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sabato 25 aprile 2015

Agropoli: due sub trovano una bomba e la portano in superficie


Ritrovata una bomba nel porto di Agropoli. Secondo una prima ipotesi, pare si tratti di un colpo di mortaio risalente alla Seconda Guerra mondiale.  L'ordigno è stato trovato da due ragazzi che si erano immersi nelle acque di Agropoli per fare pesca subacquea. I due giovani, incautamente, hanno deciso di prelevare quell'ordigno in superfice per trasportarla nei pressi della palazzina polifunzionale, dove hanno sede gli uffici distaccati della Guardia costiera e del comune di Agropoli, avvertendo la Capitaneria di Porto.
 E' scattato tempestivamente il piano sicurezza per garantire la pubblica incolumità. L'area è stata bonificata e sgomberata. Per motivi precauzionali è stata annullata una manifestazione in programma. Fonte: http://www.ottopagine.it/sa/cronaca/14262/agropoli-due-sub-trovano-una-bomba-e-la-portano-in-superficie.shtml
salernoinweb.it

Residuati bellici fatti brillare dagli artificieri

CASTELFRANCO DI SOTTO. Gli artificieri sono stati al lavoro, ieri mattina, nella campagna di Castelfranco di Sotto, lungo via Usciana, per fare brillare dei residuati bellici che erano stati trovati nella zone di Montefalcone. Con tutte le accortezze del caso sono stati trasportati in una zona isolata. Fatte gli opportuni lavori per sotterrare il materiale, gli artificieri lo hanno fatto brillare. Sul posto anche i carabinieri e mezzi della Croce Rossa a presidiare la zona fino alla fine dell’intervento. Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2015/04/24/news/residuati-bellici-fatti-brillare-dagli-artificieri-1.11298355

Ordigno bellico ritrovato nei pressi del Porto di Agropoli


Toccherà agli artificieri rimuovere il residuato bellico ritrovato da alcuni sub impegnati in una immersione subito all’esterno del molo frangiflutti nei pressi porto di Agropoli.   Colpo di artiglieria della seconda guerra mondiale ritrovato nei pressi del porto turistico di Agropoli. Il ritrovamento è stato. Sul posto del ritrovamento del colpo di artiglieria i  carabinieri, vigili urbani e uomini della capitaneria di porto. L’intera area è stata intanto interdetta al transito e alla navigazione. Fonte: http://www.salernonotizie.it/2015/04/25/ordigno-bellico-ritrovato-nei-pressi-del-porto-di-agropoli/
salernonotizie.it


