche i giovani del posto erano obbligati alla leva. Quel giorno agli abitanti del paese fu inferta una ferita profonda. Nell’inverno 1943-44 le forze nazi-fasciste, a causa dell’avanzata alleata da sud, erano state costrette a ritirarsi a nord della Linea Gotica, una linea difensiva da Massa-Carrara a Pesaro-Rimini. Nelle regioni occupate dai tedeschi si erano fatte sempre più intense le offensive e i sabotaggi da parte dei gruppi partigiani. Per contrastare queste iniziative, i tedeschi compirono nel 1944 numerose stragi, eccidi e rastrellamenti nelle zone appenniniche dove i partigiani trovavano rifugio.
LA NOTTE del 6 aprile un gruppo di partigiani erano arrivati a Fragheto e si erano fermati lì per la notte. L’indomani, saputo che i tedeschi stavano scendendo verso Calanco, località nei pressi di Fragheto, per sorprenderli, si posizionano lungo un crinale. Appena sono a portata di tiro, i partigiani iniziano a sparare. I tedeschi non si spaventano, anzi subito contrattaccano. Migliori le armi, vittoria assicurata. In un paio d’ore vincono la battaglia e fanno prigionieri i pochi superstiti insieme a don Adolfo, accusato di aver aiutato i partigiani. Da Calanco i tedeschi avanzano lungo la mulattiera e si dividono in due gruppi, per stringere Fragheto come in una morsa. Qui si compie la strage.
PERDONO la vita un partigiano e 30 abitanti, tra cui anziani, donne e bambini. Il più piccolo, Paolo Gabrielli, aveva soltanto 40 giorni. Muore anche Maria Gabrielli, una bambina di 7 anni, uccisa con un proiettile al cuore e uno al dito del piede; a lei è stata dedicata la scuola elementare di Casteldelci. Poi i tedeschi incendiano le case, uccidendo anche il bestiame che era nelle stalle. Pochi si salvano, nascosti in una casa un po’ appartata, dove non vengono notati dai tedeschi. Otto uomini, partigiani e civili, inoltre, vengono fucilati presso Ponte Carettoni, da allora chiamato Ponte Otto Martiri. Ripercorrere, con il maestro Giorgio Gabrielli, la strada calpestata nel 1944 dai nazi-fascisti, rende più vivi gli avvenimenti; per ricordarli è stata costituita un’associazione che si ispira ai valori della pace, chiamata appunto ‘Il Borgo della Pace’ e ogni anno c’è una commemorazione delle vittime dell’eccidio.
A.Agostini L.Brizzi A.Canini

Fonte: http://ilrestodelcarlino.campionatodigiornalismo.it/2014/04/15/fragheto-la-strage-nel-piccolo-borgo/
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Nuovo ordigno rinvenuto nei pressi del Forte Michelangelo


Nella tarda mattinata di oggi è stato rinvenuto un altro ordigno bellico nei pressi del Forte Michelangelo. La bomba è stata disseppellita durante i lavori che in questi mesi stanno interessando il retro del Forte e che, nel novembre scorso, hanno portato al ritrovamento di un altro ordigno. In queste ore è in corso una riunione tra i vertici di Capitaneria di Porto, Protezione Civile, Polizia di Frontiera ed Esercito per stabilire il da farsi.
Fonte: http://www.trcgiornale.it/news/cronaca/66732-ultimora-nuovo-ordigno-rinvenuto-nei-pressi-del-forte-michelangelo.html
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EVACUAZIONE IN ZONA PADULE PER IL DISINNESCO DI UN ORDIGNO BELLICO


Domenica 18 maggio a Sesto FiorentinoSarà disinnescato e rimosso nella mattinata di domenica 18 maggio il grosso ordigno bellico inesploso risalente alla Seconda guerra mondiale che è stato rinvenuto in un cantiere edile in zona Padule, a ridosso del confine con Calenzano. Oggi l’amministrazione comunale e la Polizia Municipale sestese hanno illustrato alla stampa insieme al sindaco di Calenzano i dettagli dell’operazione che è stata decisa dalla Prefettura di Firenze seguendo le indicazioni degli artificieri. Nella mattinata del 18 maggio, in base alle disposizioni di sicurezza stabilite dalla legge, sarà necessaria l'evacuazione temporanea per alcune ore di una vasta area della città, per un raggio di circa 500 metri dal punto dove si trova l’ordigno, intorno alla stazione ferroviaria del Neto. I cittadini e le attività interessate dall’operazione sono complessivamente circa seimila - quasi tutti ricadenti sul territorio di Sesto Fiorentino - e nei prossimi giorni saranno informati di persona attraverso la distribuzione di un volantino che spiega nel dettaglio come comportarsi. “Chiediamo a tutti la massima collaborazione - ha ribadito il sindaco di Sesto - si tratta di un piccolo ma inevitabile disagio per la salvaguardia dell’incolumità pubblica”. Solo i cittadini interessati dal piano d’evacuazione riceveranno il volantino da personale autorizzato e avranno dunque l’obbligo di lasciare abitazioni e locali nella giornata di domenica 18 maggio, entro le ore 9. Il via alle operazioni (alle quali parteciperanno Polizia Municipale, Forze dell’ordine e circa 150 volontari) è previsto per le ore 11 con due suoni della sirena della Ginori della durata di quindici secondi ciascuno. Un suono prolungato di trenta secondi indicherà invece la fine delle operazioni, e solo a partire da quel momento sarà possibile far ritorno nelle abitazioni. Le operazioni richiederanno anche il momentaneo blocco della circolazione stradale nell’area, della linea ferroviaria, oltre all’interruzione del traffico aereo. Chi non è in grado di organizzarsi autonomamente, potrà trascorrere il tempo necessario nei centri di accoglienza predisposti per l’occasione alla Misericordia di Sesto Fiorentino (piazza S. Francesco 37), alla Casa del Popolo di Querceto (via Napoli 79), al Circolo 8 Marzo (viale Ariosto 210) e all’associazione Auser (via Pasolini 105), a partire dalle ore 8. Per informazioni di carattere generale sull’evento è possibile rivolgersi al call center integrato dell’area fiorentina 055.055 dal lunedì al sabato con orario 8-20 oppure alla segreteria del Comando di Polizia Municipale di Sesto Fiorentino 055/4496503-0554496504 dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 12,30. Per le persone non autosufficienti o in particolari condizioni di salute che necessitano di trasporto e sistemazione è invece necessario rivolgersi con urgenza al n. verde dedicato 800.401084.
Fonte:http://met.provincia.fi.it/c1news.aspx?n=171062
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lunedì 14 aprile 2014

