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martedì 14 aprile 2015

Ladispoli, alunni della Corrado Melone hanno partecipato ad una manifestazione contro le mine e ordigni bellici inesplosi


di Sara Agnelli III M

Giovedì 9 Aprile 2015 io, la mia classe ed altri alunni abbiamo assistito a una manifestazione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi a Roma, presso l’Auditorium della Casa Madre dei Mutilati d’Italia. Si è trattato dell’evento “Conoscere per Ri-conoscere, viaggio nelle scuole d’Italia e di Gaza” in occasione della Giornata Mondiale per la promozione e l’assistenza all’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, organizzata dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ONLUS in collaborazione con il Comitato Italiano per l’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi.
Appena entrati in questo edificio, a destra era presente un’iscrizione che mi ha colpita particolarmente: “Dalla celebrazione del milite ignoto deve cominciare il nuovo periodo della nostra storia altrimenti meglio sarebbe non turbare il sonno senza risveglio dei morti che presidiano per secoli i confini della patria. Dal popolo d’Italia XXI Novembre MCMXXI.” Accompagnata a questa inscrizione molto bella vi era un’immagine che simboleggiava la gloria. Oggi nel mondo purtroppo la gloria, spesso equivale, alla vittoria di una guerra.
“Ogni volta che si inizia una guerra non la si finisce mai”.
Queste sono le parole iniziali di un discorso di un Assistente Tecnico B.C.M. (Bonifica Campi Minati), durante un documentario che abbiamo visto all’inizio della manifestazione per introdurci l’argomento trattato: la campagna di sensibilizzazione relativa agli ordigni bellici inesplosi che prenderà il via nelle scuole italiane il prossimo anno. In questo filmato scorrevano immagini ed interviste; in particolare sugli eventi di ritrovamento di mine e ordigni inesplosi, ma ancora funzionanti, costruiti più di settant’anni fa oppure addirittura di cento anni fa che colpiscono le generazioni più moderne.
Purtroppo, abbiamo appreso che il nostro Paese è ancora colmo di ordigni di origine bellica inesplosi e molte volte cittadini totalmente innocenti vengono colpiti, mutilati o perdono la vita. Basta digitare su Google “ordigni inesplosi scoperti” per accorgerci che quasi quotidianamente se ne ritrovano ancora!
Spesso quando gli Assistenti B.C.M. vanno nei campi per togliere o rendere innocui questi oggetti, vedono decine e decine di ragazzi a giocare con totale serenità su questi suoli disseminati da mine.
Purtroppo ancora oggi, persone trovano questi oggetti con forme strane e spesso colorate, che inducono alla curiosità dell’individuo di scoprire di cosa e si tratta e quindi lo si maneggia, fino a che esplode.
Un avvenimento simile è accaduto ad un ragazzo poco più grande di noi presente in sala, Nicolas.2013, Novalesa tre ragazzi di quindici anni erano in un campo a preparare il suolo per la produzione di patate. Si accorsero della presenza di un oggetto, simile ad un barattolo colorato. Quell’oggetto era una bomba a mano, lanciata durante la Seconda Guerra Mondiale, che è esploso, provocando gravi danni al corpo, un ragazzo è stato privato della vista e della mano.
Dopo aver ascoltato il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Associazione Mutilati Invalidi Civili di guerra. Egli è stato privato della vista all’età di nove anni, quando trovò insieme ad un altro bambino di circa sette anni, una penna che al sole brillava. Essi all’epoca decisero di spartirsi ciò che avevano ritrovato, come se fosse un tesoro prezioso. Cercarono di dividerla, ma con le loro mani piccole non ci riuscirono del tutto, così presero una pietra di piccole dimensioni e quando premettero sull’oggetto questo esplose, privando di una mano il bambino più piccolo e della vista Giuseppe. Il Presidente Castronovo ci ha fatto un discorso molto bello, che approvo completamente, dicendo che noi adolescenti siamo la luce e la speranza e abbiamo il compito di costruire le fondamenta per le generazioni future. Dobbiamo nutrire questo impegno, ed è la ragione che deve guidare i nostri comportamenti, senza affidarci all’istinto e alla violenza; esse portano solo morte e mutilati. Noi dobbiamo costruire la pace, perché essa porta la libertà, la giustizia, la democrazia. La parola guerra deve essere abolita. Essa è un’offesa alla cultura, alla ragione, all’intelligenza, alla sensibilità e all’umanità.
Successivamente abbiamo ascoltato il Vicepresidente del Senato on. Linda Lanzillotta, che ha detto che è molto più economico spendere per sminare il territorio, che sostenete le spese ed il dolore per curare e mantenere chi viene mutilato. Quindi ha parlato il Senatore Giuseppe Marinello, presidente Commissione Ambiente e Territorio, poi Lucia Coraci e il Rappresentante dell’Agenzia per rifugiati palestinesi che hanno tutti toccato con piena sensibilità ed esaustività gli argomenti bellici attuali in particolare nei pressi della città di Gaza. Quindi un responsabile di sicurezza per conto dell’URNWA, ci ha raccontato attraverso alcune slides come è composta questa organizzazione internazionale, in cosa consiste e gli interventi effettuati a Gaza.
Questo argomento è stato abbracciato anche da Hani Fagawi, membro dell’UNMAS (United Nations Mine Actions), una delle agenzie dell’ONU, attraverso un collegamento Skype, illustrandoci attraverso immagini e testi ciò che l’organizzazione svolge.
Dopo la testimonianza di Nicolas Marzolino, il ragazzo ferito dall’esplosione di una bomba a mano a Novalesa e del suo papà, Raphael Dallaporta ci ha mostrato il suo nuovo book fotografico intitolato “Antipersonnel”, riguardante gli ordigni bellici inesplosi e la loro pericolosità.
Molto interessante è stato il discorso del Capitano Zonzini che ci ha parlato dell’argomento in modo approfondito, in particolare soffermandosi sui ruoli fondamentali che le Forze dell’Ordine svolgono, e, dalle azioni principali che dobbiamo fare nel caso trovassimo un oggetto di cui non ne sappiamo la provenienza e di cosa si tratti.
A chiudere l’incontro è stato infine Giovanni Lafirenze che ha parlato del suo libro “La mia bonifica. Ordigni inesplosi nei conflitti mondiali in Italia” che ciascuno di noi ha avuto in regalo.
Mi è piaciuta moltissimo questa esperienza perché ho appreso tante cose importanti ed in particolare sono rimasta colpita dalla maniera limpida, dolce, diretta con la quale Giuseppe Castronovo ha condotto il suo discorso, nonostante abbia toccato argomenti duri e forti.
Ringraziamo il Preside, i nostri docenti, il Sindaco Paliotta e l’Associazione promotrice dell’evento che ha messo a nostra disposizione un pullman per recarci a Roma (e che ci ha fornito anche un cestino per il pranzo al sacco).

