CAMPONOGARA. Se le Procure di Venezia e Padova sono convinte dell’esistenza di una organizzazione che reperiva esplosivo da poi rivendere a dei malavitosi, questa ipotesi accusatoria viene smontata per quanto riguarda Silvio Baldan dal suo difensore l’avvocato di Camponogara, Pascale De Falco. Il legale prende posizione dopo la convalida dell’arresto del suo cliente avvenuta ieri mattina in carcere a Santa Maria Maggiore: «Il mio cliente», spiega De Falco, «nega di conoscere Stefano Sambin e di non averlo mai visto se non il giorno dell’arresto dai carabinieri cioè al comando della Compagnia a Piove di Sacco. L’unica leggerezza che ammette il mio cliente in questo caso è di non aver denunciato immediatamente la bomba che gli è stata trovata nella sua casa e che proveniva da un cantiere nella zona del padovano. Certo non aveva alcuna intenzione di venderla a chicchessia. Conosceva comunque due degli indagati, visto che erano stati due suoi ex dipendenti». (a.ab.). Fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/03/03/news/doveva-denunciare-la-bomba-ma-silvio-e-estraneo-ai-fatti-1.10976918
Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.
Senato
biografiadiunabomba
martedì 3 marzo 2015
Sambin, una passione nata durante la naia
PIOVE DI SACCO. Stefano Sambin ha vissuto fino a poco tempo fa ad Arzergrande, paese dov’è nato e di cui è originaria la famiglia, per poi trasferirsi ad Arzerello, la frazione di Piove di Sacco. Il quarantunenne lavora come costruttore edile, professione imparata e svolta insieme al padre Vittorio, molto conosciuto sul territorio per il suo impegno politico nelle fila della Lega Nord per cui è stato anche consigliere comunale ad Arzergrande e l’anno scorso era tra i promotori del presidio di forconi e venetisti a Piove di Sacco. Secondo i carabinieri, Sambin ha imparato a maneggiare l’esplosivo durante la leva militare, coltivando poi una passione perfezionata documentandosi su testi specializzati. I carabinieri di Piove lo considerano il “tecnico” del gruppo, capace di mettere le mani su ordigni ed esplosivo. In un container posto dietro la sua abitazione, dove gli uomini del capitano Enrico Zampolli sono arrivati dopo alcune perquisizioni a Pontelongo, è stato scoperto un vero e proprio deposito: oltre undici chili di esplosivo tipo “ecrasite”, utilizzato negli ordigni bellici, un innesco detonatore di fabbricazione artigianale, due proiettili da cannone, due granate, una delle quali ancora offensiva, due baionette e 57 cartucce, tutto materiale risalente alla Prima Guerra Mondiale. Sambin, aiutato da S. G., di Cavarzere, aveva sezionato i due proiettili da cannone utilizzando una sega a nastro con raffreddamento ad acqua, per estrarne l’esplosivo. Per i carabinieri è da escludere che tutto quel materiale possa costituire solo una collezione di un appassionato di reperti bellici. (e.l.) Fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/03/03/news/sambin-una-passione-nata-durante-la-naia-1.10976923
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Asti, trovato proiettile cannone 30 kg
(ANSA) - ASTI, 03 MAR - Un proiettile, del peso di circa 30 chilogrammi, di un cannone risalente alla seconda guerra mondiale è stato trovato ad Asti, in località Valmanera. E' stato il proprietario del terreno a notarlo e ad avvisare le forze di polizia. Sul posto sono intervenuti gli artificieri della Questura, che hanno messo in sicurezza il residuato bellico. Si è trattato del secondo ritrovamento del genere nella zona: due anni fa era stata disinnescata una bomba da fucile.
Pescara, il cavo di Terna incontra un ordigno al largo di Fosso Vallelunga
Pescara. Un ordigno è stato rinvenuto oggi nelle acque antistanti la riviera sud, durante le operazioni per la posa del cavo per l’elettrodotto proveniente dal Montenegro e diretto all’impianto Terna di Villanova. Il presunto residuato bellico, mezzo metro di lunghezza per 10 centimetro di diametro, è stato rinvenuto a 0,3 miglia antistanti Fosso Vallelunga, a una profondità di 4,3 metri. Subito scattata l’ordinanza della capitaneria di porto per interdire transito, sosta e ancoraggio nel raggio di mezza miglia dal luogo del ritrovamento, segnalato con una boa gialla luminosa dalla ditta che sta eseguendo i lavori. Fonte: http://www.cityrumors.it/notizie-pescara/cronaca-pescara/112633-pescara-il-cavo-di-terna-incontra-un-ordigno-al-largo-di-fosso-vallelunga.html
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Ricerca, individuazione ordigni interrati o non a vista è compito BCM
Il 28 gennaio la prima notizia e giunge da Terni: gli
artificieri dell’Esercito Italiano alla ricerca di ordigni inesplosi interrati.