venerdì 24 aprile 2015

GENOVA 25 aprile 2015 Bomba in porto, il 24 maggio scatta l’ora x


di Guido Filippi
Genova - Passerà agli annali come la lunga notte della bomba in porto. Che poi tanto lunga non sarà (circa tre ore) se non ci saranno contrattempi. Ieri mattina la Prefettura ha definito una data e un orario: domenica 24 maggio tra la mezzanotte e le 3. Non è ancora ufficiale perché mancano alcune risposte che vengono considerate «Decisive per la scelta finale» che verrà comunque ufficializzata nell’arco di una decina di giorni. Di notte perché uffici, negozi e aziende sono chiuse, e la gente è in casa. Così è meno complicato fermare il porto e il traffico ferroviario, bloccare l’autostrada A10 e l’aeroporto.
L’ordigno bellico, lungo oltre un metro e sganciato da un aereo delle truppe alleate durante la Seconda guerra mondiale, è stato trovato il 5 febbraio a calata Bettolo ed è simile a quello disinnescato ad Albissola una ventina di giorni fa. Gli artificieri del Genio Guastatori di Torino dovranno stabilire se “domare” la bomba direttamente in porto - con l’operazione di dispolettamento - oppure portarla, in condizioni di massima sicurezza - ipotesi al momento più probabile - in una cava vicino a Forte Ratti - tra Borgoratti e Bavari - e farla brillare prima dell’alba.
Le cisterne e la zona rossaPreoccupano due grossi serbatoi di combustibile, di proprietà di un’azienda genovese, che sono a poche centinaia di metri (in linea d’aria) dalla bomba: verranno svuotati e se possibile protetti. L’area che dovrà essere evacuata è stata notevolmente ridotta e si estenderà per un raggio di 800 metri, ma, per fortuna non racchiude abitazioni ma solo pochi uffici. C’è, però, una grande incognita: il centro storico. Perché le direttive della Prefettura sono rigidissime: «Dovranno essere evacuate le case che non hanno il soffitto - il termine più preciso è solaio - in cemento armato». Nella città vecchia sono pochissimi gli edifici con questa caratteristica. Poche decine, secondo un’indicazione a spanne perché non è mai fatta una mappatura. Il presidente del Collegio dei geometri di Genova Luciano Piccinelli non ha dubbi e azzarda unapercentuale: «Almeno l’80% per non dire il 90% degli edifici del centro storico sono stati costruiti prima degli anni Venti e di conseguenza hanno i solai in legno. Fanno eccezione quelle case che sono state ristrutturate ma stiamo parlando di numeri molto bassi».
Il viceprefetto Paolo D’Attilio che coordina le grandi manovre sulla bomba ha chiesto al Comune - rappresentato dal responsabile della Protezione civile Monica Bocchiardo - di identificare gli edifici che hanno i solai in canniccio e di presentare un elenco dettagliatoal prossimo vertice. Non si può quindi stabilire quante persone dovranno lasciare le loro case e trascorrere almeno quattro ore in strutture attrezzate che non sono state ancora identificate.
Città divisa in dueLa “zona gialla”, quella in cui si potrà stare in casa (sempre che il solaio sia in cemento armato) si estenderà per un raggio di 1.780 metri che comprende (da levante a ponente) il centro storico, Dinegro, San Teodoro e Sampierdarena. Sarà vietata la circolazione di tutti i mezzi, le strade verranno chiuse e non si potrà nemmeno affacciarsi alle finestre fino all’annuncio del cessato allarme.
C’è anche l’ospedale Villa Scassi che, però, non verrà evacuato - sarebbe stata un’operazione delicatissima trasferire 380 ricoverati di cui almeno quaranta in gravi condizioni - ma verrà “blindato”: nessuno potrà uscire dai reparti, le apparecchiature verranno spente e tutte le ambulanze verranno dirottate al Galliera, al San Martino o al San Carlo di Voltri per i pazienti del ponente e della Valpolcevera. Oltre all’ospedale dovrà essere “chiusa” la casa di riposo San Benigno di via Dottesio e, se la bomba verrà portata a Forte Ratti anche il Don Orione ai Camaldoli, sulle alture di San Fruttuoso che ospita circa 200 anziani. La grande incognita, sono, però, le case del centro storico. Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/04/25/ARwGAtEE-scatta_maggio_porto.shtml

RITROVATO ORDIGNO BELLICO SUL LUNGOMARE DANTE ALIGHIERI


Un presunto ordigno bellico della lunghezza di circa 50 centimetri dal diametro di 25 centimetri è stato rinvenuto a circa un metro dalla linea di battigia sul lungomare Dante Alighieri a Trapani, nel tratto compreso tra le vie Riccardo Passeneto e Nicolò Riccio. In seguito alla segnalazione anonima inviata alla Prefettura, della presenza dell'ordigno, la Capitaneria di porto ha disposto il divieto di balneazione e di navigazione nell'area circostante. Fino al tardo pomeriggio, operai del comune di Trapani, sono stati al lavoro per apporre le transenne che circoscrivono l'area interdetta alla balneazione. Nello speccio di mare in cui è stato rinvenuto il presunto ordigno, inoltre, è vietato navigare, ancorare, svolgere attività di pesca o immersioni. Fonte: http://www.monitortp.it/notizie/cronaca/ritrovato-ordigno-bellico-sul-lungomare-dante-alighieri-653/
monitortp.it