Capriva, gli alunni della “Torre” sulle tracce della Grande guerra


CAPRIVA. Nell’ambito del progetto “Alla scoperta del territorio”, gli alunni della classe quinta della scuola primaria “G.Torre”, accompagnati dalle insegnanti e dal volontario Romeo Cuzzit, hanno percorso a piedi l’antica strada campestre che da Capriva conduce a Farra, dove sono saliti sul Monte Fortin e hanno potuto esplorare le postazioni italiane risalenti alla prima guerra mondiale. Sono postazioni per obici che si trovano nelle gallerie in cemento armato che presentano ben 9 feritoie, di cui sei dirette verso il Calvario e tre contro il San Michele, sul Carso. Questa postazione fu in uso solo dal giugno 1915 all’agosto del 1916. Dopo la presa di Gorizia da parte dell’esercito italiano cadde in disuso. All’ interno gli alunni hanno potuto visitare le piazzole dove si posizionava l’obice. Si sono poi messi alla ricerca di fossili presenti sul terreno. Il progetto “Alla scoperta del territorio” è promosso dal Comune di Capriva e inserito della programmazione e dell’Istituto comprensivo di Cormons. Tale progetto, che ha avuto inizio lo scorso anno, coinvolge tutte le classi della scuola “Torre” e prevede uscite sul territorio, come quella di monte Fortin, che hanno lo scopo di favorire la conoscenza dell’ambiente che li circonda e della sua storia. Gli alunni hanno così modo di imparare a riconoscere le piante e gli animali del loro ambiente, osservarne le tracce. I più grandi imparano a orientarsi utilizzando una mappa, a osservare la stratificazione del territorio e scoprire tracce della storia che hanno vissuto i loro nonni.
Fonte: http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2014/04/13/news/capriva-gli-alunni-della-torre-sulle-tracce-della-grande-guerra-1.9042267
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Trasta, ordigni bellici sul cantiere del Terzo Valico


di Alberto Maria Vedova
Genova - Il cantiere dei lavori del terzo valico ferroviario in via Inferiore Rocca dei Corvi (località Trasta) oggi si è fermato. Durante i lavori di bonifica dell'area, infatti, gli uomini della Drafinsub, ditta incaricata di controllare la presenza di ordigni bellici sul terreno dove sorgerà il cantiere, sono state ritrovate due bombe Bazuka Rocketdue bombe Type Mieter Bomb da 60 mm (americane), due granata Ghewer 4 bombe a mortaio da 80 mm(tedesche), oltre ad un proiettile da 50 mm di artiglieria e una scheggia appartenente ad una bomba da aereo.
«Sono state rinvenute in prossimità di un pozzo al centro del terreno - ha spiegato al Secolo XIX Renato Silvestre, responsabile Bonifica Campi MInati della Drafinsub - il fatto che siano sia americane che tedesche ci fa presupporre che siano state nascoste qui dai partigiani». Sullo stesso terreno infatti è gia stato ritrovato un buco con diverse scheggie di ordigni bellici fatti esplodere durante la guerra dagli stessi partigiani.
A Rocca dei Corvi, inoltre, è gia presente un cippo che ricorda uno dei più efferati episodi della violenza nazifascista perpetrati in Valpolcevera ai danni dei partigiani durante la lotta di Liberazione. Nei giorni della Liberazione in località Barabini di Trasta, in Val Polcevera, vennero ritrovate alcune fosse ricoperte di terra nei pressi di una capanna. Da quelle fosse furono estratti i corpi di 5 persone, torturate e uccise dai tedeschi che nella zona avevano un comando e che soprattutto nel mese di marzo 1945 avevano intensificato le azioni di polizia volte a terrorizzare la popolazione.
Il ritrovamento non dovrebbe comportare ritardi per i lavori del cantiere: «Aspettiamo il via dalla Prefettura - continua Silvestre - poi gli ordigni saranno portati via e fatti brillare in una località ancora da stabilire».
Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/04/14/AQ2ujEUC-cantiere_ordigni_bellici.shtml
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