Fonte della notizia : Terzobinario
Fonte:http://www.newmediamagazine.it/ladispoli-alunni-della-corrado-melone-hanno-partecipato-ad-una-manifestazione-contro-le-mine-e-ordigni-bellici-inesplosi-19436.

newmediamagazine.it

Commedia in due atti: Ordigno bellico nella ciclabile, il sindaco lo sposta in una buca


Sembrerebbe una vicenda alla Stanlio e Ollio o se preferite alla Gianni e Pinotto, anzi visto che la storia accade nel Bel Paese potremmo rievocare e giustamente ogni forma d’italico umorismo nazional-popolare. L’assurda novella è presentata il 13-04-2015 a Sandrigo Provincia di Vicenza. Il primo atto si apre con il solito geniaccio che per ragioni “oscure” al pubblico decide d’abbandonare una bomba da mortaio in un pozzetto dell’acquedotto scoperto e situato all’interno di una pista ciclabile. La scena è ben diretta gli spettatori  la percepiscono con sensazioni diametralmente opposte, c’è chi ride per la non credibile presenza di un pozzetto aperto e non segnalato all’interno di una pista ciclabile, altri si commuovono per l’audacia del personaggio senza più bomba. Il palcoscenico si riempie di altri attori, sembrano spaventati dall’ordigno e chiamano i Carabinieri. Questi ultimi in un lampo superano le quinte, recintano il tombino con bomba, come si dice, mettono in sicurezza l’area infine e sempre per motivi legati all’incolumità delle persone allontano le comparse sul palco. Dalla platea partono potenti applausi il pubblico è soddisfatto, gli attori ringraziano, la sala s’illumina. I presenti divisi per gruppi discutono animosamente <<le bombe non si spostano e non si buttano né tra tombini né altrove>> urla un signore. << non è vero, non è vero, ma quali bombe ormai a distanza di tanti anni sono solo dei fastidiosi pezzi di ferro arrugginiti>> gli fa eco altro spettatore. In sala le luci si affievoliscono, le tende si spalancano, è l’inizio del secondo atto.
Sul palco è visibile la pista ciclabile, la presenza del tombino è individuabile dal nastro segnaletico messo a bella posta dai Carabinieri. Il pubblico applaude. All’improvviso entrano due attori il primo bruno, altezza media, piuttosto magro  spiega << ecco signor Sindaco, la vede la bomba>>
<<certo che la vedo è pure recintata, i Carabinieri hanno chiuso la ciclabile per questo pezzo di ferro>> risponde il secondo attore, capelli corti grigi, barbetta occhio furbo.
<< solo per ragioni di sicurezza signor Sindaco, solo per ragioni di sicurezza, questi ordigni possono ancora esplodere>>. In sala il pubblico è nel panico.
<< ma che dici, ma che dici, ma quale bomba, ma quale sicurezza, ora ti faccio vedere io come si fa>> il Sindaco attore si china con forza afferra la bomba da mortaio.
<< Sindaco non lo faccia, oltre a creare, produrre pericolo commette un reato, i Carabinieri hanno recintato l’area. Il suo è un reato penale e civile>> supplica l’amico dell’attore Sindaco, ma la risposta di quest’ultimo è immediata <<ma quale reato io sono il Primo cittadino, comando io, dammi quella pala che sotterriamo questo residuato in quel campo agricolo>>  Il pubblico ride, applaude dal fondo del teatro parte una ola che si trasforma in una standing ovation tutta per lui. Il secondo atto è terminato, la commedia non del tutto.
