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mercoledì 30 ottobre 2013

Gaeta, spettacolare esplosione al largo ordigno bellico fatto brillare dalla Marina


GAETA (Latina) - Un giacimento di ordigni bellici: la provincia di Latina è costantemente interessata dal ritrovamento di materiale altamente pericoloso risalente in particolare alla seconda Guerra mondiale. A Gaeta un ordigno è stato rivenuto e fatto esplodere in mare durante una spettacolare operazione mercoledì 30 ottobre.
ESPLOSIONE A 90 METRI - Alle 7 i palombari del nucleo sminamento della Marina hanno sollevato dal fondale e trasferito una mina antinave del peso di 125 chilogrammi verso la zona individuata per il brillamento. L’ordigno rimorchiato da una motovedetta è stato portato a circa 4 miglia a largo di Punta dello Stendardo, ad profondità di 90 metri. Raggiunta l’area interdetta, i subacquei hanno preparato la mina per la successiva deflagrazione, che è avvenuta alle ore 9 e 27. Nonostante la profondità, l’onda d’urto ha sollevato un’altissima e spettacolare colonna d’acqua, visibile anche dalla costa.
SPIEGAMENTO DI FORZE - Ampio lo spiegamento di forte per garantire il rispetto dell’ordinanza a terra con la chiusura del lungomare e e la sicurezza della navigazione. In mare hanno operato tre unità navali della Guardia Costiera, una dei Carabinieri e una della Guardia Finanza. Il coordinamento dell’operazione è stato ad opera della Prefettura di Latina
                                                                                                                                                            Foto:Corriere Della Sera
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martedì 29 ottobre 2013

Avellino e la seconda guerra mondiale", mostra cimeli e documenti



A seguito delle celebrazioni per il 70° anniversario del bombardamento di Avellino, dal 5 al 22 novembre, nei locali gentilmente messi a disposizione dall'Archivio di Stato di Avellino, in via Giuseppe Verdi 15-17, nell'ex Carcere Borbonico, l'associazione Salerno 1943 esporrà una selezione delle migliaia di cimeli pazientemente raccolti nel corso degli anni in Campania o donati dai suoi associati e simpatizzanti. L'Archivio di Stato di Avellino racconterà la storia di quei tragici giorni attraverso la documentazione di cui dispone. Alla conferenza d'inaugurazione parteciperanno Carlo Guardascione, direttore dell'Archivio di Stato, Matteo Pierro, autore del libro "Salerno 1943", Armando Montefusco, coautore del video "Avellino, 14 settembre 1943, e Angelo Martucciello, per l'associazione Salerno 1943. 
Si potranno osservare da vicino alcuni frammenti delle migliaia di ordigni esplosivi che caddero su Avellino e in altre province campane e constatare i devastanti effetti da essi prodotti attraverso oggetti che ancora recano le tracce prodotte dalle esplosioni. Si potranno vedere non solo gli equipaggiamenti in dotazione ai soldati che combatterono nella nostra regione ma anche i loro oggetti personali, onde comprendere cosa significava la vita per quei giovani che vennero qui a morire così lontano da casa loro. Oltre a ciò, verranno esposti i reperti relativi a 6 dei 25 abbattimenti aerei finora identificati dall'associazione. Si potrà quindi conoscere la storia del caccia e dell’aereo da trasporto caduti nei pressi di Montevergine oppure quella del pilota da caccia italiano che morì l'ultimo giorno di guerra cadendo sul monte Terminio. Si potrà apprendere la vicenda di un bombardiere precipitato nei pressi di Salerno e quella dell’equipaggio di un bimotore schiantatosi sui monti Alburni. Sarà anche possibile saperne di più sugli aviatori americani deceduti a causa di un incidente aereo nel 1944 nei pressi di Volturara Irpina. Infine, si potranno osservare alcuni degli oggetti in dotazione ai paracadutisti americani lanciati in Irpinia a sostegno dell'operazione Avalanche.
Il presidente di Salerno 1943, Luigi Fortunato, riferendosi ai risultati già ottenuti da questa esposizione che è stata presentata in diversi comuni della Campania, ha detto: "Siamo realmente soddisfatti del grande successo riscosso dalla nostra iniziativa. E' stato toccante fare da guida ai tanti giovani che hanno visitato la mostra e osservare in loro le emozioni suscitate dal materiale esposto e dalle storie personali che ci è stato possibile ricostruire. E' stato anche gratificante notare lo spazio dedicatoci dagli organi di informazione. Vorrei rammentare che l'ingresso, come pure la visita guidata, è totalmente gratuito e che tutto il materiale esposto nelle teche è originale e proviene esclusivamente dalla Campania in quanto è stato recuperato dai nostri associati sul campo di battaglia o donatoci da amici e simpatizzanti. L'esposizione ci ha permesso di stabilire molti contatti con altre istituzioni e scuole interessate ad esporre presso le loro sedi parte dei tantissimi cimeli che pazientemente abbiamo raccolto e classificato nel corso degli anni. Siamo sempre interessati alla condivisione delle nostre ricerche affinchè le nuove generazioni possano saperne di più su quel difficile periodo della nostra storia". Nel marzo del 2013 l’associazione ha ricevuto un importante riconoscimento dalla sezione del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, il Defense Prisoner of War - Missing Personnel Office (DPMO), che si occupa di rintracciare i militari statunitensi dispersi in guerra. I volontari hanno fattivamente collaborato alla ricerca dei resti di due aviatori americani precipitati nel salernitano e sono diventati il referente del DPMO per le ricerche di altri dispersi nel sud Italia. L'associazione Salerno 1943 non ha finalità di lucro, è apolitica, apartitica e ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie tra i popoli. Gli scopi statutari sono la raccolta, catalogazione, conservazione, il restauro, ma soprattutto la condivisione di tutto il materiale bellico e civile, inerente al secondo conflitto mondiale, riguardante la regione Campania. Lungi dal desidero di esaltare il secondo conflitto mondiale, l'associazione intende far conoscere alle nuove generazioni che la guerra significa dolore e morte. Basti pensare alle famiglie di coloro che vi persero la vita, all'ansia che madri, mogli, figli, genitori, fratelli e sorelle provarono vedendo partire i loro cari e allo strazio che dovettero subire quando appresero che molti di loro non sarebbero più tornati. Si spera, ricostruendo le storie di tante giovani vite spezzate dalla guerra, di perpetuare la memoria delle vittime e ricordare alle nuove generazioni quegli infausti anni affinchè simili eventi non abbiano a ripetersi. 
L'ingresso alla mostra è libero. Sarà possibile visitarla fino al 22 novembre dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 18,00 e il sabato dalle 9,00 alle 13,00. A quanti vorranno prenotare una visita guidata per un gruppo o una scolaresca l'associazione farà dono di un piccolo gadget preparato per l'occasione. Per informazioni: tel 347 51 78 529, email redazione@1943salerno.it , sito www.1943salerno.it

