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giovedì 26 marzo 2015

“D-day” il 9 aprile per far brillare la bomba a Oliveto


di GIOVANNI VACCARO
Il 9 aprile scatterà il «D-day» e Albisola vivrà una mobilitazione senza precedenti: per la rimozione della bomba della Seconda guerra mondiale nella zona dell’Oliveto, buona parte della città dovrà essere sgomberata per cinque ore, gli abitanti della parte più a nord, invece, potranno restare a casa, ma saranno confinati per tutta la mattina, dato che le strade dovranno restare deserte. Idem per i residenti ad Albissola Marina e per le frazioni cellesi di Pecorile e Cassisi. E per almeno due ore dovranno essere chiuse anche autostrada e ferrovia. 
Sono le prescrizioni del piano di intervento, discusso ieri in Prefettura (ma domani è prevista un’altra riunione per analizzare i dettagli), per disinnescare l’ordigno contenente 180 chili di tritolo e trasportarlo verso la cava Pastorino, dove sarà smontato. Se non ci saranno inconvenienti legati al meteo, le operazioni scatteranno alle 8 di mattina, quando Albisola Superiore sarà evacuata in un raggio di 800 metri. Quindi gli artificieri della Brigata Taurinense, impiegando un veicolo controllato a distanza, rimuoveranno la spoletta della bomba, simile a quelle che devastarono Recco e il porto di Genova. Nella fascia da 800 a 1800 metri gli abitanti potranno restare in casa. Il Comune diramerà l’elenco delle vie da evacuare.  
Il cessato allarme è previsto fra mezzogiorno e le 13. 
Fonte: http://www.lastampa.it/2015/03/25/edizioni/savona/dday-il-aprile-per-far-brillare-la-bomba-a-oliveto-LuzxYuKBolMcCTB4TIdDON/pagina.html
lastampa.it

mercoledì 25 marzo 2015

Brescia: fatto brillare un proiettile di mortaio nell’isola ecologica: poteva esplodere


Brescia: fatto brillare un proiettile di mortaio
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Un proiettile da mortaio lungo 13 centimetri, rinvenuto martedì nell’isola ecologica di via Gatti a Sant’Eufemia, è stato fatto brillare dagli artificieri in una cava a Rezzato. Sono in corso le indagini di polizia e carabinieri per cercare di risalire a chi ha abbandonato l’ordigno bellico. In caso di esplosione durante lo smaltimento dei martelli, poteva mettere a rischio l’incolumità di non poche persone. Fonte: http://www.bresciatoday.it/cronaca/brescia-bomba-isola-ecologica-sant-eufemia-gatti.html
bresciatoday.it

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Trovata bomba inesplosa


di Anna Cecchini
VADA. Torna l’allarme per ordigni bellici inesplosi lungo la costa. Questa volta l’arenile interessato dal ritrovamento è quello in zona Pietrabianca, dove è stato rinvenuto un grosso colpo di mortaio inesploso.
A rendersi conto dell’oggetto è stato un uomo che la mattina di lunedì stava passeggiando lungo la spiaggia a nord di Vada. È assai probabile che l’ordigno, lungo circa trenta centimetri, sia emerso dalla sabbia a causa del fenomeno dell’erosione, che nella zona di Vada è assai evidente.
L’uomo, appena si è reso conto che l’oggetto poteva essere una bomba o comunque qualcosa di pericoloso, si è diretto agli uffici della Capitaneria di porto di Vada, per segnalare il ritrovamento.
Il proiettile di mortaio, che probabilmente manca di una parte, è stato rinvenuto un centinaio di metri a nord del bagno La Lanterna.
Chiaro che la Guardia costiera di Vada, guidata dal comandante Natalino Bono, si è attivata seguendo le procedure richieste per questo tipo di ritrovamenti.
La zona circostante l’ordigno, che risulta ben emerso dalla sabbia, è stata recintata con le apposite fascette bianche e rosse, per evitare che eventuali passanti possano avvicinarsi e incorrere in un pericolo. La Guardia costiera ha inoltre avvertito, come previsto, la Prefettura, che ha inviato comunicazione agli artificieri. Non è ancora stabilita la data in cui i militari arriveranno a Vada per prelevare l’ordigno, che probabilmente risale alla Seconda Guerra Mondiale, per poi farlo brillare in una zona maggiormente scura. Non è la prima volta che sulle spiagge di Vada vengono ritrovati bombe e colpi di mortaio inesplosi.
Già nel maggio 2013, prima dell’avvio della stagione turistica, sono stati rinvenuti alcuni ordigni. In quel caso gli oggetti sono emersi durante operazioni di bonifica previste prima dell’intervento di ripascimento degli arenili. Sulla spiaggia in zona Mulino a fuoco, a sud di Vada, sono state rinvenute 11 mine anticarro. Poi è stata la volta della zona della Bucaccia, proprio davanti a Vada. Anche su questo tratto di arenile è stata trovato un’ordigno inesploso. In ambedue i casi il sindaco ha emesso ordinanze di divieto di transito nelle aree circostanti gli ordigni inesplosi.
E ancora, pochi giorni dopo, nel tratto di spiaggia compreso fra la foce del fiume Fine e l’area dove si trova il fosso di rilascio delle acque Solvay (conosciuto come Fosso bianco) è stato infatti trovato un colpo di mortaio lungo 35 centimetri. Fonte: 
http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2015/03/25/news/trovata-bomba-inesplosa-1.11113983

