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Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.
Senato
biografiadiunabomba
martedì 19 agosto 2014
Carabinieri perlustrano Spargi e trovano residuato bellico
Contadino ritrova due bombe da mortaio risalenti alla 2^ Guerra Mondiale in un campo a Pavona
Due bombe da mortaio sono state trovate da un contadino in
un campo di ortaggi nella zona di via Santa Fumia, a Pavona. Sul posto, una
volta allertati dallo stesso agricoltore, sono arrivati i carabinieri di Castel
Gandolfo. Appena dopo sono stati ubito stati allertati gli artificieri di Roma,
per la rimozione degli ordigni rimasti intatti dalla seconda guerra mondiale. Il
ritrovamento è avvenuto intorno alle ore 12.30, e la zona è stata transennata
fin quando i militari del 6° Reggimento pionieri dell’Esercito non hanno
provveduto alla rimozione. Fonte: http://www.castellinotizie.it/2014/08/19/contadino-ritrova-due-bombe-da-mortaio-risalenti-alla-2-guerra-mondiale-in-un-campo-a-pavona/
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Lavori alla scuola elementare, in giardino spunta un colpo di mortaio
Lavori alla scuola elementare, in giardino spunta un colpo di mortaio
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Si scava nel giardino della scuola e spunta fuori un proiettile di mortaio inesploso. È successo a Portogruaro, dove gli interventi di rifacimento dell'impianto di riscaldamento di un istituto primario si sono conclusi con una telefonata agli artificieri. Come riporta il Gazzettino tutto si è risolto nel migliore dei modi, ma restano le perplessità per la (evidente) mancata bonifica del terreno all'epoca della costruzione.
BRUTTA SORPRESA - L'episodio sarebbe avvenuto giovedì, quando gli operai al lavoro nella scuola di via Liguria erano impegnati a scavare per raggiungere i condotti dei sottoservizi. La grossa buca stava venendo realizzata nel giardino dell'istituto, proprio poco distante dai giochi per i bambini. Ad un certo punto la pala della macchina scavatrice ha urtato qualcosa di duro, e subito l'operatore del mezzo edile ha fermato tutto per andare a controllare: tra il fango e il terriccio spuntava inequivocabile la sagoma di un proiettile d'artiglieria, bossolo e ogiva ancora al loro posto così come, è facile immaginarlo, il letale contenuto di polvere da sparo. Fonte: http://www.veneziatoday.it/cronaca/proiettile-mortaio-inesploso-lavori-scuola-elementare-portogruaro.html
“lunedì 18 agosto 2014
Gli eroi che salvarono la città dalle bombe
di Maria Paola Pasini
Angeli in divisa da... sminatore. Salvarono la città da nuovi lutti e nuove sofferenze. Non esitarono a rischiare la loro vita per salvare quella di altri. Eroi d’altri tempi. Rimasti sconosciuti. Furono gli artificieri della Sezione artiglieria di Piacenza impegnati nei mesi successivi alla fine della guerra a «bonificare» Brescia dai numerosi ordigni disseminati in città. Le bombe erano ovunque. Nascoste tra le zolle dei campi, conficcate nei tombini della città, in agguato sotto le macerie. Ordigni e spezzoni incendiari inesplosi pronti a farsi afferrare dalle dita di un bambino a caccia di un innocuo passatempo, urtare dalla ruota di una bicicletta, calpestare da un ignaro passante. Le segnalazioni giungevano numerose al Comune che chiese l’intervento degli specialisti: prima al Comitato provinciale di Protezione antiaerea e poi, dopo lo scioglimento dell’Ente di costituzione fascista, al Comando territoriale di artiglieria di Piacenza. Mentre gli incidenti si susseguivano. Primi giorni di giugno 1945, estate in arrivo. Giochi e allegria nei campi e per le strade dove finalmente non risuonano più gli allarmi con il loro sibilo acuto e sinistro. Ma per cinque ragazzi tra i 9 e i 14 anni la festa finisce all’ospedale. che allora si affacciava in via Moretto. Qui gli incauti vengono