Genova, bomba a calata Bettolo: evacuazione completa nel raggio di 800 metri


Potrebbe avvenire di notte l’operazione di bonifica e messa in sicurezza dell’ordigno bellico ritrovato a calata Bettolo, nel porto di Genova. Oggi si è fatto il punto della situazione nel corso di un tavolo tecnico in prefettura. Ad occuparsi della bomba d’aereo americana risalente alla seconda guerra mondiale saranno gli uomini del Genio Guastatori di Torino. Pesanti le ripercussioni sulla cittadinanza: la zona da evacuare totalmente si estenderà per un raggio di 800 metri, mentre quella di sicurezza, in cui sarà disposta l’interdizione al transito, allo stazionamento all’aperto e verrà attuata una parziale evacuazione, arriverà fino ad 1 km e 800 metri. Ancora da stabilire la data dell’operazione, mentre il Comune di Genova dovrà intanto effettuare un censimento dei palazzi nell’area di sicurezza per stabilire l’entità dell’evacuazione. Fonte: http://www.genova24.it/2015/04/genova-bomba-a-calata-bettolo-evacuazione-completa-nel-raggio-di-800-metri-87671/
genova24.it

La Marina Militare bonifica i fondali di Massa Lubrense


di Valentina Di Nola
A fronte della segnalazione della presenza di presunti residuati bellici nelle acque antistanti la spiaggia di “Marina del Cantone”, nel Comune di Massa Lubrense (NA) nella penisola sorrentina, il Nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare di stanza a Taranto, ha eseguito nelle giornate del 21 e 22 aprile u.s. una perlustrazione subacquea a seguito della quale è stata rinvenuta una bomba d’aereo inglese da 250 libre (con circa 120 Kg di esplosivo al suo interno), residuato della seconda guerra mondiale.
L’ordigno, posto su un fondale di appena 7 metri, a poche decine di metri dalla battigia di una delle spiagge più affollate della zona nel periodo estivo, si presentava incastrato tra piccoli massi e parzialmente ricoperta di sabbia per cui l’operazione di rimozione si presentava particolarmente difficoltosa.
Come da prassi in questi casi, l’area marina interessata è stata subito interdetta a tutte le attività marittime e, nella mattinata di giovedì 23 aprile u.s., gli operatori subacquei della Marina Militare hanno provveduto alla rimozione del pericoloso ordigno. Dopo aver liberato la bomba dalla sabbia che in parte la ricopriva, il residuato bellico è stato imbragato e portato a pochi metri dal pelo dell’acqua. Quindi, con l’ausilio di una motovedetta, a lentissimo moto l’ordigno è stato trasportato circa due miglia più al largo. Giunti in un’area appositamente sgombrata da qualsiasi natante e con un fondale di oltre 800 metri, si è proceduto all’ultima fase della bonifica. Un operatore subacqueo della Marina Militare ha applicato una “contro-carica” di esplosivo all’esterno della bomba, quindi si è provveduto a collegare il detonatore al congegno d’innesco e, dopo aver verificata l’assenza di branchi di pesce in zona attraverso  l’utilizzo di un sonar, si è provveduto al brillamento dell’ordigno che è avvenuto, senza arrecare danni a persone, cose o animali, alle ore 10:59.
La Marina Militare, attraverso i suoi specialisti, è costantemente impegnata in campagne di bonifica dei fondali nazionali allo scopo di assicurare la sicurezza pubblica e lo svolgimento in assenza di potenziali pericoli di attività produttive, come la pesca, e ricreative come la nautica e il diporto. Tuttavia, nonostante che siano trascorsi 70 anni dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale, sono ancora numerosi i residuati bellici che si nascondono nei fondali nazionali. Pertanto, con l’approssimarsi della stagione balneare, potrà capitare anche a bagnati e subacquei dilettanti di notare sul fondo delle coste italiane degli oggetti “strani”. In questi casi è FONDAMENTALE non avvicinarsi ad essi, non cedere alla curiosità di scoprire la loro natura e segnalare tempestivamente il luogo del rinvenimento e la presunta natura degli oggetti alla più vicina Capitaneria di Porto o telefonare al numero verde gratuito della Guarda Costiera per le emergenze in mare “1530” per comunicare la circostanza. Solo così si potrà contribuire al bene ed alla sicurezza di tutti. Fonte: http://www.reportweb.tv/la-marina-militare-bonifica-i-fondali-di-massa-lubrense/
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