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martedì 8 settembre 2015

Rotondi, fatta brillare la bomba della seconda guerra mondiale


Rotondi. Le operazioni si sono svolte nel migliore dei modi. Gli artificieri del genio guastatori di Caserta hanno provveduto a far brillare la bomba da mortaio che era stata rinvenuta dieci giorni fa, presso località Madonnella a Rotondi. I carabinieri della stazione di Cervinara hanno assicurato il controllo del luogo per evitare che qualcuno potesse avvicinare alla bomba inesplosa. Si tratta di un reperto risalente alla seconda guerra mondiale e fa parte delle bombe che i militari di sua maestà britannica riservarono ai tedeschi, nella fase di ritiro dalla Valle Caudina. Ricordiamo che la nostra terra fu liberata dai nazisti nel periodo che va dal settembre all’ottobre del 1943 in tempo per non conoscere le crudeltà della guerra civile. Spesso vengono rinvenuti ancora oggi, proiettili e bombe inesplose, fortunatamente, non si registrano incidenti. Fonte: http://www.ilcaudino.it/rotondi-fatta-brillare-la-bomba-della-seconda-guerra-mondiale-2/

lunedì 7 settembre 2015

Ordigno bellico, oggi le operazioni


BOSA. È stato il nucleo Sdai, Servizio difesa antimezzi insidiosi, della Marina Militare di stanza a La Maddalena, assistito dalle unità navali della Guardia Costiera, a verificare la pericolosità del presunto ordigno bellico rinvenuto, in un fondale di venti metri a circa settecento metri dalla foce del Temo, da un cittadino che ha immediatamente avvisato il locale ufficio della Guardia Costiera. Il tenente di vascello Guido Avallone, al comando della Guardia Costiera di Bosa, dopo aver emesso un’ordinanza di interdizione dello specchio d’acqua vicino alla foce ha quindi interessato la Prefettura di Nuoro, per richiedere l’intervento del personale specializzato nel disinnesco di esplosivi degli incursori della Marina. «Le operazioni di localizzazione e identificazione del presunto ordigno bellico nonché, qualora lo stesso venga ritenuto pericoloso per la pubblica incolumità, di rimozione e trasferimento a mezzo rimorchio sul punto di brillamento avverranno oggi e domani, e saranno estese al 9 in caso di condizioni meteomarine avvers», precisa il comandante del Porto di Bosa.(al.fa.) Fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2015/09/07/news/ordigno-bellico-oggi-le-operazioni-1.12055079
lanuovasardegna.gelocal.it

Mazara, la Marina Militare brilla in mare a Tonnarella mina anticarro


E’ stata fatto brillare in mare, a Mazara del Vallo, la mina anticarro,  trovata lo scorso 27 agosto a Tonnarella, a 5 metri circa dalla battigia, tra i lidi Baywatch e Baia Verde. Avea un diametro di 40 centimetri. Sul posto sono intervenuti le forze di polizia, per garantire la pubblica incolumità, e gli artificieri del nucleo Sdai di Augusta Fonte: http://www.tp24.it/2015/09/07/istituzioni/mazara-la-marina-militare-brilla-in-mare-a-tonnarella-mina-anticarroil-video/94103

domenica 6 settembre 2015

S. Angelo, trovato ordigno bellico della seconda guerra mondiale


di Antonio Pirolo
Un ordigno inesploso, verosimilmente risalente all’ultimo conflitto mondiale, è stato rinvenuto nel pomeriggio odierno all’interno di un fondo agricolo in contrada Ruggiano, a S. Angelo dei Lombardi. I Carabinieri della locale Stazione hanno provveduto a delimitare l’area interessata che sarà vigilata finché la bomba non verrà rimossa da personale specializzato. Fonte: http://www.irpinianews.it/s-angelo-trovato-ordigno-bellico-della-seconda-guerra-mondiale-2/

PASSO S.PELLEGRINO. UOMO TENTA DI DISINNESCARE ORDIGNO BELLICO, FERITO


Un uomo è rimasto ferito al passo San Pellegrino mentre stava cercando di disinnescare un ordigno bellico. A lanciare l’allarme è stato l’uomo stesso da un fienile del paese. L’uomo è rimasto ferito alle gambe e al basso ventre. Sul posto elicottero, ambulanza, vigili del fuoco e carabinieri. Fonte: http://radionbc.it/passo-s-pellegrino-uomo-tenta-disinnescare-ordigno-bellico-ferito/
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG

Follia per follia


Hanvec (Francia) un giardiniere falcia con un tagliaerba una granata risalente alla seconda guerra mondiale. Avrebbe dovuto allertare la gendarmeria, viceversa raccoglie la granata la carica in macchina e la porta direttamente alla caserma di polizia. Ovviamente questo signore oltre a mettere a repentaglio la propria incolumità ha coinvolto nel rischio ogni persona da lui incrociata lungo il tragitto. Ovviamente gli agenti alla vista del residuato bellico hanno evacuato gran parte del rione.
A Rusko in Polonia stesso lavoro, mentre si falcia erba appare un residuato bellico risalente alla seconda guerra mondiale, il protagonista della vicenda è un ventenne. Il giovane porta la granata in casa, non dice nulla alla famiglia. È curioso di scoprire cosa nasconde al suo interno quel pezzo di ferro tanto pesante. Decide di utilizzare una smerigliatrice. La bomba esplode, il ragazzo è investito dalle schegge che gli straziano lo stomaco. La madre sente le urla del figlio, lo raggiunge, lo vede in una pozza di sangue con le braccia incrociate quasi volesse nascondere o a suo modo proteggere le profonde ferite. Il ragazzo è stato trasportato in elicottero all’ospedale di Legnica. Diverso discorso a Rafiabad località in India. L’esplosione di un residuato bellico uccide un dodicenne e ferisce gravemente la madre. Il ragazzino all’insaputa della madre giocava sul terrazzo di casa con la bomba trovata per strada. La madre è tutt’ora in ospedale. La detonazione ha distrutto una vasta area dell’abitazione. L’incidente ha provocato una spontanea manifestazione popolare in quanto in zona ci sarebbero centinaia e centinaia di residuati inesplosi a vista, in superficie che andrebbero disattivati, eliminati. A Roydon, località a nord di Londra, genitori e tre figlioli passeggiano, all’improvviso il più grande dei figli inizia ad urlare:<< papà, papà cos’è questo ?>>. I genitori si avvicinano al ragazzino e notato tra sue le mani qualcosa simile ad un piccolo e vecchio contenitore. Infine comprendono che si tratta di qualcosa di pericoloso. Infatti ordinano al ragazzino di posare il manufatto, nel contempo allertano la polizia del luogo che giunta sul posto identifica l’oggetto, si tratta di una bomba da mortaio da 2 pollici.  
Giovanni Lafirenze
Campagna sensibilizzazione sul tema ordigni inesplosi promossa dall'ANVCG


A CACCIA DI BOMBE, DELLA SECONDA GUERRA, NEL PORTO DI NAPOLI


NAPOLI - Si apre la caccia alle bombe della seconda guerra mondiale che potrebbero ancora essere presenti nel porto di Napoli. L’Autorità Portuale ha appaltato la bonifica superficiale degli ordigni bellici nei fondali dello scalo marittimo, propedeutica all’avvio dei lavori di escavo. La mappatura della presenza delle bombe di settant’anni sarà effettuata dalla Sogelma, una impresa che ha sede a Scandicci, in Toscana, ed è specializzata in questo tipo di operazione. Recentemente, la società ha vinto a Torino un appalto per la bonifica da eventuali bombe inesplose dell’area dove sta per essere ricostruito il Filadelfia, celebre stadio della città transalpina che ospitò, tra l’altro, le gesta del Grande Torino, quello che dettò legge nel campionato italiano di calcio fino alla strage di Superga del 1949. L’ appalto per il porto di Napoli vale 2.260.000 euro. Il monitoraggio si estenderà fino ad un metro sotto la sabbia del fondale, l’area dove potrebbero essere ancora sepolte le bombe che, a migliaia, furono sganciate sullo scalo marittimo partenopeo, in particolar modo tra il 1942 ed il 1943. Esaurita la ricerca degli ordigni e rimosse le bombe che potrebbero essere ancora presenti nel fondale – l’intervento dovrebbe partire tra qualche settimana e concludersi in autunno – potranno anche essere avviati i lavori di escavo, che saranno effettuati dal vincitore dell’appalto da trentanove milioni di euro, anch’esso bandito dall’Autorità Portuale. Quest’ultimo intervento, della necessità del quale si parla ormai da tempo, è funzionale all’aumento del pescaggio, indispensabile per continuare ad accogliere le grandi navi che attraccano in città. Saranno portati via oltre un milione di metri cubi, che andranno a riempire la Cassa del Terminal di Levante. Il dragaggio dei fondali fa parte di un pacchetto di opere approvati lo scorso inverno dal Comitato Portuale, nell’ambito del programma 2015 – 2017, per un valore di 171 milioni di euro. Tra essi, il completamento della rete fognaria, i collegamenti ferroviari all’interno dell’ambito portuale, l’allestimento degli spazi espositivi all’Immacolatella. Fonte: http://www.teleischia.it/news/19230/a-caccia-di-bombe-della-seconda-guerra-nel-porto-di-napoli