iltirreno.gelocal.it

martedì 24 marzo 2015

Bomba di Albisola, domani vertice in Prefettura per fissare il “D-Day”


Albisola S. Il D-Day non é ancora stato deciso e non sarà comunque nei giorni sotto Pasqua. Ma la bomba con 180 chili di tritolo ritrovata in una villa di via Torre del Capo sarà disinnescata entro poche settimane. Domani alle 10 in prefettura a Savona é prevista la riunione tecnica con il coordinatore delle operazioni affidate al genio artificieri della Brigata Taurinense. Di certo le operazioni non saranno fissate per questa settimana, ma domani sarà comunque una riunione tecnica nel corso della quale sarà deciso il raggio di evacuazione delle case, di luoghi privati e pubblici. Fonte: http://www.ivg.it/2015/03/bomba-di-albisola-domani-vertice-in-prefettura-per-fissare-il-d-day/
ivg.it

Palizzi (Rc), ritrovato ordigno bellico


Recuperato ordigno bellico. Sulla spiaggia di rione Lacchè, a poche centinaia di metri da Capo Spartivento è stato scoperto un ordigno bellico forse risalente al periodo della seconda guerra mondiale. I carabinieri della stazione della Marina di Palizzi, diretti dal maresciallo Giuseppe Serino avvertiti dai cittadini sono intervenuti sul luogo del ritrovamento. I militari hanno isolato e messo in sicurezza l’ ordigno che è lungo circa 40 centimetri e completamente ricoperto dalle alghe. Fonte: http://www.ntacalabria.it/area-grecanica/palizzi-rc-ritrovato-ordigno-bellico.html

lunedì 23 marzo 2015

Giornata Mondiale per l’Azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi – 9 aprile 2015 Casa Madre dei Mutilati d’Italia


Dal 2006, il 4 aprile di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale per la promozione dell’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi indetta dalle Nazioni Unite. 
   
