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domenica 12 aprile 2015

Porta a casa una bomba, la figlia scopre che poteva esplodere


TREVISO - Ha trovato una bomba della seconda guerra mondiale nei campi. Un agricoltore di Faè di Oderzo non ci ha pensato su neppure un attimo: se l’è portata a casa sistemandola in cortile: L’ordigno però era inesploso: è stata la figlia (nella foto) a chiamare i carabinieri, che hanno raccomandato di lasciare l’ordigno in un posto sicuro e protetto, in attesa dell’arrivo degli artificieri di Udine. «Papà - racconta la figlia Giulia - era convinto al cento per cento che fosse un bossolo, non aveva capito che la bomba era inesplosa». Fonte: http://www.etalia.net/articles/a247b77a1-e70d-4c96-9bd2-f96cee1f92de
etalia.net

In Italia migliaia di ordigni inesplosi: chiesta la bonifica sistematica


Nei primi tre mesi del 2015 sono già cinque le persone rimaste ferite dagli ordigni inesplosi disseminati sul territorio italiano, ogni anno se ne trovano oltre 60mila. E’ necessaria una bonifica sistematica, e non solo occasionale. A sottolinearlo all’Adnkronos è l’avvocato Roberto Serio, segretario generale dell’Anvcg, l’Associazione nazionale vittime civili di guerra. “Il numero di ordigni bellici che vengono trovati ogni anno in Italia è in media superiore ai 60mila – dice Serio – Questi sono dati ufficiali del ministero della Difesa. L’anno scorso c’è stato anche un decesso. In seguito alle ferite provocate dall’esplosione di un ordigno bellico è morto un uomo nel bellunese. Inoltre sia nel 2013 che nel 2014 abbiamo registrato casi di gravi ferimenti a due cifre che riguardano per la maggior parte minori, operai e collezionisti”. Sul fronte della bonifica del territorio, afferma il legale, “ultimamente la situazione sta leggermente migliorando. Il grosso della bonifica bellica è stato fatto negli anni immediatamente successivi alla fine del secondo conflitto mondiale ma ovviamente con gli strumenti dell’epoca che non erano in grado di intercettare ad esempio ordigni a una certa profondità e che negli anni stanno venendo fuori”. “La cosa importante – sottolinea – è che la bonifica venga fatta con maggiore sistematicità. E’ la cosiddetta ‘bonifica sistematica’. Attualmente, nel momento in cui si costruiscono le fondamenta di un palazzo o si fanno dei lavori infrastrutturali e vengono fuori degli ordigni, vengono chiamati i reparti specializzati che effettuano le cosiddette bonifiche occasionali. Quello che noi diciamo da tempo è che andrebbe ampliata la bonifica sistematica”. “Nel momento in cui in un posto si trovano determinati tipi di ordigni – spiega il segretario generale dell’Anvcg – è infatti probabile se non praticamente certo che in quel luogo ci sia stato un bombardamento o una battaglia. Quindi se c’è un ordigno è probabile che non sia l’unico e che l’intera zona sia interessata”. Le bonifiche costano ma “proprio come ha sottolineato il giovane Nicolas Marzolino si spende di più a fare le bonifiche sistematiche o a pagare poi indennizzi sotto forma di pensioni di guerra che hanno natura risarcitoria a soggetti che rimangono feriti? – dice Serio – Nicolas è diventato cieco ed ha perso una mano, il suo amico Lorenzo è rimasto cieco anche lui”. Inoltre, sottolinea l’avvocato Serio, “servono maggiore rigore e controllo su chi le bonifiche le effettua. Devono essere fatte solo da personale specializzato, se si lasciano totalmente nelle mani dei privati, qualcuno potrebbe avere interesse a farle un po’ alla buona”. Il segretario generale dell’Anvcg avverte sui rischi: “Ci sono delle imprese di lavori che quando scavano e trovano degli ordigni bellici anziché avvalersi di ditte specializzate che ovviamente hanno dei costi, magari fanno rimuovere gli ordigni per farli buttare da un’altra parte. Come si è fatto con l’amianto”. Per questo “sarebbe meglio che le bonifiche sistematiche venissero effettuate a monte direttamente da chi concede l’area e non da chi