Nel mare antistante Gela, a tre metri di profondità, palombari della marina militare italiana del Servizio difesa antimezzi insidiosi di Augusta (Siracusa) hanno trovato alcuni proiettili statunitensi da cannone risalenti al 1942. I militari intervenuti hanno spostato gli ordigni al largo e li hanno fatti brillare per distruggerli. Fonte: http://www.canicattiweb.com/2015/12/08/sicilia-trovati-nel-mare-di-gela-ordigni-statunitensi-della-seconda-guerra-mondiale/
Ognuno recita il proprio ruolo, immerso in quella divina sensazione di devozione allo scopo comune: la realizzazione di un'opera d'arte, che anche la bonifica bellica sa idealizzare.
Senato
biografiadiunabomba
lunedì 7 dicembre 2015
Trovati nel mare di Gela ordigni della seconda guerra mondiale
Nel mare antistante Gela, a tre metri di profondità, palombari della marina militare italiana del Servizio difesa antimezzi insidiosi di Augusta (Siracusa) hanno trovato alcuni proiettili statunitensi da cannone risalenti al 1942. I militari intervenuti hanno spostato gli ordigni al largo e li hanno fatti brillare per distruggerli. Fonte: http://www.canicattiweb.com/2015/12/08/sicilia-trovati-nel-mare-di-gela-ordigni-statunitensi-della-seconda-guerra-mondiale/
Francoforte, l’adolescente, la mamma e la bomba al Fosforo
Germania, Francoforte: durante le vacanze autunnali un ragazzino
utilizzando un cercametalli nella foresta Hanau-Wilhelmsbad, cerca chissà quali
tesori nascosti, invece trova un residuato bellico, l’adolescente forse lo
immagina innocuo. Anche i genitori che la guerra, forse, l’hanno studiata al
liceo credono che la possibile bomba sia stata inertizzata dal tempo. L’adolescente,
a ferie concluse, porta il residuato bellico in casa a Francoforte. Il tempo
trascorre, giunge l’inverno, il ragazzo attraverso una ricerca internet, scopre
che l’oggetto, il suo tesoro, altro non è che uno spezzone risalente alla
seconda guerra mondiale. La scoperta lo sconvolge, allerta la madre, quest’ultima
consiglia al figlio di chiedere spiegazioni ai Vigili del Fuoco, perciò
caricano l’ordigno all’interno di un vano dello scooter e insieme alla madre si
recano alla Caserma dei Vigili del Fuoco. Il pompiere che accoglie madre e
figlio alla vista dell’oggetto impallidisce, ordina al ragazzo di posare il
residuato bellico e nel contempo allerta gli specialisti che giunti sul posto
identificano l’ordigno: si tratta di un ordigno al Fosforo.
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| news.de |
Va ad arare un campo e scopre una bomba della Seconda Guerra Mondiale
VENEZIA - Sorpresa per un contadino di Jesolo: l’uomo ha
scoperto nel suo campo un residuato bellico. Il ritrovamento nel pomeriggio di
lunedì in un terreno di proprietà del contadino a via Fornera, in località Ca’
Fornera. Immediato l’allarme e sul posto sono arrivati i carabinieri e le
squadre dei vigili del fuoco di Jesolo, che hanno subito messo in sicurezza
l’aerea. Si tratta di un ordigno di artiglieria di circa 40 centimetri per 20
risalente alla Seconda Guerra Mondiale, ancora potenzialmente pericoloso. Della
situazione sono stati quindi informati anche gli artificieri della Questura,
che sono intervenuti per far brillare il proiettile. Avvenimenti di questo
genere sono relativamente frequenti nella provincia di Venezia e soprattutto
nel Veneto orientale, che durante il secondo conflitto mondiale subì diversi
bombardamenti. Di tanto in tanto queste bombe "rispuntano", a volte
inesplose, dopo essere rimaste celate per decenni sotto il terreno. Fonte: http://www.today.it/cronaca/ordigno-bellico-campo-jesolo.html
Triggiano, ordigni bellici inesplosi. Lafirenze: “Più chiarezza. La gente continua a farsi male”
Le guerre non finiscono mai. È il tema centrale dell’incontro di sabato 5 dicembre con le scolaresche del Liceo Cartesio di Triggiano sugli ordigni bellici inesplosi e i pericoli dei petardi nell’ambito della campagna nazionale “Conoscere per riconoscere”, promossa dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ad illustrare l’attuale scenario, in un territorio che ancora oggi porta i segni della seconda guerra mondiale conservandone centinaia di residuati bellici, è stato Giovanni Lafirenze, referente del dipartimento “ordigni bellici inesplosi” dell’Associazione e tecnico BCM (bonifica campi minati), il quale, introdotto dal professor Nicola Tenerelli, ha dedicato ampio spazio anche alla sensibilizzazione sui rischi dei petardi in vista delle festività natalizie. Fonte: http://bari.ilquotidianoitaliano.it/sociale/2015/12/news/triggiano-ordigni-bellici-inesplosi-lafirenze-maggiore-chiarezza-la-gente-continua-a-farsi-male-100489.html/
