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mercoledì 2 aprile 2014

Difesa, Alfano: Fare di più contro ordigni inesplosi


“Se non ci sono state tragedie ogni qualvolta si sia scoperta una bomba anche nel cuore delle nostre città, lo dobbiamo al sangue freddo e alla competenza dei nostri militari: mine e ordigni bellici continuano a uccidere come conferma anche l’Onu e l’Italia non è immune da questo fenomeno nonostante l’ultimo conflitto bellico risalga ormai a 70 anni fa. Occorre intervenire e soprattutto supportare le Forze Armate”. Lo dichiara il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano che domani 3 aprile 2014 alle ore 10.00, sarà presente nella Sala Nassirya del Senato, per il lancio della campagna di sensibilizzazione sul tema degli ordigni bellici inesplosi promossa dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, l’Ente Morale preposto per legge alla rappresentanza e tutela delle vittime civili di guerra italiane e dei loro congiunti.
Fonte:
http://www.ilvelino.it/it/article/2014/04/02/difesa-alfano-fare-di-piu-contro-ordigni-inesplosi/e5ed0450-ba24-4774-9fea-29cb8326c6a2/
Campagna sensibilizzazione sul tema degli ordigni inesplosi

Operai trovano ordigno bellico in un cantiere


Lunedì sera è stato fatto brillare un ordigno bellico risalente al secondo conflitto mondiale. La bomba è stata rinvenuta per caso da operai di una impresa edile durante gli scavi in un cantiere sito in via Massa Avenza. Subito è intervenuta la polizia che ha provveduto a mettere in sicurezza la zona e a rimuovere e fare brillare in una cava fuori città il proiettile d'artiglieria dagli artificieri giunti appositamente dalla questura di La Spezia. Per rimuovere l’ordigno c’è voluta tanta pazienza: le operazioni sono durate almeno un paio di ore. Il rischio che potesse esplodere era elevato. Gli artificieri comunque hanno seguito i lavori e poi sono intervenuti quando è stata raggiunta la zona isolata.
Fonte:http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2014/04/02/news/operai-trovano-ordigno-bellico-in-un-cantiere-1.8963988
Campagna di sensibilizzazione sul tema ordigni bellici inesplosi

Thailandia: maneggiano bomba Seconda guerra mondiale, 6 morti


(AGI) - Bangkok, 2 apr. - Una bomba della Seconda guerra mondiale e' esplosa in un magazzino di rottami metallici di Bangkok, uccidendo sei persone e ferendone altre 18. Il tragico incidente e' avvenuto mentre alcuni operai stavano tagliando l'ordigno con la fiamma ossidrica per aprirlo, credendo che fosse stato disinnescato. La deflagrazione ha distrutto il magazzino e ha danneggiato decine di case vicine. Il residuato bellico era stato rinvenuto in un cantiere edile e rivenduto al deposito di rottami, ha spiegato la polizia thailandese. Bangkok fu bombardata dagli alleati durante la Seconda guerra mondiale per rappresaglia alla decisione del regno thailandese di sostenere lo sforzo bellico del Giappone, consentendo il transito delle truppe del Sol Levante.
Fonte: http://www.agi.it/estero/notizie/201404021050-est-rt10048-thailandia_maneggiano_bomba_seconda_guerra_mondiale_6_morti
Campagna di sensibilizzazione sul tema ordigni bellici inesplosi

Compra casa e in cantina ​trova le armi dei partigiani


CAMERINO - Un vero e proprio arsenale di guerra, rinvenuto nell'ultimo posto in cui si pensava potessero nascondersi armi. Dev'essere stato un vero choc per un uomo di Camerino che si è trovato davanti agli occhi ordigni bellici, fucili semiautomatici e altre armi. E' quello che è accaduto nei giorni scorsi nell'immediata periferia di Camerino, in via Farnese. 
Un uomo che aveva da poco acquistato una abitazione nella zona è il protagonista dell'incredibile vicenda. In attesa di effettuare alcuni lavori di ristrutturazione aveva deciso di occuparsi personalmente della pulizia di una cantina. Ha iniziato a svuotare il piccolo deposito da tutto ciò che negli anni vi era stato accumulato, quando ad un certo punto, in una nicchia ben nascosta, all'interno di una cassetta in legno, ha scoperto cinque bombe a mano, due fucili semiautomatici ed altre armi. Tutto materiale evidentemente molto vecchio e presumibilmente rimasto lì dalla Seconda guerra mondiale. Non è escluso che a nasconderlo proprio lì potessero essere stati i partigiani durante la Liberazione, visto che dell'arsenale nascosto in cantina erano completamente all'oscuro anche i precedenti proprietari dell'abitazione. Saranno gli artificieri, nei prossimi giorni, a disinnescare le bombe o farle brillare e a rimuovere tutte le armi rinvenute nella cantina.