La gente è appagata dalla storia dei due protagonisti principali. Il tizio che butta la bomba nel tombino e dall’attore sindaco che dopo l’intervento dei Carabinieri la sposta. La gente si disperde, chi torna alle proprie case, chi si rifugia nei bar, chi si ferma a chiacchierare in piazza. Da un vicolo la voce di un bambino
<<papà, papà, ma l’altro giorno è venuto a scuola un signore che ha spiegato a tutti che gli ordigni sono pericolosi, che la gente ancora oggi si fa male con queste bombe>>
<< ahahahah piccolo mio quella è gente che non sa che fare e perde tempo a raccontare frottole a voi studenti, il messaggio che attraverso questa commedia  il sindaco rivolge ai propri cittadini trasmette il vero, unico significato, le bombe delle guerre passate si possono spostare come e quando si vuole>>
<< hai ragione papà, infatti il signore che è venuto a scuola con tanto di manifestini raffiguranti tanti tipi di ordigni sembrava pure un po’ mona>>

Giovanni Lafirenze 
lapiazzaweb.com

Ordigni bellici fatti brillare sul Montalbano. Erano stati ritrovati a Piccaratico e Sovigliana



Artificieri dell’esercito in azione oggi, martedì 14 aprile, nelle campagne di Vinci. Stamani infatti erano programmate delle operazioni di recupero e distruzione di alcuni ordigni bellici ritrovati nelle scorse settimane. In particolare si trattava di far brillare alcuni proiettili di artiglieria, ritrovati in zona Piccaratico durante alcune operazioni di movimento terra, e altre munizioni recuperate da alcuni appassionati di metal detector in via Pietramarina a Sovigliana, vicino alle Industrie Bitossi. Gli artificieri sono stati scortati dalla polizia municipale fino alla località Le Croci sul Montalbano dove sono stati fatti brillare gli ordigni. Fonte: http://www.gonews.it/2015/04/14/vinci-ordigni-bellici-fatti-brillare-sul-montalbano-erano-stati-ritrovati-a-piccaratico-e-sovigliana/

Bomba sulla ciclabile, il sindaco col badile la mette in sicurezza


SANDRIGO – (Gz) Pur di non dover chiudere per questioni di sicurezza la pista ciclabile il sindaco Giuliano Stivan s’è occupato personalmente di spostare un ordigno bellicorinvenuto ieri proprio ai margini del percorso che unisce Sandrigo ad Ancignano. La presenza della bomba, probabilmente un proietto da mortaio della seconda guerra mondiale lungo circa 35 centimetri, è stata segnalata intorno a mezzogiorno da un passante all’interno di un pozzetto per lo scarico delle acque scoperto, abbandonata con tutta probabilità da qualcuno che voleva disfarsi di un ingombrante souvenirsenza dover dare troppe spiegazioni. Gli operai del Comune, dopo l’intervento dei carabinieri della locale Stazione, hanno provveduto a mettere in sicurezza l’ordigno posizionandogli attorno alcuni sacchi di sabbia e recintando la zona. Troppo vicino però alla ciclabile: così quando il primo cittadino di Sandrigo è arrivato sul posto ha imbracciato una pala ed ha scavato una buca in un campo a distanza di sicurezza dove il proiettile d’artiglieria è stato definitivamente posizionato in attesa dell’arrivo degli artificieri per la bonifica. Fonte: http://www.ilgazzettino.it/VICENZA-BASSANO/PROVINCIA/sandrigo_sindaco_giuliano_stivan_bomba_badile/notizie/1295433.shtml
ilgazzettino.it