ricoverati per le gravi ferite agli arti e al corpo provocate da schegge di bombe. Il primo incidente - lo riporta il «Giornale di Brescia» - avviene nei pressi dell’Istituto agrario «Pastori». Qui Giuseppe A. e Vittorio V., entrambi di 12 anni, «rinvenivano in un prato una bomba a mano e mentre se la passavano un con l’altro ne provocavano lo scoppio. Essi venivano colpiti dalle schegge e riportavano lesioni multiple». La seconda esplosione di domenica 10 giugno fa tremare i vetri delle finestre in contrada Santa Chiara. Qui Gianfranco D., Alberto O., entrambi di 9 anni, e Gianfranco P. di 14, accedevano «un falò in mezzo alla strada e vi collocavano un ordigno esplosivo rinvenuto poco prima.Naturalmente ne seguiva lo scoppio e di conseguenza il ferimento dei tre malcapitati ragazzi». Prognosi per i cinque: dai trenta ai sessanta giorni. Due episodi tra i tanti segnalati in queste settimane, che finiranno per alimentare una campagna di informazione e prevenzione nelle scuole attraverso manifesti che in molti casi rimarranno affissi nelle aule bresciane fino agli anni Sessanta. Le bombe, dunque, feriscono e uccidono anche dopo la fine della guerra. La loro pericolosa presenza viene indicata in via Rose e in via Dalmazia, via Mantova, in via Cremona e vicolo Sguizzette, via Zima e via Spalto San Marco, via Flero, Porta Venezia, via Morosini, via Solferino, via Chiesa nuova, un po’ ovunque. All’interno della fabbrica Breda, e alla Whurer, in via Pilastroni e lungo i binari della ferrovia. In via Musei «un ordigno, dopo un ampio spazio nella pavimentazione stradale, è penetrato nel tombino stradale e ostruisce lo scarico delle acque luride delle case vicine». Il Comando alleato provvederà al «rastrellamento» di tutti gli ordigni, viene assicurato dalle autorità anglo-americane, ma bisogna operare rapidamente perché il rischio di esplosioni con gravi conseguenze è altissimo. Rendere inoffensive queste bombe è la priorità assoluta. Entra in gioco allora il gruppo di specialisti della Sezione artiglieria agli ordini del tenente Felice Scala. A metà ottobre l’opera di «disinfestazione» è considerata completata. La città è libera dagli ordigni (o almeno da quelli identificati fino a quel momento, tanti altri ne affioreranno negli anni successivi): 130 gli interventi indicati nel rapporto finale dei militari che hanno recuperato 77 bombe e 176 spezzoni. Una massa imponente di ordigni che rischiavano di mietere vittime e provocare danni prolungando lutti e ferite ben oltre la fine della guerra. La gratitudine della città verso la squadra dei sei artificieri che misero a repentaglio la propria vita per proteggerne molte altre, si concretizzò in una delibera che assegnava un premio in denaro. E parole di elogio a nome di tutti i bresciani. Per l’«opera coraggiosa felicemente compiuta» veniva offerto al comandante, il tenente Felice Scala, un premio di 5.000 lire. Al sergente maggiore Celeste Piantoni, bresciano di Cologne, un riconoscimento di 3.000 lire. Altri premi (1.500 lire) venivano consegnati al sergente Sante Boledo (S. Nicolò di Trebbia in provincia di Piacenza), al caporale Martino Casale, agli artiglieri Giuseppe Pazzaglini e Battista Zana della sezione staccata d’artiglieria di Brescia. Un segno tangibile della riconoscenza di Brescia per quanto realizzato da questi piccoli grandi eroi rimasti per troppo tempo senza nome. mariapaola.pasini@unicatt.it
Fonte: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_18/brescia-1945-gli-eroi-che-salvarono-citta-bombe-cb786962-26cf-11e4-bbeb-633ac699516c.shtml
Dodici ordigni bellici in mare Calabria