Fonte: http://www.corriereadriatico.it/macerata/camerino_cantina_armi_partigiani/notizie/605730.shtml
Campagna di sensibilizzazione sul tema ordigni bellici inesplosi

martedì 1 aprile 2014

Varese, aprile 1944: quando la morte pioveva dal cielo


I due attacchi sulla città avvenero in una fase particolarmente intensa della guerra aerea in cui l'intera forza delle aviazioni britannica ed americana si scagliava contro la potenza nazista. Nei cieli della Germania era in vigore con il piano Pointblank per schiacciare attraverso una guerra d'attrito il restante potere aereo della Luftwaffe e ridurre al lumicino la produzione di benzina avio, in Italia con l'operazione Strangle si mirava all'interdizione delle comunicazioni della Wehrmacht in vista della ripresa offensiva da Anzio e da Cassino in direzione di Roma - qualunque ferrovia, stazione, ponte, strada in direzione nord-sud, isolato o in mezzo a città, era un obiettivo. Poi, c'erano le fabbriche: a Varese quella dell'Aermacchi, che produsse alcuni tra i migliori caccia della guerra, come il Veltro, in numeri penosamente inadeguati, fra mille difficoltà di approvvigionamento e l'ostilità delle stesse maestranze, stanche del conflitto e desiderose di pane, pace e libertà. Varese era dunque un obiettivo non secondario, e tuttavia fin lì non era stata seriamente molestata: molti erano gli sfollati nella zona dal Milanese.

- Il primo bombardamento

Fu nella notte tra l’uno (sabato) e il due aprile (domenica) del 1944 che i varesini conobbero il terrore che veniva dal cielo, la pioggia di morte vomitata dai ventri dei bombardieri della RAF britannica. Inevitabilmente, nel buio dell'oscuramento totale e in tempi ben lontani dai "bombardamenti chirurgici" della propaganda d'oggi, la maggior parte delle bombe e degli spezzoni incendiari lansciati da aerei che volavano ad almeno 4000 metri per sfuggire alla flak (artiglieria contraerea) colpì soprattutto Masnago, dove aveva sede la Aermacchi, ma singoli ordigni finirono fuori zona di lancio anche di parecchio. Gli stabilmenti restarono quasi indenni nel primo attacco: non così le case e le vite di molti. In capo a 40 minuti il rione era una scena d'incubo, fra il rombo degli incendi e le grida d'aiuto dei feriti.
A Varese centro furono colpite varie vie principali, fino a via Staurenghi, via Sanvito Silvestro, Sant’Antonio alla Brunella, al carcere dei Miogni e viale Aguggiari; a Masnago il vecchio cimitero, la portineria di villa Bolchini, i parchi del Seminario e di villa Tosi, casa Bianchi, il monumento ai Caduti, il campo sportivo e la pista ciclistica; bombe e spezzoni caddero nelle campagne di Casciago, Casbeno, Velate, San Fermo e alle Bettole (Ippodromo).

- Le vittime

Alla fine morirono diciassette persone, e ci si dovette pure considerare "fortunati" date le circostanze.
Ecco l’elenco delle vittime: Ing. Vincenzo Ricci (maggiore dell'aeronautica di Salò, ucciso con tutta la sua famiglia a villa Bolchini), Lucia Pasini Ricci, Franca Ricci, Anna Maria Ricci, Maurizio Ricci, Ercole Bianchi-Bertuccia, Aldo Bianchi-Bertuccia, Giovanni Campiotti (altra famiglia distrutta, si salvò solo la bimba più piccola), Carolina Cadario Campiotti, Luigia Campiotti, Cesira Campiotti, Annunciata Lanella, Edilio Colombo, Giordano Uslenghi, Severino Bosoni, Andrea Galli. Per ultimo, tre giorni dopo morì il 21enne operaio intagliatore Orazio Frasca.