Il 3 marzo addirittura due bonifiche sistematiche da parte dei gruppi Eod. La prima
al parco Trotter a Milano, la seconda da Cesena. Forse nessuno è al corrente che in Italia la ricerca
di ordigni interrati è compito esclusivo del settore Bcm. Nel caso del parco
milanese è tutto sbagliato, bisognava interpellare il V Reparto Infrastrutture
Padova il quale avrebbe mandato i propri team o elencato le ditte BCM da
interpellare direttamente visto le minuscole dimensioni dell’opera in
questione. Nel caso di Cesena il Reggimento avrebbe dovuto richiedere la
presenza dei colleghi del X Napoli o altra ditta BCM. Tutto questo produce solo
caos su caos. Infatti dovremmo chiedere a tali operatori quale strumentazione
hanno utilizzato per la bonifica di superficie e numero di brevetto BCM. Perché
se non lo dovessero possedere a partire da domani mattina io mi metto a fare i
brillamenti e lo strumento lo consegno al primo che capita tanto i brevetti
pare di comprendere che non servono più a nulla. Per concludere le operazioni
di ricerca, individuazione e messa in luce, devono essere affidate al settore
BCM. Anche perché in altri casi chi rilascerebbe i famigerati certificati di
garanzia?
G.L.
Rimossi e fatti esplodere ordigni bellici
CESENA. E’ stato effettuato oggi un ulteriore intervento di bonifica del territorio da residuati bellici risalenti al secondo conflitto mondiale: si è trattato, in questo caso, di quattro granate d’artiglieria di nazionalità italiana di grosse dimensioni rinvenute in un terreno privato a Longiano, in Via Gualdello.
Poiché alcuni degli ordigni rivenuti sembravano, per il cattivo stato di conservazione, bombe d’aereo, l’operazione odierna, coordinata da questa Prefettura in sinergia con tutti gli altri attori coinvolti, è stata preceduta, oltre che dai preliminari accorgimenti per mettere in sicurezza l’area interessata al fine di scongiurare ogni potenziale pericolo, da più complesse azioni di verifica tecnica e controllo del sito, da parte del personale specializzato dell’8° Guastatori Folgore di Legnago, anche per la segnalata presenza di eventuali ulteriori ordigni interrati. Oltre al predetto reparto specializzato, hanno contribuito alla realizzazione del buon esito dell’intervento, conclusosi con il recupero ed il trasferimento degli ordigni di che trattasi in un apposito sito ove sono stati fatti brillare, nonché con la completa bonifica del luogo di ritrovamento, il personale dell’Arma dei Carabinieri, del Comune di Longiano e, per l’aspetto sanitario, della componente militare della Croce Rossa Italiana.
L’attività di verifica da parte del personale dell’8° Guastatori è poi proseguita anche nel territorio di Forlì, per il ritrovamento di un altro ordigno bellico per il quale sarà successivamente programmata la rimozione ed il brillamento. Fonte: http://www.corriereromagna.it/news/cesena/10554/Rimossi-e-fatti-esplodere-ordigni-bellici.html
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300 kg di bomba e seimila ciociari da evacuare: ecco dove
Alle 8 in punto del 15 marzo la bellezza di 6.000 ciociari residenti nei comuni di Monte San Giovanni Campano (Anitrella), Fontana Liri e Arpino, saranno evacuati per la rimozione di un ordigno di 300 kg risalente alla 2a Guerra Mondiale. Nell’articolo a firma di Ciro Altobelli e pubblicato su Ciociaria Oggi, leggiamo che l’operazione è coordinata dalla Prefettura di Frosinone e riguarda la bomba rinvenuta lo scorso 19 Dicembre in contrada Muraglione, nel Comune di Fontana Liri. L’ordigno bellico, scrive Altobelli, si trova «a pochi metri dalla strada regionale 82 e gli esperti hanno stabilito che la distanza minima di sicurezza è pari a 1800 metri». L’operazione dovrebbe essere completata in un paio d’ore. Fonte: http://www.arpino24.it/300-kg-di-bomba-e-seimila-ciociari-da-evacuare-ecco-dove-1492.html
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