Senato

Senato
biografiadiunabomba

martedì 20 agosto 2013

Aereo “riemerso” dagli abissi marini


di Valentina Bocchino
Genova - Immergersi nella profondità del blu, 130 metri sott’acqua, come compagnia solo i pesci, qualche aragosta sul fondale e il buio silenzioso del mar Ligure. E trovarsi faccia a faccia con il relitto di un aeroplano bimotore risalente alla seconda guerra mondiale. Andrea Bada, 36 anni, torinese, sub per passione fin dall’adolescenza, è emozionato quando parla della sua ultima scoperta, frutto di mesi di contatti e lavoro. La sua specialità? Andare, come una sorta di Indiana Jones con maschera e bombole, alla ricerca di relitti dimenticati, quelli di cui solo gli anziani pescatori parlano, in bilico tra leggenda e realtà.
E così già pochi mesi fa, al largo di Livorno, Andrea ed alcuni altri professionisti dell’avventura subacquea erano riusciti a ritrovare due navi tedesche lunghe 160 metri affondate durante la seconda guerra mondiale, dopo aver studiato mappe, rotte e vecchi giornali per più di due anni. Un’impresa non da poco.
Dopo quella esperienza, Andrea Bada ha deciso di continuare svelando le meraviglie dimenticate del mar Ligure: «Ma io sono il braccio, la mente è Marianna» dice con modestia, riferendosi alla sua fidanzata Marianna Ghiggino di Arenzano. Perché - per scoprire quali siano i relitti nascosti dal mare - servono tempo, pazienza, e soprattutto testimonianze: «Grazie ad un mio amico – racconta Marianna - sono riuscita a mettermi in contatto con alcuni pescatori genovesi e a chiedere loro se, con gli ecoscandagli, avessero mai rilevato qualche anomalia sui fondali. All’inizio erano tutti restii a parlarci, pensavano che fossimo interessati solo al business. Ma più avanti grazie a due pescatori, Marco Demoro e Leonardo Fasciano, siamo venuti a conoscenza del fatto che l’ecoscandaglio, davanti alla costa di levante, mostrava un piccolo segno, una gobba che segnalava la presenza di qualcosa sul fondale, presumibilmente un relitto». Cosa poteva essere? Marianna ha passato giornate intere nelle biblioteche e nelle librerie universitarie di Genova per raccogliere informazioni sulla seconda guerra mondiale in Liguria e per trovare documenti dell’epoca, intervistando anche gli anziani che raccontavano dei bombardamenti sulla costa a levante. «Il resto è opera di Andrea».
E così qualche giorno fa il ragazzo si è trasferito dalla sua base di Arenzano fino a Santa Margherita Ligure per immergersi a qualche miglio di distanza dalla costa e, da lì, nuotare fino a 130 metri di profondità. A tenergli compagnia, l’attrezzatura dotata di un inconfondibile adesivo con su scritto “belin”, a rimarcare il fatto che Andrea è ormai innamorato di Genova: «Arrivato a cento metri ho visto una macchia sempre più scura, con una parte bianca che era l’ala. A quel punto il cuore ha iniziato a battermi decisamente forte: il relitto esisteva davvero, ed ero stato fortunato ad averlo trovato subito». Arrivato sul fondale, Andrea ha visto che si trattava di un aereo bimotore con un’ala, il corpo con la cabina interna, la coda e un pezzo del muso, ormai dimora di molluschi e pesci. Dopo la scoperta, gli accertamenti: «Adesso bisogna effettuare alcune immersioni con l’aiuto di esperti per identificare il tipo di aereo e le coordinate, e segnalare il tutto alla Capitaneria di Porto. A prima vista, potrebbe trattarsi di un mezzo inglese».
Le immersioni di Andrea non sono a scopo di lucro, ma hanno una finalità benefica: «Chiaramente accetto gli sponsor che vogliono aiutarmi, ma tutte le mie spedizioni nascono per fare pubblicità ad Anffas Onlus, l’associazione nazionale che si occupa di famiglie di persone con disabilità intellettiva o relazionale. Vorrei, tramite le mie imprese, sensibilizzare le persone ad interessarsi dei problemi che devono affrontare tutti i giorni i parenti e gli amici di chi soffre di disabilità. Quando riesco a vendere le fotografie che scatto sott’acqua, con apparecchiature ad alta definizione, il ricavato va interamente alla Onlus».
Fonte:
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2013/08/20/AQUA51-abissi_riemerso_marini.shtml

Immagini pubblicate da Il Secolo XIX relative alla scoperta, nei fondali di Santa Margherita Ligure, di un relitto di un aeroplano bimotore risalente alla Seconda Guerra Mondiale
 