lunedì 13 aprile 2015

Inciampa in una bomba inesplosa


SAN BIAGIO DI CALLALTA Stava passeggiando lungo i campi adiacenti la Postumia, dietro l'ex distributore Tamoil di San Biagio di Callata, quando vicino al piede ha trovato un ordigno bellico inesploso della prima guerra mondiale. Protagonista della vicenda Alvise Fioravanti, titolare dell'omonima azienda agricola che sorge proprio nei terreni a lato della statale. Era sabato pomeriggio, Fioravanti era con un agricoltore quando hanno rinvenuto la granata, intatta e carica, tra le zolle del terreno appena lavorato. Come era arrivata lì visto che il greto del Piave e il terreno dove altre volte erano stati rinvenuto ordini era assai distante? Difficile a dirsi: «forse trasportato da qualche mezzo agricolo» dice Fioravanti, «il che rende ancor più problematica la cosa visto quanti sono i mezzi che lavorano qui... e visto che questo ordigno come altri era ancora carico». Il timore di un incidente è alto. I carabinieri, immediatamente intervenuti sul posto, hanno messo in sicurezza la granata in attesa degli artificieri che interverranno probabilmente già oggi per recuperare la piccola bomba e trasportarla in un luogo sicuro per farla esplodere. Due giorni fa, a Falzè di Oderzo, sempre in un campo, era stato rinvenuto un altro ordigno risalente alla Grande Guerra. (f.d.w.) Fonte: http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2015/04/13/treviso-inciampa-in-una-bomba-inesplosa-12.html?ref=search

Bomba inesplosa in via Bicocchino fatta brillare dagli artificieri


di Stefano Salomoni

La sorpresa, e anche la paura, del proprietario del terreno intento a pulire un fossato di scolo in via Bicocchino, a Imola, è stata grande. Dal sottosuolo, da una profondità di circa un metro, è emersa una bomba, residuato bellico della seconda guerra mondiale. Le dimensioni erano ridotte, circa 9 centimetri di larghezza per 35 di lunghezza, ma l’ordigno presentava ancora la spoletta inserita e quindi poteva esplodere. La telefonata al 113 ha fatto intervenire gli agenti della polizia di Stato che hanno isolato la zona. Il nucleo artificieri ha poi provveduto a farla brillare, sempre nella stessa mattinata. La tipologia sarebbe di quelle bombe che durante il secondo conflitto mondiale gli aerei sganciavano in prossimità delle stazioni ferroviarie e lungo i binari per impedire gli spostamenti e le comunicazioni via treno. Fonte: http://www.nuovodiario.com/2015/04/13/bomba-inesplosa-in-via-bicocchino-fatta-brillare-dagli-artificieri/

nuovodiario.com


Torna sul lido la bomba d’aereo inesplosa


CASALBORDINO. La mareggiata di marzo l’aveva risucchiata e portata al largo. Ieri i marosi hanno restituito la bomba d’aereo inesplosa finita sulla battigia una prima volta a fine febbraio e poi sparita. L’area è transennata dall’Ufficio circondariale marittimo (Circomare) di Vasto. Motivi di sicurezza impongono l’interdizione di un lungo tratto di spiaggia a Casalbordino lido, a nord del litorale, a cento metri dalla statua della Madonnina. La bomba d’aereo inesplosa risale alla Seconda guerra mondiale. Dopo il suo rinvenimento, il comandante del Circomare, Giuliano D’Urso, ha allertato gli artificieri sperando che possano raggiungere il litorale casalese prima del ponte del 25 aprile. I cittadini e gli operatori sollecitano le autorità preposte a recuperare prima possibile il residuato bellico restituendo la spiaggia a residenti e turisti. La bomba d’aereo è l’ennesima riaffiorata nel Vastese. L’ordigno inesploso ha un diametro di circa 50 centimetri ed è lungo un metro. L’autorità marittima, avvertita del fatto ieri mattina, ha disposto immediatamente la recinzione dell’area in attesa delle operazioni di disinnesco. A nessuno è consentito avvicinarsi per motivi di sicurezza. Negli ultimi dieci anni sono una dozzina le bombe tornate in superficie e altrettante sono state ritrovate sui fondali marini del comprensorio vastese. L’ordigno, che pesa circa 250 libbre (128 chilogrammi circa) probabilmente sarà trasferito in una cava a Fossacesia, sotterrato ad almeno quattro metri di profondità e fatto brillare ricorrendo all’utilizzo di una carica di esplosivo. (p.c.) Fonte: http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2015/04/12/news/torna-sul-lido-la-bomba-d-aereo-inesplosa-1.11225876 
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