- Il secondo attacco aereo: tocca agli americani

Il primo bombardamento risultò per gli Alleati un fallimento: l'obiettivo, l'Aermacchi, era ancora in piedi. Laddove i britannici avevano fatto cilecca di notte, gli americani, stufi di quei fastidiosi caccia veloci con cui i pochi assi dell'Aeronautica Repubblicana (i Visconti, i Gorrini) li molestavano da Malpensa e Cameri, provarono con il loro sistema: bombardamento diurno "di precisione" affidato alleFortezze Volanti, gli affidabili, capienti e robustissimiB-17. Fu così che domenica 30 aprile, “poco prima di mezzogiorno”, riportano le cronache, che Varese udì nuovamente il rombo degli aerei alleati, il fischio terribile delle bombe e le esplosioni. Stavolta la Aermacchi fu colpita duramente (fermando definitivamente la già scarsa produzione di velivoli), come il vicino colle Campigli e, di nuovo, i Miogni; fuori bersaglio finirono alcuni ordigni che caddero nel rione Cantoreggio (dove l'intera famiglia Baratelli, mamma incinta, papà e due bambini, restò uccisa in aperta campagna mentre fuggiva in preda al terrore), a Schirannetta (sotto una cui cascina restò un'altra famiglia di cinque persone) e sull’edificio che ospitava il Laboratorio provinciale d’Igiene. Stavolta morirono ben 81 persone: molte nel parco circostante l'ospedale militare del Colle Campigli. Tragicamente, il direttore aveva chiesto qualche tempo prima di poter ridipingere in bella evidenza la croce rossa visibile dagli aerei (che per convenzione avrebbero rispettato l'ospedale, o almeno ci avrebbero provato) ma gli fu negato dalle autorià repubblichine perchè la croce avrebbe potuto fare da punto di riferimento al nemico in relazione alle officine Macchi! L'ospedale "mimetizzato" finì così sotto le bombe.

- Un triste rosario di morte

Questo l'elenco delle vittime riportato dalla stampa locale dell'epoca:
Mazzola Carla di Ambrogio; Nicolini Rina in Mazzola; Brusa Giuseppina in Galli; Galli Fiorangelo; Pirla Angela; Ambrosini Paola in Mentasti; Mentasti Ambrogio Paolo; Luminati Isa fu Pietro; Gozzi Iolanda; Macchi Fortunata; Bianchi Bruna in Boggio; Pittaluga prof. Augusto; Ceriotti Valentino; Lucetti Maria in Brunetti; Macchi Carlo; Maroni Giromina in Macchi; De Noni Maria in Ferdinando; Meda Fiora in Castiglioni; Alioli Carlo di Pietro; Villa Luisa ved. Pino, Coso Leone; De Grandi Marinka; Breda Guido; Baliano Ines; Daverio Guido; Montalbetti Cesarina; Gozzi Giuseppe; Cappa Giovanni; Talamona Ernesta; Simonelli Adele; Tosi Giselda; Molinari Angelo; Frascarolo Tersilla; Falchi Elena; Gavina Italia maritata Falchi; Gulci Gìuseppina; Pittaluga Marta; Cappa Anna Maria; Pellegrini Luigi; Faravelli Iside in Baratelli; Baratelli Ernesto di Biagio; Baratelli Biagio; Dalcieri Nelda; Baratelli Erminio; Cavalieri Luciano; ed altri sei non identificati.
Fra i degenti dell’ospedale militare di Colle Campigli e fra il personale perirono: Arieni Pasquale; Celano Antonio; Pozzi Renato; Giunta Giovanni; Bonizzoni Antonio; Bellini Giovanni; Morosi Giuseppe; Bernuzzi Felice; Bianchi Filippo; Gregori Marino; Esposito Nicola; Baruzzo Severino; Mazzola Giovanni; Laudicina Giuseppe; e tre altri non identificati.
Un triste body count cui si aggiunsero nei giorni seguenti Emma Bollini, Antonio Carraro, Vittoria Furlan in Carraro, Cleofe Macchi e Maria Gioletti; e ancora Antonio Tizzani, Aldo Marino, Maurilio Appiani ed Ermellina Campagnoni. Domenica Rinauri, Aldina Merciari e Leonardo Rizzo morirono per le ferite. Il ritrovamento del corpo del soldato Antonio Dalla Fiore di Castiglione Olona portò il totale a 81 vittime.
Come dopo il primo bombardamento i funerali, celebrati in San Vittore dal prevosto mons. Proserpio, furono solenni e videro una commossa partecipazione di popolo. Incongruo e alla nostra sensibilità offensivo, ma figlio del suo tempo il tributo dei militari fascisti, i pugnali sguainati al passaggio del corteo delle vittime con parenti e amici, come pronti a un'improbabile vendetta contro l'onnipotenza dei vincitori annunciati, dei nuovi padroni dell'Italia di domani. Intorno, un'intera città segnata dalle lacrime e dal sangue, da dolori mai sanati. E se oggi si ricorda ancora la Liberazione del 1945 è prima di tutto perchè essa segnò la fine di questi orrori e pose termine al regime di chi aveva voluto la guerra.
Fonte: http://www3.varesenews.it/varese/varese-aprile-1944-quando-la-morte-pioveva-dal-cielo-172894.html
Foto tratta da: http://www3.varesenews.it/

Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi

MELLO: DISINNESCATA UNA BOMBA CHIMICA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE



Si e svolto, nella mattinata di martedì 1° aprile 2014, un intervento di messa in sicurezza del territorio comunale di Mello già peraltro pianificato da alcuni giorni. Nel corso della giornata è stato effettuato – come spiega il responsabile dei Vigili del Fuoco Paolo Colicchio – il disinnesco e il successivo sezionamento di un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale venuto alla luce qualche settimana fa durante alcuni lavori edilizi effettuati nel paese. Informate le Autorità competenti di quanto rinvenuto è stata indetta una riunione in Prefettura dalla quale è scaturito l’intervento odierno. E’ stata individuata un’area in località Poira distante da abitazioni ed infrastrutture dove collocare la bomba, che gli artificieri del nucleo NBC di Civitavecchia insieme ad altri militari del 10° reggimento del Genio Guastatori del Comando Difesa interregionale del nord di stanza a Cremona, hanno provveduto a far brillare in una fossa preventivamente realizzata. La parte chimica dell’ordigno si ipotizzava essere composta da Iprite e/o Fosgene, 2 gas di spiccata natura vescicante, estremamente tossica ed irritanti per le vie respiratorie con effetti gravissimi sull’uomo fino a provocarne la morte in poco tempo, motivi per i quali furono tristemente noti durante la seconda guerra mondiale. Fortunatamente la granata, della lunghezza di circa 40 cm, conteneva una carica esplosiva molto ridotta mentre la parte chimica era composta da sostanze fumogene a base di acido solforico ed acido cloridrico che aveva lo scopo di creare una cortina di fumo che impedisse la visione dell’avanzata delle truppe durante il conflitto, ma senza conseguenze di alcuna natura, e tantomeno letali, sull’essere umano. Tutto l’intervento è durato dalle 9, ora del briefing iniziale presso il Municipio di Mello alla presenza del Sindaco, fino alle 13 nella piana poco distante dalla “Chiesa degli Alpini” nella frazione di Poira e si è svolto con l’attenta assistenza dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Sondrio, intervenuto in forze con il personale specializzato del Nucleo NBCR, cioè particolarmente esperto e preparato ad affrontare emergenze di tipo Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico, che ha presidiato la zona dell’operazione posizionando le proprie attrezzature e tutto il materiale necessario ad una eventuale de-contaminazione ed assistenza se qualcosa fosse andato storto. Gli uomini del Comando avevano, al riguardo, fornito una delle proprie radio portatili “PUMA” ai militari che eseguivano l’operazione di disinnesco in modo tale da essere in continuo contatto, costantemente aggiornati sulle fasi dell’intervento e pronti ad accorrere in caso di necessità. Da un’altra parte dell’area stazionavano personale ed ambulanze della Croce Rossa e del 118 giunto appositamente con un eliambulanza sul posto. Tutto è andato egregiamente grazie alla elevata professionalità delle forze intervenute ed alla contenuta pericolosità dell’ordigno ritrovato, ma un velo di apprensione fino al termine delle operazioni ed al conseguente “cessato allarme” c’è comunque stata.
arn©cronaca
Fonte: http://www.altarezianews.it/2014/04/01/mello-disinnescata-una-bomba-chimica-della-seconda-guerra-mondiale/
Foto tratta da http://www.altarezianews.it/
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi

Sei ordigni bellici trovati in scavi cantiere a Milano: fatti brillare alla cava di Carate Brianza


Milano, 1 aprile 2014 - Saranno fatti brillare in una cava a Carate Brianza (Monza e Brianza) i sei proiettili d’artiglieria, con ogni probabilità bombe da obice, trovati durante alcuni scavi in un cantiere a Milano. Gli ordigni, in buono stato di conservazione, sono stati prelevati, dopo la messa in sicurezza dell’area, dagli artificieri dell’Arma. I proiettili sono stati trovati dagli operai ieri sera in via Cardinal Mezzofanti, dove sono incorso ampi scavi per la concomitanza di cantieri pubblici. La Squadra artificieri antisabotaggio del Comando provinciale di Milano dei carabinieri ha lavorato a lungo per estrarli e grazie al posizionamento di protezioni idonee si è riusciti a non interrompere la vicina linea ferroviaria. Stamani le sei bombe, cinque delle quali erano ancora in una cassa originale, probabilmente databile alla Seconda Guerra mondiale, verranno portate in una cava e fatte brillare in sicurezza. 
Fonte:
http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2014/04/01/1047091-bombe.shtml
Campagna di sensibilizzazione sul tema degli ordigni bellici inesplosi