In questa giornata si intende richiamare l'attenzione sulla realtà che questo fenomeno rappresenta in numerosissimi Paesi del pianeta, che a diverso titolo e con differente intensità sono minacciati dalla presenza di mine e di ordigni inesplosi talvolta, come in Italia, anche a distanza di tanti anni dalla fine dei conflitti.
Ogni anno nel mondo decine di chilometri quadrati di territorio vengono bonificati e tornano a disposizione delle comunità per la ricostruzione e la ripresa delle attività socio-economiche. Tuttavia, la strada è ancora lunga: 84 Paesi rimangono minati e si stima che più di 200.000 chilometri quadrati del loro territorio possano essere contaminati da mine e da ordigni inesplosi.
Ogni anno rimangono vittime di incidenti dovuti alle mine o agli ordigni inesplosi circa 5.000 persone, mentre è in costante crescita il numero di esseri umani che, a causa di tali incidenti, sono costretti a vivere il resto della loro vita con gravi invalidità e mutilazioni. Secondo l’UNICEF, i bambini rappresentano più di un terzo delle vittime civili. La loro curiosità naturale li espone a maggiori rischi, poiché spesso quando si imbattono in tali ordigni, non conoscendoli, cercano di aprirli o di giocarci. Essi sono, pertanto, più esposti degli adulti al rischio di morire o di ferirsi per le conseguenze delle esplosioni.
Giova sapere,  in proposito,  che l’Italia con la legge n. 173 del 2009  ha ratificato e reso esecutivo il protocollo V° della Convenzione di Ginevra sui residuati bellici esplosivi, che obbliga gli Stati membri ad “adottare tutte le precauzioni possibili per proteggere la popolazione civile, i civili isolati e i beni di carattere civile contro i rischi inerenti ai residuati bellici esplosivi e i loro effetti”, nonché a fare la propria parte anche per sostenere analoghe attività negli altri Paesi più colpiti.
Pochi sanno, in proposito, che ogni anno anche in Italia vengono rinvenuti oltre 60.000 ordigni (dati del Ministero della Difesa), principalmente della seconda guerra mondiale, i quali nel 2013 hanno causato 13 gravi ferimenti, 11 nel 2014 (tra cui un decesso a causa delle conseguenze delle ferite provocate dalla deflagrazione) e già 5 nei primi due mesi del 2015.
Chi si imbatte oggi in qualche parte del Paese in un ordigno bellico, infatti, lo scambia spesso per qualche oggetto di uso comune (ad es. un lumino, un giocattolo, un rottame, una penna), altre volte lo ritiene innocuo, magari un reperto da collezionare, pensando erroneamente che a distanza di tanti anni abbia perso la capacità di detonare.
La stragrande maggioranza di tali incidenti potrebbero essere evitati con una corretta informazione.
Ed è per questo che anche quest’anno l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra intende celebrare la Giornata Mondiale con un evento ricco di contenuti, dal titolo “CONOSCERE PER RI-CONOSCERE - Viaggio nelle scuole d’Italia e di Gaza”che si terrà il 9 aprile 2015, dalle ore 10.00 alle 12.30, presso l’Auditorium della Casa Madre dei Mutilati d’Italia in Roma, Piazza Adriana n. 3.
Nel corso della giornata, che sarà coordinata dalla giornalista RAI Lucia Goracci, esperta in affari internazionali e contesti di guerra, verranno presentati i risultati del progetto di prevenzione e sensibilizzazione dal contatto con gli ordigni inesplosi nelle scuole di UNRWA a Gaza, realizzato in collaborazione con UNRWA Italia (Agenzia ONU per i rifugiati Palestinesi) e con il supporto tecnico diUNMAS (Agenzia ONU per l’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi).
Il progetto è il frutto di un’importante collaborazione, sia per il contesto in cui viene realizzato, la Striscia di Gaza, martoriata da migliaia di ordigni inesplosi rimasti sul terreno nel tempo e dopo l’ultimo conflitto della scorsa estate, che per le modalità di realizzazione, che puntano a informare la popolazione, soprattutto quella più giovane, attraverso strumenti di immediata comprensione, come libri da colorare, cartoni animati e fiction pensati con un fine educativo. E proprio per illustrare in maniera dettagliata la situazione sul terreno saranno presenti da Gaza esperti di UNMAS, che forniranno il quadro della situazione globale, e di UNRWA, che in linea con il mandato di assistenza alla popolazione palestinese rifugiata, forniranno un’occasione unica di approfondimento della situazione di Gaza dal punto di vista sia degli operatori umanitari che dei beneficiari del progetto.
La giornata sarà, inoltre, l’occasione per presentare il nuovo step della campagna di sensibilizzazione sul tema degli ordigni bellici inesplosi - già trasmessa sulle tre reti RAI lo scorso mese di dicembre nell’ambito delle iniziative RAI per il sociale - che sarà realizzata nelle scuole italiane.
La stessa campagna è stata tradotta in arabo, nell’ambito del progetto internazionale suddetto, e trasmessa dal canale satellitare UNRWA TV, primo nel suo genere, che con un bacino di utenti che abbraccia tutto il mondo arabo e che presenta un palinsesto di programmi educativi rivolti in special modo ai tanti studenti che vivono in situazioni di conflitto che gli impediscono di frequentare regolarmente la scuola.
Durante la giornata verrà presentata, inoltre, la nuova edizione del libro “La mia bonifica”, a cura di Giovanni Lafirenze, esperto in bonifica bellica e membro del Dipartimento Ordigni Inesplosi dell’Associazione, e sarà proiettato un breve documentario informativo sul tema, che stiamo realizzando proprio in questi giorni, la cui versione più estesa sarà parte integrante della campagna pensata per le scuole del Paese.
Nel corso dell’evento - a cui prenderanno parte giovani studenti, dirigenti e soci dell’Associazione, autorità italiane ed internazionali ed il giovane Nicolas Marzolino, vittima diciassettenne di uno di questi ordigni nel 2003 a Novalesa nel torinese che gli ha causato la perdita della vista e di una mano - vi sarà anche un intervento dell’artista Raphael Dallaporta, che presenterà il suo lavoro fotografico“Antipersonnel” incentrato sulla rappresentazione di mine antiuomo e ordigni bellici.

