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sabato 12 dicembre 2015

Romania, Munteni, è ormai sera, l’operatore del mezzo agricolo continua ad arare il terreno...


Romania, Munteni, è ormai sera, l’operatore del mezzo agricolo continua ad arare il terreno, la visibilità è ridotta, il buio padroneggia nel campo. Il contadino termina il suo lavoro, lascia il trattore sul posto e velocemente si avvia verso la propria abitazione. La mattina successiva un pastore mentre segue il suo gregge nota uno strano oggetto agganciato ad una lama del vomere meccanico. Il mandriano comprende che si tratta di un grosso residuato bellico risalente ad una guerra, forse l’ultimo conflitto mondiale, perciò allerta sia il contadino sia le autorità di pubblica sicurezza del luogo. Sul posto giungono gli artificieri che riconoscono l’ordigno, si tratta di una bomba d’aereo da 250 libbre ed è inauditamente agganciata al trattore.

venerdì 11 dicembre 2015

Napoli. Scoperti e fatti brillare ordigni della Seconda guerra mondiale


Ordigni bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, scoperti nei giorni scorsi nel porto di Napoli da una delle ditte impegnate impegnate in rilievi sul fondale propedeutici al dragaggio, sono stati recuperati e fatti brillare oggi da un team specializzato della Marina Militare. Le segnalazioni sulla presenza degli ordigni riguardavano tre differenti punti del porto partenopeo uno dei quali si trova nelle vicinanze del molo Angioino, dove attraccano le grandi navi da crociera. La ricognizione dei palombari della Marina Militare hanno consentito di individuare tre proiettili di grosso calibro e una bomba da mortaio per complessivi 80 chilogrammi di materiale esplodente. Dopo la scoperta, il tratto di mare, attraversato abitualmente anche dai transatlantici, è stata inibito alla navigazione per tutta la giornata di ieri per motivi di sicurezza. Fonte: http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/napoli._scoperti_e_fatti_brillare_ordigni_della_seconda_guerra_mondiale/notizie/1729824.shtml
Rinvenimento precedente

mercoledì 9 dicembre 2015

Ordigno bellico vicino al centro commerciale, interviene l’esercito


SAN SALVO. Gli artificieri dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia, unità specialistica alle dipendenze della Brigata Pinerolo, hanno provveduto in mattinata al disinnesco e neutralizzazione di un ordigno bellico, risalente al secondo Conflitto Mondiale rinvenuto in un terreno agricolo nei pressi del locale centro commerciale nel comune di Montenero di Bisaccia (CB).
L’ordigno, una granata di artiglieria da 94mm del tipo HE di fabbricazione inglese, è stato stabilizzato e messo in sicurezza grazie al tempestivo intervento del team EOD (Explosive Ordnance Disposal) della Caserma “Sernia” di Foggia. La granata è stata rimossa e trasportata in località San Biase presso la cava Molino per il successivo brillamento.
Presenti sul posto il Sindaco di Montenero di Bisaccia, i carabinieri, la polizia municipale e gli operatori sanitari che hanno creato la cornice di sicurezza necessaria alla neutralizzazione dell’ordigno.

L’Esercito, grazie alla capacità “dual-use” (capacità di operare con le autorità civili a favore della cittadinanza e quella operativa espressa nelle missioni internazionali) dei Reparti dell’Arma del Genio, è in grado d’intervenire in ogni momento, in tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale, in interventi di pubblica utilità. Fonte: http://www.termolionline.it/196915/ordigno-bellico-vicino-al-centro-commerciale-interviene-lesercito/

