Senato

Senato
biografiadiunabomba

lunedì 31 marzo 2014

Messina, ritrovato ordigno bellico durante scavi in un cantiere


MESSINA / Lunedì mattina durante gli scavi in un cantiere a Messina, alcuni operai hanno agganciato con la pala meccanica una bomba contenente 300 chili di esplosivo, che si trovava piantata nel terreno.
E’ accaduto nella zona del rione Taormina, in via Umberto Bonino a 150 metri dal Policlinico Universitario. Gli operai stavano lavorando nel perimetro del cantiere di una palazzina. Appena un operaio si è accorto che si trattava di un ordigno della seconda guerra mondiale, ha dato subito l’allarme. Sul posto è giunta la polizia di stato che ha recintato la zona in attesa degli artificieri. Non è la prima volta che a Messina viene trovata una bomba inesplosa e vengono evacuate centinaia di famiglie. 
Fonte:  http://www.youreporternews.it/2014/messina-ritrovato-ordigno-bellico-durante-scavi-in-un-cantiere/

Con il metal detector si imbatte in un ordigno bellico: paura per un dodicenne


di SARA MINCIARONI
Giocava con il suo metal detector quando si è imbattuto in un ordigno bellico della seconda guerra mondiale. E' successo a unragazzino di 12 anni in località Bracacci tra San Fatucchio e Vaiano, nel territorio di Castiglione del Lago. Lo strumento ha iniziato ad emettere il suono che indica la presenza di metalli. Qui il bimbo è andato a prendere una pala per iniziare a scavare. Dopo le prime vangate dalla terra si è sollevata una enorme nube di fumo bianco. Il bambino è scappato a gambe levate e ha dato l'allarme. Sul posto gli agenti della polizia municipale di Castiglione del Lago e i vigili del fuoco di Perugia. E' bastato poco per capire che il “tesoro” ritrovato dal dodicenne era un residuato bellico, forse una granata al fosforo.
Fonte:
http://corrieredellumbria.corr.it/news/trasimeno/139600/Con-il-metal-detector-si-imbatte.html

Campagna di sensibilizzazione sul tema degli ordigni bellici inesplosi


COMUNICATO STAMPA

Il 3 aprile 2014 alle ore 10.00, presso la Sala Nassirya di Palazzo Madama in Senato, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, l’Ente Morale preposto per legge alla rappresentanza e tutela delle vittime civili di guerra italiane e dei loro congiunti, annuncerà il lancio della campagna di sensibilizzazione sul tema degli ordigni bellici inesplosi.
Mine e ordigni bellici continuano a uccidere e ferire migliaia di persone ogni anno in tutto il mondo, sostiene l’ONU in occasione della Giornata Mondiale per la Promozione e l’Assistenza all’Azione contro le Mine e gli ordigni bellici inesplosi che si celebra il 4 Aprile di ogni anno. Tre vittime su quattro sono civili, che azionano questi congegni, a volte anni dopo la fine di una guerra. 
Anche se in Italia l’ultimo conflitto bellico risale ormai a 70 anni fa, questo tema è purtroppo ancora attuale anche nel nostro Paese, visto l’elevatissimo numero di ritrovamenti e gli incidenti che accadono ancora oggi su tutto il territorio nazionale. Pochi sanno, infatti, che ogni anno in Italia vengono rinvenuti oltre 60.000 ordigni (dati del Ministero della Difesa), principalmente della seconda guerra mondiale, i quali nel 2013 hanno causato n. 11 gravi ferimenti e già altri n. 3 nei primi mesi del 2014. E’ di marzo dello scorso anno, ad esempio, il tragico ferimento di tre giovani a Novalesa, nel torinese, in cui due di loro, Nicolas e Lorenzo, hanno perso la vista (il primo anche la mano) a causa dell’esplosione di un ordigno trovato in un campo. Mentre è di gennaio 2014 il caso di un agricoltore di Belluno ferito gravemente al volto e alle mani a causa dell’esplosione di un ordigno colpito mentre stava zappando la terra.