(ANSA) - BRANCALEONE (REGGIO CALABRIA), 18 AGO - Dodici ordigni, quasi certamente residuati bellici, sono stati trovati nel tratto di mare antistante il centro abitato di Brancaleone, nello Jonio reggino. La Capitaneria di porto di Reggio Calabria ha emesso un'ordinanza con la quale ha disposto il divieto di navigazione, balneazione e pesca nel tratto di mare in cui è avvenuto il ritrovamento. Gli ordigni saranno esaminati nelle prossime ore dagli artificieri per accertarne definitivamente la natura. Fonte: http://www.ansa.it/calabria/notizie/2014/08/18/dodici-ordigni-bellici-in-mare-calabria_eaff4401-4cff-4309-94dd-0b7b834c1f8d.html
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| Ansa |
Formia, residuato bellico rinvenuto sulla spiaggia
Formia - Un residuato bellico è stato rinvenuto sabato pomeriggio sulla spiaggia di Gianola, presso il Lido Santo Janni. Del caso sono stati allertati gli uomini della Capitaneria di Porto e i militari dell'Arma, che hanno appurato che si tratta della parte posteriore di un siluro, assolutamente inerte, non essendo la parte del missile deputata all'esplosione, ma solo a direzionare e spingere l'ordigno. Isolata la zona, le autorità competenti ne hanno predisposto la rimozione per questa mattina. Fonte: http://latina.ogginotizie.it/306322-formia-residuato-bellico-rinvenuto-sulla-spiaggia/#.U_JFZ8V_tzc
Menfi. Rinvenuto un nuovo ordigno bellico a Lido Fiori tra le 2 piazzette
di Francesco Graffeo
Un nuovo ordigno bellico è stato rinvenuto nella spiaggia libera del lido Fiori di Menfi, tra la piazzetta della Riviera e la piazzetta degli Oleandri, a pochi metri della mina anticarro fatta brillare, appena 24 ore prima, dagli artificieri arrivati da Messina. Mina anticarro che era stata rinvenuta nella giornata di lunedì 11 agosto. Adesso il nuovo rinvenimento. La mina antisbarco è stata avvistata in cima ad una duna, sul lato ovest dell’uscita del viale pedonale delle Viole, a meno di 20 metri dalla battigia. Viale e battigia, molto frequentati dai bagnati in questi giorni di bel tempo. Scattata la segnalazione, nella giornata di ferragosto, sul posto si sono precipitati i militari della locale stazione dei Carabinieri, gli agenti della Polizia municipale e i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sciacca, guidato dal tenente di vascello Salvatore Calandrino. Eseguito il sopralluogo, il Circomare ha emesso l'ordinanza n. 29 di divieto avvicinamento, fino alla rimozione dell’ordigno, nella zona di mare interessata.
“Considerata la necessità di prevenire il verificarsi di possibili danni e di salvaguardare l'incolumità sia pubblica che privata, in attesa dell'intervento di rimozione e distruzione dell’ordigno bellico, è stato ordinato fino alla rimozione del predetto ordigno, nella tratto di spiaggia indicato e delimitato mediante idonea segnaletica, che sono vietati il transito, la sosta nonché la balneazione per un raggio di 100 metri” evidenzia l’ordinanza, che obbliga il “Comune di Menfi a transennare adeguatamente il tratto di spiaggia antistante la zona interessata, nonché di apporre idonei cartelli monitori dei suddetti divieti ben visibili, al fine di garantire la privata e pubblica incolumità”.
Adesso si attende l’arrivo degli artificieri che dovranno bonificare l’area facendo brillare in maniera controllata l’ordigno rinvenuto. Ma intanto, c’è chi, nonostante i precisi e chiari divieti e l’evidente interdizione del tratto di mare ha violato le disposizioni di sicurezza mettendosi a prendere il sole, a pochi metri della zona “proibita”. Nella zona sono stati frequenti i ritrovamenti di mine anticarro ed antiuomo, collocate dai tedeschi allo scopo di frenare la campagna di sbarco degli americani che avvenne tra il 9 e il 10 luglio a Licata, tra Gela e Scoglitti e tra Pachino e Siracusa. Fonte: http://belicenews.it/notizie/cronaca/menfi/menfi-rinvenuto-un-nuovo-ordigno-bellico-a-lido-fiori-tra-le-2-piazzette/
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| http://belicenews.it Foto: F. Graffeo |
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