martedì 8 dicembre 2015

L'Italia degli uomini anti-mine


di Claudio Monici
Sembrava uno scaldabagno, vecchio e arrugginito. Un pezzo di ferro, inutile e gobbo. Un solo istante e lo sguardo di chi passava da quelle parti immediatamente si lustrava di fredda attenzione e non poca agitazione, quando la sorpresa si svelava in tutta la sua potenza. Quel cilindro bruno e incrostato dal tempo, altro non era che una bomba d’aereo. Inesplosa, 'dormiente' dalla Seconda guerra mondiale. Una bomba di fabbricazione tedesca, 220 chili di esplosivo, per un totale di 550 chilogrammi. Ancora pericolosa come settanta anni fa quando venne sganciata da un bombardiere della Luftwaffe. Non sono trascorse che una manciata di settimane dal rinvenimento nel fiume Ticino, in località Bosco di Vedro, nel comune di Turbigo, della bomba tedesca, che un’altra bomba d’aereo, di fabbricazione inglese, del peso di 250 libbre, poco più di 113 chili, veniva individuata (dal 2011 già cinque bombe sono state rivenute in zona) durante uno scavo, nei pressi dello scalo ferroviario di Brescia. Quasi non passa giorno che il sottosuolo della storia non ci restituisca un pezzo di guerra. Le guerre non uccidono soltanto quando sono combattute dai protagonisti diretti di queste inutili tragedie, militari e civili che ci vanno di mezzo: colpiscono anche in tempo di pace. Quando tutto sembra dimenticato e scordato, ecco che bombe d’aereo, bombe a mano, mine-antiuomo, razzi per mortai, proiettili di vario calibro, materiale bellico inesploso, riservette nascoste o dimenticate in cantina, riemergono dal passato con tutto il loro potenziale di morte intatto. È difficile che l’esplosivo perda le sue caratteristiche nel tempo. «Beh, i nostri artificieri si sono imbattuti anche in situazioni grottesche. Come quando sono intervenuti per rimuovere delle bombe a mano, funzionanti e ben lucidate, esposte come ninnoli, dove? Sulla mensola del camino di un appartamento – è l’introduzione resa dal colonnello Ivan Cioffi, comandante del 10° reggimento Genio guastatori di Cremona, uno dei 12 reggimenti del Genio disposti sul territorio nazionale con, tra l’altro, l’incarico affidato a circa 300 artificieri alle bonifiche belliche –. I riaffioramenti avvengono di solito là dove un tempo c’erano campi di battaglia. Località che l’opera dell’uomo oggi ha trasformato e modificato urbanisticamente: per lo più stazioni ferroviarie, aeroporti, ponti, aree industriali». Quantificare il numero totale di residuati delle due Grandi guerre ancora sparsi qua e là in giro per lo Stivale, sottoterra o sotto il mare, è impresa ardua. Dopo le battaglie non si tengono registri contabili su quanto e quale materiale bellico è stato sparato e quanto non è andato distrutto. Ci si affida alle stime: «Numeri che non ci dicono nulla, ma certo la minaccia resta attuale – avverte il colonnello Cioffi –. Possiamo dire che negli ultimi 10 anni, secondo i dati di 'Rapporto esercito abbiamo viaggiato su una media annua tra i 2.500 e i 2.800 interventi della Forza armata. Questo non significa che un intervento è uguale a un ordigno. Ci sono situazioni in cui ci si trova davanti anche a decine di bonifiche in un sol colpo». Il sergente Francesco Zarra è specialista Eod ( Bonifica ordigni esplosivi, ndr), «una scelta di vita» che dal 2003 gli ha messo alle spalle qualche migliaio di ordigni distrutti con le sue mani e il suo team. Racconta che «non è come nei film», con il dubbio che sta se tranciare il cavo blu o quello rosso: «Gli ordigni bene o male li conosciamo tutti. È la bonifica, prima di tutto, che richiede una accurata preparazione e che tenga conto di tutto ciò che deve stare in sicurezza, persone e cose: evacuazione della popolazione, interruzione del traffico ferroviario o di quello aereo. Protezione di linee elettriche o condutture del gas o idriche. Paura? No. Ma non provarla non significa non avere rispetto e attenzione in quel che si sta facendo. Perché la paura è per gli altri: mettere a repentaglio la vita altrui. Per assurdo è più sicuro trovare una bomba d’aereo, complessa da "risvegliare", che una bomba a mano. Immaginate i petardi inesplosi a Capodanno e quanti danni provocano alle persone». Il solo 10° reggimento Genio guastatori 132° brigata corazzata 'Ariete', ha giurisdizione sulla regione Lombardia, con l’aggiunta della provincia di Modena, e dal 2014 ad oggi i suoi 18 artificieri hanno condotto 195 interventi, bonificando 5.496 ordigni, di cui 618 bombe d’aereo. Ma complessivamente la Forza armata solo negli ultimi 10 anni ha bonificato oltre 30mila ordigni. «Più ci allontaniamo nel tempo e più il nostro intervento di bonifica dovrebbe andare a esaurirsi», conclude il colonnello Ivan Cioffi. Quello che aspetta Simona, 7 anni, figlia del sergente Zarra. Conosce tutto ed è pienamente consapevole del mestiere del padre. Se ne vanta anche un po’ con le sue amichette a scuola: «Papà va a togliere le bombe, per noi». Fonte: http://mobile.avvenire.it/Cronaca/Pagine/LItalia-degli-uomini-antimine-.aspx?path=Pagine%2F

