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sabato 29 agosto 2015

Ordigni nei fondali di Pianosa «Bisogna bonificarli»


di Francesco Trotta
TREMITI. «Ho già inoltrato agli organi competenti - Ministeri, Regione Puglia, Prefettura di Foggia - la pratica contenente la richiesta di bonifica dei fondali dell’isola di Pianosa, infestata da residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Non possiamo più attendere. Ci hanno sottratto una parte del territorio. Una ordinanza risalente al 1972 vieta agli isolani di avvicinarsi e soprattutto di pescare in quella zona». Antonio Fentini, sindaco del Comune diomedeo e reduce dalla plateale protesta dei No Triv, cui ha partecipato come amministrazione comunale, accende i riflettori sulla delicata questione dell’isola di Pianosa, per superficie la quarta isola dell'arcipelago tremitese, ovvero la più piccola escludendo l'isolotto del Cretaccio. Completamente disabitata, Pianosa ha i fondali zeppi di ordigni bellici, i quali giacciono lì da oltre settant’anni. L'isola si sviluppa su una superficie di circa 13 ettari per una lunghezza di 700 metri, una larghezza di 250 metri, con uno sviluppo costiero di 1.300 metri e un'altezza massima di 15 metri sul livello del mare. La limitata altezza fa sì che durante le mareggiate l'isola venga sommersa dal mare nella quasi interezza. Flora quasi inesistente – a parte alcune piantine grasse e bulbi di cipolle selvatiche - ma viceversa è nei fondali che alberga una nutrita varietà di specie che hanno trovato il loro habitat naturale ai piedi di scogliere che precipitano nel mare fino a 30 metri di profondità fra una flora di gorgonie, spugne di diverse varietà e distese di alghe. Pianosa – come si ricorderà - rientra integralmente nella Zona A, ovvero è riserva marina integrale. Qui sono “di casa” pagelli, polpi, murene, saraghi, corvine, ricciole, dentici, orate, cernie e qualche aragosta di grossa taglia. A fare compagnia a distese praterie di posidonia e pesci guizzanti e coloratissimi, vi è però un imprecisato numero di bombe aeree inesplose risalenti al secondo conflitto bellico. Bombe che un sindaco determinatissimo oggi vuole a tutti i costi rimuovere. Gli ordigni sarebbero dislocati nello specchio di mare circostante l’isola per una fascia di cento metri dalla costa stessa. «Viviamo di turismo - aggiunge il sindaco - non possiamo avere le bombe inesplose sui fondali». Fentini rivela inoltre di guardare con più fiducia al futuro dell’arcipela go dopo le recenti assicurazioni ricevute da Michele Emiliano, neo governatore della Puglia. «Ha detto che ci aiuterà», rivela. Il Comune ha in ballo diversi importanti interventi in campo portuale e ambientale. «Ci ha promesso la sua attenzione per valorizzare una volta per tutte le Isole Tremiti: o diventano una bomboniera oppure abbiamo fallito tutti». Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/ordigni-nei-fondali-di-pianosa-bisogna-bonificarli-no844452

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