Bombe aus dem Krieg explodiert


»Es war ein unheimlicher Knall«, berichtete am Montag Günther Schmidt, der nur wenige Hundert Meter vom Bombenkrater entfernt wohnt, im Gespräch mit der Gießener Allgemeinen Zeitung. »Ich bin durch den Knall aufgewacht. Alles hat gezittert. Das ganze Haus.« Ungläubig blickte am Montag auch Günter Döll, der Eigentümer der Fläche, in Richtung des klaffenden Kraters mit einem Durchmesser von 15 Metern. »Tausendmal bin ich in meinem Leben schon über die Wiese gelaufen«, hielt der Landwirt fest. Das Areal nutzt er zur Produktion von Grünfutter und Heu.

Am Montagvormittag begutachteten derweil Gerhard Gossens und Dieter Schwetzler vom Kampfmittelräumdienst des Regierungspräsidiums Darmstadt die Stelle der Explosion. »Das dürften schon fünf Zentner gewesen sein«, mutmaßten sie auf den ersten Blick. Im Zweiten Weltkrieg seien Bomben oftmals erst Stunden oder Tage nach dem Abwurf detoniert. »In dem Fall waren an den Bomben chemisch-mechanische Langzeitzünder angebracht.« Ursache für die Detonation am Sonntag könnte ein allmähliches Zerbröseln der Haltevorrichtung des Zünders unter der Erde gewesen sein.

Pferde grasten in der Nähe
Gegen Ende des Zweiten Weltkriegs waren über Alten-Buseck mehrere Bomben von den Alliierten abgeworfen worden. 200 Meter südöstlich der jetzigen Explosionsstelle am Arweg befand sich damals eine Flakstellung. Womöglich stammt die Bombe aus einem Luftangriff vom 11. März 1945. »Es war ein Sonntag«, erinnerte sich gestern die Alten-Buseckerin Marianne Schwantuch. »Wir haben den Fliegeralarm gehört. Und schon hat es gescheppert.« Direkt nach dem Angriff habe sie Verbandszeug zur Flakstellung gebracht. Auch Döll erinnert sich: »Hier sind damals noch Stunden nach dem Abwurf Bomben explodiert.« Ein Alten-Busecker, der sich zufällig in der Nähe der Flakstellung aufgehalten hatte, verlor durch den Luftangriff sein Leben, erlag am 13. März 1945 den Folgen einer Schussverletzung. Ebenfalls starb ein junger Flaksoldat aus Wien. Beide sind in Alten-Buseck beerdigt. Schwantuch berichtet, sie habe noch Kontakt mit der Familie des getöteten Wieners.

Am 31. März 1944 stürzte über Alten-Buseck am Barfußpark ein Bomber der Royal Air Force nach einem Luftkampf ab. Die nun explodierte Bombe könnte auch aus diesem Flugzeug stammen. Wie Horst Jeckel aus der Rabenau berichtete, der vor allem wegen seiner Recherchen in Sachen (Kriegs-)Fliegerschicksale bekannt ist, gehörte die Maschine zur englischen Luftwaffe, die in dieser Nacht mit über 800 Bombern einen Angriff auf Nürnberg flog. Eine Maschine wurde über Alten-Buseck von deutschen Nachtjägern beschossen, brannte kurz und explodierte noch in der Luft. Die Trümmer – darunter könnten Bomben gewesen sein – wurden weit verstreut.

Während der Explosion an diesem Sonntagmorgen grasten 50 Meter von der Bombe entfernt zwei Pferde, die Schimmel Sharan und Gunda. Ihre Besitzerin Bianca Münch schilderte der Gießener Allgemeinen Zeitung: »Den Knall habe ich gehört, als ich Zeitungen austrug.« Danach habe sie ihre Schimmel besucht. »Ein Pferd war etwas unruhig.« Am Montag weideten sie unterdessen in aller Seelenruhe auf ihrer Koppel. Zwar habe sie unweit die aufgeschüttete Erde gesehen. Aber: »Ich dachte, jemand hätte da etwas abgeladen.«
Nach der Detonation hatten am Sonntag Polizei und Wehrführer André Hansmann zunächst erfolglos nach einer Ursache gesucht. Mehrere Anrufer hatten bei der Polizei ab 7.35 Uhr einen überaus lauten Knall gemeldet. Auch die Häuser und der Boden im westlichen Ortsbereich hätten vibriert. Die Polizei kontaktierte den Inhaber eines nahe gelegenen Steinbruchs. Dort war aber keine Sprengung erfolgt. Eine Nachfrage bei der Deutschen Flugsicherung nach möglichen Überschallflügen mit Durchbrechen der Schallmauer brachte kein Ergebnis.

