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biografiadiunabomba

domenica 14 giugno 2015

La monotonia dei folli


Guerre su guerre che coinvolgono gran parte dei Paesi africani, asiatici, Medio Oriente, ma anche in Europa, vedi Cecenia, Ucraina. Altro punto caldo, molto caldo è la Colombia. Guerre che la popolazione civile non comprende, gente che vede piovere dal cielo colpi da mortaio, esplosioni che distruggono interi nuclei famigliari. Ma è la guerra, si, la guerra il grande crimine contro l’umanità che l’Europa “attualmente” non riconosce come tale. E non mi riferisco al problema dei rifugiati, clandestini o quant’altro, il mio dire è rivolto all’omertoso silenzio dell’Europa rivolto alla semplice, semplice domanda: ma a questa gente chi regala, presta, baratta, vende, armi ? avremo mai risposte certe ? chissà ! In guerra si muore per una scheggia di bomba, per il crollo di una struttura, per folli esecuzioni del momento o gestite e posticipate da rancori sempre più violenti, si muore anche di fame. Ma è guerra. Ciò che nessuno comprende è che le guerre non terminano con una finta stretta di mano televisiva, o per mezzo di oceanici festeggiamenti con grandi sventolii di bandiere orientate ad osannare il vincitore, ma continuano ( esausto e pure nauseato di ripeterlo) sepolte anche a distanza di tanti anni a ferire ed uccidere. Ultimo caso proviene dalla Russia dove a Loukhskogo un gruppo di giovani turisti provenienti da Mosca in transito per la  Carelia dopo aver montato la tenda da campeggio nei pressi del lago Pjaozero  rinvengono munizioni risalenti alla seconda guerra mondiale. Forse incautamente li manipolano, magari sorridono. La guerra da quelle parti si è è conclusa più o meno nel 1945, eppure, eppure, mentre i ragazzini piantano picchetti, sterrano solchi un ordigno esplode, due ragazzi muoiono dilaniati dai resti di una guerra studiata tra le aule di un liceo. I restanti quattro villeggianti sono tuttora ricoverati in ospedale.


Giovanni Lafirenze

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