Anche il Presidente dell’Associazione, l’Avv. Giuseppe Castronovo, è stato vittima di uno di questi ordigni. Egli, infatti, ha perso la vista a nove anni, il 26 giugno del 1944, a causa dell’esplosione di una penna bomba: “E’ doloroso ed inaccettabile che a distanza di settant’anni dalla fine della guerra” afferma il Presidente Castronovo – “altre persone, altri giovani, possano avere il mio identico destino”.
E’ la riflessione su questi dati ed il desiderio che la guerra finisca per sempre nel nostro Paese, che ha fortemente motivato questa campagna, finalizzata all’informazione sull’attualità di questo fenomeno e alla prevenzione sul rischio di incidenti connessi al ritrovamento di ordigni bellici.
Chi si imbatte oggi in qualche parte del Paese in un ordigno bellico, infatti, talvolta lo scambia per qualche oggetto di uso comune (ad es. un lumino, un giocattolo, un rottame, una penna), altre volte lo ritiene innocuo, magari un reperto da collezionare, pensando erroneamente che a distanza di tanti anni abbia perso la capacità di detonare. Con una corretta informazione dell’entità del fenomeno - e dunque sulla concreta possibilità di imbattersi in uno di questi ordigni - e della pericolosità di questi se manipolati da personale non specializzato, molti tragici incidenti potrebbero essere evitati.
Questo è l’obiettivo più immediato della campagna, che si rivolge a tutti ed in particolare ai giovani e che in una seconda fase interesserà anche le scuole, affinchè chi si imbatte in questi ordigni sappia come comportarsi e contatti immediatamente le autorità (112 o 113) così da scongiurare un rischio per se stessi e per gli altri, dando avvio alle necessarie azioni di bonifica di quel pezzo di territorio, contribuendo a rendere più sicuro il nostro Paese.
Nel corso della conferenza stampa, cui prenderanno parte oltre al Presidente dell’Associazione, Avv. Giuseppe Castronovo, il giovane Nicolas Marzolino, vittima dell’esplosione dell’ordigno bellico di Novalesa nel marzo 2013, il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Gioacchino Alfano, rappresentanti degli uffici tecnici della Difesa preposti alle bonifiche, verrà presentato il volume “Schegge Assassine”, edito Florestano che ripercorre cronologicamente i ritrovamenti più eclatanti di ordigni in Italia e gli incidenti avvenuti negli ultimi dieci anni, a cura di Giovanni Lafirenze, membro del Dipartimento Ordigni Inesplosi dell’ANVCG e impegnato da oltre 30 anni nella bonifica del territorio.

Ufficio stampa ANVCG

Sono già 250 le firme raccolte per i piccoli martiri del ’49 (uccisi da un residuato bellico)


OZIERI. Ha raggiunto quasi le 250 firme la petizione popolare promossa da un gruppo spontaneo di cittadini per chiedere all’amministrazione comunale l’intitolazione della scuola del Cantaro ai “Piccoli Angeli Martiri del ’49”. La raccolta firme, come si ricorderà, era partita un paio di settimane fa per diffondere la conoscenza di un drammatico fatto accaduto a Ozieri pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale: la morte di cinque bambini in seguito allo scoppio improvviso di un residuato bellico abbandonato nei pressi della palestra del Pinceto, vicina alle elementari del Cantaro.
Era un ordigno di tipo Breda, esploso il 7 febbraio 1949 intorno a mezzogiorno provocando la morte di Antonio Sarobba di 10 anni, i fratelli Antonio e Pietro Meloni-Becciu, rispettivamente di 12 e 9 anni, e i fratelli Mastino, Mario di 7 anni e Raimondo di 11, che in quella tragica giornata erano accompagnati da un altro fratello, Angelo, unico sopravvissuto.
A distanza di 65 anni il ricordo era svanito e molti non conoscevano la storia: ciò prima della nascita del gruppo spontaneo, il cui interesse era stato risvegliato dalla pubblicazione della storia dei bambini sul settimanale diocesano Voce del Logudoro, a firma di Salvatore Camboni e sulla base di un toccante racconto di Piera Farina, figlia di Rosa Sechi che allora aveva 12 anni e fu testimone della tragedia mentre si recava a scuola per ritirare i fratellini. Chi volesse firmare la petizione può continuare a farlo recandosi nella Barberia Da Salvatore in via Vittorio Emanuele o scaricando i moduli per le firme dai gruppi Facebook “Col Senno di Poi” e “5 angeli dimenticati dalla città di Ozieri”. (b.m.)
Fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2014/03/30/news/sono-gia-250-le-firme-raccolte-per-i-piccoli-martiri-del-49-1.8953137