Fonte:
http://www.irpiniaoggi.it/index.php/cultura-ed-eventi-irpinia/17-appuntamenti/114322-qavellino-e-la-seconda-guerra-mondialeq-mostra-cimeli-e-documenti.html

Mostra su guerra e bombardamento del rifugio delle carceri. Il Comune di Ancona chiede ai cittadini foto, filmati e lettere dagli album di famiglia


Dopo settanta anni il 2 e 3 novembre il Comune e la Soprintendenza ai beni archeologici apriranno al pubblico il cosiddetto ex rifugio delle carceri di santa Palazia dove, nel corso di un bombardamento il 1° novembre del 1943, morirono centinaia di persone, in massima parte nostri concittadini. All’interno del tunnel saranno sistemate per la prima volta alcune immagini relative a quei terribili anni di guerra.Nell’ambito delle iniziative che si stanno organizzando per rievocare degnamente il settantesimo anniversario dell’avvio della campagna di bombardamenti su Ancona, il Comune organizzerà una mostra – anche su web – e per questo lancia un appello a tutti gli anconetani affinchè collaborino a raccogliere immagini, filmati e documenti (comprese lettere), tratti da album di famiglia e archivi personali relativi al periodo 1940-1944, ossia dall’ingresso in guerra alla liberazione.
La mostra sarà contemporaneamente una testimonianza della storia pubblica e privata di quei terribili anni, tanto da mettere in un posto d’onore le foto di parenti e congiunti che sono rimasti vittima dei bombardamenti (queste immagini potranno essere collocate all’interno dello stesso ex rifugio di via Birarelli). Non solo immagini: si chiede anche di mettere a disposizione materiale cartaceo relativo allo stesso conflitto: documenti, corrispondenza, carteggi, cartoline (se significative dal punto di vista storico), con particolare riferimento alla fase dei bombardamenti (16 ottobre 1943-18 luglio 1944). Il materiale sarà fotocopiato e prontamente restituito. Si pregano quindi i cittadini di cedere copia di alcune delle foto più significative da un punto di vista storico in loro possesso.
Nel dettaglio, ogni autore conserverà la proprietà delle foto e dei documenti inviati, pur cedendo gratuitamente i diritti d’uso illimitato al Comune di Ancona. Se disponibili in formato digitale le immagini possono essere inviate alla casella di posta elettronica turismo@comune.ancona.it (formato jpg 10 x 15 cm @300 dpi). Altrimenti i filmati (su cd/dvd) e immagini (cartacee o su cd/dvd) possono essere portate a mano nella sede comunale di via Fanti 9 (Palazzo Camerata, il lunedì mattina, 8.30-14 e il giovedì pomeriggio, 15-18, presso gli uffici di Lucia Galati, Chiara Russo e Ferruccio Fortunati (per informazioni: 071.2223125-5001-5067-5068). Se possibile sarà opportuno indicare a margine delle immagini anche elementi cronologici e di luogo.
Quali sono i soggetti richiesti per il materiale iconografico? Foto e documenti relativi agli anni della guerra, specialmente alle vittime del conflitto e dei bombardamenti oppure di interesse storico per la comunità, non escludendo comunque ritratti familiari. Più nel dettaglio: 1) Foto e filmati d’epoca di monumenti specialmente se scomparsi; 2) Foto e filmati di manifestazioni e spettacoli; 3) Foto e filmati relative a eventi di portata storica (esempio: i bombardamenti, la liberazione, l’occupazione tedesca; 4) Immagini relativi a storia minuta e sociale (es.: l’inaugurazione di un esercizio commerciale, la coda dal fornaio ecc.). 5) Immagini familiari se significative da un punto di vista storico (foto in divisa, di gruppo o scolastiche).
dal Comune di Ancona
www.comune.ancona.it
Fonte:
http://www.vivereancona.it/index.php?page=articolo&articolo_id=430227

