di Francesca Artico
SAN GIORGIO DI NOGARO. La prima Guerra mondiale riaffiora nel giardino
della scuola media “Nazario Sauro” di via Giovanni da Udine, a San
Giorgio di Nogaro, dove sono stati trovati residuati bellici (cartucce
di fucile) durante alcuni lavori.
L’area è stata immediatamente interdetta a ragazzi e insegnanti e messa
in sicurezza dall’ufficio tecnico del Comune che ha provveduto a
segnalare il ritrovamento al Prefetto di Udine che li ha indirizzati a
contattare il V Reparto Infrastrutture di Padova, specializzato per
questo tipo di interventi, che dovrebbe a breve eseguire gli
accertamenti per verificare l’esistenza (o meno) di altri residuati o
ordigni bellici in quella parte di giardino. Una ditta specializzata
interverrà dopo queste verifiche per recuperare il materiale bonificando
così l’area, operazione per la quale il Comune ha già stanziato 5 mila
euro.
Nessun pericolo per alunni e insegnanti in quanto, come dicevamo,
l’area è off limit per tutti. Il ritrovamento è avvenuto a seguito di
alcuni lavori di sistemazione di una porzione del giardino della scuola,
quando rimestando la terra sono emerse le cartucce: immediatamente sono
stati bloccati i lavori e la dirigente scolastica ha provveduto ad
avvisare i Carabinieri della locale stazione e l’ufficio tecnico
comunale che hanno effettuato un sopralluogo per valutare la situazione e
quali misure prendere per la messa in sicurezza.
Va sottolineato che in quella zona il ritrovamento di materiale bellico
risalente alla Grande guerra non è una novità (recentemente durante i
lavori alla fondamenta per la costruzione di una casa ci fu un altro
ritrovamento, ma anni addietro vennero rivenuti anche ordigni bellici
inesplosi) in quanto, a poche decine di metri dalla scuola, esisteva
durante l’evento bellico del 1915-18 un deposito di munizioni e
arteficeria, che durante la “ritirata di Caporetto” venne fatto
esplodere e, a seguito dello scoppio, il materiale bellico di piccolo
“taglio”, come appunto le cartucce, cadde a pioggia inesploso a lungo
raggio nei terreni limitrofi. Con lo scoppio si crearono le famose
“busatis”, alcune buche profonde in cui negli anni 50 i ragazzini
andavano a recuperare i bossoli delle cartucce e granate esplose.
In quei drammatici anni San Giorgio era diventato un accampamento
militare, con tanto di ospedale da campo, con la conseguente creazione
di quella unicità che fu l’Università Castrense, fortemente voluta dalla
duchessa d’Aosta che stazionò a lungo durante il conflitto, con il
marito Amedeo, a villa Dora, dove si laurearono 467 medici.
Fonte:
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/10/07/news/grande-guerra-proiettili-nel-giardino-delle-medie-1.5819437