domenica 30 marzo 2014

Richard Overy: la sopravvalutazione dei bombardamenti aerei nella Seconda guerra mondiale


Un libro importante che riscrive completamente la storia dei bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale. Richard Overy in “The bombers and the bombed. Allied Air War over Europe 1940-1945” (526 pagine, $ 36, Viking) ribalta da grande studioso la prospettiva su uno dei capitoli più controversi e fino a pochi anni fa considerati tabù. Giacché la storia la scrivono i vincitori, non si è mai riflettuto abbastanza sull’efficacia della cosiddetta “guerra ai civili”, il terrore sulla popolazione e non soltanto la distruzione di obiettivi militari e industriali dei Paesi nemici per opera dell’aviazione britannica prima e americana dopo.
Senza togliere nulla all’eroismo dei piloti agli ordini di sir Arthur Harris, definito “bomber Harris” perché padre del bombardamento a tappeto, ma anche “the butcher”, il macellaio, non tanto per le vittime uccise nel campo nemico quanto perché tra i suoi equipaggi era elevatissimo il numero delle morti. Per ciascun bombardiere abbattuto dalla contraerea, ricorda Overy, se ne contavano almeno cinque caduti per avaria. La guerra aerea degli inizi era davvero da brivido; gli avieri inglesi caduti furono almeno 56mila.
Ma veniamo alle due novità interpretative del libro di Overy.
1) Non è vero che i bombardamenti a tappeto vennero decisi dopo l’attacco a Coventry, ma ben prima, come dimostra uno scritto di Winston Churchill del luglio 1940 in cui lo statista britannico esprime il convincimento che non ci sia niente di meglio di un devastante attacco aereo per mettere al tappeto Adolf Hitler.
2) La seconda convinzione messa in crisi dallo storico britannico, di cui anni fa recensii il saggio “Interrogatori”, sulle responsabilità dei dirigenti del Reich, è che il bombardamento a tappeto debilitasse lo spirito delle popolazioni e le portasse a insorgere contro la dittatura. Nulla di questo avvenne in Germania dove i bombardamenti incendiari di Amburgo, la distruzione di Dresda e tutti gli altri episodi che conosciamo non portarono il popolo tedesco a ribellarsi. Inoltre i dati sulla produzione industriale dicono che in Germania continuarono a crescere nonostante i bombardamenti che provocarono 353mila morti.
In Italia i morti sotto le bombe degli Alleati furono circa 70mila, sette volte il numero delle vittime provocate dai nazisti nell’occupazione del Paese dopo l’8 settembre 1943.
Anche alla luce di quel che sostiene uno storico qualificato come Overy, si può ben dire che i bambini della scuola elementare di Gorla a Milano e quelli caduti sulle giostre di Grosseto furono vittime due volte: dell’errore balistico e della sopravvalutazione dello strumento aereo. Le guerre non si vincono soltanto dall’aria.