domenica 22 marzo 2015

Bomba della Seconda Guerra Mondiale nel Naviglio: è la seconda in 48 ore


di Francesca Santolini
Corsico, 22 marzo 2015 - Due ordigni bellici sono stati rinvenuti, nell’arco di pochi giorni, dagli operai che stanno lavorando per ripristinare la sicurezza delle sponde e dei parapetti del Naviglio Grande, a Corsico. Qui, a 48 ore di distanza sono stati lanciati due «allarmi bomba» per residuati bellici rimasti per anni inesplosi sul fondo del canale leonardesco. In entrambi i casi le operazioni di deflagrazione sono avvenute in sicurezza: comportando un po’ di disagi alla viabilità sia sulla vecchia vigevanese che sull’alzaia, le due direttrici che costeggiano il canale sono state bloccate al traffico di auto e pedoni. L’ultimo episodio ieri. La detonazione dell’ordigno era prevista per le 9.30 ma, le operazioni di rimozione e spostamento del proiettile da mortaio rinvenuto sul fondo del canale e fatto poi esplodere in un campo agricolo a poche centinaia di metri di distanza, hanno ritardato il «botto». Infatti, proprio il viaggio dal letto del navigli – asciutto perchè oggetto di cantiere - all’area verde ha richiesto più tempo del previsto ma si è reso necessario per non creare disagi e danni alla vecchia cascina che costeggia il canale. Lungo la sponda nord, infatti, ha sede la cascina Guardia di Sopra, la vecchia struttura rurale passata dagli Sforza ai Visconti ai padri di san Simpliciano prima di diventare proprietà comunale nel 1975. Oggi sede della Soka Gakkay che, attraverso uno dei più importanti interventi di recupero, l’ha trasformata nel dei più grande centro buddista Italiano. I danni che l’esplosione avrebbe potuto causare alle vetrate della struttura ha portato alla decisione di rimuovere l’ordigno prima di farlo brillare poco dopo le 12. Uno scenario simile, anche se molto meno complicato, si era verificato giovedì sera quando, intorno alle 18 è stato fatto brillare un’altro ordigno anche quello adagiato sul letto del fiume cittadino. Secondo gli storici, i residuati bellici lungo il canale potrebbero essere tanti: non solo perchè il naviglio era la direttrice seguita anche nelle offensive aeree per raggiungere Milano ma, anche, perchè estremamente vicina alla ferrovia, uno dei bersagli dell’artiglieria da terra. Solo in tarda mattinata la viabilità si è normalizzata. Fonte: http://www.ilgiorno.it/sud-milano/bomba-naviglio-corsico-1.782637