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lunedì 24 agosto 2015

Bombe in spiaggia


Non è ancora affievolita la notizia dei bimbi in ferie a Burry Port nel Galles che confondono una mina risalente alla seconda guerra mondiale con una semplice vecchia boa. Quando in rete appare l’ annuncio che a Bredene (Belgio) altri due bimbi armati di paletta e secchiello mentre innalzano al cielo il loro castello di sabbia rinvengono un ordigno bellico appartenente all’identica guerra mondiale. E in Italia ? L’Italia per quando riguarda la prevenzione rivolta ai residuati bellici non è seconda a nessuno, ciò che penso e scrivo è riportato dalla cronaca che giunge da Cavallino-Treporti, località marina appartenente alla città metropolitana di Venezia: un bimbo emulo dei suoi nordici coetanei gioca con un ordigno spinto in spiaggia a Ca' Savio dalle maree. Le fonti non specificano per quanto tempo il piccolo abbia maneggiato la granata, tuttavia sono stati gli uomini della Capitaneria di Jesolo a liberare il piccino da quell’orribile giocattolo. Gli artificieri della Questura di Venezia ritengono (a dire della fonte) che l’ordigno non sia esploso perché bagnato, ma sarebbero stati sufficienti dieci giorni di sole per restituire alla bomba la propria capacità detonante. Perciò tutto bene ciò che finisce bene direte voi, tra l’altro penserebbero i bagnanti: << chi avrebbe immaginato una bomba in spiaggia>>. Niente affatto e aggiungo:   Il primo gennaio del 2013 è domenica mattina sulla spiaggia di Ca' di Valle qualcuno rinviene tre ordigni riportati sul bagnasciuga sempre dalla marea. In questo caso i primi ad intervenire sono stati i Carabinieri che mettono in sicurezza l’area e contemporaneamente allertano la Capitaneria di Porto di Jesolo responsabile demaniale. Il giorno successivo verso le 11 gli artificieri di Mestre liberano l’area dai residuati bellici. Il 10 maggio, stesso anno, gli artificieri eliminano numerose bombe, tutte risalenti all’ultima guerra mondiale, rinvenute in una zona del Canale Casson e segnalate dagli stessi residenti individuate tra la melma durante la bassa marea. Il 29 giugno del 2014 è sabato, numerose le persone presenti in spiaggia. Che spiaggia? Sempre Ca' Di Valle, ma questa volta il residuato bellico è trovato poco distante dalla torre del bagnino addetto ai salvataggi. Sul posto giungono Carabinieri, agenti della Capitaneria di Jesolo e della Questura di Venezia. Non è finita: il 13 gennaio 2015 i volontari della Protezione Civile rinvengono in spiaggia altro residuato bellico. Quale spiaggia? Ca' di Valle ovviamente. I ragazzi della P.C. allertano Capitaneria di Jesolo competente demaniale e Carabinieri. Questa è una breve cronaca dalla quale appare evidente quanto sia banale stupirsi per la vicenda della granata e del bimbo veneziano. Tutte le autorità sono al corrente del pericolo che proiettano i residuati bellici ai villeggianti in quel tratto di mare.  

Giovanni Lafirenze
ilgazzettino.it

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