Fonte:
http://lanostrastoria.corriere.it/2014/03/27/richard-overy-la-sopravvalutazione-dei-bombardamenti-aerei-nella-seconda-guerra-mondiale/
Dresda

Piazza Matteotti, ecco l’aereo bombardiere


di MICHELE NUCCI
Perugia, 29 marzo 2014_"L'aereo che sganciò quelle bombe sul centro storico di Perugia era un Ju 87D Stuka. Era la notte tra l’8 e il 9 luglio del 1944 quando uno di quegli esemplari tedeschi sorvolò la città e secondo le testimonianze (sempre più numerose) sganciò un ordigno anche in piazza Matteotti. Il rebus sulla bomba in uno dei luoghi più importanti di Perugia si sta lentamente risolvendo. La data e i luoghi presi di mira dal velivolo vengono infatti citati con dovizia di particolari nel libro "Umbria. La guerra dal cielo (1941-1944)", scritto due anni fa da Claudio Biscarini ed edito dalla Fondazione Ranieri di Sorbello. C’è un capitolo proprio dedicato a quello che tutti chiamavanol’Orfanello, un aereo che aveva un "rumore particolare, l eggero, andare quasi elegante, solo che mollava puntualmente spezzoni incendiari dove scorgeva un filo di luce"  scrive invece Bergonzi in "Ricordi di guerra": "C'è un altro episodio che però merita di essere citato _ dice Biscarini nel suo volume:   "La signora Giuseppina Calzoni Messini, nel libro di don  Remo Bistoni (…) ricorda come l’8 luglio 1944 alle 2.30-3.00 del mattino un velivolo solitario sganciò due bombe. Una cadde in via Cesare Caporali, 4 uccidendo dieci persone (…). L’altro ordigno cadde al Carmine".Ora è evidente che Biscarini non cita piazza Matteotti, ma questo non significa che un ordigno non possa aver  colpito anche quel luogo. Oltre alle testimonianze raccolte da La Nazione (sono già quattro), il responsabile del cantiere dove ci sono attualmente i lavori ne ha messe insieme almeno un'altra decina e tutte indicano un punto più o meno preciso della piazza, con una enorme buca e l’area all’epoca delimitata per evitare che la gente si avvicinasse. Tra l’altro molti dei testimoni citano sempre la bomba che la stessa notte colpì via Caporali. Dunque se è vero che tre indizi fanno una prova. Quanto al tipo di velivolo, il Ju 87D Stuka, Biscarini scrive che quella notte ne entrarono in azione diversi in differenti zone dell’Umbria e uno di questi verso l’una di notte fu abbattuto da un aereo inglese, condotto dall’ufficiale pilota Jeffery (…) presso il Lago Trasimeno. Biscarini aggiunge che "non possiamo non ipotizzare che uno di essi possa aver colpito in zona del Carmine e via Capitani". E, aggiungiamo noi piazza Matteotti.
Fonte: http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2014/03/29/1045727-piazza_matteotti_ecco_aereo_bombardiere.shtml
Claudio Biscarini la guerra dal cielo
Foto tratta da: www.lanazione.it







Rinvenuta una bomba a Trapani


Nella giornata di sabato 29 marzo, nel corso di rilevazioni foto-planimetriche eseguite sulla postazione per cannone contraerea/antinave delle “Case Rosse” di Ronciglio (il precedente 26 marzo era stata effettuata la pulizia del sito), membri dell’Associazione “Gruppo Storico Rievocativo Trapanese”, rinvenivano sulla battigia quasi del tutto coperto dalla sabbia, un residuato bellico della 2a guerra mondiale, ancora ben integro. Celermente avvisati, sul posto intervenivano personale della Polizia Di Stato e militari della Guardia Costiera, per le incombenze di rito. E’ probabile che l’ordigno bellico rinvenuto, faceva parte del munizionamento dei 6 cannoni calibro 102/35 Schneider-Ansaldo mod. 1914, installati per l’appunto nelle vicine postazioni. La sua lunghezza è di circa cm. 45, il diametro di cm. 12, il peso circa 13 kg., mancante della base e/o fondello di copertura dell’innesco.
Fonte:
http://www.lasberla.com/Cronaca-trapani/3437-rinvenuta-una-bomba-a-trapani#.UzhkKqh_tOI