Rinvenuto un proiettile di mortaio nel bosco: intervengono i carabinieri
Un proiettile da mortaio, risalente probabilmente alla seconda guerra mondiale, è stato ritrovato nei sentieri del bosco a Montelupo Fiorentino. A fare la scoperta un gruppo di persone che stavano giocando a softair. A dare la notizia è il quotidiano ‘La Nazione’. Una volta rinvenuto il proiettile, circa 30cm di lunghezza, sono stati avvertiti i carabinieri di Empoli che hanno delimitato l’area e atteso gli artificieri. A questo punto si sta valutando se sia necessario far esplodere l’ordigno o rimuoverlo in altro modo: l’operazione sarà svolta nei prossimi giorni. Fonte: http://www.gonews.it/2015/12/07/montelupo-fiorentino-rinvenuto-un-proiettile-di-mortaio-nel-bosco-intervengono-i-carabinieri/
domenica 6 dicembre 2015
Genova, l’arsenale delle SS spunta in via Caffaro
Armi delle SS in un appartamento di via Caffaro. Residuati
bellici del primo e secondo conflitto mondiale nascosti a Genova e solo in
parte regolarmente denunciate. A trovarle e poi ad avvisare la Polizia è stata
la vedova di Nicola Merello, dopo che l’uomo è deceduto nello scorso giugno.
Nella loro abitazione erano custoditi custoditi antichi fucili, munizioni, mine
a pressione, lanciarazzi, pistole. Il tutto è stato naturalmente sequestrato. La
storia dietro la vicenda risale a 70 anni fa. Merello durante la guerra era
andato con la madre e la nonna a Sarissola. La sua casa era stata però occupata
dai nazisti che ne avevano fatto sede di un comando. Le Ss avevano fatto
arrivare le armi in un grosso cassone e lo avevano sistemato all’esterno
dell’abitazione. Il pensionato, allora appena 18enne, fece avvertire i
partigiani che le trafugarono. Una parte venne regalata allo stesso Merello, in
segno di gratitudine. Quel ragazzo le ha custodite fino alla morte. Fonte: http://www.genova24.it/2015/12/genova-larsenale-delle-ss-spunta-in-via-caffaro-99904/
NAPOLI:MARINA MILITARE, BRILLAMENTO DI RESIDUATI BELLICI RINVENUTI NEL PORTO
Ancora un altro ritrovamento di residuati bellici della seconda Guerra Mondiale nel porto di Napoli. Questa volta sono stati i subacquei della ditta incaricata dei lavori di ampliamento delle banchine dell’area est dello scalo partenopeo che hanno segnalato alla locale Guardia Costiera la presenza di strani oggetti sul fondale nei pressi del molo 69, dinanzi alla “darsena petroli”. Conseguentemente, la Prefettura di Napoli ha richiesto l’immediato intervento del “Nucleo S.D.A.I.” (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) di Taranto. I palombari dellaMarina Militare sono giunti a Napoli nella serata dello scorso venerdì 4 dicembre e nella prima mattina del giorno successivo hanno dato inizio ad una attenta ricognizione subacquea della zona. Durante la perlustrazione sono stati rinvenuti due proiettili da 155 mm., uno da 127 mm., una bomba da mortaio ed una carica di lancio da 105 mm. per un totale di circa 70 Kg di materiale esplodente. Questi oggetti, con le opportune precauzioni, sono stati radunati sott’acqua per essere poi trasportati, sempre sott’acqua e con l’ausilio di una motovedetta della Guardia Costiera di Napoli, a circa 2 miglia al largo del porto dove sono stati fatti brillare alle ore 13:26. L’attività dei Nuclei S.D.A.I. del Gruppo Operativo Subacquei di COM.SUB.IN della Marina Militare prosegue ininterrottamente da oltre sessant’anni e la loro operosità, a tutela del bene pubblico, risulta quanto mai preziosa e delicata anche perché il materiale esplodente non perde la sua pericolosità con il trascorrere dei decenni in mare: anzi, l’ossidazione delle spolette e degli inneschi, rende questo materiale ancora più pericoloso. Fonte: http://www.informatorenavale.it/news/napolimarina-militare-brillamento-di-residuati-bellici-rinvenuti-nel-porto/
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