la prende in carico. Dunque deve farle lo Stato, non devono essere le ditte private a commissionarle. E’ vero che adesso si tende a delegare sempre di più il privato ma quando abbiamo a che fare con la sicurezza pubblica questa non la si può delegare”. L’Anvcg ha messo a punto una campagna informativa nelle scuole. “Stiamo perfezionando con il ministero dell’Istruzione un protocollo d’intesa che ci vedrà fianco a fianco il prossimo anno scolastico – dice il legale – per fare informazione e sensibilizzazione. Quell’informazione che se ci fosse stata avrebbe potuto e potrebbe evitare molti incidenti anche perché statisticamente quelli che si fanno più male sono gli studenti in età scolare, la cui curiosità e imprudenza li porta molto spesso ad avvicinarsi a questi ordigni, pensando magari che a distanza di tanti anni non possano più nuocere”. “Secondo i dati Unicef – conclude l’avvocato Serio – nel 2013 i morti nel mondo per ordigni inesplosi sono stati 3.308. Il dato comprende 1.112 bambini, 333 dei quali morti in seguito alle ferite. Se si calcola quello che accade qui in Italia a distanza di settant’anni dall’ultimo conflitto, quando gli ordigni erano comunque piuttosto obsoleti dal punto di vista tecnologico, si stima quanto potranno mantenere la capacità distruttiva quelli moderni”. Dall’Italia a Gaza, dove l’informazione sui rischi da ordigni inesplosi passa anche qui dai banchi di scuola. A spiegarlo all’Adnkronos è la presidente del Comitato italiano dell’Unrwa, Cayetana de Zulueta. L’Unrwa è l’agenzia Onu che assiste i rifugiati palestinesi. “Il progetto lanciato insieme all’Anvcg è una partnership di cui siamo molto felici. Questa storica associazione italiana ha proprio nella sua mission la prevenzione. La loro competenza e il loro consolidato rapporto con gli esperti italiani del settore consentono di avere un partner molto forte” dice de Zulueta. “A Gaza la situazione è particolarmente critica – sottolinea – e c’è un bisogno disperato di questo tipo di intervento, tant’è che le Nazioni Unite hanno attivato l’agenzia che ha il mandato specifico per lo sminamento, l’Unmas, accanto all’Unrwa”. “L’Unrwa lavora alla prevenzione attraverso le sue scuole – spiega de Zulueta – Prima formando insegnanti e poi trasformando gli alunni in potenziali formatori a loro volta nelle famiglie”. Una formazione rivolta al riconoscimento del pericolo pensata proprio per la fascia più giovane della popolazione, quella più a rischio di rimanere coinvolta in incidenti dovuti al contatto con residuati bellici. “Una delle attività principali dell’Unrwa, che attualmente assiste quasi 5 milioni di rifugiati palestinesi in cinque aree diverse (Gaza, Cisgiordania, Giordania, Libano e Siria) sono proprio le scuole che ammontano ormai a 700 con circa 500mila alunni – spiega de Zulueta – Sono scuole considerate di grande qualità nel mondo arabo e hanno la particolarità di essere frequentate per la metà da bambine e ragazze. A Gaza, una delle aree più popolose del mondo, ci sono 245 scuole dell’Unrwa, che insegnano a 230mila studenti”. “A Gaza un ragazzino di 10 anni ha già vissuto tre guerre. Nell’ultima, il conflitto dell’estate scorsa che è durato 52 giorni, sono stati uccisi 540 bambini. Mille dei 3mila bambini feriti rimarranno disabili per il resto della loro vita. Questo numero impressionante di bambini disabili rischia di crescere per l’altissima quantità di ordigni inesplosi – sottolinea la presidente di Unrwa Italia – A una prima ricognizione sono stati identificati 8mila ordigni inesplosi a Gaza ma è una stima per difetto”. Quanto alla Siria, “qui le scuole sono chiuse da parecchi mesi. Una delle aree più critiche è Yarmouk dove c’erano 150mila rifugiati palestinesi e si teme che ne siano rimasti quasi 18mila intrappolati tra i due fuochi della guerra civile siriana con un altissimo numero di bambini”. Fonte: http://www.strettoweb.com/2015/04/in-italia-migliaia-ordigni-inesplosi-chiesta-bonifica/267044/