Teano, (16 ottobre) ordigno bellico ferisce un bimbo, la notizia è lanciata oggi per altre ragioni


A Teano (Caserta), in località “Scalo” un bimbo di otto anni per raggiungere le sue pecore entrate all’interno di un capannone, mal recintato, nota tra la vegetazione alcuni oggetti. Per la verità il bimbo si trova all’interno dell’ex stabilimento “La Precisa Spa” fabbrica di ordigni bellici da esercitazione e combattimento chiusa per fallimento dal 1995. Il piccolo è subito attratto da numerosi oggetti sparsi al suolo in tutta l’area. Il pastorello raccoglie un oggetto che gli esplode tra le mani, il lampo dell’esplosione gli procura cecità, le schegge, gravi ferite all’addome, alle mani, il boato all’udito. A prestargli i primi soccorsi proprio i genitori che lo trasportano per mezzo del 118 all’ospedale di Teano, successivamente è ricoverato a Sessa Aurunca e infine al Santobono di Napoli. Questa vicenda, chiedereste è accaduta da qualche ora, al massimo da qualche giorno. Giusto ottima domanda a biografia di una bomba non può sfuggire un fatto tanto grave. Ma così non è. Questa tragedia è accaduta il 16 ottobre, la vicenda è stata resa nota perché è stata avviata un’azione legale contro i nuovi proprietari dell’area. Altrimenti la storia di questo bimbo non l’avremmo mai conosciuta.   G.L.

Gioca e rigioca. Rigioca e smanetta, l’ordigno esplode.


Un quarantatreenne, in una officina di via Frasso a suo modo, gioca con una bomba da mortaio, residuato di una guerra, la seconda mondiale che, colma il sottosuolo  della sua Regione, la sua Provincia di bombe inesplose. Gioca e rigioca, rigioca, smanetta e rismanetta, l’ordigno esplode. L’uomo è stato subito soccorso dal 118 e trasportato a codice rosso, presso l’Ospedale F. Spaziani. Le indagini in corso sono anche rivolte a stabilire la provenienza della bomba esplosa e di altri ordigni rinvenuti durante il soccorso medico. Il punto a Mezzogiorno, testata web, conferma che nel luogo dell’esplosione i Carabinieri durante la perquisizione trovano due residuati bellici già svuotati altri Intatti. Sembra che l’uomo avrebbe voluto utilizzare l’esplosivo per creare cartucce da caccia o assemblare potenti botti di fine anno. G.L.
ilpuntoamezzogiorno.it

CASTRO DEI VOLSCI – ORDIGNO BELLICO CAUSA DELL’ESPLOSIONE


Esplosione in un garage a Castro dei Volsci, un uomo di 43 anni resta ferito gravemente. L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata di oggi in via Frasso. Secondo i primi accertamenti effettuati dai carabinieri intervenuti sul posto, l’uomo stava armeggiando con un ordigno da mortaio quando è avvenuta l’esplosione. Non ci è dato sapere in che modo stesse impiegando quella bomba. Forse voleva realizzare delle munizioni per la caccia. All’interno del garage sono stati trovati altri due ordigni bellici. L’uomo è stato soccorso dai medici del 118 che lo hanno trasportato in ambulanza presso l’ospedale <F. Spaziani> di Frosinone. Il paziente che è stato intubato è stato ricoverato con codice rosso. Indagini tutto campo dei militrari per accertare la provenienza di quelle bombe. Intanto i genitori del 43enne che vivevano insieme al figlio sono stati trasferti per ragioni di sicurezza nella casa di un parente.
Mar. Ming.
Fonte: http://www.tg24.info/castro-dei-volsci-ordigno-bellico-causa-dellesplosione/
tg24.info