lunedì 28 ottobre 2013

La bomba fatta brillare dai militari del X Reggimento Genio guastatori


PERSICO DOSIMO — Nelle campagne tra Bettenesco e Castelverde spunta una bomba inesplosa risalente alla Seconda guerra mondiale. E’ stata scoperta domenica da un uomo in cerca di funghi, sul fondo di una roggia priva d’acqua, e oggi pomeriggio è stata fatta brillare dagli artificieri della caserma Col di Lana di Cremona. Un intervento puntuale e efficace, che si è concluso con il conto alla rovescia dei militari, seguito dal boato dell’esplosione e dalla nube di terra salita alta in cielo. Si tratta di un ordigno statunitense, una bomba da mortaio ‘illuminante’ calibro 60 millimetri, lunga circa trenta centimetri. Prima di far brillare l’ordigno, ovviamente, i carabinieri hanno provveduto a bloccare il traffico lungo la strada per Castelverde, per garantire la massima sicurezza degli automobilisti.
Fonte:
http://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/64073/Ordigno-inesploso--artificieri-in-azione.html

Ritrovato ordigno bellico "grazie" al maltempo


Gallicano - E' stato rinvenuto questa mattina, durante le operazioni di pulizia dei danni dovuti al maltempo di questi giorni, un ordigno bellico della seconda guerra.
Fonte:
http://www.dilucca.it/archivio-notizie/cronaca-a-attualita/cronaca/9498-ritrovato-ordigno-bellico-grazie-al-maltempo

domenica 27 ottobre 2013

Nel podere trova una bomba risalente alla seconda guerra mondiale


Reggio Emilia, 27 ottobre 2013 - L'altra mattina poco dopo le 10,30 i carabinieri della Stazione di Collagna, su richiesta dei dipendenti di un'azienda che stavano eseguendo lavori di drenaggio  di un terreno di un privato, intervenivano in via Pratiolo della località Cervarezza in quanto durante i lavori riaffiorava dal terreno di proprietà di un 57enne del luogo un ordigno bellico. Giunti sul posto i carabinieri della stazione di Collagna accertavano la presenza di un ordigno inesploso risultato trattarsi di una bomba da mortaio risalente alla seconda guerra mondiale risultata essere in pessimo stato di conservazione. L’area veniva messa in sicurezza dai Carabinieri onde precluderne l’accesso in attesa dell’intervento dei competenti artificieri per la neutralizzazione e successiva rimozione del manufatto.
Fonte:

Trovato ordigno bellico nella pineta di San Giuliano


di Antonio Giampaoli 

Un ordigno bellico, risalente alla Seconda guerra mondiale, è stato trovato da un passante nei pressi del convento di San Giuliano. Subito è stata allertata la polizia che ha provveduto a far recintare tutta l’area interessata. Ne consegue che gli escursionisti che stamattina si avventureranno alla Madonna Fore, come tutte le domeniche, saranno obbligati a fare un percorso alternativo. L’area, comunque, non sarà del tutto interdetta come pure era stato ipotizzato. Comunque la zona interessata è stata presidiata dalla polizia per tutta la notte scorsa e lo sarà anche nella giornata di oggi. Si spera, ma non è scontato, che gli artificieri già domani mattina possano essere all’Aquila allo scopo di disinnescare l’ordigno o addirittura farlo brillare. Non può nemmeno escludersi che prima di ripristinare il regolare passaggio ci sia una estesa bonifica nella zona per accertarsi che non vi siano altri ordigni bellici lì disseminati. Del resto, simili ritrovamenti si sono più volte verificati di recente in città
Fonte:
http://assergiracconta.altervista.org/archivioNews.php?page=1&id=5704