Sotto il ponte c’era una bomba d’aereo


Una bomba d’aereo, residuato bellico del peso di 50 chili di cui 30 di esplosivo, è stata rinvenuta nei giorni scorsi proprio sotto il ponte al centro della località La Fiorana di Bando. Ieri mattina sono intervenuti i parà dell'8º reggimento genio artificieri di Legnago comandati dal capitano Giuseppe Laianca. Con estrema professionalità i parà hanno sollevato e caricato sul furgone l’ordigno, residuato della seconda guerra mondiale, e quindi l'hanno fatto brillare all'interno della tenuta Garusola di Filo. Su questo rinvenimento che ha visto la collaborazione dei carabinieri e polizia municipale di Argenta oltre che del personale del Consorzio di Pianura che ha abbassato il livello dell'acqua del canale e dei volontari della Cri, il capitano . Laiana ha tenuto a precisare che si tratta «di un ordigno italiano, spolettato e che, con ogni probabilità, sarebbe dovuto servire come carica per minare il ponte e annullare la ritirata (o l'avanzata, ndr) in quanto in questa zona lo scontro tra tedeschi e alleati è stato molto cruento».
Infatti, come riporta Rino Moretti nel suo libro “Argenta Gap”, proprio a 100 metri di distanza dal luogo del ritrovamento della bomba, era allestita una postazione tedesca, che massacrò circa 200 soldati inglesi rimasti impantanati con i loro carri armati anfibi sulla famosa canaletta.

«Non è da escludere - aggiunge il capitano Laianca - che possa essere stato un agricoltore che l'ha trovata in campagna e l'ha gettata nel canale. Anche in questo caso, ciò che è importante è la collaborazione dei cittadini che hanno avvisato le forze dell'ordine e loro ci hanno subito chiamato. Noi, come comando, per la messa in sicurezza del territorio, abbiamo la giurisdizione su 6 province e ogni anno effettuiamo circa 300 bonifiche e qui ad Argenta, siamo venuti altre volte ma in questo caso, si tratta di una bomba importante ed efficiente». (g.c.) Fonte: http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2015/04/11/news/sotto-il-ponte-c-era-una-bomba-d-aereo-1.11219409
lanuovaferrara.gelocal.it


MONREALE RITROVATO RESIDUATO BELLICO


di Maurizio Giordano 
MONREALE, Palermo In localit Bifarera nel comune di Monrerale (PA) stato rinvenuto un ordigno bellico inesploso risalente al secondo conflitto mondiale. Sul posto intervenuta una squadra specializzata del 4 Reggimento Genio Guastatori di Palermo che alle dipendenze della Brigata Aosta di Messina; i guastatori entrati in azione possiedono una particolare specializzazione EOD (Explosive Ordnance Disposal) ma sono più comunemente indicati come artificieri.
Il manufatto stato identificato dai militari come un proietto d’artiglieria italiano da 152 mm, l’ordigno stato rinvenuto in un pessimo stato di conservazione, motivo per il quale, essendo impossibilitati allo spostamento, stato distrutto nello stesso luogo di ritrovamento. Dall’inizio dell’anno gli specialisti dell’Esercito del 4 Reggimento Genio Guastatori di Palermo hanno portato già a termine 9 interventi di bonifica nel territorio siciliano, con il relativo disinnesco o distruzione degli ordigni rinvenuti.

Le capacità tecniche del personale ed i mezzi in dotazione all'Esercito garantiscono il prezioso intervento in caso di pubblica utilità e per la tutela dell'ambiente. In particolare, i reparti genio, grazie alle esperienze maturate nelle missioni estere ed all’elevata connotazione dual-use (capacità di cooperare con le autorità civili a favore della cittadinanza e quella operativa espressa nei teatri operativi), operano a favore della comunità nazionale sia in caso di pubbliche calamità, sia per la bonifica dei residuati bellici ancora ampiamente presenti sul territorio italiano. L'Esercito l'unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le forze di polizia, forze armate e corpi armati dello Stato. Fonte: http://www.timesinitaly.com/component/k2/item/2997-cronaca-a-monreale-ritrovato-residuato-bellico-per-la-bonifica-interviene-il-4-reggimento-genio-guastatori-dellesercito