Vorläufig abgesperrt

Am Montagmorgen entdeckte schließlich ein Mitarbeiter des Unternehmens Abicor Binzel, der das Hoftor der Firma aufschloss, den Krater. »Zum Glück wurde durch die Explosion niemand verletzt«, sagte Busecks Bürgermeister Erhard Reinl, der sich an Ort und Stelle ein Bild machte.

Bevor der Bombentrichter zugeschoben wird, werden Mitarbeiter des Kampfmittelräumdienstes nach weiteren Bombensplittern suchen. Einige wurden am Montagmittag bereits gefunden. Über diese Splitter können nähere Rückschlüsse auf die detonierte Bombe gezogen werden, erläuterte Polizeisprecher Willi Schwarz. Deshalb wurde der Krater zunächst mit Gittern abgesperrt und unzugänglich gemacht. Die Fachleute können anhand der Splitter analysieren, ob es sich um eine englische oder amerikanische Bombe handelt, erklärte auch Jeckel.
Fonte:
http://www.giessener-allgemeine.de/Home/Kreis/Staedte-und-Gemeinden/Buseck/Artikel,-Bombe-aus-dem-Krieg-explodiert-_arid,434803_regid,1_puid,1_pageid,35.html
                                                     Foto: .giessener-allgemeine
 
 

lunedì 19 agosto 2013

Bomba della guerra sul greto del Piave Paura tra i bagnanti


di Federico de Wolanski
Allarme venerdì sera sul greto del Piave, a Falzè, a poche centinaia di metri dal Plavilandia, il grande parco acquatico realizzato proprio nel piano che una volta ospitava il letto del fiume. Erano le 18 quando alcuni bagnanti che erano andati in zona per rinfrescarsi lungo le acque del fiume, in quella che è una delle aree più frequentate del «piave Beach», tra i massi e i cespugli della rive hanno notato un ordigno bellico, probabilmente inesploso, seminascosto a pochi centimetri di profondità. C'è chi si è avvicinato per verificare che non si trattasse di rottami, rifiuti o detriti portati a valle del fiume, ma capita la pericolosità del ritrovamento è scattata immediatamente la telefonata al 115.
L'allerta è stata immediatamente trasferita ai carabinieri di zona che nel frattempo erano già stati allertati anche da altri passanti che avevano notato l'ordigno. Il sopralluogo sul posto ha permesso di mettere in sicurezza la zona, evitando che i bagnanti o i curiosi si avvicinino al reperto bellico risalente forse alla prima guerra mondiale.
Non è ancora chiaro infatti se sia ancora potenzialmente esplosivo o meno. Saranno i militari e gli artificieri a decretare lo stato di conservazione della bomba, probabilmente un grande pezzo di artiglieria, facendo poi scattare l'eventuale bonifica.
Secondo quanto trapela dai carabinieri non sarebbe l'unico reperto individuato in quel tratto del greto del Piave. Vi sarebbero infatti segnalazioni riferite ad altri quattro ordigni inesplosi notati da passanti, escursionisti, bagnanti. Resti della Prima guerra mondiale che però non sarebbero pericolosi e che potrebbero essere prelevati in un unico intervento.
A far affiorare i reperti potrebbero essere state le piogge primaverili e le piene seguite al maltempo. Il resto l'hanno fatto poi gli asciugamani e la tintarella dei tanti trevigiani di ogni età che hanno affollato il greto del Piave in questi giorni di gran caldo alla caccia di una spiaggia a km zero che ogni tanto però riserva delle strane sorprese.
Fonte:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2013/08/19/news/bomba-della-guerra-sul-greto-del-piave-paura-tra-i-bagnanti-1.7603560

Trova una bomba a mano al Livelon


VICENZA. Un tuffo in acqua in una calda domenica di Ferragosto. Erano in tanti ieri al Livelon, la spiaggia “low-cost” dei vicentini. Nessuno si è accorto di nulla. La scoperta è toccata a un giovane serbo, che non ha neppure fatto in tempo ad immergersi. È bastato che mettesse un piede nel Bacchiglione per sentire qualcosa di strano.
Si è chinato a controllare ed è rimasto impietrito dalla paura. Quell´oggetto che aveva appena calciato non era un rifiuto abbandonato o un rottame di ferro ma una bomba a mano, quelle che di solito vengono chiamate ananas. Vecchia, arrugginita ma pericolosissima: avrebbe potuto scoppiare da un momento all´altro. E la messa in sicurezza, nel corso d´acqua, è stata particolarmente difficile perché, trascinata dalla corrente, continuava a spostarsi.
L´ALLARME. Momenti di paura, ieri pomeriggio, in città. L´allarme alla centrale operativa della questura è scattato alle 16.30. A chiamare la polizia un bagnante, che aveva appena fatto la scoperta. E subito è scattata una vera e propria mobilitazione generale. Gli agenti delle volanti, coordinati dal vicequestore Elena Peruffo, hanno immediatamente transennato l´area e allontanato le tante persone che si erano date appuntamento al Livelon. Nel frattempo è stato richiesto l´intervento dell´unità degli artificieri della polizia che operano all´aeroporto Catullo di Verona.
CESSATO PERICOLO. Poco prima delle 21, ricevuta l´autorizzazione della Prefettura, l´ordigno è stato fatto brillare. La squadra, infatti, aveva individuato un campo poco lontano dove poter eseguire l´operazione in tutta sicurezza, a debita distanza dalle abitazioni.
Fonte:
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/551063_trova_una_bomba_a_mano_al_livelon/

Guernsey World War II bomb blown up at sea


An unexploded World War II bomb has been safely detonated in the sea off the coast of Guernsey.

The British-made 900lb (400kg) bomb was discovered at Bluebell Wood in St Peter Port on Wednesday.

Hundreds of homes were evacuated and a cordon put in place while the bomb was removed by Royal Navy and Guernsey Police bomb disposal experts and taken by road to Fermain Bay.

It was detonated in a controlled explosion just after 20:00 BST.

The operation, which began at first light, disrupted some flights in and out of the Channel Islands because the 300m (1,000ft) exclusion zone overlapped with flight paths.

The bomb is thought to be one of those dropped by the Royal Canadian Air Force in 1944 during the Nazi occupation of the island.
Fonte:
http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-guernsey-23745346

Al largo della costa di Guernsey è stata fatta brillare una bomba di costruzione inglese risalente alla seconda guerra mondiale. L’ordigno è stato trovato nel corso di alcuni lavori nei pressi di St Peter Port mercoledì della settimana passata. La bomba è stata rimossa dai tecnici della Royal Navy. Studiosi locali pensano che l’ordigno sia stato sganciato nel 1944 dalla Royal Canadian Aire Force durante l’occupazione tedesca dell’isola.

sabato 17 agosto 2013

Bomba da mortaio rinvenuta nelle isole Iesus


Che il Ferragosto 2013 non sarebbe stato così tranquillo per il territorio sissese si era già intuito nella mattinata di giovedì quando nella zona delle cosiddette Isole Iesus, una porzione del territorio comunale di Sissa che si trova sulla sponda lombarda del Po, è stata ritrovata una bomba da mortaio della Seconda Guerra Mondiale lunga una trentina di centimetri. Gli autori del rinvenimento hanno prontamente informato le forze dell’ordine che hanno così compiuto un sopralluogo e provveduto a mettere in atto tutte le operazioni necessarie per la messa in sicurezza dell’area in attesa che, nei prossimi giorni, gli artiglieri intervengano per rimuovere l’ordigno. La presenza della bomba non ha comunque rappresentato alcun tipo di problema per l’incolumità dei cittadini tanto che la notte di Ferragosto si è svolta tranquillamente la festa in programma al parco Boschi Maria Luigia di Coltaro, distante alcuni chilometri in linea d’aria dal luogo del rinvenimento.
Fonte:
http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/2/202109/Bomba_da_mortaio_rinvenuta_nelle_isole_Iesu

Bomba a mano trovata a Oliero da due cicloturisti





di Enrico Saretta
BASSANO. Gita di Ferragosto con bomba. Partiti da Vicenza in bicicletta, dopo aver superato la salita della Rosina e pedalato nelle contrade di Valrovina, Sant'Eusebio e Campese, il giornalista Silvio Scacco, responsabile a Vicenza della comunicazione delle Aim, e la moglie, Grazia Vignaga, sono giunti a Oliero, dove vicino al fiume hanno casualmente scovato un ordigno bellico tra le pietre. Si tratta di una bomba a mano, ben nascosta tra i sassi e le sterpaglie: un po' arrugginita, ma ancora potenzialmente esplosiva. L'ordigno, che potrebbe risalire alla Seconda guerra mondiale e agli anni della Resistenza in Valbrenta, si trova sull'argine destro del fiume, cui si giunge dal sentiero che scende dal giardino posteriore della chiesa di Oliero. Gli escursionisti hanno immediatamente segnalato la presenza dell'ordigno ai carabinieri. Ora saranno gli artificieri a rimuoverla.
Fonte:
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/550332_bomba_a_mano_trovataa_oliero_da_due_ciclotur