sabato 11 aprile 2015

Bomba d’aereo “pescata” nel torrente Resia


di Gino Grillo
RESIUTTA. Anziché una trota “pescano” una grossa bomba, probabilmente d’aereo. Il fatto è accaduto sul torrente Resia: a trovare l’ordigno, presumibilmente della seconda guerra mondiale, alcuni pescatori che hanno avvertito i carabinieri della stazione di Moggio Udinese. «Quel tratto di torrente - racconta uno dei ritrovatori, il moggese Denis Filaferro - viene spesso frequentato per la pesca alla trota, in particolare marmorata e fario, tant’è che quando ho comunicato la notizia ai carabinieri, questi mi hanno risposto che già un altro pescatore poco prima aveva denunciato il ritrovamento». Denis così, prima di allontanarsi per sicurezza dal sito, ha preso la macchina fotografica e ha documentato la bomba inesplosa. A riportarla in un’area superficiale del torrente, probabilmente, è stata la pioggia che è scesa copiosa dai monti sovrastanti, smuovendo il letto del corso d’acqua. «La bomba - riprende Filaferro - si trova sulla parte destra del torrente, si tratta di un grosso ordigno, grande come una bombola di gas che si trova in un corso d’acqua profondo circa 40 centimetri». Il sito del ritrovamento pone alcune preoccupazioni: si trova infatti a una decina di metri dal ponte sulla statale di Resiutta, ma poche decine di metri più a valle si trova un pilastro dell’autostrada. I carabinieri, che hanno recintato la zona, attendono ora gli artificieri che con molta probabilità nei prossimi giorni sposteranno l’ordigno, in parte ancora in mezzo a ghiaia e sassi, lungo circa 70 centimetri, per farlo brillare in una zona più isolata senza mettere in pericolo la viabilità. Fonte: http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/04/10/news/bomba-d-aereo-pescata-nel-torrente-resia-1.11209063
messaggeroveneto.gelocal.it

Dall'Afghanistan ad Albisola, l'artificiere che ha domato la bomba a sangue freddo



Missione Compiuta. Ad Albisola lo scorso 9 aprile le operazioni di rimozione dell’ordigno bellico ritrovato nella zona dell’Uliveto sono andate a buon fine. A fare brillare la bomba della seconda guerra mondiale nella cava Beata di Luceto gli artificieri del 32° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito. La missione delicatissima, coordinata dal capitano Federico Salvador, è stata portata a termine secondo i piani.
A parte i problemi in fase di despolettamento (gli Artificieri non sono riusciti a rimuovere la spoletta anteriore e per questo é stato necessario effettuare la procedura di congelamento rallentando così le operazioni condotte dai militari sull'ordigno bellico) tutto si è concluso nel migliore dei modi. A raccontare i retroscena ilmaresciallo luogotenente Fabio Corpus, colui che ha custodito la bomba in fase di trasporto. Infatti, una volta terminata la fase di despolettamento, l’ordigno bellico è stato caricato sul camion Astra SM66.40 per essere portato alla cava di Luceto. Durante il percorso di trasporto la bomba è stata tenuta sotto controllo e custodita proprio da Fabio Corpus. “Il mio compito era tenere sotto controllo la bomba per verificare che l’azoto liquido utilizzato per congelare la spoletta non scendesse sotto al livello di guardia”. Sono state rigidissime le misure di sicurezza in tutte le fasi di rimozione di un ordigno.
Il maresciallo luogotenente Fabio Corpus ha alle spalle moltissime missioni nell’attività di artificiere: “Un lavoro impegnativo, pericoloso ma che porta tante soddisfazioni – racconta Corpus – Tra le mie missioni ricordo quelle in Afghanistan, Iraq, Albania, Mozambico, Bosnia, Libano. Quella che mi lascerà per sempre un segno nel cuore è stata l’operazione a Herat nel 2010, nella quale abbiamo perso cinque colleghi”. Fonte: http://www.savonanews.it/2015/04/11/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/dallafghanistan-ad-albisola-lartificiere-che-ha-domato-la-bomba-a-sangue-freddo.html
savonanews.it





Alatri – Rinvenuto un ordigno bellico in pieno centro


Rinvenuta una vecchia bomba nel cantiere di Via Urbano Sabellico relativo agli interventi del progetto “Contratti di Quartiere” che sta rimodernando alcuni scorci della cittadina ernica da qualche mese. Gli operai della ditta che sta eseguendo i lavori nei pressi di Porta San Nicola, ad est del centro storico, hanno, infatti rinvenuto nel primo pomeriggio di giovedì una bomba di circa 20 centimetri risalente con tutta probabilità al secondo conflitto mondiale. Sono stati allertati i Carabinieri della Compagnia di Alatri ed i tecnici comunali che hanno subito provveduto a transennare l’area e ad interdirla agli estranei nonché ai veicoli per precauzione. Si attende a breve l’intervento degli artificieri che dovranno provvedere o a far brillare la bomba oppure a portare via l’ordigno bellico. Dopo che gli specialisti dell’Arma avranno terminato il loro lavoro si potrà riprendere il normale iter dei lavori, assicurano dal Comune. Fonte: http://ciociarianotizie.it/popup/?url=http://www.tg24.info/network/alatri-rinvenuto-un-ordigno-bellico-in-pieno-centro/